Statti buono, napoletano. Il modello inglese allo stadio

Aperto da V., 16 Mar 2012, 20:33

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anderz

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Per carità, quello che è successo al blogger è deprecabile ma, come già detto da altri netter, è la classica situazione bue - asino. Sono d'accordo con chi dice che l'errore di fondo è stato commesso in partenza da chi ha pensato di fare il furbo. Il modello inglese si regge su una forte rigidità delle regole imposte (immaginate un tifoso del Millwall rimasto senza biglietto per il settore ospiti esultare nel settore dei tifosi del West Ham) , altrimenti non sarebbero riusciti a debellare la violenza dagli stadi, 30 anni fa ben peggiore di quella italiana.
Fa sorridere che sia proprio un napoletano a lamentarsi dell'accoglienza! Cazzo, al San Paolo arrivano addirittura ad assaltare la tribuna stampa! Noi laziali poi certe cose le ricordiamo bene, vogliamo parlare del 1973? Vogliamo parlare degli spareggi? E l'anno scorso come si sono comportati?
La verità è che il nostro napoletano confidava in una cosa: che il tifoso inglese comune fosse più civile di quello italiano. Non credo che, se il quarto di finale si fosse giocato contro il Bari al San Nicola, si sarebbe presentato nella tribuna dei baresi a tifare nappule. Non credo proprio.

Tarallo

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Citazione di: andyco il 16 Mar 2012, 23:58
Si chiama prevenzione, interviene la sicurezza per evitare incidenti...

Invece se un tifoso inglese esultasse al San Paolo in mezzo alla curva B verrebbe applaudito.

Appunto

Premesso che gli inglesi non sono meglio di noi, le autorita' hanno riconosciuto proprio questo fatto e hanno introdotto regole e comportamenti degli steward atti a controllare quello che avviene dentro lo stadio e a prevenire incidenti.
Che ormai non capitano quasi piu' e gli stadi inglesi sono una gioia per chi ama il calcio. CHi ha altre intenzioni, via, fuori, aria.

Ma tu guarda che roba, come se Ted Bundy si lamentasse che uno ha toccato il culo della sorella sull'autobus.

chuck6

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Se ci sono delle regole, giuste o sbagliate che siano, e qualcuno tenta di aggirarle in nome di non si sa bene cosa io, tifoso della squadra di casa, sono legittimato ad incatzarmi, e gli steward sono legittimati a fare il loro lavoro. Se nella trasferta di Madrid mi fossi messo in mezzo ai tifosi dell'Atletico, ben sapendo dell'alto rischio, e mi fossi lamentato, credo che nessuno mi avrebbe detto 'poverino' o 'bravo'... Anche perché erano state stabilite procedure precise per biglietti e ingresso allo stadio.

Esprit Libre

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Il San Paolo di Napoli è sempre stato considerato uno stadio tranquillo solo perché i tifosi delle squadre ospiti non ci vanno.

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AguilaRoja

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Stadio San Paolo - L'aggressione dei tifosi ai giornalisti al seguito della Lazio, in tribuna stampa.

http://www.youtube.com/watch?v=QXCY026FGWI

E questo non è un semplice settore dello stadio, ma un vero e proprio luogo di lavoro.

V.

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FatDanny

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Mah, io non sono molto d'accordo con chi sta dicendo che a sbagliare siano stati questi tifosi dei ciucci.
Per quattro ordini di motivi:

1) Diamo per scontato che il calcio sia ormai una guerra e quindi le partite vadano viste rigorosamente separati. Se qualcuno va in un settore che non sia quello ospite sta automaticamente provocando. Quando invece vuole semplicemente vedersi "LA partita degli ultimi 20 anni" e quella è l'unica possibilità che ha.
Oh, è na partita di calcio! Take it easy!

