Citazione di: Il Tenente il 19 Set 2011, 17:33
Secondo me se limitiamo il problema a quello che fa o dice o canta la curva, ci mettiamo i paraocchi da soli e non ci capiamo.
Il coro "Reja vattene", come mille altri momenti simili in passato, è lo sfogo amaro di tanti tifosi, anche di distinti e tribune. Gli stessi citati da proi349, quelli che volevano via Eriksson o Zoff, gli stessi che vorrebbero mandare via qualsiasi allenatore non le vinca tutte, giocando bene, umiliando la ASRM nei derby, baciando la maglia, facendo giocare tutti i paladini, ecc...
Quei tifosi siamo stati tutti noi, prima o poi. E' il tifoso incazzato dopo la sconfitta, ed è suo diritto sfogarsi così.
POI devono intervenire altre valutazioni, un minimo di serenità, capire se veramente è il caso di alzare tutta sta cagnara dopo DUE (2) giornate di campionato!
Con la stessa serenità, iniziamo ad accettare il fatto che i tifosi della Lazio (quelli della curva, quelli dei distinti, quelli della tribuna) hanno connaturato un livello di suscettibilità elevatissimo, e sarebbero pronti a mandare al rogo Sir Alex Ferguson dopo un derby perso.
Ne conosco tanti, tantissimi, anche mediamente esperti di calcio, non per forza rimbecilliti da anni di LotitoPDM, che dopo una sconfitta sono pronti a giurare che "er geftore è er maaale daaaa lazzzio", che "rejaminestraro", che "Tare nun ce capisce" e così via. La fede calcistica che con loro condivido produce in loro livelli di idiotina simili a quelli che affliggono i difettosi. Allo stesso modo dopo la vittoria "Avanti con Reja", "e chi ce ferma...", "nun succede ma se succede..."
Non sono nè imbecilli, nè idioti, è semplicemente il tifo, quella cosa che non fa ragionare, quel morbo che ti rende irrazionale nel bene e nel male e che ti induce ad andare allo stadio subendo di tutto senza fiatare: file, liti per il parcheggio, esborsi di cifre improponibili per un biglietto (specie in questo periodo..), code per i controlli preventivi e successivi, liti per il posto sistematicamente occupato, e la classica fila finale per tornare a casa. Se non ci fosse questa irrazionalità, non esisterebbe il calcio, o meglio sarebbe la stessa cosa della pallammano o dell'hokey su prato.
Dopo aver subito tutto questo è anche normale nell'irrazionalità dovuta all'ennesima partita giocata malissimo, dire Reja vattene.
Ma poi subentra la razionalità e si fanno altre valutazioni, tipo quella di interrogarsi sull'opportunità di aver confermato un allenatore che quest'anno, per mille ragioni, era molto probabile che avrebbe avuto dei problemi.
L'errore è stato fatto a monte, ora il male minore è proprio quello di mantenere Reja al suo posto fino a fine stagione o almeno provarci. Però anche chi ha chiesto a Reja di essere spregiudicato e di far vedere una squadra d'attacco, non si è reso conto chi è Reja. In pratica gli è stato chiesto di fare qualcosa di cui non è capace, semplicemente perchè le squadre di Reja hanno sempre fatto solo quel tipo di calcio. In questo momento di difficoltà Reja deve fare quello che è capace, cioè la classica minestra, perchè questo è l'unico modo che la Lazio ha di non buttare al cesso una stagione importante. Poi magari a giugno sarebbe opportuno fare valutazioni sull'operato del duo Reja Tare traendone le necessarie conclusioni, magari facendolo un po' meglio di come è stato fatto in passato.