Milito-Motta: Preziosi trattò
Che cosa rischiano Moratti e l'Inter
(di Luca De Carolis)
Un supplemento di sospetti e polemiche, quasi a ricordare che in Italia i campionati finiscono sul campo, ma spesso proseguono altrove. Per esempio, nelle stanze della procura della Federcalcio, che ha deferito, ovvero rinviato a giudizio, il patron dell'Inter Massimo Moratti, quello del Genoa Enrico Preziosi e i due club per responsabilità oggettiva. Secondo il procuratore federale, Stefano Palazzi, nel maggio 2009 Moratti e Preziosi hanno violato il codice di giustizia sportiva, trattando il passaggio di Milito e Thiago Motta dal Genoa all'Inter. Il patron rossoblù, inibito dai giudici del calcio per 5 anni a partire dal 2005, non poteva trattare giocatori, né rappresentare in alcun modo il suo club. Eppure sarebbe stato proprio lui a discutere con il presidente nerazzurro la cessione dei due sudamericani. A provarlo, un'intervista di Preziosi alla televisione locale Telenord (ripresa da diversi quotidiani), in cui il proprietario del Genoa raccontava la trattativa: "Ho visto Moratti a colazione, abbiamo raggiunto un accordo sulla valutazione dei due giocatori (Motta e Milito, ndr) e ci siamo stretti la mano. Non voglio entrare nei dettagli: abbiamo ottenuto delle contropartite importanti. Posso rivelare solo che dell'affare fa parte Acquafresca". Preziosi ha confermato queste parole a un collaboratore della procura federale, precisando però che nell'incontro con Moratti "non si sarebbe fatto riferimento all'importo globale dell'operazione e alle contropartite tecniche". Così recita il deferimento, pubblicato integralmente sul sito di Mario Corsi, conduttore radiofonico molto popolare a Roma. Il primo a dare la notizia del rinvio a giudizio, arrivato dopo lunga riflessione. Il dossier è rimasto per mesi sul tavolo di Palazzi, che ha deciso per il deferimento anche perché poco convinto dalla deposizione di Moratti. Il presidente dell'Inter ha confermato l'incontro con Preziosi, negando però di aver parlato con lui di mercato, dopo aver saputo dell'inibizione proprio dal patron genoano. "Dichiarazioni non attendibili" scrive Palazzi, perché è "inverosimile" che Moratti non sapesse della squalifica. Così i due presidenti dovranno rendere conto della vicenda alla Commissione disciplinare, il primo grado della giustizia sportiva, che li convocherà il mese prossimo. Cosa rischiano i due club? In linea teorica, i contratti di Milito, Motta e Acquafresca potrebbero essere annullati e le due società punite con punti di penalizzazione (uno per ciascuna partita in cui sono stati utilizzati i giocatori coinvolti) o addirittura con la revoca automatica del titolo, per quanto riguarda l'Inter. Ipotesi quanto mai improbabile, stando a un ex giudice sportivo: "In caso di condanna, daranno una lieve squalifica a Moratti e multe ai due club". Preziosi, interpellato dal Fatto, ha risposto così: "Non parlo di cazzate, scrivetelo pure". Moratti ha fatto sapere di non aver ricevuto nulla dalla procura. Ma dall'Inter ostentano tranquillità: "Ci difenderemo, come sempre". Intanto ieri il patron del Palermo, Maurizio Zamparini, è stato inibito per sei mesi dalla Disciplinare per plusvalenze fittizie.