La guerra di Petrucci

Aperto da alteadler, 17 Dic 2011, 12:22

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alteadler

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Che i rappoti tra Petrucci e Lotito fossero (e rimangano) tesi era noto: la querelle per l'Olimpico, il mancato invito al tavolo della pace del presidente della SS Lazio, i tribunali investiti di ricorsi e via dicendo.
Io sto dalla parte di Lotito: ho pubblicato un pezzo sullo "scandalo Olimpico" che - grazie proprio a Lazionet - ha fatto un qualche rumore (anche se nessun giornale, sia pure informato dei dati messi a disposizione, ha voluto riprendere il tema, perchè la casta dei giornalisti sportivi non osa mettersi contro il Moloch Coni). Poco male, se non fosse che...
attizzato dalla sua intangibilità quasi fosse un Mario Monti dello sport, Petrucci si è messo recentemente ad accrescere la sua offensiva anti-lotitiana prendendosela non con il vate di porta Furbonia, ma con... i tifosi laziali in primis.
Intanto sembra aver dato via libera ai canidi per prendere possesso dell'ostello della gioventù per piazzarci la sede e le biglietterie per l'Olimpico. E la Lazio?, direte voi. Niente di niente. Magari vi verranno a raccontare che la Reuma ha fatto una richiesta e noi no. E magari sarà anche vero. Ma vi pare che a Formello potevano pensare ad avere qualcosa dopo aver ricevuto una sfilza insultante di no a qualsiasi nostra richiesta?
Così assisteremo ad un altra inattesa svendita. La Reuma si impadronisce di un immobile Coni (e vorrei sapere qual'è la formula e il pagamento che verranno adottati, visto che il Coni si spaccia in continuazione come il paladino della trasparenza) in una zona, Roma nord, con cui non c'entra storicamente nulla.
Poi, in aggiunta all'offensiva, ecco che il Coni decide di bandire striscioni e vessilli dei tifosi della SS Lazio dallo stadio. Mi giunge notizia che in occasione di Lazio-Sporting Lisbona è stato impedito ai ragazzi che si rifanno al Sodalizio (con cui non ho nulla a che fare) di entrare all'Olimpico con il loro materiale. Si era pensato in un primo momento ad una ripicca della società, ma starebbe emergendo che invece  si trattava di una disposizione del Coni (magari con l'ausilio della prefettura che è notorio sia in mano giallorosica visto che la bomboniera che è subentrata a Maroni al Quirinale non perde occasione per farci sapere come viva felice dell'oppio trigoriano). Che non si tratti di caso sporadico lo testimona il fatto che mercoledì sera anche a parecchi ragazzi di curva volevano impedire l'acesso di striscioni e vessilli vari. E' stato loro dettto che sarebbero entrati con il loro materiale, ma che dalla prossima gara o fanno un fax al commissariato di zona o non gli permettono di entrare.

I fatti sono questi. E si condensano in una frase semplice semplice: chi tocca il Coni muore.

Mi permetto due considerazioni. La prima è quella sul come mai si continua ad incensare un signore, tal Petrucci, sotto la cui conduzione lo sport italiano continua a perdere terreno persino rispetto alla Namibia (vedi tennis, sci, pallacanestro, atletica risptto a quel che eravamo abituati ad avere: salverei solo nuoto e scherma per meriti delle federazioni e non certo del Coni). La seconda attiene alla risposta che bisognerebbe dargli come tifoseria della più grande polisportiva d'Europa. Capisco che nel resto d'Italia la cosa potrebbe apparire balzana ( non a caso dal Cagliari all'Atalanta, dal Napoli all'Udinese  tutti sono impegnatissimi negli studi per i nuovi stadi visto che da loro i terreni di gioco sono comunali e non del Coni...) ma trovo davvero intollerabile esser preso per il collo da un monopolista che vanta in continuazione la sua santità e poi si comporta come un padrone delle ferriere di fine '800.  E che non fa più mistero di voler abbattere senza remore chi osa contrapporglisi. 

vagabond

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petrucci è un piccolo piccolo piccolo piccolo ........ piccolo uomo

AquilaMonteverde

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Citazione di: vagabond il 17 Dic 2011, 12:30
petrucci è un piccolo piccolo piccolo piccolo ........ piccolo uomo
ma con un grande grande potere, purtroppo...
cosa possiamo fare per difendere comunque la nostra Lazio e rendere pubblico il modo di agire di questo personaggio?

