Mia moglie ieri mi ha chiesto "ma non te la potevi registrà invece di svegliarti alle 5 di mattina ?".
No, non potevo.
Erano quattro anni che aspettavo questa partita.
Partita dai due volti, un primo tempo, forse, tra i migliori giocati dalla nazionale in questi anni, una difesa implacabile, una mischia imperiale e una touche attenta. E davanti avevamo la squadra più in forma del mondo in questo momento.
Poi abbiamo avuto 20 minuti di apnea, o per un calo nostro o per un'accellerazione degli australiani. Che ci é costato quattro mete. Fatti i cambi abbiamo ripreso la partita in mano e abbiamo avuto le nostre occasioni, tra cui una meta praticamente fatta in cui la nostra mischia aveva depositato gli avversari a casa loro ma Parisse e Gori hanno dimenticato di spingere la manina sul pallone. Peccato, meritavamo almeno quella meta.
Non era quella la partita da vincere, anche se si é visto per l'ennesima volta che ci manca un 10 di livello internazionale. Il 9 lo abbiamo in mano, non é Morgan Parra ma Semenzato sta prendendo sempre più piede tra i titolari. E' anche vero che con una prima linea Castro-Ghiraldini-Lo Cicero il mestiere del mediano di mischia é più semplice (scherzo, é complicato come tutti i ruoli).
Irlanda-Usa ci ha fatto vedere che i verdi sono assai confusi in questo momento e stanno pagando l'età avanzata di quella grande generazione di fenomeni che li ha portati al grande slam tre anni fa. Sono abbastanza appannati, la loro vittoria era scontata, ma gli Usa (niente di trascendentale) li hanno messi in difficoltà.
Ora sarà importante, e credo i nostri lo sappiano, vincere e bene contro Usa e Russia, magari con il punto di bonus e arrivare lla sfida con i verdi con il vantaggio di poter accontentarsi del pareggio.
Più per una ragione psicologica che per una ragione contabile, visto che il pareggio é una eventualità assai remota nel rugby.
Il prossimo appuntamento é il 20 settembre alle 9 e mezza. Contro la Russia.