Pubblicate intercettazioni Moratti-Bergamo

Aperto da Eagle78, 02 Apr 2010, 23:06

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ML

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Citazione di: ML il 07 Apr 2010, 22:51
So' parte lesa...............



no la as riomma è solo ed esclusivamente MMMERDAAAAA

eaglefly1978

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simcar

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Citazione di: jp1900 il 07 Apr 2010, 19:25
Ha indagato il PM Palamara...
:lol:


Ma chi quello che il giorno di Parma-Inter e Catania-merde era a casa di ++++++++ con Amendola e company a vedere la partita? Strano che abbia archiviato tutto,

olandese

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zorba

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Interessante telefonata in diretta di Paolo Bergamo a Radio Radio fino a pochi minuti fa.

Nei prossimi giorni verranno sicuramente pubblicati nuovi testi di intercettazioni che si preannunciano molto interessanti (lo stesso Bergamo ha ammesso di aver parlato praticamente con i rappresentanti di tutte le società di serie A del periodo in cui svolgeva il ruolo di designatore e, tra questi, il suo conterraneo mister Spalletti, alias il mago di Certaldo.....).

Per chi volesse riascoltare l'intervento di Bergamo, si può sempre ricorrere ai podcast di Radio Radio.

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olandese

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Citazione di: calimero il 08 Apr 2010, 16:19
Ci è diventato dopo, comunque gli ha parato il culo per svariati anni.
Era quello che volevo capire. Un` altro che ha fatto carriera facendo un lavoro da principianti.

almostblue

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Salve a tutti: ecco un'intervista abbastanza interessante in materia che è uscita il 7 aprile sul fascicolo sportivo di Resto del Carlino e la Nazione. Le telefonate di Pradè ci sono, evidentemente, anche se il giornalista non entra nel merito...


L'intervista Il perito Nicola Penta e le intercettazioni ignorate

«Anche il processo sportivo avrebbe avuto un esito diverso con l'uso di queste telefonate» di Paolo Franci
Roma

NICOLA PENTA è il consulente per la parte sportiva dei legali di Luciano Moggi. E' lui l'uomo che ascolta le decine di migliaia di nuove intercettazioni di Calciopoli, scegliendo quelle utili al castello difensivo dell'ex dg juventino.
In cosa consiste il suo lavoro?
«Ascolto le intercettazioni riscontrandole con i fatti attraverso le immagini televisive e i dati delle partite sotto processo a Napoli».
La gente si chiede perchè le nuove conversazioni non siano state prese in considerazione nell'estate del 2006. Se fossero uscite allora...
«E' chiaro che se nelle trascrizioni trasmesse dalla procura di Napoli a quella della Figc vi fossero state anche queste telefonate, la mia opinione è che il processo sportivo si sarebbe concluso diversamente. Bergamo ha sempre detto che parlava con tutti, ma lo hanno ritenuto un bugiardo. E invece il nostro lavoro sta dimostrando che diceva la verità».
Perché state rendendo pubbliche le nuove conversazioni soltanto in questi giorni?
