Secondo me è un film sgangherato che regge.
A sezionarlo scopri che alcune parti sono insufficienti, altre se la cavano.
La storia è demenziale, un po' trash (fallita emulazione di un modello alto), un po' kitsch (pacchianeria senza consapevolezza): una ex rockstar goth alla ricerca dell'aguzzino nazista del padre.
Insomma, è una storia come l'immaginario estetico di quelli che ScRiVoNo CoSì.
La sceneggiatura è traballante: dialoghi che si arenano, che implodono in banalità, che vorrebbero ma non ne hanno la forza.
E' recitato bene, per carità, anche troppo (nel senso che la recitazione è fin troppo funzionale alla demenzialità, purtroppo non voluta, della storia).
E' girato benissimo, e la tecnica di Sorrentino non è in discussione.
Anche la fotografia fa la sua porca figura (e anche qui nulla di nuovo).
Colonna sonora da Champions League, d'altra parte Byrne + Oldham è cocktail garantito dagli ingredienti.
Ho avuto la sensazione di un Sorrentino che si è lasciato andare all'America, rinnegando certi entusiasmi strada facendo, o in fase di montaggio, o ancora in fase di promozione. Sembrava di stare a casa dello zio, reduce da un viaggio negli States, tutto infoiato dalle ore di girato, che ti sottopone!, del Gran Canyon, delle highway solitarie e arancioni, del monte Rushmore, delle cascate del Niagara, del ponte di Brooklyn. La tipica America for dummies. Però poi lo zio non è uno stupido, e sa che questo suo entusiasmo non depone troppo a suo favore, e allora comincia a guardare l'orologio, invitando tutti al tavolo per la cena, sennò si raffredda, e in fondo, certo, il viaggio è stato bello, anche se.
Insomma, partito con Paris, Texas in testa, si è perso lungo la strada, quasi approdando a Vacanze in America, per poi redimersi e virare verso True Stories, senza raggiungerle.
Ma chi, lo zio o Sorrentino?
E che ne so io. Fate voi.
Film di transizione, e non c'è nulla di male. La sufficienza se la becca comunque, perché Sorrentino va tutelato, Sean Penn è il Rooney degli attori e poi, alla fine, un personaggio gigantesco lo si trova nel film (sebbene sia quasi una meteora, indizio). Ma gigantesco gigantesco. Roba schizzata e anfetaminica come il meglio degli ultimi 25 anni di cinema. Vi lascio il compito di scoprire quale.
Se potete, andatelo a vedere, ché una sufficienza sgangherata di Sorrentino vale intere filmografie.