Sfide-Incubo Biancoazzurro (video cura per chi ha perso la Lazialità)

Aperto da Biafra, 08 Set 2010, 07:47

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StylishKid

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MarcheseMCM

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Ero piccoletto 10 anni, ma ricordo nitidamente che scendemmo in strada coi miei cuginetti (tutti rigorosamente Laziali, anche se in famiglia mia pure i cani e le tartarughe erano Laziali) a sventolare le bandiere, la ricordo ancora come una gioia indescrivibile anche se forse grazie alla mia tenera età non avvertivo la drammaticità della situazione.

Dentro le Mura

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saracino

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Io quegli anni non li ho vissuti ma quando vedo il gol di Fiorini mi vengono gli occhi lucidi. E ringrazio i netters che ogni tanto ricordano quei momenti con una passione tale che sembra che li abbia vissuti anch'io!

FORZA LAZIO

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ian

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Io  a questo punto vorrei dire una cosa, a proposito dell'essere laziali, del tifare per la Lazio.
Leggo spesso, sento spesso, nelle chiacchiere tra amici, allo stadio etc, qui, che un tratto caratteristico sarebbe quello della sofferenza, dello stare vicini alla squadra nei momenti piu' terribili, nel vivere le disgrazie (purtroppo parecchie) e le gioie co lo stesso pathos, forse nelle prime piu' che nelle seconde.
E fin qui placet, nel senso che  è in qualche modo innegabile il fatto che abbiamo questo aspetto, questo standard, questa caratteristica.
Che pero', per me, non è peculiare, nè è la più lampante.
Non è peculiare perchè, a mio avviso, questo fatto delle disgrazie, della vicinanza alla squadra o comunque al proprio amore per  il club è tratto comune a molti altri.
Sono convinto che se facessimo una survey tra i tifosi delle varie squadre ne troveremmo a bizzeffe di questo genere: i napoletani non ci racconterebbero con prosopopea e i lucciconi gli anni di C? Quelli del Toro non si sentiranno unici e sacri per le varie disgrazie vissute, tutte con grande vicinanza emotiva alla squadra, da Superga agli ultimi 15 anni di vita sportiva? E potrei proseguire.
Aggiungo che a me neanche "soddisfa" così tanto riconoscermi questa caratteristica proprio per il fatto che, alla fine della fiera, anche i tifosi delle altre squadre la vantano o la vanterebbero.


Cio' che realmente ci contraddistingue, sempre a mio avviso, è IL MODO QUOTIDIANO o DOMENICALE con cui viviamo la squdra. Meglio, parlo per me, in cui vivo la squadra.

Il laziale, anzi IO laziale, ho visto Lazio - Varese da solo.


Io sono andato a Napoli, a vedere lo spareggio che abbiamo perso, quello successivo e decisivo vinto, l'ho visto in tele

Piangendo disperandomi esultando come un bambino.

Non so se mi sono spiegato, penso di no

Comunque Forza lazio a tutti












































Kappa

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Citazione di: ian il 09 Set 2010, 21:45
Io  a questo punto vorrei dire una cosa, a proposito dell'essere laziali, del tifare per la Lazio.
Leggo spesso, sento spesso, nelle chiacchiere tra amici, allo stadio etc, qui, che un tratto caratteristico sarebbe quello della sofferenza, dello stare vicini alla squadra nei momenti piu' terribili, nel vivere le disgrazie (purtroppo parecchie) e le gioie co lo stesso pathos, forse nelle prime piu' che nelle seconde.
E fin qui placet, nel senso che  è in qualche modo innegabile il fatto che abbiamo questo aspetto, questo standard, questa caratteristica.
Che pero', per me, non è peculiare, nè è la più lampante.
Non è peculiare perchè, a mio avviso, questo fatto delle disgrazie, della vicinanza alla squadra o comunque al proprio amore per  il club è tratto comune a molti altri.
Sono convinto che se facessimo una survey tra i tifosi delle varie squadre ne troveremmo a bizzeffe di questo genere: i napoletani non ci racconterebbero con prosopopea e i lucciconi gli anni di C? Quelli del Toro non si sentiranno unici e sacri per le varie disgrazie vissute, tutte con grande vicinanza emotiva alla squadra, da Superga agli ultimi 15 anni di vita sportiva? E potrei proseguire.
Aggiungo che a me neanche "soddisfa" così tanto riconoscermi questa caratteristica proprio per il fatto che, alla fine della fiera, anche i tifosi delle altre squadre la vantano o la vanterebbero.