«Non perché vi fossero vincoli, ma perchè aspettavamo che al processo di Napoli testimoniasse il colonnello Auricchio (all'epoca di Calciopoli maggiore e a capo delle indagini, ndr). Lui ha dichiarato che non c'erano telefonate con altri dirigenti, un fatto confermato anche dai pm».
Eppure queste intercettazioni ci sono. E allora?
«L'oggetto dell'indagine era Luciano Moggi, la Juve, l'arbitro De Santis e gli altri indagati. Le circa 120mila telefonate, a mio parere non sono state ascoltate dai carabinieri perché l'indagine non era sul mondo del calcio ma su alcuni soggetti. Se non fosse stato così avrebbero dovuto intercettare tutti».
Un'opera di scrematura dunque.
«E' stato effettuato l'incrocio solo sui numeri di telefono degli indagati, soltanto tra loro. E' per questo che le telefonate di Moratti, Facchetti, Cellino ad esempio, non sono nell'indagine. E ce ne sono altri».
Ad esempio?
«Anche Pradè parla con Bergamo, Spalletti quando era all'Udinese. Ma lo ripeto, era consuetudine per molti».
Si è fatto una sua idea su quel periodo ascoltando migliaia di telefonate?
«Sì. La mia idea è che tutti i dirigenti cercavano di difendere la propria società, pensando che c'era qualcun altro che poteva arrivare dove loro non arrivavano. Una sorta di corto circuito. Da quello che sto ascoltando era consuetudine parlare con i designatori e quello che sta emergendo contribuisce a fare chiarezza su un modus operandi, non un "sistema", molto diffuso. Non solo di Moggi e degli altri finiti a processo».
Le famose 170mila intercettazioni dove sono?
«Abbiamo un hard disk eppoi ci sono circa cinquanta cd. Consideri che ognuno di questi contiene circa 3mila intercettazioni».
E sono tutte conversazioni?
«No, circa un terzo sono contatti che non sono andati a buon fine, tra cadute di linea, mancate risposte. Quelle buone sono circa 120mila».
Le ascolterà tutte?
«No. Una volta raggiunti i nostri obiettivi processuali mi fermerò e ormai siamo in dirittura d'arrivo. Finora ne ho ascoltate circa 40mila».
Emergono incongruenze?
«Gliene dico una. Alla Juve vengono contestate 25 ammonizioni 'dolose' a giocatori avversari in diffida e poi squalificati prima di affrontarla. Di quelle 25, dieci vengono comminate da arbitri che non sono finiti sotto inchiesta. Delle due l'una: o bisognava indagare quegli arbitri o quelle dieci ammonizioni sono normali».
Come funziona la sua ricerca? Inserisce ad esempio il nome di Moratti e viene fuori la lista delle telefonate?
«No. Usiamo i numeri di telefono, ma solo quelli degli indagati. Se inserisco quello di Moratti non esce niente. Diversamente, se metto il numero di Bergamo con i riferimenti di altri interlocutori possibili che non fanno parte dell'indagine, come Moratti ad esempio, esce una lista».
E' come se fosse una sorta di Google delle intercettazioni.
«Esatto, il problema è che non puoi scegliere il link ma ascoltare ogni telefonata. E non sono tutte 'piene'. Delle dieci che ascolto, sette magari non sono andate a buon fine».
Come avete fatto a procurarvi le intercettazioni?
«Si acquistano».
Quanto costa un cd?
«Tra i 400 e i 500 euro».
Un meccanismo costoso.
«Sì, una persona poco abbiente avrebbe certamente meno possibilità di difendersi».


