Totalmente concorde con Cosmo.
A costo di essere antipatico, e sperando di sbagliarmi, io penso che l'aver gestito in questa maniera il problema Zarate, sia sintomo del fatto che non siamo pronti (ancora, voglio sperare che un giorno le cose cambino) per puntare a grandi traguardi.
Era tutto perfetto, un momento come non se ne vedevano forse davvero dalla Lazio cragnottiana: la roma eliminata. Un mercato eccellente, elogi che piovevano anche da allenatori e calciatori avversari (come Boateng e Allegri). Un attacco pieno di alternative e classe. C'era soltanto da sbolognare gli esuberi, magari cedere Floccari e prendere un buon centrale e/o un centrocampista. Ma anche fossimo rimasti com'eravamo, non ci sarebbe stato da lamentarsi.
E poi, quasi a ciel sereno, una giornata come questa, che in poche ore rimette tutto in discussione; Zarate viene dato all'Inter (che, forte il suo indebolimento, sarebbe potuta essere una diretta concorrente) a poche ore dalla fine del mercato per un'offerta ridicola (ma Zarate non si vendeva solo di fronte a offerte irrinunciabili?) e non si prende nessun altro, mentre dall'altra parte si cambiano le carte in tavola con tre buoni colpi (e quello è uno scarto del Real, e quello ha fatto ridere in Germania, e quello non lo cercava nessuno... ma dubito fortemente che se li avessimo presi noi questi tre, o anche uno solo, sarebbe poi dispiaciuto a molti).
Mah, che dire, il tifoso Laziale non sarà mai contento, però mi pare che questa dirigenza, che personalmente non ho mai contestato, certe volte ci metta veramente del suo per prestare il fianco alle critiche e al malcontento.