Vedo solo ora questo topic...
Ho giá pubblicato in "Sfogatoio" le riflessioni che seguono. Ma forse calzano anche qui...
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e pure 'sto carnevale se lo semo levati dalle palle... (semicit.)
Detta cosí sembra una banalitá. Ma qui a Colonia, culla tedesca della multiculturalitá, la romana
Colonia Claudia Ara Agrippinensium, il Carnevale è una cosa maledettamente seria.
La chiamano la quinta stagione dell'anno. L'undici novembre, piú precisamente l' 11/11 alle ore
11:11, in una delle piazze storiche della cittá alcune migliaia di festeggianti in costume piú o meno
tradizionale, cantando e soprattutto bevendo, danno il via al lungo periodo carnevalesco che si
concluderá, dopo sfrenate manifestazioni, con il martedí grasso. Cioè oggi ;-)
Non ho niente contro il carnevale. Anzi ho anche partecipato, a scopo puramente scientifico,
ovviamente.
Ma parte di quello che succede in questi ultimi giorni è veramente duro da sopportare.
La cittá raddoppia il numero di presenti (almeno un milione di visitatori, 95% tedeschi), chiudono
uffici pubblici, scuole ('tacci loro) e buona parte delle attivitá commerciali, imprese private etc.,
riducono gli orari di lavoro. I negozianti sono in costume, le cassiere al supermercato sono in
costume e anche gli impiegati di banca (quei pochi che non hanno preso giorni di libertá) sono in
costume. In strada si canta, si balla, si corre da un locale all'altro... Bello, noh? In effetti è piaciuto
molto anche a me, all'inizio. Quanto ho rotto le palle a Giggiazzo e ad altri amici rimasti al "sud"
con i miei racconti.....
Il fatto è un altro: per festeggiare, cantare, ballare o solo passeggiare e stare insieme si beve.
Si deve bere! Fico, vero?! Piace anche a me, il problema peró si presenta quando un milione di
persone cominciano a bere birra e altro dalle 9 del mattino. E va avanti, compatibilmente con il
proprio allenamento, i problemi da dimenticare, la compagnia derelitta, la voglia di esagerare, fino a
quando si resiste. Proprio in senso fisico. Qualcuno piú improvvido viene soccorso giá verso le 11, e
sono solo giovanissimi...
Adesso non voglio fare il bacchettone e tirarla troppo per le lunghe. Ci sono, è vero, delle bellissime
manifestazioni tradizionali, come la sfilata di carri e associazioni carnevalesche del Rosenmontag
(durante la quale sono state lanciate al popolo festante 300 tonnellate di dolciumi...) ma in generale
la cittá viene messa a ferro e fuoco per almeno cinque giorni. Alcune zone si ritrovano pavimentate
da cocci di vetro, vomito e pisciate. Qua e là bivaccano o superano la crisi etilica orsi, clown, pirati,
vampiri, tigri, crocerossine, rasta, preti....
Ma finalmente arriva il martedí sera. Alcuni Kneipe, i pub tedeschi (non le birrerie, quelle sono
un'altra cosa), organizzano una piccola cerimonia: processione degli astanti intorno all'isolato con
piccola band che suona una marcia funebre. Si piange il Carnevale finito. All'incrocio delle strade si
brucia il pupazzo di stracci che è stato appeso negli ultimi giorni sulla porta del locale. Il poveraccio
si carica degli eccessi, delle oscenitá, delle bassezze e delle volgaritá commesse dai festeggianti
in questi giorni e con il suo sacrificio ardente purifica il popolo.
È finita.
Un'ultima Kölsch, la birra locale, due chiacchiere sommesse, niente musica. E si torna
mestamente a casa.
L'appuntamento è tra otto mesi.
Alcuni locali chiudono per qualche giorno: con i ricchi incassi si ristruttura!
Altri hanno giá messo il cartello: Aschermittwoch (mercoledí delle ceneri) pesce fresco.
In pratica la festa continua... E qui non si scherza neanche su questo.
Ma almeno i bambini tornano a scuola ;-)