cosmo

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Citazione di: almostblue il 08 Apr 2010, 16:54
Salve a tutti: ecco un'intervista abbastanza interessante in materia che è uscita il 7 aprile sul fascicolo sportivo di Resto del Carlino e la Nazione. Le telefonate di Pradè ci sono, evidentemente, anche se il giornalista non entra nel merito...


L'intervista Il perito Nicola Penta e le intercettazioni ignorate

«Anche il processo sportivo avrebbe avuto un esito diverso con l'uso di queste telefonate» di Paolo Franci
Roma

NICOLA PENTA è il consulente per la parte sportiva dei legali di Luciano Moggi. E' lui l'uomo che ascolta le decine di migliaia di nuove intercettazioni di Calciopoli, scegliendo quelle utili al castello difensivo dell'ex dg juventino.In cosa consiste il suo lavoro?
«Ascolto le intercettazioni riscontrandole con i fatti attraverso le immagini televisive e i dati delle partite sotto processo a Napoli».
La gente si chiede perchè le nuove conversazioni non siano state prese in considerazione nell'estate del 2006. Se fossero uscite allora...
«E' chiaro che se nelle trascrizioni trasmesse dalla procura di Napoli a quella della Figc vi fossero state anche queste telefonate, la mia opinione è che il processo sportivo si sarebbe concluso diversamente. Bergamo ha sempre detto che parlava con tutti, ma lo hanno ritenuto un bugiardo. E invece il nostro lavoro sta dimostrando che diceva la verità».
Perché state rendendo pubbliche le nuove conversazioni soltanto in questi giorni?
«Non perché vi fossero vincoli, ma perchè aspettavamo che al processo di Napoli testimoniasse il colonnello Auricchio (all'epoca di Calciopoli maggiore e a capo delle indagini, ndr). Lui ha dichiarato che non c'erano telefonate con altri dirigenti, un fatto confermato anche dai pm».
Eppure queste intercettazioni ci sono. E allora?
«L'oggetto dell'indagine era Luciano Moggi, la Juve, l'arbitro De Santis e gli altri indagati. Le circa 120mila telefonate, a mio parere non sono state ascoltate dai carabinieri perché l'indagine non era sul mondo del calcio ma su alcuni soggetti. Se non fosse stato così avrebbero dovuto intercettare tutti».
Un'opera di scrematura dunque.
«E' stato effettuato l'incrocio solo sui numeri di telefono degli indagati, soltanto tra loro. E' per questo che le telefonate di Moratti, Facchetti, Cellino ad esempio, non sono nell'indagine. E ce ne sono altri».
Ad esempio?
«Anche Pradè parla con Bergamo, Spalletti quando era all'Udinese. Ma lo ripeto, era consuetudine per molti».
Si è fatto una sua idea su quel periodo ascoltando migliaia di telefonate?
«Sì. La mia idea è che tutti i dirigenti cercavano di difendere la propria società, pensando che c'era qualcun altro che poteva arrivare dove loro non arrivavano. Una sorta di corto circuito. Da quello che sto ascoltando era consuetudine parlare con i designatori e quello che sta emergendo contribuisce a fare chiarezza su un modus operandi, non un "sistema", molto diffuso. Non solo di Moggi e degli altri finiti a processo».
Le famose 170mila intercettazioni dove sono?
«Abbiamo un hard disk eppoi ci sono circa cinquanta cd. Consideri che ognuno di questi contiene circa 3mila intercettazioni».
E sono tutte conversazioni?
«No, circa un terzo sono contatti che non sono andati a buon fine, tra cadute di linea, mancate risposte. Quelle buone sono circa 120mila».
Le ascolterà tutte?
«No. Una volta raggiunti i nostri obiettivi processuali mi fermerò e ormai siamo in dirittura d'arrivo. Finora ne ho ascoltate circa 40mila».
Emergono incongruenze?
«Gliene dico una. Alla Juve vengono contestate 25 ammonizioni 'dolose' a giocatori avversari in diffida e poi squalificati prima di affrontarla. Di quelle 25, dieci vengono comminate da arbitri che non sono finiti sotto inchiesta. Delle due l'una: o bisognava indagare quegli arbitri o quelle dieci ammonizioni sono normali».
Come funziona la sua ricerca? Inserisce ad esempio il nome di Moratti e viene fuori la lista delle telefonate?
«No. Usiamo i numeri di telefono, ma solo quelli degli indagati. Se inserisco quello di Moratti non esce niente. Diversamente, se metto il numero di Bergamo con i riferimenti di altri interlocutori possibili che non fanno parte dell'indagine, come Moratti ad esempio, esce una lista».
E' come se fosse una sorta di Google delle intercettazioni.
«Esatto, il problema è che non puoi scegliere il link ma ascoltare ogni telefonata. E non sono tutte 'piene'. Delle dieci che ascolto, sette magari non sono andate a buon fine».
Come avete fatto a procurarvi le intercettazioni?
«Si acquistano».
Quanto costa un cd?
«Tra i 400 e i 500 euro».
Un meccanismo costoso.
«Sì, una persona poco abbiente avrebbe certamente meno possibilità di difendersi».

Quindi sarà di nuovo un'indagine parziale con il pericolo che anche stavolta le m.erde dribbleranno la punzione che meritano.
Non credo infatti che Moggi abbia interesse a coinvolgere anche i dirigenti riommici, anche per motivi semplicemente famigliari.

vagabond

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anche spalletti parlava con bergamo...articolo su yahoo...ora cercano di farla passare come parte lesa prendendo di mira spalletti...che merde

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aaronwinter

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Citazione di: vagabond il 08 Apr 2010, 20:15
anche spalletti parlava con bergamo...articolo su yahoo...ora cercano di farla passare come parte lesa prendendo di mira spalletti...che merde

Lo Spalletti Luciano da Certaldo è stato intercettato all'epoca in cui era allenatore dell'Udinese.
Non è uno scherzo.

Arrivato a Trigoria, si è pentito.
Anzi, gli hanno chiesto di pentirsi prima di fargli il contratto, come recita la postilla a pagina 24 del contratto stesso.