Pergianluca

*
Lazionetter
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Che, poi, io torno sempre allo stesso punto (dolente).
Il CONI (così come tutte le sue articolazioni) è un ENTE PUBBLICO e, come tale, impone ai titolari dei suoi organi di agire nel perseguimento dell'interesse pubblico, in ossequio ai principi di assoluta trasparenza, non discriminazione, parità di trattamento, ecc. ai quali la Costituzione vincola l'azione di ogni amministrazione.
Ecco, da quanto è dato vedere, mi parrebbe che il comportamento del CONI e dei suoi organi nelle vicende considerate (dall'uso dei biglietti omaggio, ai ricatti sull'uso dello stadio, dalla iniziative - neppure velatamente - ritorsive verso Lotito alla disparità di trattamento tra Lazio e roma circa le strutture del Foro Italico) non si avvicini neppure minimamente ad una vaga osservanza di tali principi.
Per dire, potrebbe il CONI (e per esso il suo Presidente) notiziarci e rendicontarci doverosamente - visto che la vicenda è di pubblico dominio - a quale superiore interesse pubblico ha risposto l'impiego che il CONI e la sua controllata CONI SERVIZI hanno fatto dei biglietti omaggio ricevti in grande quantità in occasione delle partite di Lazio e roma (possibilmente fornendo l'elenco dettagliato dei beneficiari di tali biglietti onde dimostrarci che la loro distribuzione abbia risposto ai criteri di trasparenza, non discriminazione, corretta amministrazione sopra richiamati)? E potrebbe chiarirci a quale scopo di pubblico interesse possa rispondere la messa a disposizione della roma calcio di una struttura immobiliare del Foro Italico?
Ecco, io penso che una Stampa seria - e non quella che si limita a pubblicare le veline che le vengono passate - dovrebbe incalzare il CONI ed i suoi vertici con simili interrogativi e, in caso di risposte mancate o elusive, iniziare ad indagare autonomamente. Ma forse è chiedere troppo ...

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Re-cecconi

*
Lazionetter
* 631
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Come vedi il topic che hai aperto, non a riscosso molto interesse, siamo troppo presi dal mercato invernale, dalla sfida con l'Atletico Madrid, dagli infortunati, e da tante altre mille "stupidagini", quando un topic come questo avrebbe dovuto riscuotere molto consenso da parte dei tifosi e di chi frequenta il forum, io appoggio pienamente quello che hai scritto, se tutti noi come tifosi per una volta ci mettessimo dalla parte del Presidente forse e ripeto forse potremmo ottenere più rispetto.
Forza Lazio

Matias Jesus Almeyda

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Lazionetter
* 673
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e noi cosa possiamo fare secondo voi per proteggere la lazio da tutto questo?

facciamo qualcosa!