2) Non facciamo gli ipocriti. Io nella situazione di quel tifoso quel biglietto l'avrei preso eccome.
Non è andato a vedere Lecce-Napoli (con tutto il rispetto per il Lecce). E' andato a vedere il ritorno storico di un ottavo di CL dove i ciucci se la giocavano per passare.
Io sarei andato al 100% e avrei rosicato come una biscia a DOVER esultare per la squadra avversaria. Lo trovo scandalosa ed ipocrita come costrizione.

3) Scandalosa e ipocrita esattamente come tutta la legislazione inglese in merito alla condotta negli stadi.
Che ha semplicemente portato il fenomeno nelle strade e manco sempre!
I cari Lord devono ringraziare che generalmente si tratta di rivalità generiche. Devono ringraziare che non hanno moltissime situazioni alla Lazio-merde, Lazio-Napoli, ecc ecc.
Ma quando si tratta di rivalità vere, di derby accesi nel vero senso della parola, succede questo:
http://www.youtube.com/watch?v=n2cTFRiis10
Non stiamo parlando degli anni '80, in pieno regno degli ICF. Stiamo parlando del 2009.
E infatti un mese fa per evitare che succedesse lo stesso è stato chiuso un intero settore (quello adiacente al campo), in piena tradizione italica.

4) Per favore, non generalizziamo! Proprio noi che ci scandalizziamo giustamente per le mille generalizzazioni sul tifo della Lazio facciamo la stessa identica cosa su quello dei ciucci? Secondo quale criterio QUEL tifoso del Napoli doveva meritarsi di essere trattato come il più incivile dei suoi?
Ci sono tifosi civili e tifosi incivili.
Rispetto a questo voglio raccontarvi un episodio.

10 giugno 2001. Per motivi personali mi trovo costretto a Napoli. Me lo ricordo come fosse ieri.
In quel pomeriggio si gioca ciucci-merde che potrebbe consegnare lo scudo agli asfalliti.
I ciucci si giocano la salvezza (che alla fine mancheranno).
Noi giochiamo all'Olimpico contro la Fiorentina, ma il terzo posto è ormai cosa fatta. Il Parma è troppo indietro.
Due miei amici di lì insistono ad andare allo stadio. Sarà stata la pazzia (rischiavo di vedermi in diretta lo scudo),  il veleno o il fatto che me la sentivo calla, tant'è che me convincono.
Nel pre-partita si scatena, se vi ricordate, la guerra. Tralasciamo i dettagli.
La partita me la vedo in piena curva A, parte alta.
Nonostante il mio spiccato accento, nonostante dopo un bombone lanciato verso la curva A* mi lasci scappare un urlo "li mortacci vostra, sti pezzi de merda" che per 5 secondi ho sudato freddo e già me sentivo la pungicata all'adduttore, nonostante tutto questo non m'è successo un cazzo. Niente. Manco una minima imbruttita.
E lo sapete bene quanto odio ci sia tra noi. E stavo in Curva, non in tribuna d'onore.
Alla fine della partita il risultato è 2-2. Napoli in vantaggio e poi pareggio in rimonta. Scudo sventato e vaffanculo alle merde che già pensavano de festeggià. Il discorso era ancora aperto (putroppo se chiuse male la domenica dopo...).

Mi ha detto bene? Assolutamente si. Ma, appunto, non generalizziamo. Ci sono tifosi incivili e tifosi civili.
Ovunque.


* Gran parte dei riomici stavano nella gabbia del settore ospiti ma erano troppi, quindi una parte è stata intelligentemente fatta accomodare in un settore distinti, anello basso, accanto alla A.

valpa62

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Citazione di: brillo di lazio il 17 Mar 2012, 09:49
Un napoletano che critica la tifoseria avversaria per come è stato accolto in trasferta? :o
Per evitare di essere bannato, me la cavo così:

"Il bue che dice cornuto all'asino" (cit.)
Concordo. ;)

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Splash

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Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
1) Diamo per scontato che il calcio sia ormai una guerra e quindi le partite vadano viste rigorosamente separati. Se qualcuno va in un settore che non sia quello ospite sta automaticamente provocando. Quando invece vuole semplicemente vedersi "LA partita degli ultimi 20 anni" e quella è l'unica possibilità che ha.
Oh, è na partita di calcio! Take it easy!
E' inutile discutere su cose non attinenti alla realtà , la realtà ci dice che non è cosi' . Ci sono gli settori per gli ospiti ed è giusto che sia cosi' , non stiamo in un teatro in cui si puo' stare tutti insieme , io mi incazzo quando vedo le partite in TV e qualcuno rompe le palle , figuriamoci se qualcuno viene ad esultarmi davanti nel mio settore allo stadio.

Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
2) Non facciamo gli ipocriti. Io nella situazione di quel tifoso quel biglietto l'avrei preso eccome.
Non è andato a vedere Lecce-Napoli (con tutto il rispetto per il Lecce). E' andato a vedere il ritorno storico di un ottavo di CL dove i ciucci se la giocavano per passare.
Io sarei andato al 100% e avrei rosicato come una biscia a DOVER esultare per la squadra avversaria. Lo trovo scandalosa ed ipocrita come costrizione.
C'è un regolamento , mi dispiace , io in tante situazioni farei il cazzo che mi pare pero' le regole ci sono e bisogna rispettarle , sopratutto in casi come questo quando ci potrebbe essere il rischio che accada qualcosa di grave . Il problema è che tu guardi la cosa dalla prospettiva da tifoso del Napoli , guardala invece da tifoso del Chelsea che ha comprato regolarmente il suo biglietto con qualche amico che non è potuto entrare perché il biglietto l'aveva preso il napoletano e lo vede esultare davanti alla sua faccia (ho banalizzato la cosa , mi rendo conto)

Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
3) Scandalosa e ipocrita esattamente come tutta la legislazione inglese in merito alla condotta negli stadi.
Che ha semplicemente portato il fenomeno nelle strade e manco sempre!
I cari Lord devono ringraziare che generalmente si tratta di rivalità generiche. Devono ringraziare che non hanno moltissime situazioni alla Lazio-merde, Lazio-Napoli, ecc ecc.
Ma quando si tratta di rivalità vere, di derby accesi nel vero senso della parola, succede questo:
http://www.youtube.com/watch?v=n2cTFRiis10
Non stiamo parlando degli anni '80, in pieno regno degli ICF. Stiamo parlando del 2009.
E infatti un mese fa per evitare che succedesse lo stesso è stato chiuso un intero settore (quello adiacente al campo), in piena tradizione italica.
Sarà ipocrita pero' i risultati mi sembrano nettamente migliori rispetto alla Serie A , stadi sempre pieni , atmosfera godibilissima : alla fine le restrizioni (pure superiori) ci sono pure in Italia , il problema è lo stesso e nei stadi ci vanno sempre in pochi . Non è che si debba risolvere i problemi sociali allo stadio , eh .

Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
4) Per favore, non generalizziamo! Proprio noi che ci scandalizziamo giustamente per le mille generalizzazioni sul tifo della Lazio facciamo la stessa identica cosa su quello dei ciucci? Secondo quale criterio QUEL tifoso del Napoli doveva meritarsi di essere trattato come il più incivile dei suoi?
Ci sono tifosi civili e tifosi incivili.
Rispetto a questo voglio raccontarvi un episodio.
E' impossibile discutere senza generalizzare in questi casi , chiaramente non si puo' analizzare caso per caso ...
Come si fa a capire se questo è stato civile/incivile ? Che poi a me sembra che lui non abbia esultato e non l'abbiano buttato fuori , più che altro quella sorte è toccata agli altri che avranno fatto qualcosa sopra le righe . E stiamo pure sempre discutendo su una ricostruzione parziale

And159

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CI sono delle regole negli stadi inglesi,piacciano o meno vanno rispettate.e in ogni caso l'esperienza raccontata su "il napolista" non è minimamente paragonabile a ciò che succede abitualmente alle tifoseirie ospiti al san paolo

FatDanny

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Il problema Splash è che  la misura del "cacciarti" dal settore della squadra di casa (che poi tocca vedè pure di che settore si tratta) è una misura che deriva dalla tradizionale occupazione della squadra di casa che facevano gli hooligans in trasferta.