:x

aaronwinter

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(e comuqnue, la cosa pazzesca è che coi designatori parlavano tutti - ma proprio tutti.
Tranne noi. Che però siamo stati penalizzati.
E nessuno, tra i giornalisti, che sottolinei questo, perché ormai è passato il concetto del "grumo di potere" originario - sostanzialmente a motivo delle telefonate FATTE  - e non ricevute - da quel bischero di Mazzini.
Che schifo)

mazzok

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Citazione di: aaronwinter il 09 Apr 2010, 08:42
Lo Spalletti Luciano da Certaldo è stato intercettato all'epoca in cui era allenatore dell'Udinese.
Non è uno scherzo.

Arrivato a Trigoria, si è pentito.
Anzi, gli hanno chiesto di pentirsi prima di fargli il contratto, come recita la postilla a pagina 24 del contratto stesso.


arrivato a Trigoria non c'era più bisogno che contattasse i designatori ....


olandese

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Ma come mai sulla prima pagina di repubblica.it non leggo nulla sulle intercettazioni di Spalletti?

Se i cattivi usavano SIM svizzere i riomisti quali usavano?

Bergamo parte lesa anche lui?

ES

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Citazione di: olandese il 09 Apr 2010, 10:46
Ma come mai sulla prima pagina di repubblica.it non leggo nulla sulle intercettazioni di Spalletti?

Se i cattivi usavano SIM svizzere i riomisti quali usavano?

Bergamo parte lesa anche lui?

La cosa simpatica sarebbe se ,tramite qualche foro nella tessitura di protezione uscisse uno spiffero,che so,un sospiro,che riguardi la roma.Immagino che comincerebbe il valzer della "roma parte lesa",che potrebbe portare ad un vero e proprio effetto domino.Insomma,alla fin dei conti sono convinto che per parare loro diventeremmo tutti parte lesa.

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zorba

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(Il Fatto Quotidiano 10.04.2010)


MARCO TARDELLI

NON CI PROVATE

Calciopoli, Moggi e l'ex bandiera della Juventus: "Tentano la restaurazione, lo scandalo c'era"

Marco non ha smesso di urlare. Dalle susine della lucchesia negli anni '60: "Le rubavo dall'albero del vicino" al Bernabeu, vent'anni dopo: "Dopo aver vinto il Mondiale, sembrava possedessi un alone. Tutti a dirmi 'prego signor Tardelli, passi pure avanti'. Andavo alla posta, volevo essere come tutti gli altri e mi facevano sentire un marziano". Donne, coraggio, figli, fratelli antitetici: uno seminarista, l'altro di Lotta Continua. E poi vittorie e insofferenza alle regole: "Avevo i capelli lunghi, le collanine, un'aria strana per il rigore Juventus. Boniperti mi fece avvisare, poi mi suggerì di toglierle di persona". Tardelli è a Londra, bluffa e finge di mentire. Gioca con il paradosso sul filo del'ironia.

"Premetto che di quello che sta accadendo da voi non so nulla, sembra che adesso siano tutti colpevoli e che vada bene lo stesso. Calciopoli esisteva, l'hanno attuata con fatti e gesti. Credo che si possa e si debba discutere delle pene che sono toccate alla Juventus e alle altre squadre ma, quello che proprio non si può fare, è ribaltare il senso complessivo di quella vicenda.

Si spieghi meglio.

Calciopoli ha rappresentato un tremendo momento per il calcio italiano, mi auguro che non ritorni ma, nascondere o peggio confondere i termini di ciò che avvenne, è un'operazione disonesta.

Ora dicono: "Così facevan tutti".

Non è che se tutti sbagliano, la colpa sparisca e si possa proclamare l'assoluzione generale. Non va bene. E' immorale. E' un problema generale dell'Italia di oggi. Vale per Calciopoli e per ogni altra questione che attraversa il Paese.

Moggi. Una definizione.

Una sola è impossibile. Ha fatto molto per il calcio italiano, cose che a mio giudizio sono negative. Ma nella valutazione complessiva, bisogna anche riconoscergli delle qualità. Faceva il vice capostazione della stazione di Civitavecchia, ed è arrivato a gestire l'intero calcio italiano. Da quel punto di vista, tanto di cappello.

Condizionava i tornei?

Non lo so. Una volta si dà, l'altra si prende. Moggi avrà sicuramente fatto qualcosa. Mi sembra che nel suo caso, gli elementi per farsi un'idea chiara non manchino. Mi pare, ma forse sbaglio, (sorride ndr) che le prove a suo carico le abbiano trovate.

