per me non è questione di difesa a 3 o a 4, ma di centrocampo.
matu ed hernanes fanno meno filtro di un foglietto di carta velina zuppo.
nel mio personalissimo FM2012, palermo Lazio l'avrei giocata senza stravolgere il modulo. zauri e dias al centro, scaloni (o un giovane) a destra, garrido a sinistra, e lo stesso centrocampo/attacco che ultimamente si era sempre ben comportato, ledesma/matu, lulic/hernanes/gonzalez, klose.
poi vabbe', primi due tiri = due gol, più indecisione di klose sul terzo, quando si limita a guardare silvestre, suo avversario diretto in area su corner e calci piazzati laterali, mentre trafigge indisturbato marchetti. quando è così, si può tranuillamente parlare di partita finita ancor prima di cominciare.
marchetti sono un paio di partite che mi preoccupa, è vero che la difesa, quando mancano i titolari, traballa, ma a volte è il portiere che deve dare sicurezza al reparto davanti a lui, e non viceversa.
il trend del 2012 comincia a farsi preoccupante: 9 partite 5 sconfitte e 4 vittorie, ma soprattutto 19 gol subiti, un calo di rendimento difensivo verticale, impressionante. sì, è vero che se togli la prima e l'ultima partita della serie, ambedue considerabili come episodi, i gol sono dimezzati, ma comunque la si veda resta un problema allarmante.
l'assenza prolungata dei titolari, e quella a macchia di leopardo delle riserve designate, hanno sicuramente tolto certezze all'impianto di gioco e forse, l'aver sistemato Ledesma arretrato, ha tolto anche le residue speranze di uscire dal Barbera con un risultato utile.
il Palermo infatti ha subito pescato due jolly, ma in ogni caso si vedeva a occhio nudo la facilità con cui arrivava regolarmente nei pressi dell'area di rigore, pressoché in ogni azione.
il problema ora sarà recuperare un minimo di certezze mentali entro domenica sera: la trasferta di giovedì rischia di trasformarsi in un'altra waterloo. la squadra arriverà a quell'appuntamento molto probabilmente svogliata e senza speranza. tornare con una nuova disfatta sulle spalle potrebbe davvero essere deleterio, d'altronde onorare l'impegno sicuramente non basterà a darci la qualificazione. servirebbe una prestazione super, anche a livello fisico, cosa che la Lazio attuale non è in grado di fornire.
questo corto circuito tra il volere e il potere, legato a una trasferta europea di giovedì sera, a poche ore dall'impegno, questo sì decisivo, contro la Fiorentina di domenica sera, può diventare letale. la Lazio dovrà attingere a tutte le riserve psicologiche di cui dispone, per dimostrare prima di tutti a sé stessa che è ancora un gruppo compatto con obiettivi ambiziosi.