Citazione di: Pergianluca il 29 Feb 2012, 16:19
Forse ti dimentichi che in Italia la Costituzione ha deciso di affidare la pubblica accusa a magistrati togati (e non a soggetti eletti dal popolo o nominati dall'esecutivo) proprio per evitare simili comportamenti. Proprio per evitare - a tutela dell'indagato e, più in generale, del cittadino - che l'accusa mantenga atteggiamenti disinvolti e border-line, che invece ci si potrebbe attendere da una parte in causa, ed invece impronti il proprio operato, in posizione di perfetta imparzialità, al rigoroso rispetto dei principi di legalità e trasparenza. E proprio in tale prospettiva, chi difende una tale scelta, invoca la massima indipendenza del procuratore-magistrato da ogni altro potere che possa inquinare la sua equidistanza da tutte le parti in causa e la sua vocazione alla ricerca della verità, nel rigoroso rispetto del quadro normativo vigente.
Se si parte da tale basilare presupposto, il servirsi strumentalmente dei media, in violazione degli obblighi di riservatezza ed in modo tale da intorbidire le acque, per far circolare spifferi inverificati ed inverificabili al fine di indurre qualcuno a confessari è comportamento (al pari del "se non parli butto via le chiavi della cella" di dipietriana memoria) assolutamente incompatibile con la funzione ed il ruolo del p.m. Se lo si nega, per coerenza occorrerebbe riconoscere che ogni rivendicazione della indipendenza e della sacralità del ruolo del pubblico ministero è una risibile manfrina.
No non me la dimentico la Costituzione, credimi. Non ho mai visto magistrati (e neanche poliziotti e carabinieri) inseguire i giornalisti per far circolare spifferi inverificati e inverificabili. Le notizie sono i giornalisti a chiederle.
Chi fa un'inchiesta come questa ha a che fare con i giornalisti, può non dire nulla e i giornalisti scriveranno quello che dicono altri, senz'altro qualcosa scriveranno. Se chi fa le indagini (a qualsiasi titolo, concentrarsi sui magistrati è un erropre) dà delle notizie, le conferma o le precisa, c'è da immaginare che lo faccia nell'interesse dell'indagine e nel rispetto dei diritti di tutti. A volte ci sono svarioni incredibili, violazioni gravi, non li ho visti in questo caso.
Non mi scandalizza che si scriva che è un personaggio pubblico è indagato o gravato da questo o quest'altro indizio. Ad ogni modo non è contro la legge. Altrimenti, ma anche questo è un principio costituzionale, bisogna vietare di scrivere di un processo penale fino alla sentenza definitiva, legge bavaglio o simili. Fatelo pure, non è detto che sia costituzionale.
Poi ci sono altri problemi, che attengono a un Paese complessivamente fuorilegge, in cui di tanti meccanismi di controllo non ne funziona uno (prendiamo il calcio: frega a qualcuno che centinaia di calciatori scommettano? Non certo alla giustizia sportiva, che pure dovrebbe occuparsene). L'unico che funziona un po', con le sue storture e le sue lentezze, è la magistratura inquirente, indipendente a norma di Costituzione. E' un problema più generale.
Mettere in galera la gente per farla parlare, invece, è parente prossimo della tortura così come definita dalla giurisprudenza europea, è un'altra cosa ancora