Io ho visto due squadre diverse, a prescindere dai risultati:
da una parte quella che ha giocato il secondo tempo nel derby, quella che ha preso inutilmente a pallonate lo Zurigo in Svizzera e ha fatto lo stesso con il Palermo a Roma, quella che ha costruito azioni pericolose con continuità contro Fiorentina, Milan e Juve, quella che ha capitalizzato una supremazia territoriale con cinismo contro Cesena, Bologna e Cagliari, quella che ha sprecato ma costruito molto contro il Genoa e il Vaslui all'andata.
Poi ne ho vista un'altra: una squadra che fatica a mettere sotto il Catania, il Parma, lo Zurigo all'Olimpico e il Vaslui in Romania, che rimane imbambolata dalla tre quarti in su nel primo tempo del derby, che non sa costruire, non allarga il gioco sulle fasce, non fa gioco senza palla e non coinvolge i centrocampisti, se non il portatore di palla, nella manovra offensiva.
Non prendo in considerazione partite giocate oggettivamente male, come quella di Napoli, con tutte le attenuanti del caso, o con lo Sporting, in cui abbiamo provato a fare un forcing nella ripresa ma abbiamo impattato con un avversario più forte di noi (e sì, capita anche questo...).
L'atteggiamento della Lazio va a sprazzi, ci mostra un calcio sopraffino, con un Hernanes in grande spolvero, oppure un calcio lento e senza idee, seppur equilibrato. Nel secondo caso in attacco potresti avere anche Silvio Piola e faticheresti comunque, ma secondo me non è un caso che Cissè, ad esempio, abbia fatto vedere le cose migliori nelle partite in cui la Lazio"girava di più".
Se la squadra gira, gli attaccanti arrivano al tiro, non è vero il contrario.