L'obiettivo principale de na volta in Inghilterra era proprio questo: occupare una porzione della curva avversaria entro il calcio d'inizio, entrandoci di soppiatto e poi scatenando l'inferno. Un'onta clamorosa.

Ora, a parte il fatto che i tempi so' cambiati come dici anche tu, ma poi c'è situazione e situazione.
Io posso capire se tu polizia noti movimenti sospetti o situazioni a rischio.
Posso capire se er ciuccio se piazza al centro della curva avversaria.

Ma adesso che non si possa guardare una partita perché tifo la squadra avversaria mi sembra un attimino esagerato.

Cioè la colpa non è del tifoso che mi aggredisce ma mia che tifo?
Non ti sembra un attimino un rovesciamento?
O, meglio ancora, è appunto una misura ipocrita. Il problema non lo risolvo, ma semplicemente lo pongo lontano dai riflettori. Apposto così.

Detto ciò anche sti cazzi e chiudo qui.
Ho detto la mia ma proprio nun c'ho voglia de fa la difesa ad oltranza dei ciucci.

And159

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Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 14:20
Il problema Splash è che  la misura del "cacciarti" dal settore della squadra di casa (che poi tocca vedè pure di che settore si tratta) è una misura che deriva dalla tradizionale occupazione della squadra di casa che facevano gli hooligans in trasferta.

L'obiettivo principale de na volta in Inghilterra era proprio questo: occupare una porzione della curva avversaria entro il calcio d'inizio, entrandoci di soppiatto e poi scatenando l'inferno. Un'onta clamorosa.

Ora, a parte il fatto che i tempi so' cambiati come dici anche tu, ma poi c'è situazione e situazione.
Io posso capire se tu polizia noti movimenti sospetti o situazioni a rischio.
Posso capire se er ciuccio se piazza al centro della curva avversaria.

Ma adesso che non si possa guardare una partita perché tifo la squadra avversaria mi sembra un attimino esagerato.

Cioè la colpa non è del tifoso che mi aggredisce ma mia che tifo?
Non ti sembra un attimino un rovesciamento?
O, meglio ancora, è appunto una misura ipocrita. Il problema non lo risolvo, ma semplicemente lo pongo lontano dai riflettori. Apposto così.

Detto ciò anche sti cazzi e chiudo qui.
Ho detto la mia ma proprio nun c'ho voglia de fa la difesa ad oltranza dei ciucci.
danny tu hai perfettamente ragione,è una misura ipocrita.però quel tizio nel momento in cui ha comprato il biglietto la conosceva(per quello non si era portato nemmeno una sciarpa del Soccer) e non può lamentarsi se poi la misura viene applicata nei suoi confronti.possiamo discutere all infinito sull'ipocrisia delle misure adottate in inghilterra, ma nel momento in cui le si accetta comprando un biglietto ci si assume pure l onere di subirle se si verificano certe circostanze

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PicchioMontesacro

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Questo mio post probabilmente  e` O.T.Ma  notavo oggi  che queste situazioni  nel rugby non succedono,  sia  che  i coinvolti siano Inglesi Italiani Scozzesi...ecc.ecc..Sara`  per  questo  che nel rugby, l'unico cucchiaio coinvolto sia veramente  goliardico,  al  contrario di altri.

N.G.E.

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Citazione di: PicchioMontesacro il 17 Mar 2012, 16:32
Questo mio post probabilmente  e` O.T.Ma  notavo oggi  che queste situazioni  nel rugby non succedono,  sia  che  i coinvolti siano Inglesi Italiani Scozzesi...ecc.ecc..Sara`  per  questo  che nel rugby, l'unico cucchiaio coinvolto sia veramente  goliardico,  al  contrario di altri.