Re-cecconi

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Lazionetter
* 631
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Citazione di: Pergianluca il 17 Dic 2011, 13:59
Che, poi, io torno sempre allo stesso punto (dolente).
Il CONI (così come tutte le sue articolazioni) è un ENTE PUBBLICO e, come tale, impone ai titolari dei suoi organi di agire nel perseguimento dell'interesse pubblico, in ossequio ai principi di assoluta trasparenza, non discriminazione, parità di trattamento, ecc. ai quali la Costituzione vincola l'azione di ogni amministrazione.
Ecco, da quanto è dato vedere, mi parrebbe che il comportamento del CONI e dei suoi organi nelle vicende considerate (dall'uso dei biglietti omaggio, ai ricatti sull'uso dello stadio, dalla iniziative - neppure velatamente - ritorsive verso Lotito alla disparità di trattamento tra Lazio e roma circa le strutture del Foro Italico) non si avvicini neppure minimamente ad una vaga osservanza di tali principi.
Per dire, potrebbe il CONI (e per esso il suo Presidente) notiziarci e rendicontarci doverosamente - visto che la vicenda è di pubblico dominio - a quale superiore interesse pubblico ha risposto l'impiego che il CONI e la sua controllata CONI SERVIZI hanno fatto dei biglietti omaggio ricevti in grande quantità in occasione delle partite di Lazio e roma (possibilmente fornendo l'elenco dettagliato dei beneficiari di tali biglietti onde dimostrarci che la loro distribuzione abbia risposto ai criteri di trasparenza, non discriminazione, corretta amministrazione sopra richiamati)? E potrebbe chiarirci a quale scopo di pubblico interesse possa rispondere la messa a disposizione della roma calcio di una struttura immobiliare del Foro Italico?
Ecco, io penso che una Stampa seria - e non quella che si limita a pubblicare le veline che le vengono passate - dovrebbe incalzare il CONI ed i suoi vertici con simili interrogativi e, in caso di risposte mancate o elusive, iniziare ad indagare autonomamente. Ma forse è chiedere troppo ...


Sicuramente alla stampa "non si meritano neanche la s Maiuscola", avere un organo come il coni che guarda caso prende di mira solo la SS Lazio, solo perchè Lotito ha detto delle cose sacrosante, su come il coni gestisce a suo piacimento l'Olimpico, e nessun organo di informazione a riportato in risalto questa notizia.
Ma scusate due anni fa ci hanno massacrato per via dei giocatori che non facevano parte della rosa, che si allenavano in disparte che la Lazio era promotrice di Mobbing e che non c'era rispetto per l'uomo, adesso che altre squadre hanno avuto lo stesso atteggiamento, vedi juve con i vari Toni, Amauri, la roma con dei giocatori che sono caduti nel dimenticatoio. Questi giornalisti o meglio dire giornalai "senza offendere la categoria" sono solo dei ciarlatani.

Checco_Puricelli

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Lazionetter
* 2.562
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Speriamo che Monti si ricorda di tagliare gli stipendi di questi pseudo-dirigenti.
Quanto guadagna petrucci ?
Comunque anche queste poltrone sono di natura politica, cerchiamo di ricordarcelo...

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pandev66

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Lazionetter
* 1.194
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Mi associo a quanto detto da Almeyda:
E noi che ci possiamo fare ?

Sicuramente che Petrucci sia un losco figuro (basta vedere la sceneggiata del tavolo della pace) è certo, ma, ripeto, noi, TIFOSI DELLA LAZIO, che ci possiamo fare ?

Centurio

*
Lazionetter
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Questo non centra col tavolo della pace, é solo per far capire di chi stiamo parlando.

