spero nello spirito di lazionet nel postare questo civile resoconto di una trasferta a londra di uno che potrei essere io domani con la Lazio ma potrebbe averlo scritto anche ItalicBold o tanti altri.
la difficoltà di prendere i biglietti regolarmente, il clima, gli sputi, l'assurdità dei regolamenti inglesi. perchè sono assurdi. e perchè gli italiani gira che ti rigira sono sempre camerieri a londra.
il link del testo è questo
http://ilnapolista.it/?p=37058 (http://ilnapolista.it/?p=37058)
Io c'ero. Sono stato uno dei "fortunati" possessori di un biglietto per la partita degli ultimi 20 anni, almeno per noi folli innamorati del Napoli. Chelsea – Napoli, ritorno degli ottavi di Champions League, Londra, stadio Stamford Bridge. Onde fugare qualsiasi dubbio, chiarisco le modalità con le quali io ed un piccolo gruppo di amici siamo entrati in possesso dei tanto agognati biglietti.Lavoro a Milano in UniCredit, sponsor principale della Uefa Champions League, che in quanto sponsor ha un diritto di prelazione nell'acquisto dei biglietti di qualsiasi partita di Champions per i propri dipendenti e/o principalmente per i propri clienti.
Non vi lasciate sviare, nessun particolare privilegio, in quanto semplice dipendente, ho pagato a prezzo di costo i biglietti che UniCredit ha acquistato per me, ho dovuto richiedere approvazione a tutti i miei capi per poterlo fare (quasi mi mettevo in ginocchio), sui biglietti di UniCredit la mia priorità era l'ultima della lista. Infatti erano rimasti a disposizione solo i biglietti denominati di categoria 3, cioè settore West Stand Lower, Porta 1, Fila 6 (praticamente i distinti bassi confinanti con la curva del Chelsea). Ma almeno erano rimasti, potevo comprarli, molti altri a Napoli sono stati presi a botte dai nostri stessi compaesani (vergogna) e non li hanno ottenuti, avevo già i biglietti aerei, non potevo non prenderli. Li ho presi.
Tralascio l'ansia prima di arrivare allo stadio, i messaggi di panico che abbiamo ricevuto e letto da più fonti (amici, giornali, sito del Chelsea) in merito all'impossibilità di accedere per i tifosi del Napoli (ma è una malattia?) al settore destinato ai tifosi del Chelsea, dei sequestri di biglietti (ma se non è dichiarato lo stato d'allarme dal questore / prefetto, è legale?), etc, etc...La faccio breve, siamo pochi, non indossiamo sciarpe o segni di riconoscimento, abbiamo facce da bravi ragazzi, nel nostro gruppo ci sono anche persone di una certa età, siamo tutti distinti ed educati, abbiamo i biglietti custoditi gelosamente, facciamo attenzione nelle zone limitrofe lo stadio, ai controlli non ci fermano, entriamo. Aldilà della pessima visibilità del settore in cui eravamo, volevo raccontarvi l'accoglienza ed il comportamento tenuto dai maestri del fairplay britannico, la nazione che ha inventato il calcio, la nazione che ha risolto il problema degli hooligan negli stadi. Questo è vero, ma dopo il mio racconto forse sarà un po' più chiaro come lo hanno risolto.
Mi sono subito reso conto che nelle file davanti e dietro di me c'erano molti napoletani. Circondati da tifosi del Chelsea e con la curva a 2 metri (costeggiavamo il muretto). Ma nessuno indossava sciarpe o altri vessilli del Napoli, alcuni si erano nascosti addirittura dietro sciarpe del Chelsea (io non ce l'ho fatta).Inizia la partita, e subito gli inglesi identificano i napoletani. Come? L'occasione di Hamsik, parata miracolosamente da Cech, abbiamo sussultato e ci hanno individuato. Da allora è iniziata la partita nella partita. Gli steward sono venuti ed hanno trascinato fuori 2 o 3 tifosi napoletani che erano seduti davanti a noi perché avevano osato alzare la braccia come segno di disappunto.
