Me lo sono chiesto spesso.
Capisco che per chi è di Roma il derby è quotidiano, il confronto è stridente, continuo contro la generale inciviltà. Io l'ho potuto vedere nei ristoranti, alle fermate della metro: appena si vedono simboli avversi parte il fastidio, lo sfottò, a volte quasi divertente, molto spesso fastidioso.
Ho letto qui, su questo forum, delle "lotte" in classe fin da bambini, quando si è minoranza.
Difficile, direte viverla a Roma questa continua frizione.
Il vostro amore per la Lazio è però nato in un ambiente almeno favorevole. Magari il papà o il nonno o la famiglia tutta (ancora una volta ricordo bellissimi racoconti sempre su questo forum), ci sono poi amici che sono diventati tali per affinità, per solidarietà per esperienze comuni, legami forti.
C'era poi lo stadio, come collante, i giornali pieni di notizie sulla Lazio, i vari giornaletti (no, non quelli.......

) che ti parlavano di Lazio e le varie trasmissioni sulle radio e tele private.
Provate, però a pensare ad un ragazzo veneto, per esempio, profondo nord-est, senza nessun legame con Roma, senza nessun parente, nemmeno lontano che tiene alla Lazio, senza nessun amico che tiene alla Lazio, senza niente, nemmeno una maglia, una notizia se non scarni trafiletti sui giornali nazionali (parliamo di secoli fa, ormai....).
Qual'è la MAGIA che l'ha fatto diventare Laziale, qual'è il substrato sul quale alimentare questa passione profonda, fatta di serie B, trasferte a Monza, Taranto, tanto per citare 2 città agli antipodi, da solo, capace di custodire gelosamente le figurine di orsipodavinimielemagnocavalloambu................, capace di ritagliare da un giornale la prima aquila sul petto (quella della maglia Pouchan), capace di disegnarsi su una T-shirt bianca l'aquila stilizzata, di prendersi una multa per schiamazzi perchè, unico, suonava il clacson per una promozione in A, capcace di piangere a dirotto per quel napoli-Lazio del 73?
Adesso tutto è più facile: c'è internet, c'è Lazionet, le maglie le compri e magari ne hai una collezione.....
Allora, però?
Cosa è scattato dentro per portare, sempre e fino alla fine questa passione?
Il mio scudetto più grande non è stato quello di vivere tutto ciò in un ambiente che non mi capiva, dove però alla fine i miei amici più cari juventini, milanisti, interisti, sono diventati simpatizzanti per la Lazio, dove io rimango sempre "il Laziale", dove se giro, alla soglia dei 50 anni, con una maglia della Lazio addosso, sono fiero degli sguardi straniti delle persone che incontro, no il mio scudetto più grande è quello di aver trasmesso questo a mio figlio, anche lui straniero in patria, anche lui, a Parma come "il Laziale", anche lui con le sue maglie addosso, durante le sue partite, con i nostri colori, nei nostri abbracci solitari, profondi, pieni di urla a pieni polmoni per un gol, nei nostri incitamenti a squarcigola davanti ad uno schermo, che sono certo arrivino fino a voi, lì a Roma, curva o tribuna che sia.
Forza Lazio, sempre.