Perchè se si vince o si perde non frega niente a nessuno e quindi ci sono meno occasioni di contrasto tra i tifosi.

chuck6

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Non è che non frega niente a nessuno, è da sempre un'altra cosa: comunque è uno sport, una partita, il pubblico se la gode e se sei arrabbiato per la sconfitta te la tieni, perchè la colpa non è degli altri (arbitro, avversari, tempo etc.) e non c'è nessuno da insultare. A me la hanno insegnato così, da quando avevo 10 anni.

silvia84

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concordo con te, io ad esempio riuscirei benissimo a vedere una partita in mezzo agli avversari senza istinti omicidi.. d'altronde a volte sopporto di quelle cose pure coi tifosi nostri..

Barabba Terzo

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Erano in un settore dove non potevano stare. Fine della storia.

spook

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Portati fuori dagli steward perchè hanno alzato le braccia in segno di disappunto? Ma per favore...

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Riedle

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Citazione di: chuck6 il 17 Mar 2012, 17:18
Non è che non frega niente a nessuno, è da sempre un'altra cosa: comunque è uno sport, una partita, il pubblico se la gode e se sei arrabbiato per la sconfitta te la tieni, perchè la colpa non è degli altri (arbitro, avversari, tempo etc.) e non c'è nessuno da insultare. A me la hanno insegnato così, da quando avevo 10 anni.

Come già postato in altro topic:

l calcio (volutamente in minuscolo) è ormai più marcio della politica.
Solo negli ultimi 30 anni sono successe tante di quelle cose (molte delle quali hanno dei lati oscuri come la pece),
che insieme a mille altri fattori, stanno progressivamente allontanando la gente da questo genere di spettacolo
(chiamarlo sport sarebbe un'offesa per degli sportivi veri come il nostro fondatore).
Basti vedere quante persone hanno scoperto oggi il Rugby (dove allo stadio ti fanno rivedere le azioni sui maxi e schermi per spiegare le decisioni arbitrali) che esiste da quando esiste il calcio!



chuck6

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Per chiudere il discorso, dal blog del Guerin Sportivo, da un giornalista che di sport ne sa