E dei designatori che parlavano con i presidenti cosa pensa?

Un malcostume allucinante. In Inghilterra non si sa nemmeno il nome dell'arbitro che fischierà il sabato o la domenica.

Perchè?

Non interessa a nessuno. L'arbitro non viene mai giudicato in maniera persecutoria, più semplicemente del suo operato non frega nulla a nessuno. Si gioca e basta. Che i presidenti abbiano intrattenuto costanti rapporti con i designatori, comunque, è inaudito e mi spinge a un'altra considerazione.

Prego.

E' ovvio che i direttori di gara non si possano sentire sereni sapendo che se sbagliano contro le grandi squadre, le reazioni saranno feroci. Il condizionamento è fortissimo.

Duro.

Parliamoci chiaramente: finché saranno i presidenti a decidere quali arbitri farsi mandare, la situazione non migliorerà. Non dovrebbe sapere niente nessuno. Comunque la si giri, questa è una storia imbarazzante. Le regole da proporre per un futuro differente, a me paiono solari.

Le illustri.

Della designazione dell'arbitro non si deve sapere nulla. I Presidenti devono saper stare al loro posto. Tenendo a bada il telefono, perchè poi magari (è successo anche questo) ti capita di entrare in affari economici con i designatori arbitrali e con gli stessi arbitri.

Quanto ha a che fare il caos pallonaro con l'insopprimibile servilismo degli italiani?

Le intercettazioni di oggi e del passato, parlano chiaro. Gli italiani sono così, in qualunque ambito della vita pubblica. Fino a quando non cambieremo questa mentalità, nulla muterà. Tutto ci passerà addosso come l'acqua di Lourdes. Ti immergi, esci e ti ritrovi asciutto ma i dolori, magari, sono rimasti. 

Cosa fu Calciopoli? Un'allucinazione o un'occasione mancata?

Un'altra, direi l'ennesima opportunità che gli italiani avevano di migliorarsi. Ogni tanto Dio ci offre qualche chance, siamo noi che ad afferrarla, proprio non riusciamo.

Possibilità persa per sempre?

Naturalmente. Vuole sapere quale è stata la mia fortuna più grande?

Dica.

Allenare senza mai pensare agli arbitri. Ho fatto bene? Ho fatto male? Non lo so. Ho assistito a partite in cui qualcosa di sporco c'era sicuramente, ma non ho mai dato colpe a nessuno. Però ho pagato, perché non mi interessava se l'interlocutore fosse potente o umile. Se pensavo una cosa, gliela dicevo in faccia. Avevo e ho bisogno di poter continuare a guardarmi allo specchio. Di quello che sta accadendo, comunque, non mi frega nulla. Si sapeva da sempre. Tutti sapevano. Ricorda cosa diceva Pasolini? Dagli anni '70 ad oggi, certe dinamiche non si sono modificate di un millimetro.

A proposito di Moggi. C'è chi dice che pur essendo squalificato, Paletta controllasse mezza serie A.

Mi importa meno di zero. C'è mai stato un momento in cui non è successo che il mercato non fosse eterodiretto da qualcuno?.

Sostengono che l'esperienza anglo-irlandese l'abbia fatto   ringiovanire.

Verissimo. Lontano da polemiche pretestuose e immobilismo, respiro a meraviglia. Sono stato 85 volte in Nazionale e, non ricambiato, amo il mio paese. In Inghilterra però esiste la pena. Io sono contro tutte le violenze ma la certezza della sanzione è fondamentale. Se rubi, qui vai in galera. Se non ha i i bilanci a posto retrocedi o vieni penalizzato.

Ultima cosa. Un ricordo di Facchetti.

Cosa pensano gli altri non mi sfiora. Io l'ho conosciuto. Un galantuomo. Ora Giacinto non c'è più e della sua memoria si può fare ciò che si vuole, ma anche questo, è un esercizio miserevole.

(Mal.Pag.)

Drake

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Citazione di: zorba il 10 Apr 2010, 07:59
perchè poi magari (è successo anche questo) ti capita di entrare in affari economici con i designatori arbitrali e con gli stessi arbitri.

Mi sembra che nelle varie indagini questo aspetto che avrebbe dovuto rappresentare il movente non sia mai stato preso in considerazione, o meglio, qualcosa è uscito fuori in passato ma delle squadre 'sbagliate'.

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