29 giugno 2010

STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA


Da <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-16784.htm">Dagospia

Cinque anni fa, il 23 giugno del 2005, una sera dopo il cinema, mentre sta tornando a casa sullo scooter, Flavio, mio figlio, 27 anni, trova la morte quando una Smart, guidata da un ragazzo che non ha ancora la patente, ma solo il foglio rosa, invade improvvisamente la sua corsia di marcia.
Quel ragazzo oltre a non poter guidare in assoluto senza un adulto accanto (con lui c'è un amico minorenne), non potrebbe guidare comunque quella Smart affidata in comodato d'uso esclusivo al CONI e di cui dispone personalmente il Presidente Gianni Petrucci, suo padre.
L'afflosciamento della gomma posteriore destra ha provocato uno scarto della Smart verso il lato destro della strada, ma Niccolò Petrucci anzichè lasciarla accostare nel lato dello sbandamento sterza violentemente a sinistra e invade trasversalmente la corsia opposta parandosi davanti allo scooter di Flavio e sfiorando la coda di altro motorino che lo precede. L'ipotesi è di omicidio colposo.
A settembre, dopo tre mesi, sono completate le tre perizie disposte dal pubblico ministero e sarebbero acquisiti tutti gli elementi probatori per sostenere l'accusa di omicidio colposo o rigettarla. Eppure passano più di due anni e continue proroghe richieste dai difensori di Niccolò Petrucci e accolte, per il differimento dei termini di conclusione degli accertamenti, prima che arrivi finalmente la decisione del rinvio a giudizio; l'udienza preliminare è fissata nel luglio 2008.
Il processo può iniziare, ma iniziano anche le tecniche dilatorie che mirano ad arrivare alla prescrizione. Impegni dei difensori, anche la malattia terminale, nota da tempo, che toglie di scena da subito l'Avvocato Ugo Longo, uno dei due avvocati di fiducia di Petrucci, viene utilizzata per chiedere all'inizio dell'udienza per l'escussione dei testimoni, di spostare ad altra data per consentire al nuovo difensore di acquisire gli atti e via di questo passo.
Ogni rinvio vale da sette a nove mesi e così arriviamo a dicembre 2009 ad aver verbalizzato le dichiarazioni di solo due testimoni.L'escussione di altri due, già convocati nelle due udienze precedenti e non ascoltati, è rinviata al 26 marzo di quest'anno, ma nuovo colpo di scena.Stavolta è il giudice che annuncia di essere stata trasferita alla Corte d'Appello di Roma e che quindi, tra nomina del nuovo giudice e tempo per prendere visione degli atti, "è ragionevolmente costretta a fissare la nuova udienza solo per dicembre 2010".
Ma non basta, la legge richiede l'assenso dei difensori all'utilizzo delle deposizioni già acquisite in caso di cambio del giudice; la difesa naturalmente non acconsente e così a dicembre tutto ripartirà dall'inizio, come se sinora non fosse accaduto nulla.Vuol dire che restano da ascoltare di nuovo i due testi per acquisire le testimonianze dei quali erano stati necessari tre anni di corte udienze e lunghi rinvii, oltre ad altri quattro testi del Pubblico Ministero ed a quelli della difesa.
Sono passati cinque anni dalla morte di Flavio, è un giudizio per omicidio colposo, non per un furto di mele, ma non è successo assolutamente nulla. Normale? giusto? comprensibile? No, certo che no, è ingiusto, una beffa amara e dolorosa. Nel frattempo ho partecipato a tutte le indecorose tappe di questo modo di fare giustizia che offende la giustizia.
Tempi biblici, udienze iperaffollate in cui un giudice convoca testimoni, che aspettano inutilmente ore di essere ascoltati con la minaccia di un procedimento penale qualora non si presentino, sapendo che non sarà in grado di interrogarli perchè ha fissato nella stessa giornata decine di udienze, rituali e procedure formali il cui senso sfugge alla comune comprensione, espedienti e cavilli, bizzarri principi giuridici per i quali se la famiglia ha ottenuto il risarcimento del danno dalla compagnia d'assicurazione dell'auto concessa in comodato d'uso al CONI, un indennizzo economico (peraltro come avrebbe voluto Flavio devoluto in beneficenza), non ha diritto per questo ad essere parte attiva nel processo penale, come se l'indennizzo annullasse la possibilità di partecipare all'accertamento del reato.
Potrei continuare all'infinito, citando le terribili, lancinanti, amarezze che affronta chi aspetta di veder fatta giustizia. Me le sono caricate tutte e non ho mancato un'udienza; è un terribile dolore sentir parlare della sua morte, ma Flavio è parte vitale di me stesso e potrei essere assente da qualcosa che mi coinvolge in modo totale? Chi non lo farebbe se questo riguardasse l'accertamento della verità e della responsabilità nella morte della persona più cara che hai al mondo?
So benissimo che la fine sarà un nulla, che molto probabilmente la strategia dilatoria riuscirà e il presunto reato finirà in prescrizione e che in ogni caso il massimo risultato che io e mia moglie possiamo sperare è una condanna a qualche mese. Bella bilancia in cui su un piatto c'è la vita di Flavio e sull'altro nulla o quasi.
Sarebbe stato così anche se l'imputato non fosse stato il figlio di una persona così potente? Sono addolorato, sconfitto, incazzato, travolto dalla rabbia, ancora incredulo della realtà della perdita di Flavio... si capisce perchè non riesco a vedere il Presidente del CONI in qualsiasi occasione mediatica senza sentire il cuore che monta impazzito?