Iniziano gli insulti dalla curva e dai tifosi inglesi intorno a noi. Il campionario è molto vario. Si va dagli sputi (per fortuna non su di me) alle urla, le minacce di morte, gli improperi.Per tenere la situazione sotto controllo ordino ai miei amici di non muovere un muscolo neanche se il Napoli dovesse segnare. Sapevo che era difficile non muoversi, ma avevamo paura. E soprattutto non volevamo rinunciare alla nostra partita. In cuor mio speravo in uno 0 a 0 trascinato fino alla fine, cosi il Napoli si sarebbe qualificato ed i tifosi inglesi sarebbero rimasti sedati (tifano molto solo quando vincono). Invece purtroppo non va cosi, la nostra difesa soprattutto dopo l'uscita di Maggio soffre troppo sulle fasce e la fisicità del Chelsea alla lunga prevale. Ed infatti Drogba segna l' 1 a 0.Lo stadio esplode, noi rimaniamo fermi, e qui la vergogna dei supporters inglesi e dei loro steward tocca l'apice. Persone di mezza età e ragazzi iniziano ad additare la nostra zona urlando "Napoletans, napoletans". Siamo i moderni appestati.
Gli steward vengono da noi a dirci che dobbiamo applaudire e festeggiare al goal del Chelsea altrimenti ci sbattono fuori dallo stadio. Dalla curva le minacce e gli insulti aumentano sempre di più. Siamo nell'occhio del ciclone. Ad ogni azione del Napoli e/o del Chelsea pericolosa, alcuni napoletani vengono mandati fuori dallo stadio se si sono fatti minimamente notare. Poi finalmente segna Inler. Io ed i miei amici più prossimi riusciamo a controllarci (è terribile non festeggiare il goal della tua squadra del cuore che potrebbe significare la qualificazione). Molti napoletani non si trattengono e gioiscono. Tra questi c'è un mio amico, Pasquale che, vessato da inizio partita da alcuni facinorosi della curva del Chelsea che gli urlano di tutto e sputano verso di lui, reagisce andando a festeggiare sotto il loro naso. Chiaramente sa di dover essere cacciato dallo stadio in base alla famosa regola inglese del fairplay: "se uno straniero festeggia nel settore inglese anche minimamente e senza provocare deve essere immediatamente cacciato ed insultato onde evitare che venga giustamente e meritamente accoltellato, mentre se un locale insulta e lancia di tutto contro i sedicenti stranieri in questione rimarrà tranquillamente al suo posto a fare i suoi comodi".
Pasquale esce dallo stadio, prende degli schiaffi punitivi, riesce miracolosamente a farsi accettare in un pub (vietato l'ingresso a cani e napoletani, mi ricorda un famoso film di Benigni su tragicità storiche ben più gravi di queste) solo perché in giacca e cravatta e parlante inglese. Noi rimaniamo dentro a soffrire, sperando almeno di poter gioire a casa. Purtroppo le cose prendono una brutta piega anche dal punto di vista sportivo. Il Napoli non ha l'esperienze e la fisicità giusta per tenere il Chelsea, e pur essendo superiore esce. Noi subiamo gli insulti di tutti al 4 a 1 e vediamo Ivanovic festeggiare ad un metro da noi senza poter muovere un muscolo. Ma almeno usciamo incolumi, non so come sarebbe andata a finire se fosse passato il Napoli.
A me resta il sogno infranto del goal qualificazione magari segnato all'ultimo secondo...in quel caso avrei urlato anche io in faccia ai tifosi del Chelsea la mia felicità e sarei stato cacciato dallo stadio...ma contento! Purtroppo non è andata cosi, ci rifaremo la squadra va migliorata ma è forte ne sono sicuro. Come sono sicuro di una cosa, nonostante i nostri problemi, nonostante il fatto che molti tifosi anche del Napoli danno un'immagine negativa della squadra e della città, contrariamente a quello che molti soloni anche nostrani millantano, noi non abbiamo niente da invidiare al calcio inglese ed al loro millantato fairplay, se non uno stato di polizia e discriminazione che va spesso a discapito non solo dei facinorosi ma anche e soprattutto delle persone oneste che investono tempo, soldi e passione nel vedere la propria squadra del cuore.
Aggiungo un'informazione. Quest'anno stiamo stati anche a Monaco a vedere Bayern – Napoli 3-2, ancora biglietti del settore ospite, stesse persone... nonostante il nostro incitamento (tralasciando il fatto che siamo entrati con sciarpe e magliette azzurre) alla squadra sul 3-2 per completare una rimonta che sarebbe rimasta nella storia, i vicini bavaresi non hanno mai accennato alcuna parola né alcun gesto scorretto contro di noi. Il pareggio avrebbe rimesso in discussione la qualificazione del Bayern, ma i bianco-rossi hanno esibito un'ospitalità, un fair-play, oltre ad una coreografia che nulla ha a che vedere con quella dei Blues. Spero che almeno una parte di questa ipocrisia inglese venga smontata da racconti come questo. Io cercherò di farmi promotore in tutte le sedi perché ciò avvenga. Sempre forza Napoli squadra e città.
