Francamente il contenuto dell'articolo (anche se, in sincerità, ricorda assai più il contenuto e la forma di una velina) del Corriere è disarmante.
Lo è, innanzitutto, perché, se rispondesse a verità quanto ivi scritto, il più venduto quotidiano italiano ci informerebbe senza sollevare alcuna obiezione (anzi con un certo compiacimento) di un manifesto sviamento di potere, per non dire di un vero e proprio tentativo di ricatto ai danni della Lega e di quelli che, a torto o a ragione, sono ritenuti essere gli esponenti che esprimono l'indirizzo che al suo interno raccoglie il 90% dei consensi, compiuto da quello che, quale Presidente del CONI, non solo sarebbe un soggetto terzo rispetto ad una contrattazione collettiva in corso tra terzi soggetti (neppure lo Stato fascista ha osato fare tanto), ma, ancor prima, dovrebbe garantire, in posizione di terzietà ed equidistanza tra tutti gli interessi in gioco (sic!), la trasparenza, la probità e la lealtà dei rapporti intercorrenti con ogni soggetto appartenente all'ordinamento sportivo.
Lo è, inoltre, perché è pieno di inesattezze, come quando, ad esempio, vorrebbe assimilare, con un espediente degno dell'azzeccacarbugli manzoniano, la persona giuridica S.S. Lazio alla persona fisica Claudio Lotito per liberarsi (rectius: vendicarsi) di quest'ultimo - e con lui di Beretta, reo di rapportarsi alla persona sbagliata - in sede federale, allo scopo di favorire il prevalere dell'interesse dell'AIC su quello della Lega Calcio.
Se anche solo metà di quanto scritto da Costa fosse vero, domani stesso la Procura competente, la Corte dei conti, il Ministero per lo sport dovrebbero immediatamente iniziare le istruttorie necessarie per l'accertamento di ogni illecito riscontrabile nella situazione data e per la rimozione di chi, all'evidenza, è del tutto inidoneo al munus pubblico al quale è stato chiamato. E non mi riferisco certo a Lotito.