Cio' che realmente ci contraddistingue, sempre a mio avviso, è IL MODO QUOTIDIANO o DOMENICALE con cui viviamo la squdra. Meglio, parlo per me, in cui vivo la squadra.

Il laziale, anzi IO laziale, ho visto Lazio - Varese da solo.


Io sono andato a Napoli, a vedere lo spareggio che abbiamo perso, quello successivo e decisivo vinto, l'ho visto in tele

Piangendo disperandomi esultando come un bambino.

Non so se mi sono spiegato, penso di no

Comunque Forza lazio a tutti
penso di averti capito, se non altro perchè io nell'86 ero alle medie: 1 laziale, qualcosa come 20 compagni romanisti e qualche juventino sparso. Chi mi poteva capire?
e per me non esiste il gruppone di amici"che tanto siamo tutti della Lazio", mai successo.
tanto è vero che ai mondiali del 2006 mi sentivo molto a disagio a festeggiare con tutta quella gente...
ma forse sono pazzo...

Fuls

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Avevo il morbillo. Il giorno di Lazio - Vicenza avevo il morbillo. Solo che non era ancora conclamato... ero in nord... 17 anni col caldo che c'era e avevo un giacchetto addosso. Ricordo un cuore fatto di rose(?) bianche e celesti... "un amore così grande" dagli altoparlanti... l'attesa infinita, la sensazione di vicinanza con ognuna delle persone in quello stadio. Un respiro solo.
Poi l'urlo più lungo, intenso... quasi disumano che abbia mai sentito. Perchè dentro c'era il boato dopo un goal... ma anche 60000 soliloqui ad alta voce, quasi increduli quando ormai sembrava che fosse davvero finita.
Ho pianto da seduto da solo...
Questa è la Lazio. Questi i Laziali. Questo sto provando a trasmettere ai miei figli.
Dopo la partita ero a letto. 40 di febbre. pezze di acqua fredda in fronte e Goal di notte... al buio, ad occhi chiusi.

Anni dopo, per lavoro sono a Bologna. Porta Lame. Voglio giocare la schedina, entro in una ricevitoria. E mi trovo davanti un mito... che con occhi annoiati mi chiede cosa dovessi fare. Gli stessi occhi che hanno pianto alla fine di quella partita. L'ho strizzato! Volevo baciarlo. Ci siamo messi a parlare della Lazio vincente di allora... di quanto tutto quel "ben di Dio" fosse potuto succedere grazie a quella sua puntata in quel giorno di tanti anni prima e dei tifosi che già allora erano disgregati sofferenti.... in contrasto...
Ricordo che mentre andavo via l'ho visto attraversare la strada con quel suo incedere da cowboy emiliano... e l'ho baciato col pensiero, da lontano. Grazie Giuliano... ovunque tu sia ora.

Ecco la sensazione che si aveva ad andare allo stadio, a seguire quella Lazio era la fortissima appartenenza alla squadra e soprattutto alla sua gente. Sarà che quando si soffre ci si stringe un pò più forte.

Ok asciugo i lucciconi e vado a nanna.

Forza Lazio. Sempre.

Freccia01

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iDresda

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Citazione di: Freccia01 il 10 Set 2010, 00:22
Bellissimo ....
Davvero, bellissimo, come molti dei racconti qui che mi fanno rivivere con emozione e commozione quei giorni.
Quegli anni.
Erano anche i miei anni, di unico laziale tra peperoni alle elementari e alle medie.
Erano gli anni della B e nonostante questo il mio senso di appartenenza è aumentato.
La "scelta" più dura, più controcorrente, da difendere con fatica, con sofferenza dalla prepotenza di chi allora stava meglio di te.
Un "esercizio" che mi è tornato utile anche nella vita.

Grazie Ragazzi, Grazie Lazio
:bandes:

Dentro le Mura

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Mia madre mi guardò con occhi strani e mi versò un "cordiale", stavo per svenire davanti alla televisione in BN e alla diretta via microfono non ricordo neanche di chi.
A 24 anni saltellavo per tutta casa come un bambino. Pochi amici e pochissimi laziali, da sempre. E' il mio debole per le minoranze che mi ha fatto scegliere, è la mia voglia di stare dall'altra parte del muro.
Poi a Napoli, per gli spareggi, con il pullman organizzato.
Da solo.
Anche allora c'erano dei laziali che preferivano nascondersi... e preferivano uscire a festeggiare un Roma-Lecce piuttosto che soffrire con la squadra... Camolese, Acerbis, Magnocavallo, il grandissimo Massimo Piscedda, e poi lui, il gigante con lo sguardo triste.
Ciao Giuliano, guarda da lassù quelli che tifano solo quando si vince, ne abbiamo tanti anche oggi.
E tienili per cortesia lontano dallo stadio.
Dal TUO stadio.