Fabrizio Brunetti

alteadler

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Centurio, quello che riporti è certo tremendo, ma come le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, è vero anche l'inverso. Certo, c'è il sospetto che la posizione di gran capo del Coni possa aver giocato, facendo piombare nella disperazione e nella rabbia una famiglia.

Ma qui io discuto soprattutto l'ineffabilità del presidente del Coni, la sua mancanza di trasparenza, i risultati che in 12 anni di regno sono sempre più miseri. E, stanti le ultime questioni, il suo apparire uomo di parte.

Mi chiedete cosa si può fare. Beh, ad esempio spargere per i forum e nelle missive ai giornali, richieste di assoluta trasparenza da parte del comitato olimpico, specie laddove si parla di quattrini distribuiti a destra e a manca (non ultimi quelli privati racimolati magari da qualche azienda di... tabacchi). E, ancora, insistere per far emergere l'assoluta pochezza dei nostri risultati sportivi nonostante i fondi pubblici siano ancora parecchio importanti.

Possibile sapere, per esempio, a chi e dove sono stati destinati i fondi del credito sportivo negli ultimi 10 anni? O perchè i costosissimi impianti costruiti per le Olimpiadi invernali di Torino siano a un passo dalla fatiscenza e da relativa chiusura?



Il Tenente

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Citazione di: Centurio il 17 Dic 2011, 17:22
Questo non centra col tavolo della pace, é solo per far capire di chi stiamo parlando.

29 giugno 2010

STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA


....


Senza parole. Preso e postato su FB.
Com'è finita questa storia?

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lorenz82

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Citazione di: Matias Jesus Almeyda il 17 Dic 2011, 14:29
e noi cosa possiamo fare secondo voi per proteggere la lazio da tutto questo?

facciamo qualcosa!

già...noi che possiamo fare? visto che anche io vorrei fare qualcosa

simcar

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Ma la carica di presidente del Coni non decade mai? Da quanti anni questa persona è presidente?

valpa62

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Citazione di: Centurio il 17 Dic 2011, 17:22
Questo non centra col tavolo della pace, é solo per far capire di chi stiamo parlando.