Fausto
L'ho sempre detto, gli inglesi sono tanti piccoli "lord de testaccio", si atteggiano come signorotti criticando gli altri quando poi in realtà sono uguali a tutti gli altri esseri umani, ad esempio: a Balotelli non viene perdonata neanche una scoreggia, loro non si comportanto così... poi però salta fuori che Terry si scopa la moglie di Bridge.
Citazione di: V. il 16 Mar 2012, 20:33
il link del testo è questo
http://ilnapolista.it/?p=37058 (http://ilnapolista.it/?p=37058)
Io c'ero.
Fausto
Agghiacciante.
Citazione di: Il Mitico™ il 16 Mar 2012, 21:24
poi però salta fuori che Terry si scopa la moglie di Bridge.
vabbè ma questo cosa minkia c'entra?
Lo confesso, ho letto solo la tua presentazione.
Difficoltà nel ritirare il biglietto e sputi.
Stessa identica situazione riscontrata dal sottoscritto, e da alcuni colleghi, allo stadio San Paolo di Napoli,
Citazione di: AguilaRoja il 16 Mar 2012, 22:25
Lo confesso, ho letto solo la tua presentazione.
Difficoltà nel ritirare il biglietto e sputi.
Stessa identica situazione riscontrata dal sottoscritto, e da alcuni colleghi, allo stadio San Paolo di Napoli,
non mi sembra questo il tema del topic
conosciamo tutti la situazione negli stadi italiani
qui si critica chi si erge a paladino de 'sta cippa ed in realtà non lo è, non lo è mai stato, non lo sarà mai
forse dovevi leggere tutto l'articolo
Io sono stato solo una volta in trasferta al San Paolo e parlo di tanti (ma tanti davvero, doppiette di Crespo e Ravanelli :)) ) anni fa. E m'è bastato.
Da amici so che nulla è cambiato e che è ancora in voga la "fantastica" corsa verso il settore ospiti tra i sanpietrini e raudi cadenti con tanto d'incitamento dei celerini.
Probabilmente quelli che hanno sputato a questo tizio erano stati in trasferta a Napoli.
Al posto loro, se è andata come immagino, più che sputargli li avrei presi a mazzate.
Scusate ma solo io ho visto festeggiare tifosi napoletani al goal di Inler a torso nudo? Sky li ha inquadrati più di una volta. Devo anche aggiungere per correttezza che lo stesso Compagnoni ha parlato di clima molto ostile per i tifosi del Napoli.
Si chiama prevenzione, interviene la sicurezza per evitare incidenti...
Invece se un tifoso inglese esultasse al San Paolo in mezzo alla curva B verrebbe applaudito.
Io credo che i cretini ci siano in tutti gli stadi, estero incluso. Però perdonami, che gli steward abbiano dette quelle cose ci credo poco.. sarà che son come S.Tommaso..
Ci sono delle regole; i napoletani potevano entrare solo nel settore ospiti; negli altri settori sarebbero stati cacciati; ciò non valeva solo per la partita in questione, ma è un sistema che vige in tutte le partite del calcio inglese; si chiamano REGOLE, mi rendo conto però che per i napoletani è utopia pensare di rispettarle; della serie sbaglio, mi beccano e mi incazzo perchè non mi fanno fare quello che voglio.
P.S. I napoletani prima di criticare chiunque sui comportamenti da adottare in uno stadio, guardassero gli scempi che accadono settimanalmente al San Paolo.
Citazione di: N.G.E. il 17 Mar 2012, 00:26
P.S. I napoletani prima di criticare chiunque sui comportamenti da adottare in uno stadio, guardassero gli scempi che accadono settimanalmente al San Paolo.
perdonami ma se il tizio in questione non fa nessuno scempio è normale che si incazzi secondo me.. non è che siccome qualche laziale fa cori razzisti allora io da laziale non ho diritto a incazzarmi se altre tifoserie li fanno, visto che io non sopporto il razzismo
In cronaca, ho sentito anch'io compagnoni dire quelle frasi.
Sinceramente ho pensato a delle ritorsioni a qualcosa che è successo a napoli all'andata. Sappiamo benissimo che razza di inciviltà c'è, in generale, negli stadi italiani. Sappiamo anche che a Napoli il "caldo" pubblico si esprime, talvolta, esagerando.
