Non ce la faccio piu'

Aperto da Tarallo, 23 Gen 2012, 11:40

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Tarallo

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Non ne posso piu', non ne posso piu', non ne posso piu'.

Non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio.

Non ce la faccio piu', ne voglio uscire, non ne ho piu'.
Non ne ho piu'.

Aiuto.

Senza entrare nel dettaglio, chiaramente ho messo troppa carne sul fuoco della Lazio.
La vita da emigrato e' difficile. Si deve restare attaccati alle ancore delle origini? E perche' la Lazio? Perche' non gli studi sul Bernini, la cucina umbra, le attivita' balneari tipiche delle spiagge romagnole?

Ieri ho visto il primo tempo con Tommasino, cosa che non accade spesso. Cerco di tenerlo lontano, perche' so (a scoppio ritardato, perche' e' colpa mia) cosa e' bene e cosa e' male per un bambino. Pero' non posso dirgli di no quando si siede vicino a me.
Tommaso, 11 anni e mezzo, ha visto il suo idolo da quando era piccolissimo (i Klose ce li sognavamo) segnare il gol del vantaggio.
Ha visto la Lazio dominare a Milano.
Ha visto anche l'Inter pareggiare, magari non troppo meritatamente, ma con una bella azione e un gol di buona fattura.

(Durante la partita, una domanda: "Papa' lo sai quando uno si fa male, e si butta la palla fuori per fair play? Dimmi la verita' vera, non mentire: cosa farebbe un romanista se a terra ci fosse un giocatore della Lazio? Sono davvero cosi' orribili?". Questo ho creato. Bravo)


Poi e' andato a letto, alle nove mezza, come suo dovere. All'intervallo, cosi' ho tempo per passare 5 minuti a fare i cretini, con lui e Leo, prima di lasciarli a dormire.

Stamattina ha preso l'autobus per scuola alle 7, l'ho incrociato a malapena, e devo dire che l'ho evitato.

Come glielo spiego quello che e' successo?
Lui lo sa che la Lazio e' una squadretta nell'Universo della storia del calcio.
Lo sa che possiamo perdere 4-0, che talvolta facciamo schifo, che si perde piu' spesso (storicamente parlando) di quanto non si vinca.
Nessun problema spiegare una sconfitta, ci facciamo due risate, c'hanno ammazzato, ci rifaremo.

Ma come cazzaccio gleilo spieghi a un bambino di 11 anni che non fa altro che chiedere quanto manca a Lazio-Atletico Mardid (perche' veniamo a Roma), che ce lo hanno messo ancora per l'ennesima volta al culo questi maledetti mafiosi?

Come?

Aiuto, non ne posso piu', vorrei cancellare il passato e far finta che a mio figlio di Lazio non ho mai parlato.
E a me stesso.


Tarallo

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(Sono fuori di me, ovviamente. Me devo da' una calmata)

porgascogne

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io me lo chiedo sempre più spesso nei confronti di me stesso

voglio dire: non mi sarò fatto troppo male a costringermi a tifare Lazio?

fede75

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Citazione di: Tarallo il 23 Gen 2012, 11:40
Aiuto, non ne posso piu', vorrei cancellare il passato..

ieri sera ho provato le stesse sensazioni
a fine partita ho detto a roberto che ci sono momenti (e ultimamente sono troppi)
in cui vorrei non sapere proprio cosa sia il calcio e il tifo

ecco

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arkham

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Tarà, guarda che hai fatto.

Però magari un giorno, uno solo nella sua vita (ma mi auguro pure qualcuno di più...), vivrà un momento così:



E te ne sarà grato per tutta la vita.

est1900

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Citazione di: porgascogne il 23 Gen 2012, 11:43
voglio dire: non mi sarò fatto troppo male a costringermi a tifare Lazio?

Entrambi (tu e Tarallo) omettete di dire, che non c'è cosa più bella che essere Laziali.
Eppure ce lo dovreste sape'...

lazialina

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Dopo la partita, ieri sera, un mio amico juventino mi fa "Alè, io ho tifato Lazio stasera solo perchè mi ero giocato una scommessa, ed ho sofferto come un pazzo. Ma come cazzo fai tu a tifarla davvero?".
Gli ho risposto con un sorriso, perchè tanto era una battaglia persa, non avrebbe capito lo stesso.

Murmur

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- vedi piccolo, il problema è stato l'arretramento del baricentro. Ed è colpa sua, lo vedi? Tiraje la freccetta dai!