29 giugno 2010

STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA


Da <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-16784.htm">Dagospia

Cinque anni fa, il 23 giugno del 2005, una sera dopo il cinema, mentre sta tornando a casa sullo scooter, Flavio, mio figlio, 27 anni, trova la morte quando una Smart, guidata da un ragazzo che non ha ancora la patente, ma solo il foglio rosa, invade improvvisamente la sua corsia di marcia.
Quel ragazzo oltre a non poter guidare in assoluto senza un adulto accanto (con lui c'è un amico minorenne), non potrebbe guidare comunque quella Smart affidata in comodato d'uso esclusivo al CONI e di cui dispone personalmente il Presidente Gianni Petrucci, suo padre.
L'afflosciamento della gomma posteriore destra ha provocato uno scarto della Smart verso il lato destro della strada, ma Niccolò Petrucci anzichè lasciarla accostare nel lato dello sbandamento sterza violentemente a sinistra e invade trasversalmente la corsia opposta parandosi davanti allo scooter di Flavio e sfiorando la coda di altro motorino che lo precede. L'ipotesi è di omicidio colposo.
A settembre, dopo tre mesi, sono completate le tre perizie disposte dal pubblico ministero e sarebbero acquisiti tutti gli elementi probatori per sostenere l'accusa di omicidio colposo o rigettarla. Eppure passano più di due anni e continue proroghe richieste dai difensori di Niccolò Petrucci e accolte, per il differimento dei termini di conclusione degli accertamenti, prima che arrivi finalmente la decisione del rinvio a giudizio; l'udienza preliminare è fissata nel luglio 2008.
Il processo può iniziare, ma iniziano anche le tecniche dilatorie che mirano ad arrivare alla prescrizione. Impegni dei difensori, anche la malattia terminale, nota da tempo, che toglie di scena da subito l'Avvocato Ugo Longo, uno dei due avvocati di fiducia di Petrucci, viene utilizzata per chiedere all'inizio dell'udienza per l'escussione dei testimoni, di spostare ad altra data per consentire al nuovo difensore di acquisire gli atti e via di questo passo.
Ogni rinvio vale da sette a nove mesi e così arriviamo a dicembre 2009 ad aver verbalizzato le dichiarazioni di solo due testimoni.L'escussione di altri due, già convocati nelle due udienze precedenti e non ascoltati, è rinviata al 26 marzo di quest'anno, ma nuovo colpo di scena.Stavolta è il giudice che annuncia di essere stata trasferita alla Corte d'Appello di Roma e che quindi, tra nomina del nuovo giudice e tempo per prendere visione degli atti, "è ragionevolmente costretta a fissare la nuova udienza solo per dicembre 2010".
Ma non basta, la legge richiede l'assenso dei difensori all'utilizzo delle deposizioni già acquisite in caso di cambio del giudice; la difesa naturalmente non acconsente e così a dicembre tutto ripartirà dall'inizio, come se sinora non fosse accaduto nulla.Vuol dire che restano da ascoltare di nuovo i due testi per acquisire le testimonianze dei quali erano stati necessari tre anni di corte udienze e lunghi rinvii, oltre ad altri quattro testi del Pubblico Ministero ed a quelli della difesa.
Sono passati cinque anni dalla morte di Flavio, è un giudizio per omicidio colposo, non per un furto di mele, ma non è successo assolutamente nulla. Normale? giusto? comprensibile? No, certo che no, è ingiusto, una beffa amara e dolorosa. Nel frattempo ho partecipato a tutte le indecorose tappe di questo modo di fare giustizia che offende la giustizia.
Tempi biblici, udienze iperaffollate in cui un giudice convoca testimoni, che aspettano inutilmente ore di essere ascoltati con la minaccia di un procedimento penale qualora non si presentino, sapendo che non sarà in grado di interrogarli perchè ha fissato nella stessa giornata decine di udienze, rituali e procedure formali il cui senso sfugge alla comune comprensione, espedienti e cavilli, bizzarri principi giuridici per i quali se la famiglia ha ottenuto il risarcimento del danno dalla compagnia d'assicurazione dell'auto concessa in comodato d'uso al CONI, un indennizzo economico (peraltro come avrebbe voluto Flavio devoluto in beneficenza), non ha diritto per questo ad essere parte attiva nel processo penale, come se l'indennizzo annullasse la possibilità di partecipare all'accertamento del reato.
Potrei continuare all'infinito, citando le terribili, lancinanti, amarezze che affronta chi aspetta di veder fatta giustizia. Me le sono caricate tutte e non ho mancato un'udienza; è un terribile dolore sentir parlare della sua morte, ma Flavio è parte vitale di me stesso e potrei essere assente da qualcosa che mi coinvolge in modo totale? Chi non lo farebbe se questo riguardasse l'accertamento della verità e della responsabilità nella morte della persona più cara che hai al mondo?
So benissimo che la fine sarà un nulla, che molto probabilmente la strategia dilatoria riuscirà e il presunto reato finirà in prescrizione e che in ogni caso il massimo risultato che io e mia moglie possiamo sperare è una condanna a qualche mese. Bella bilancia in cui su un piatto c'è la vita di Flavio e sull'altro nulla o quasi.
Sarebbe stato così anche se l'imputato non fosse stato il figlio di una persona così potente? Sono addolorato, sconfitto, incazzato, travolto dalla rabbia, ancora incredulo della realtà della perdita di Flavio... si capisce perchè non riesco a vedere il Presidente del CONI in qualsiasi occasione mediatica senza sentire il cuore che monta impazzito?


