Gentile Mister Reja,
Come avrà notato, siamo impregnati di una carica distruttiva enorme. E' nel nostro Dna .Ci perdoni.
Se lei se ne và, la vedo molto male , se invece resta sono convinto che faremo una grande squadra.
Quella grande squadra che si costruisce con il tempo, con gli errori, con le correzioni, con le sconfitte, con la forza di resistere alle pressioni ed alle contestazioni.
I tifosi sono instintivi, i professionisti d' altro canto , se sanno quello che fanno, non possono farsi condizionare dai fischi e dagli insulti, per quanto assurdi ed ingiusti. Freddezza mister Reja.
Vada avanti e non ci lasci nella merda, perchè è li che finiremo se lei se ne va.
La società e la squadra sono con lei, unica condizione essenziale per lavorare. I tifosi vanno rispettati, ma a volte , a fin di bene vanno anche ignorati. Come fecero Maestrelli, Zoff, Zeman, Eriksson ed altri.
Forse qualcuno dovrebbe insegnarle un pò della assurda storia della tifoseria di questa città, ma nella Lazio di oggi c'è una netta frattura con il passato e nessuno è in grado di farlo, mancano in società i personaggi più rappresentativi, manca la storia, i tifosi giovani non sanno ed alcuni vecchi sembrano avere scarsa memoria. Allora glielo diciamo noi tifosi vecchi ma ancora lucidi, noi che siamo una parte della tifosera silenziosa. Noi che stavano a Napoli a vedere gli spareggi nel 1987, noi che non siamo la tifoseria organizzata, militante, condizionata ed influenzabile . Glielo diciamo noi vecchi, gli unici che possono rappresentare la continuità di questi colori. Resti e faccia grande questa Lazio. Lei è il migliore.