Il modello. Inglese
di ROBERTO GOTTA

Riferiscono di critiche e lamentele italiane, anche dei media, per la presunta inciviltà vista e subita a Stamford Bridge per Chelsea-Napoli. Non c'eravamo, l'abbiamo vista dal divano di casa, ma abbiamo sufficiente esperienza di Stamford Bridge e dei metodi per poter chiarire, senza scendere nello specifico di ciò che, appunto, abbiamo visto, e giusto giusto tre giorni fa siamo andati a Spurs-Stoke City per darci un'altra rinfrescata.Primo punto. Ci siamo sempre rotolati dalle risate ad ogni invocazione in Italia del cosiddetto modello inglese, perché tale è definito solo in Italia, non certo lassù. È un insieme di norme, comprese agevolazioni ed elargizioni economiche governative: messe assieme, hanno creato una sorta di pace sociale e di progresso che hanno ripulito gli stadi dalla teppaglia che si era sparsa per almeno un ventennio e che però – questo non va MAI dimenticato, e Mister Football lo rivendica orgogliosamente avendolo sperimentato di persona – non aveva offuscato la naturale tendenza del tifoso inglese alla bonomia e allo scherno, più che alla violenza. Stadi nuovi o rifatti, posti tutti a sedere, il cruciale e obbligatorio servizio di telecamere a circuito chiuso con leggi (flagranza differita, ad esempio) che progressivamente hanno reso difficile e pericolosa l'attività teppistica nel recinto degli stadi che, lo ricordiamo, sono per la grandissima maggioranza di proprietà privata, ovvero dei club. E che è dunque sempre stato loro interesse tenere puliti da gentaglia, anche perché nel Regno Unito la forza pubblica in uno spazio privato va pagata, non viene sfruttata gratis come da noi da società che quindi possono in teoria anche fregarsene di tenere sotto controllo la folla. Un controllo che viene applicato anche da entità commerciali contigue: abbiamo letto di tifosi cui è stato rifiutato l'ingresso in locali pubblici, ma è noto – non però a chi vive pensando di applicare agli altri le proprie regole – che nel giorno della partita ci sono pub che portano evidenti le scritte "home fans only" (ingresso consentito solo ai tifosi di casa) oppure "no football colours" (vietato l'ingresso se si hanno indosso capi di abbigliamento che indichino la propria preferenza calcistica). In entrambi i casi i gestori vogliono chiaramente evitare grane, evitare che vengano a contatto i tifosi dei due club e si ripetano scene che si spera appartengano ormai ad un passato lontano. Certo, chi non ha idea di cosa vogliano dire quei cartelli e si vede respingere da un buttafuori protesta, ma ha torto marcio, e non escludiamo che sia andata così quel mercoledì a Stamford Bridge e dintorni.Secondo punto. Si sono sentite lamentele per una certa agitazione del pubblico della tribuna bassa, dalla medesima parte delle telecamere nelle riprese tv, verso gli inviati. Pur ribadendo che non eravamo lì, abbiamo due punti fermi. Il primo, è che il club italiano medio viene seguito in Europa da un cospicuo numero di inviati tra cui però, specialmente nei casi di squadre non avvezze a tali trasferte, ci sono sempre infiltrati che con il mestiere del giornalista poco hanno a che fare. Anni  fa un cronista nostro conoscente andò ad Arsenal-Roma ad Highbury e ci disse testuale che "in tribuna stampa c'erano tantissimi tifosi che si erano fatti accreditare come inviati di testate locali", magari – solo ipotesi – con il consenso del club come accade nelle competizioni europee, dove le squadre di casa, non conoscendo importanza e classificazione professionale di chi chiede l'accredito, spesso consultano quelle ospiti sui nomi da autorizzare al pass, e crediamo che sia poco sorprendente sapere che ci possono essere stati aumma-aumma. In Inghilterra e in genere nel mondo anglosassone la regola del "no cheering in the press box", ovvero niente tifo in tribuna stampa, viene osservata al cento per cento, con pochissime eccezioni. E allora è facile che se tra gli inviati non propriamente regolari (e ahimé anche tra quelli regolari: al gol di Fabio Grosso contro la Germania ai Mondiali 2006 un alto numero di inviati ancora un po' era in piedi sulla sedia) qualcuno si sia lasciato andare ad esultanza al gol di Gokhan Inler i tifosi nei pressi non abbiano gradito. Tifosi, va detto per esperienza personale, non sempre tranquilli, e tra l'altro appartenenti alla vigliacchissima razza, molto diffusa anche da noi specialmente nei settori più costosi, di quelli che fanno gestacci alla curva avversaria ben sapendo che tra sé e i rivali ci sono almeno 20 metri di distanza.Terzo punto. Non c'è nemmeno bisogno di essere finti-cronisti per rischiare grosso se si esulta. Il regolamento della maggioranza dei club inglesi dice che ai tifosi ospiti è proibito acquistare biglietti per settori a loro non riservati. Vietato, punto e