Fabrizio Brunetti

:X(

And159

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Petrucci è un ometto piccolo piccolo con amichetti grandi grandi.l'unica cosa che può fare il tifoso della lazio è ricordarglielo ogni volta che giochiamo all'olimpico

aquilachepensa

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Citazione di: Centurio il 17 Dic 2011, 17:22
Questo non centra col tavolo della pace, é solo per far capire di chi stiamo parlando.

29 giugno 2010

STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA


Da <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-16784.htm">Dagospia

Cinque anni fa, il 23 giugno del 2005, una sera dopo il cinema, mentre sta tornando a casa sullo scooter, Flavio, mio figlio, 27 anni, trova la morte quando una Smart, guidata da un ragazzo che non ha ancora la patente, ma solo il foglio rosa, invade improvvisamente la sua corsia di marcia.
Quel ragazzo oltre a non poter guidare in assoluto senza un adulto accanto (con lui c'è un amico minorenne), non potrebbe guidare comunque quella Smart affidata in comodato d'uso esclusivo al CONI e di cui dispone personalmente il Presidente Gianni Petrucci, suo padre.
L'afflosciamento della gomma posteriore destra ha provocato uno scarto della Smart verso il lato destro della strada, ma Niccolò Petrucci anzichè lasciarla accostare nel lato dello sbandamento sterza violentemente a sinistra e invade trasversalmente la corsia opposta parandosi davanti allo scooter di Flavio e sfiorando la coda di altro motorino che lo precede. L'ipotesi è di omicidio colposo.
A settembre, dopo tre mesi, sono completate le tre perizie disposte dal pubblico ministero e sarebbero acquisiti tutti gli elementi probatori per sostenere l'accusa di omicidio colposo o rigettarla. Eppure passano più di due anni e continue proroghe richieste dai difensori di Niccolò Petrucci e accolte, per il differimento dei termini di conclusione degli accertamenti, prima che arrivi finalmente la decisione del rinvio a giudizio; l'udienza preliminare è fissata nel luglio 2008.
Il processo può iniziare, ma iniziano anche le tecniche dilatorie che mirano ad arrivare alla prescrizione. Impegni dei difensori, anche la malattia terminale, nota da tempo, che toglie di scena da subito l'Avvocato Ugo Longo, uno dei due avvocati di fiducia di Petrucci, viene utilizzata per chiedere all'inizio dell'udienza per l'escussione dei testimoni, di spostare ad altra data per consentire al nuovo difensore di acquisire gli atti e via di questo passo.
Ogni rinvio vale da sette a nove mesi e così arriviamo a dicembre 2009 ad aver verbalizzato le dichiarazioni di solo due testimoni.L'escussione di altri due, già convocati nelle due udienze precedenti e non ascoltati, è rinviata al 26 marzo di quest'anno, ma nuovo colpo di scena.Stavolta è il giudice che annuncia di essere stata trasferita alla Corte d'Appello di Roma e che quindi, tra nomina del nuovo giudice e tempo per prendere visione degli atti, "è ragionevolmente costretta a fissare la nuova udienza solo per dicembre 2010".
Ma non basta, la legge richiede l'assenso dei difensori all'utilizzo delle deposizioni già acquisite in caso di cambio del giudice; la difesa naturalmente non acconsente e così a dicembre tutto ripartirà dall'inizio, come se sinora non fosse accaduto nulla.Vuol dire che restano da ascoltare di nuovo i due testi per acquisire le testimonianze dei quali erano stati necessari tre anni di corte udienze e lunghi rinvii, oltre ad altri quattro testi del Pubblico Ministero ed a quelli della difesa.
Sono passati cinque anni dalla morte di Flavio, è un giudizio per omicidio colposo, non per un furto di mele, ma non è successo assolutamente nulla. Normale? giusto? comprensibile? No, certo che no, è ingiusto, una beffa amara e dolorosa. Nel frattempo ho partecipato a tutte le indecorose tappe di questo modo di fare giustizia che offende la giustizia.
Tempi biblici, udienze iperaffollate in cui un giudice convoca testimoni, che aspettano inutilmente ore di essere ascoltati con la minaccia di un procedimento penale qualora non si presentino, sapendo che non sarà in grado di interrogarli perchè ha fissato nella stessa giornata decine di udienze, rituali e procedure formali il cui senso sfugge alla comune comprensione, espedienti e cavilli, bizzarri principi giuridici per i quali se la famiglia ha ottenuto il risarcimento del danno dalla compagnia d'assicurazione dell'auto concessa in comodato d'uso al CONI, un indennizzo economico (peraltro come avrebbe voluto Flavio devoluto in beneficenza), non ha diritto per questo ad essere parte attiva nel processo penale, come se l'indennizzo annullasse la possibilità di partecipare all'accertamento del reato.
Potrei continuare all'infinito, citando le terribili, lancinanti, amarezze che affronta chi aspetta di veder fatta giustizia. Me le sono caricate tutte e non ho mancato un'udienza; è un terribile dolore sentir parlare della sua morte, ma Flavio è parte vitale di me stesso e potrei essere assente da qualcosa che mi coinvolge in modo totale? Chi non lo farebbe se questo riguardasse l'accertamento della verità e della responsabilità nella morte della persona più cara che hai al mondo?
So benissimo che la fine sarà un nulla, che molto probabilmente la strategia dilatoria riuscirà e il presunto reato finirà in prescrizione e che in ogni caso il massimo risultato che io e mia moglie possiamo sperare è una condanna a qualche mese. Bella bilancia in cui su un piatto c'è la vita di Flavio e sull'altro nulla o quasi.
Sarebbe stato così anche se l'imputato non fosse stato il figlio di una persona così potente? Sono addolorato, sconfitto, incazzato, travolto dalla rabbia, ancora incredulo della realtà della perdita di Flavio... si capisce perchè non riesco a vedere il Presidente del CONI in qualsiasi occasione mediatica senza sentire il cuore che monta impazzito?