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italicbold

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Potrei ritirare fuori la storia dello scorpione e della rana ?
Non scherziamo neanche, non saremmo qui, non saremmo noi se non fossimo della Lazio.
Saremmo altro.
Probabilmente peggiore.


iDresda

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Citazione di: Tarallo il 23 Gen 2012, 11:40

Ma come cazzaccio gleilo spieghi a un bambino di 11 anni che non fa altro che chiedere quanto manca a Lazio-Atletico Mardid (perche' veniamo a Roma), che ce lo hanno messo ancora per l'ennesima volta al culo questi maledetti mafiosi?

Come?

E' la stessa cosa che mi ha chiesto mia figlia di due anni e mezzo (avete letto bene, due e mezzo). Stamattina al suo risveglio, dopo che l'ho portata a fare la ninna poco prima dell'intervallo e s'è addormentata mentre seguivo la diretta sull'telefono collegato a Lazionet.
Gooool, ha chiacchierato con me ancora un po', s'è fatta promettere che l'indomani avremmo visto i gol e s'é infine addormentata.
Stamattina voleva che mantenessi la promessa.

Io non le ho spiegato del Bene e del Male, quello lo capirà quando sarà grande e ahimè non credo servirà quel poco che sarò in grado di insegnarle, le ho fatto vedere le immagini, il gol, la nostra maglia (seppur non fosse quella celeste di sempre) ed è stata comunque contenta.

Per fortuna che ce stanno i bambini, sennò quanno me passava sto rodimento di culo.

Zoppo

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Bel topic.
Naturalmente ancora non ho figli, ma già immagino quando ne avrò uno. Quanto sarà difficile e bello spiegargli il mondo Lazio.

Per adesso mi faccio trattare da bambino, quando la mia ragazza (ormai anche lei tifosa) mi chiama a fine partita e sconsolata anche lei mi dice: "Mi dispiace tanto..."; come se fosse un lutto.

Kim Gordon

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Citazione di: Tarallo il 23 Gen 2012, 11:40



si ma datte na karmata, sei un uomo ora. tsè

mica puoi fare tutto un racconto così tenero sui tuoi figli e poi finire come un isterico per una ca22o di partita.

ennamo. basta! un pò di......................

................(comè che lo chimamano??)

....
.....
...........
...............


vabbè, non mi ricodo. hai capito tanto.


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NandoViola

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tarà la fai troppo difficile, alle mie gli ho detto che le cose belle non sono evidenti, non tutti le capiscono e che girano per sentieri impervi: a quel punto, romammerda, è n'attimo.

Tarallo

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Citazione di: Kim Gordon il 23 Gen 2012, 15:46
si ma datte na karmata, sei un uomo ora. tsè

mica puoi fare tutto un racconto così tenero sui tuoi figli e poi finire come un isterico per una ca22o di partita.

Hai ragione. Mentre scrivevo avevo le lacrime agli occhi e la cosa non e' normale.
Evidentemente me devo calma', piu' in generale.

Ce provo, ma dovra' forse passare per una rianalisi del ruolo della Lazio in my life, perche' se me pija cosi' per un abuso arbitrale allora devo esse stato o in un freezer durante gli ultimi decenni o daaa roma in una vita precedente.

fiz.ban

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Troppe volte mi hanno fatto passare la voglia, ma mollare il tifo, arrendersi alle ingiustizie (un po' come nella vita) sarebbe la peggior sconfitta. E sebbene non sia ancora padre (ancora per poco eh :D ) credo che crescere un figlio lontano dalla passione Lazio sia anch'essa una sorta di sconfitta.
Tu giustamente dirai se è però giusto che per una tua passione (o battaglia personale) sia giusto che tuo figlio vada a 'rimetterci'. La mia risposta è che di ingiustizie al mondo ce ne sono tante, ben peggiori di una partita di calcio, mentre tifare (e spesso ce ne scordiamo) non è tanto vincere quanto condividere emozioni.
Ma se ti immagini di abbracciare tuo figlio se la Lazio vince una coppa, dovesse succedere anche una volta ogni 10 anni, non ti scende la lacrimuccia? :)

Alla prima di campionato portammo mio nipote (5 anni) allo stadio. Sai come finì quella partita e, sebbene mio nipote durante l'incontro sembrava fregarsene e annoiarsi, al termine si mise a piangere. Una signora li vicino gli disse "Non piangere, noi laziali siamo abituati a soffrire. Vedrai che la prossima la vinceremo".

