Che i rappoti tra Petrucci e Lotito fossero (e rimangano) tesi era noto: la querelle per l'Olimpico, il mancato invito al tavolo della pace del presidente della SS Lazio, i tribunali investiti di ricorsi e via dicendo.
Io sto dalla parte di Lotito: ho pubblicato un pezzo sullo "scandalo Olimpico" che - grazie proprio a Lazionet - ha fatto un qualche rumore (anche se nessun giornale, sia pure informato dei dati messi a disposizione, ha voluto riprendere il tema, perchè la casta dei giornalisti sportivi non osa mettersi contro il Moloch Coni). Poco male, se non fosse che...
attizzato dalla sua intangibilità quasi fosse un Mario Monti dello sport, Petrucci si è messo recentemente ad accrescere la sua offensiva anti-lotitiana prendendosela non con il vate di porta Furbonia, ma con... i tifosi laziali in primis.
Intanto sembra aver dato via libera ai canidi per prendere possesso dell'ostello della gioventù per piazzarci la sede e le biglietterie per l'Olimpico. E la Lazio?, direte voi. Niente di niente. Magari vi verranno a raccontare che la Reuma ha fatto una richiesta e noi no. E magari sarà anche vero. Ma vi pare che a Formello potevano pensare ad avere qualcosa dopo aver ricevuto una sfilza insultante di no a qualsiasi nostra richiesta?
Così assisteremo ad un altra inattesa svendita. La Reuma si impadronisce di un immobile Coni (e vorrei sapere qual'è la formula e il pagamento che verranno adottati, visto che il Coni si spaccia in continuazione come il paladino della trasparenza) in una zona, Roma nord, con cui non c'entra storicamente nulla.
Poi, in aggiunta all'offensiva, ecco che il Coni decide di bandire striscioni e vessilli dei tifosi della SS Lazio dallo stadio. Mi giunge notizia che in occasione di Lazio-Sporting Lisbona è stato impedito ai ragazzi che si rifanno al Sodalizio (con cui non ho nulla a che fare) di entrare all'Olimpico con il loro materiale. Si era pensato in un primo momento ad una ripicca della società, ma starebbe emergendo che invece si trattava di una disposizione del Coni (magari con l'ausilio della prefettura che è notorio sia in mano giallorosica visto che la bomboniera che è subentrata a Maroni al Quirinale non perde occasione per farci sapere come viva felice dell'oppio trigoriano). Che non si tratti di caso sporadico lo testimona il fatto che mercoledì sera anche a parecchi ragazzi di curva volevano impedire l'acesso di striscioni e vessilli vari. E' stato loro dettto che sarebbero entrati con il loro materiale, ma che dalla prossima gara o fanno un fax al commissariato di zona o non gli permettono di entrare.
I fatti sono questi. E si condensano in una frase semplice semplice: chi tocca il Coni muore.
Mi permetto due considerazioni. La prima è quella sul come mai si continua ad incensare un signore, tal Petrucci, sotto la cui conduzione lo sport italiano continua a perdere terreno persino rispetto alla Namibia (vedi tennis, sci, pallacanestro, atletica risptto a quel che eravamo abituati ad avere: salverei solo nuoto e scherma per meriti delle federazioni e non certo del Coni). La seconda attiene alla risposta che bisognerebbe dargli come tifoseria della più grande polisportiva d'Europa. Capisco che nel resto d'Italia la cosa potrebbe apparire balzana ( non a caso dal Cagliari all'Atalanta, dal Napoli all'Udinese tutti sono impegnatissimi negli studi per i nuovi stadi visto che da loro i terreni di gioco sono comunali e non del Coni...) ma trovo davvero intollerabile esser preso per il collo da un monopolista che vanta in continuazione la sua santità e poi si comporta come un padrone delle ferriere di fine '800. E che non fa più mistero di voler abbattere senza remore chi osa contrapporglisi.