jp1900

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Citazione di: ian il 09 Set 2010, 21:45
Io  a questo punto vorrei dire una cosa, a proposito dell'essere laziali, del tifare per la Lazio.
Leggo spesso, sento spesso, nelle chiacchiere tra amici, allo stadio etc, qui, che un tratto caratteristico sarebbe quello della sofferenza, dello stare vicini alla squadra nei momenti piu' terribili, nel vivere le disgrazie (purtroppo parecchie) e le gioie co lo stesso pathos, forse nelle prime piu' che nelle seconde.
E fin qui placet, nel senso che  è in qualche modo innegabile il fatto che abbiamo questo aspetto, questo standard, questa caratteristica.
Che pero', per me, non è peculiare, nè è la più lampante.
Non è peculiare perchè, a mio avviso, questo fatto delle disgrazie, della vicinanza alla squadra o comunque al proprio amore per  il club è tratto comune a molti altri.
Sono convinto che se facessimo una survey tra i tifosi delle varie squadre ne troveremmo a bizzeffe di questo genere: i napoletani non ci racconterebbero con prosopopea e i lucciconi gli anni di C? Quelli del Toro non si sentiranno unici e sacri per le varie disgrazie vissute, tutte con grande vicinanza emotiva alla squadra, da Superga agli ultimi 15 anni di vita sportiva? E potrei proseguire.
Aggiungo che a me neanche "soddisfa" così tanto riconoscermi questa caratteristica proprio per il fatto che, alla fine della fiera, anche i tifosi delle altre squadre la vantano o la vanterebbero.

Cio' che realmente ci contraddistingue, sempre a mio avviso, è IL MODO QUOTIDIANO o DOMENICALE con cui viviamo la squdra. Meglio, parlo per me, in cui vivo la squadra.

Il laziale, anzi IO laziale, ho visto Lazio - Varese da solo.

Io sono andato a Napoli, a vedere lo spareggio che abbiamo perso, quello successivo e decisivo vinto, l'ho visto in tele

Piangendo disperandomi esultando come un bambino.

Non so se mi sono spiegato, penso di no

Comunque Forza lazio a tutti
TI sei spiegato benissimo. Anche io ho vissuto le vittorie della Lazio da "solo".
Come ho già scritto in passato, gli animali che rappresentano la Lazio e la roma sono veramente i simboli dei rispettivi tifosi: noi da soli, in alto e distaccati, "quelli" in branco. 

jp1900

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Citazione di: jp1900 il 10 Set 2010, 13:57
TI sei spiegato benissimo. Anche io ho vissuto le vittorie della Lazio da "solo".
Come ho già scritto in passato, gli animali che rappresentano la Lazio e la roma sono veramente i simboli dei rispettivi tifosi: noi da soli, in alto e distaccati, e "quelli" di là che si fanno forza solo in branco.

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Zoppo

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Io ho 22 anni. Ancora dovevo nascere. Ma vedendo il filmato e ogni volta che vedo quelle immagini mi viene da piangere. E come se le avessi vissuto anche io quell'anno. E' una sensazione strana. Non so se c'è qualcuno altro che prova le stesse cose.

Amo questa squadra. Amo questi colori. Questa gente...

COLDILANA61

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Citazione di: jp1900 il 08 Set 2010, 10:57
Il tifoso laziale è così, duro, aspro con i suoi giocatori, ma poi nell'ora decisiva segue la sua squadra anche all'inferno, con amore e senza lacrime.

Per chi è giovane e non ha vissuto quegli anni, capite ora perchè non riusciamo a comprendere come l'odio per Lotito, giustificato o meno, possa superare l'amore per la Lazio?

NON CREDO SI POSSA TROVARE QUALCOSA CON CUI ESSERE PIU' D'ACCORDO .


dottor schulz

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ognuno si ricorderà sempre dove si trovava quando l'italia vinse i mondiali dell'82, quando ian rush seppellì i sogni europei della roma, quando ci fu la tragedia dell'heysel.
ma quando poli staccò in area a pochi minuti dalla fine, non solo ognuno ricorderà il posto in cui si trovava, lo amerà anche infinitamente.

io non potei andare a napoli. mi trovavo a casa, secondo tempo, eravamo ancora sullo zero a zero. ascoltavo la radio quando ad un certo punto andò via anche la corrente. non ricordo cosa inventai per riprendere il collegamento mutilato, e riascoltare quella voce sommersa nell'incubo di un non ce la facciamo più. non so se arrivò più in alto  lo stacco di poli o quello mio successivo. di certo, per arrivare così in alto bisogna aver prima conosciuto il fango.