Fabrizio Brunetti
Caro Fabrizio, la tua storia mi ha profondamente colpita, essendo io mamma e nonna, e, sicuramente, se l'imputato fosse stato figlio mio, le cose sarebbero andate diversamente, credimi.....
Capisco tutti i tuoi sentimenti di dolore e rabbia, ma contro i potenti si deve solo soccombere.
Il tuo dramma è un milione di volte più importante del problema sollevato nel topic, ma, in tutte e due le situazioni emerge il bassissimo livello di integrità morale del tizio in questione, sia come padre, che come dirigente.

inmentesolote

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Citazione di: aquilachepensa il 18 Dic 2011, 00:59
Caro Fabrizio, la tua storia mi ha profondamente colpita, essendo io mamma e nonna, e, sicuramente, se l'imputato fosse stato figlio mio, le cose sarebbero andate diversamente, credimi.....
Capisco tutti i tuoi sentimenti di dolore e rabbia, ma contro i potenti si deve solo soccombere.
Il tuo dramma è un milione di volte più importante del problema sollevato nel topic, ma, in tutte e due le situazioni emerge il bassissimo livello di integrità morale del tizio in questione, sia come padre, che come dirigente.

100% purtroppo, che paese dm che siamo!!!

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aquila-della-notte

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* 1.928
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ma il CONI può affidare a terzi un proprio immobile senza gara pubblica?

nanaighel

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Lazionetter
* 884
Registrato
Fà male leggere la storia di Flavio

Forza Fabrizio non mollare
un abbraccio

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