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Stampa.italmeno quì non siamo in prima fila
Calcioscommesse, parte la fase tre Al setaccio gli ultimi 6 mesi di gare
Il nuovo filone sotto traccia, ma potenzialmente esplosivo. Dubbi del procuratore sull'estraneità ai fatti dell'Atalanta
NICCOLÒ ZANCAN
Non è finita qui, l'hanno capito tutti. E non solo perché l'11 gennaio ricominciano gli interrogatori davanti al procuratore capo di Cremona Roberto Di Martino. Non è più Cristiano Doni, detto «il sindaco», il punto. Neppure «il pentimento» di Carlo Gervasoni, con l'effigie di Alberto da Giussano tatuata sulla schiena. Il fatto è che siamo solo a metà del guado. Si vede quello che c'è dietro - i milioni di Singapore, il «braccio armato» degli zingari, almeno 2 pentiti di livello internazionale, le conferme su molte partite truccate in B e Lega Pro - ma non è ancora chiaro il punto di approdo. Tra la frase del presidente del Coni, Gianni Petrucci («Tutto è sotto controllo, il campionato è regolare»), e quella del procuratore Di Martino («Mi piace il calcio, ma adesso guardo le partite con un certo disagio»), si scoprirà il vero stato di salute del nostro sport più popolare e si peserà anche la credibilità dell'intero sistema.
La domanda cruciale
Quanti sono i calciatori corrotti? Questa è la lista allegata all'informativa dello Sco (Servizio centrale operativo della Polizia) datata 14 novembre 2011, dal titolo poco immaginifico, «il gruppo dei giocatori infedeli»: Doni, Gervasoni, Carobbio, Conteh, Joelson, Pellicori, Acerbis. A cui vanno aggiunti quelli della prima tranche investigativa: Paoloni, Sommese, Micolucci, Bellavista, Quadrini. A cui potrebbero sommarsi i nomi fatti da Gervasoni, per adesso semplici indagati in cerca di riscontri: Mauri, Benussi, Rosati, Rickler, Milanetto, Padelli, Bentivoglio, Parisi, Masiello, Shala, Fontana, Ventola, Ruopolo, Caremi, Mario Cassano e Marco Rossi. Ma c'è anche un filone tenuto sotto traccia. Si capisce dal livello di approfondimenti investigativi richiesti su due centravanti di serie A: Daniele Corvia del Lecce e Sergio Pellissier del Chievo. Dalle carte già depositate si evince che ogni loro parola pronunciata al telefono o a bordo dei costosi fuoristrada è stata ascoltata dagli investigatori. Sei mesi di osservazione, dal precampionato a oggi. Magari emergerà niente di significativo. Ma è ovvio che anche questa fase tre - se così si può chiamare - avrà la sua «discovery». I tempi tecnici potrebbero coincidere con giorni delicati: tra la fine dei campionati e l'inizio degli Europei.
Frodi, più che scommesse
È importante la frase pronunciata dal procuratore Di Martino tre giorni fa: «A noi interessano le frodi, non le scommesse. Di quelle se ne occuperà la giustizia sportiva». Tutti presi dall'ansia di fare capire che lo sfogo di Nicola Santoni sui tre nazionali «malati di scommesse» era nient'altro che un pettegolezzo lanciato nel mucchio, ci siamo persi il lato cruciale di quella smentita. Gli agenti dello Sco e della Squadra mobile di Cremona non danno la caccia agli scommettitori, cercano di capire se nel calcio italiano ci sia corruzione. Ma visto che il mondo marcio delle partite comprate spesso è contiguo a quello degli scommettitori, è evidente che nella fase tre emergeranno anche loro. I moderati. E i malati. Tutti a rischio, se tesserati della Federcalcio, di andare incontro a squalifiche pesanti.
Beppe Signori e la Svizzera
Se l'ipotesi di indagine è corruzione, bisogna trovare il denaro. Per questo la scoperta del conto corrente intestato alla società «Clever Owerseas sas», acceso in una banca di Lugano, ha fatto sobbalzare gli investigatori. Sarebbe riferibile al gruppo dei Bolognesi, ovvero al commercialista Ragone, a Gigi Sartor e al suo amico Beppe Signori. Sono state le autorità elvetiche ad aprire un fascicolo con il sospetto di riciclaggio. Più di 600 mila euro versati in 2 tranche. Per l'accusa: soldi in arrivo da Singapore per comprare i giocatori italiani. Ne sapremo di più nel 2012. Come dell'estraneità dell'Atalanta nelle combine confessate dal capitano Doni. Il procuratore Di Martino ha molti dubbi al riguardo. Come sulla presunta purezza della serie A. Le sue non sono più «solo sensazioni».