emapir92

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prima de andà allo stadio me fate vede ste cose..
Avendo 18 anni, ste cose le ho potute vede solo tramite youtube.
Me vengono i brividi solo al pensiero de vive un dramma simile..

sorazio

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non ho vissuto quei tempi sono dell'88, ma quando avevo 7 anni ero al mare e un signore vedendomi con la maglia della Lazio mi dice... levami questa maglia davanti per favore che ancora sto a rosicà per quella partita ( quella col campobasso) ed io che non capii al momento la battuta me ne andai poi a distanza di tempo ho saputo il perchè di quel rosicamento e sinceramente ne vado fiero... :D

Sirius

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Ho una vaga sensazione di deja-vu, come se vi avessi gia' raccontato quel giorno....

Avevo 14 anni e mio zio m'ha portato allo stadio...
Che Distinto era? Mi pare Distinti Ovest, proprio sotto la sparuta presenza dei tifosi vicentini (all'epoca non si chiudevano interi settori di stadio per farci stare comodi i tifosi delle squadre avversarie)....
Dalle file piu' in basso iniziano a distribuire sacchetti di plastica trasparente pieni di cartonici ritagliati, bianchi e azzurri...
A me arriva un sacchetto pieni di coriandoli azzurri...
Al fischio di inizio lanciamo questi coriandoli tutti insieme...
Cazzo, mi dispiace sporcare lo stadio, non vorrei gettare tutta questa carta per terra, ma mio zio mi sorride "Lanciali, lanciali....Vedrai che effetto".
Inizia la partita, svuoto il mio sacchetto insieme ad altre non so quante centinaia di persone: e' uno spettacolo fantastico.
Il cuore batte a mille.
So che vinceremo.

Ma il tempo passa e il portiere del Vicenza fa miracoli in successione.
La gente intorno a me passa dall'euforia alla preoccupazione, alla disperazione...
Vedo persone adulte piangere, vedo mio zio essere sempre piu' cupo e sento i tifosi del Vicenza che ci intonano un "Serie C, Serie C" che fa infuriare tutta la curva....
Ma a parte qualche sguardo e qualche parola di troppo, nessuno si muove dal suo posto...
Almeno fino all' 82º, quando da distanza siderale vedo le braccia di Fiorini e di tutti gli altri giocatori, alzarsi in cielo, sento un boato assurdo provenire dalla Nord e poi non so cosa sia successo...
Cinque minuti in cui mi ha abbracciato praticamente tutto il Distinto, tutti urlavano, strillavano, piangevano...
300 braccia mi stringevano da tutte le parti, le prime erano quelle di mio zio, che da qual momento non mi hanno mai lasciato...
Non respiravo piu', ma continuavamo tutti a piangere...
Dopo un tempo non misurabile, ci siamo girati tutti verso il settore ospiti e abbiamo intonato il loro stesso "Serie C, Serie C".
Dopo la sofferenza degli ultimi minuti, in cui saranno volati almeno un duecento "E fischia la fine arbitrooo" con annesso insulto, la partita finisce...

Restiamo seduti 5 minuti buoni sfiniti, sudati, stremati, ancora con le lacrime, ma felici...

Siamo vivi, siamo ancora vivi.
E lo saremo sempre.

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Biafra

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Da due giorni sto  incupito per la cessione di Zarate,.
poi ho ripensato a come stavamo l'anno scorso di questi tempi,
e m'è tornato in mente sto vecchio topic..
di fronte alla nostra storia lunga 111 anni, zarate vale meno di un moscerino sul parabrezza..

ridendo da solo come uno scemo ho anche pensato a noi Laziali, incazzosi, perennemente critici, sempre in guerra tra di noi,
rompipalle nati,.ma oltre tutto e tutti, perennemte innamorati di questa  misteriosa entità chiamata "Lazio"  nata 111 anni fa a Piazza della Libertà...
ho pensato anche a questa prima parte della mia vita, senza particolari certezze tranne una,
la mia Lazio e i mie fratelli Laziali....

Vabbè, la faccio corta,
tutto questo per dire:
sticazzi de tutto e tutti,..

FORZA LAZIO!!!   :band1:


PS. Rivedere il video di Sfide all'inizio del topic, non fa mai male... :poof:







Biafra

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Lazionetter
* 10.706
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PS. dopo che hi scritto sta roba, non ho resistito e me so rivisto i video...sto a piagne come un co j o ne.. :s

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