Il problema è esattamente il contrario:
il calcio ha perso la sua genuinità, che comprende anche il mantra romammerda et similia.
Di vero e reale, come appunto l'insulto o il fallo da dietro, non c'è più niente.
Campioni che assomigliano a robot, real - barca gara assurda durante la quale sembra non volare neanche una mosca, su quel prato tanto verde da sembrare finto, con giocatori che non sbagliano neanche uno stop.
24 ore al giorno di chiacchiere, telecamere in ogni buco, da ogni angolazione, in ogni momento.
Commenti sui commenti del commento, telecronisti che si ergono a fulcro centrale dello spettacolo, inviati che ormai identificano la squadra che seguono e non viceversa.
Un calcio di plastica, fatto di palloni alla guisa di SuperTele e scarpini senza lacci.
Caro Sconcerti, questo è un calcio che ha tutto: soldi, donne, droga, scandali, tecnologia, mafia e potere.
Ha tutto, ma non ha più il semplice, genuino e sano odio sportivo.
E quindi a lei, come a tanti altri, sempre e solo ROMAMMERDA.