Ecco, armati di speranza ;)




Tarallo

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(Tommaso intanto e' appena uscito da scuola e mi ha mandato un SMS chiedendomi che e' successo nel secondo tempo) :cry: :cry:   (Grazie fizzzz)

italicbold

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Anche perché se lo fai diventare del Grenoble, o peggio ancora dell'OM, o peggio ancora del peggio, del PSG, secondo me a 18 anni chiede l'interdizione del padre e si mette a leggere le memorie di Pietro Maso.

Adler Nest

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Tarà,
io di questa diversità e di questa "sofferenza" ne vado fiero.
E' un marchio di fabbrica
e noi vecchietti ne abbiamo passate di peggio rispetto ai giovanotti d'oggi.
Mio figlio ha 16 anni. E' della Lazio.
Per me gioia immensa perchè so ho lasciato una piccolo segno su di lui.
Lui ha scelto la scuola, sceglierà la vita che vorrà fare.
Sarà influenzata dalla educazione ricevuta, certo, ma tiferà Lazio e sarò curioso di vedere come si comporterà con la sua prole.
E' della Lazio, lontano da Roma e sa cosa vuol dire non essere uniformato.
Non gli piace vincere facile.
E questo mi basta.
Poi la Lazio è sì importante, ma è la più importante delle cose meno importanti.
Anche a me, a volte mi rimane l'amaro in bocca; quella sensazione da quel che resta del giorno, ma questa è un'altra storia.

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Neal

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Topic interessante.
In sintesi: come conciliare il mestiere di padre in cui cerchiamo, spesso senza successo, di valutare con la massima razionalità ogni parola o insegnamento trasferito ai pargoli con l'essere tifoso ovvero la quintessenza dell'irrazionalità.

Svolgimento: non ne ho la più pallida idea.

In primis l'attenta ponderazione del giusto atteggiamento nei confronti dei bambini è una illusione. Leggiamo libri, parliamo con pediatri, psicologi e assistenti sociali; cerchiamo di mettere in pratica ogni parola letta per stemperare capricci e capire la comunicazione non verbale dei cuccioli ma poi il 90% delle volte ripetiamo meccanicamente schemi dei nostri genitori e reagiamo istintivamente alle richieste dei bimbi in base a stanchezza, umore ed altri fattori che non hanno nulla a vedere con la Montessori (almeno io faccio così).

Poi c'è la Lazio, la voglia di proseguire una tradizione familiare, di provare con i miei figli quello che provai con mio padre, la voglia di gioire insieme ad un gol o (magari) uno straccio di trofeo superiore al Berlusconi. La speranza di condividere una passione per tutta la vita.

Poi vedo il piccolo che mi rifà il verso mentre guardo la partita (si mette una mano sulla testa e grida nooooo) e mi fa sentire un po' ridicolo. Vedo il grande che si fa chiamare Hernanes dalla maestra e mi viene il dubbio di aver sbagliato a portarlo allo stadio così presto. Si ripete il solito copione: unico laziale della classe e un po' discriminato per una mia passione che lui non ha scelto. È giusto?

Poi mi sento bene quando, per farmi contento, cantano vola Lazio vola,
Torno razionale e spiego ad entrambi con convinzione che non ha nessuna importanza che la zia, che gli vuole un mondo di bene, sia romanista.
Spiego che il calcio è solo un gioco, che non ha nessuna importanza rispetto alla famiglia, agli amici ed anche al lavoro. Poi però temo di vanificare tutto quando mi vedono saltare sul divano per un gol (anzi per IL gol) al 93 minuto.

Mestiere difficile quello del padre ed una passione così irrazionale non aiuta.

Rorschach

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Sono al cellulare e non mi posso dilungare.
Ci tenevo solo a precisare che, sebbene il tifo biancazzurro mi sia stato tramandato da mio padre, e a lui da mio nonno, siamo tutti coscienti che in realta' questo trascenda il 'tifo'. E' a volte un pretesto per gioire assieme, a volte un modo per comunicare, quando altri canali si sono inariditi. Mio papa' portava me allo stadio, adesso sono io a tentare di portarlo, e qualche volta mi riesce, ci sentiamo comunque dopo ogni partita, spesso nell'intervallo. Pero', sinceramente, e credo per entrambi, tutto sommato della partita poco ci fotte (ma guai a dirlo). A mio figlio, quando sara' ora, spieghero' che ci sono molte cose piu' vere e piu' utili per le quali provare passione, o magari succedera' la stessa cosa, staremo a vedere.

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