LAZIO-PUMA,DIVORZIO DOPO 14 ANNI E 10 TRIONFI
di liam88 venerdì 27 gennaio 2012, 13:27
Lazio-Puma, divorzio dopo 14 anni di matrimonio
di Stefano Greco

27 Gennaio 2012 - Estate del 1998. La Lazio è appena entrata in Borsa, dando l'inizio ad una nuova era per la società e per il calcio italiano. La squadra ha giocato e perso la prima finale europea della sua storia a Parigi contro l'Inter, ma ha messo in bacheca la Coppa Italia, il primo trofeo vinto dopo 24 anni di digiuno. Quell'estate, Sergio Cragnotti decide di chiudere il rapporto di sponsorizzazione tecnica con la ditta inglese Umbro e firma un contratto quinquennale con un nuovo sponsor tecnico, la Puma. Un matrimonio nato tra dubbi e polemiche (la prima maglia con cui si giocò la Coppa delle Coppe fu gialla con il marchio rosso Del Monte al centro, una scelta cromatica che provocò addirittura un'ondata di indignazione) durato quattordici e che alla fine di questa stagione è destinato a concludersi con un divorzio che era già da tempo nell'aria, che non è stato ancora ufficializzato, ma che è pressoché certo. Lazio e Puma, infatti, hanno interrotto ogni dialogo da mesi e non si parla di progetti o di bozzetti di maglie per la stagione 2012-2013.
Che piacessero o no i modelli di maglie prodotti per la Lazio dalla ditta di Herzogenaurach, quello tra Lazio e Puma è stato un matrimonio fortunato e vincente, da tutti i punti di vista. Sul campo con la conquista di nove trofei (scudetto, Coppa delle Coppe, Supercoppa d'Europa, 3 Coppa Italia, 3 Supercoppa d'Italia), dal punto di vista economico con un rapporto che solo nell'ultimo quadriennio ha portato nelle casse della Lazio qualcosa come 14 milioni di euro garantiti dal contratto base, più altri 6 milioni di euro di bonus legati ai risultati, escluse le cifre delle royalties derivanti dalle attività commerciali e di merchandising che Lazio e Puma hanno portato avanti in questi anni grazie alla politica commerciale e di distribuzione dei prodotti a marchio Lazio in Italia e nel mondo. Insomma, il matrimonio con la Puma nelle ultime stagioni ha portato nelle casse della Lazio più di 5 milioni di euro all'anno. Soldi che a partire dal 1° svaniranno come d'incanto.
La Puma, che oltre ad essere stata sponsor tecnico è stata anche azionista della Lazio. Nell'aumento di capitale varato dal trio Baraldi-Longo-Pessi nell'estate del 2003, la società tedesca acquistò 35,7 milioni di azioni della Lazio al prezzo unitario di 0,054 euro, arrivando a detenere alla fine di quell'operazione una quota pari a circa l'1,5% del capitale sociale. Il rapporto è proseguito anche nel periodo di ridimensionamento della società, dopo l'uscita di scena di Cragnotti e con l'ingresso di Lotito, ma nel corso degli ultimi anni il rapporto si è, diciamo così, esaurito. Non a caso, proprio pochi giorni fa la Puma ha firmato un nuovo accordo con il Palermo che entrerà in vigore a partire dal 1° luglio del 2012 fino al 30 giugno del 2016.
Secondo qualcuno, l'iper-attività di questi giorni della Lazio sul mercato e, soprattutto, l'improvvisa fretta nel chiudere l'operazione-Honda, è legata al tentativo di ottenere visibilità e per rendere la società appetibile per un nuovo sponsor tecnico. Difficilmente sarà la Nike, perché la ditta americana (sponsor tecnico dell'Inter e della Juventus) al momento non sembrano affatto interessate a sposare il "progetto-Lazio". Qualche speranza, invece, c'è per un eventuale matrimonio con l'Adidas, sponsor tecnico sia della nazionale giapponese che di quella tedesca. E la presenza di Honda e Klose, potrebbe essere un buon punto di partenza per intavolare una trattativa, anche se a cifre decisamente diverse da quelle garantite fino ad oggi dalla Puma.
Insomma, dopo quattro anni e sette mesi di assenza di un main sponsor sulla maglia (con una perdita stimata nell'ordine di 18.5-19 milioni di euro), la Lazio rischia di ritrovarsi a luglio anche senza uno sponsor tecnico. Un danno d'immagine, ma soprattutto un danno economico per una società che dal 2004 a oggi ha vissuto solo ed esclusivamente di autofinanziamento e che, tranne nella voce legata agli introiti dei diritti tv (aumentati solo grazie all'ingresso di nuove piattaforme e all'accordo collettivo della Lega Calcio con Infront) ha visto crollare tutte le altre entrate. A partire da quelle legate alle sponsorizzazioni per finire con quelle degli incassi per la vendita di biglietti e abbonamenti, passati dai 14 milioni di euro della stagione 2003-2004, ai poco più di 7 milioni di euro della stagione 2010-2011. E il conto di questa mancanza di fiducia nella Lazio e nel suo presunto "progetto",
alla fine lo pagheranno come sempre la società e i tifosi, non chi la guida.

TANA
SFL