E' impossibile pensare a qualcosa di più della qualificazione in Europa League.
Per i più la squadra era uscita indebolita dal mercato invernale.
Quindi quello che sta' succedendo adesso dovrebbere essere un fuoco di paglia.

Oggi hanno vinto tutti.
I ragazzi, il mister, la curva, i tifosi.
Tutti fantastici.
Nessuno che abbia speso una parola per quelli che questa squadra l'hanno pensata e costruita.
Quei due no.
Qualsiasi cosa succeda perdono sempre.
Colpevoli in ogni disfatta, dimenticati in ogni vittoria.
All'uscita dello stadio, dopo l'apoteosi della partita e l'emozione del doppio festeggiamento sotto la curva, quindi 5 o 6 minuti dopo la fine degli stessi, mentre uscivamo dalla Nord, una decina di pischelli intonavano un liberatorio "Lotito pezzo di me.rda".
L'entusiasmo che mi strabordava dal cuore è finito li.
Non per Lotito, che non me ne può fregare di meno, ma per il fatto che nel tumulto delle emozioni appena vissute, in un istante di magnifica esaltazione, in una situazione in cui tutti (e dico tutti confessatelo!), nell'intimo del nostro essere tifosi accarezziamo la bellissima illusione di
essere in lotta per lo scudetto, ad alcuni Laziali l'unica cosa che gli usciva dalla bocca era quel coro.
Non è più tifo, è livore e frustrazione.
Direi che stanno bene così.
Amarezza.
Grazie Claudio e grazie Igli, c'è anche del vostro in questo bellissimo momento di Lazio.
Uno dei più belli di sempre.
Abbiamo sempre detto che nei momenti decisivi lisciamo sempre l'occasione.
Oggi, in colpo solo, abbiamo certificato che a Roma c'è solo la Lazio, che il terzo posto in classifica è ampiamente meritato e che questi tre punti che escono dal derby ci lanciano verso qualcosa di grosso.
Per l'ennesima volta era la nostra occasione ma stavolta l'abbiamo colta.
Oggi abbiamo dimostrato di essere una squadra importante e possiamo permetterci di sognare.
Dopo tutto quello che è successo in questi sette lunghi anni, ce lo meritiamo.
Forza Lazio