basta. Chi viola la norma, chi venga sorpreso ad esultare, rischia la cacciata immediata dallo stadio. Abbiamo visto con i nostri occhi questa scena ad Highbury nel gennaio del 2006: Arsenal-West Ham, se non andiamo errati 1-3, al primo gol degli Hammers un signore, tra l'altro molto ben vestito, accenna ad un'esultanza, solo che è seduto nel settore basso della North Bank, la "curva" dell'Arsenal, e presto altri occupanti di seggiolini vicini cominciano a protestare fino a che il signore stesso, con molta tranquillità, non viene fatto alzare e accompagnato fuori dagli steward. Dunque il sottile elogio dei tanti tifosi del Napoli venuti in possesso di biglietti per altri settori e "travestitisi" da supporters del Chelsea, udito in tv, altro non è che l'ennesima dimostrazione che la mentalità italiana strizza l'occhio a chi viola le regole, se è "simpatico".Quarto punto. Non è permesso in Inghilterra comprare biglietti da fonti non autorizzate. E le uniche autorizzate sono i club. Nel 1995 entrò in vigore una norma che rendeva illegale la compravendita di biglietti per manifestazioni sportive anche se la transazione avviene ad un prezzo inferiore a quello ufficiale. In teoria dunque un passaggio di un tagliando tra due fratelli, anche al 50% del costo del biglietto, sarebbe illegale, il che porta alla medesima domanda di quando si seppe di quella vecchia norma che nello stato americano della Georgia vietava un certo tipo di rapporto sessuale tra coniugi, ovvero "ma chi va a controllare?". Tra due fratelli seduti a tavola è un po' difficile, ma in ambito pubblico i controlli ci sono: e non per nulla da alcuni anni i club più evoluti hanno istituito un servizio interno di rivendita biglietti da parte di tifosi che non siano in grado di andare allo stadio e vogliano cedere il loro biglietto ad altri. Una sorta di bagarinaggio autorizzato, per mantenere il giro di tagliandi in un ambito civile. Pratica favorita dall'istituzione, ormai da tanti anni, dell'ingresso mediante tesserina ricaricabile: in pratica una sorta di carta di credito che contiene i dati di chi la possiede ma soprattutto il "biglietto" virtuale alle partite acquistate. Chi è "member" del Tottenham, ad esempio, riceve una tesserina e può farvi caricare sopra l'ingresso alle partite che acquista (tutte, in caso di abbonamento, che sostituisce l'antico metodo del librettino con singoli tagliandi da staccare): facile capire che in questo modo, assente un biglietto cartaceo, non sia nemmeno possibile la pratica del bagarinaggio, perché l'eventuale bagarino dovrebbe farsi poi ridare dall'acquirente la tesserina per poterla poi usare in altre occasioni. Ovvio che per ogni gara ci siano comunque tantissimi biglietti cartacei in vendita (sui quali compaiono i nomi degli acquirenti, ma non viene mai controllato se l'identità di chi entra coincide con il nome sul biglietto), ma bisogna fare attenzione e le regole vietano ESPLICITAMENTE l'acquisto di essi al di fuori del circuito autorizzato. Il tifoso-turista che si rechi con fare cospiratorio in quei chioschi nel centro di Londra che vendono biglietti per il teatro ma portano pure una sibillina scritta "football information" rischia molto. Perché il gestore potrà anche allungarti sottobanco il biglietto per QPR-Liverpool cedutogli al nero da qualcuno, ma se per caso il club ha nel proprio database come "sospetto" proprio quel numero di serie, tu all'ingresso corri il pericolo della confisca. Anni fa un signore italiano scrisse una lettera a un quotidiano, che per ovvia ignoranza della situazione la pubblicò dandole pure enfasi, protestando per il trattamento ricevuto dal Chelsea, dove gli avevano fatto storie per un biglietto che aveva regolarmente pagato. Il tizio, che a giudicare da alcuni elementi della lettera rappresentava al meglio (cioé peggio) la tipologia di turista italiano assai poco pratico delle lingue e delle consuetudini straniere e convinto che si possano applicare le norme nostrane, se l'era presa e aveva montato un casino tale che per metterlo buono il Chelsea gli aveva dato un rimborso o un biglietto per un altro settore (non ricordiamo), ma quel che era palese dalla lettera era che il biglietto in realtà era stato acquistato proprio da un rivenditore illegale e dunque il turista-tifoso aveva torto marcio, solo che ignorava – come il quotidiano che aveva pubblicato la sua protesta – quali fossero le procedure inglesi. Che è poi il sospetto che abbiamo avuto ascoltando alcune delle lamentele post Chelsea-Napoli, anche da parte degli inviati.Il che porta ad una conclusione, amara: non è da escludere che quelli che hanno protestato siano i medesimi che invocano l'importazione del modello inglese in Italia. Purché non venga applicato a loro stessi...

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