Proprio oggi un collega napoletano, tifoso dell'inter, mi diceva che la figlia 27enne lo ha portato a vedere Napoli Inter. E lo ha portato in mezzo ai tifosi del napoli. Non ha precisato in quale settore ma penso che fosse un settore "tranquillo".
Mi diceva il collega che ha dovuto fingere di saltare (chi non salta ...), si è abbracciato con la figlia quando il napoli ha segnato, eccetera. Ciò nonostante è stato additato come interista ... forse perchè non si è scatasciato sui vicino per festeggiare un gol o perchè non insultava i giocatori dell'inter (puzz'itt' 'o sang' 'e chi t'ha muort). Insomma, dal suo racconto non è stata un'esperienza esaltante.
Citazione di: andyco il 16 Mar 2012, 23:58
Si chiama prevenzione, interviene la sicurezza per evitare incidenti...
Invece se un tifoso inglese esultasse al San Paolo in mezzo alla curva B verrebbe applaudito.
mi attacco qui.
ora non capisco una cosa. siamo un forum, scriviamo. e lo facciamo da anni. leggiamo molto e lo facciamo da tempo.
non sto parlando di una situazione in generale. non ho scritto e linkato una cosa ingenua.
il sito linkato è molto duro contro tutto quello che per molti di voi è "napoletanismo" (vedi topic partita): dalle maschere di pulcinella alle palle da biliardo tirate in faccia ai romani. si chiama napolista.it e ha avuto il coraggio di denunciare la camorra in fila al botteghino alle sei del mattino per i biglietti di chelsea napoli.
quando scrivo che il resoconto lo poteva fare anche il laziale Italicbold, intendo dire chiaramente che il laziale Italicbold non è paragonabile a quelli che sfilano con la mano a paletta. o lo dobbiamo paragonare in quanto laziale e quindi gli starebbe bene essere trattato così', eventualmente, in trasferta?
dire anche qui "i napoletani prima di criticare pensassero a casa loro" non mi piace.
non fosse altro perchè ho messo un link preciso, di una realtà molto simile a lazionet
e magari dargli una spulciata non guasterebbe.
altrimenti tanto vale dichiarare guerra e merda a tutti.
ma io non vengo qui per dire "merda"
Citazione di: silvia84 il 17 Mar 2012, 00:33
perdonami ma se il tizio in questione non fa nessuno scempio è normale che si incazzi secondo me.. non è che siccome qualche laziale fa cori razzisti allora io da laziale non ho diritto a incazzarmi se altre tifoserie li fanno, visto che io non sopporto il razzismo
Beh, lui non se la prende con dei singoli, ma con "il modello inglese"; il primo a generalizzare è proprio l'estensore dell'articolo; chissà, forse preferirà il "modello napoli", ovvero libertà di aggredire i tifosi ospiti in tribuna stampa e nel settore ospiti. ;)
Citazione di: V. il 17 Mar 2012, 00:49
mi attacco qui.
ora non capisco una cosa. siamo un forum, scriviamo. e lo facciamo da anni. leggiamo molto e lo facciamo da tempo.
non sto parlando di una situazione in generale. non ho scritto e linkato una cosa ingenua.
il sito linkato è molto duro contro tutto quello che per molti di voi è "napoletanismo" (vedi topic partita): dalle maschere di pulcinella alle palle da biliardo tirate in faccia ai romani. si chiama napolista.it e ha avuto il coraggio di denunciare la camorra in fila al botteghino alle sei del mattino per i biglietti di chelsea napoli.
quando scrivo che il resoconto lo poteva fare anche il laziale Italicbold, intendo dire chiaramente che il laziale Italicbold non è paragonabile a quelli che sfilano con la mano a paletta. o lo dobbiamo paragonare in quanto laziale e quindi gli starebbe bene essere trattato così', eventualmente, in trasferta?
dire anche qui "i napoletani prima di criticare pensassero a casa loro" non mi piace.
non fosse altro perchè ho messo un link preciso, di una realtà molto simile a lazionet
e magari dargli una spulciata non guasterebbe.
altrimenti tanto vale dichiarare guerra e merda a tutti.
ma io non vengo qui per dire "merda"
Nessuno mette in dubbio il fatto che ci sia una stragrande maggioranza di napoletani e di tifosi del napoli che sono persone per bene. Rimane il fatto che non conosco molta gente "normale" che ha voglia di andare (e tantomeno tornare) al San Paolo (incluso il mio amico napoletanissimo, non tifoso del napoli).
Io sono, come sapete, napoletano, quindi le mie parole non sono intrise di anti-npoletanità, in senso etnico.
Amo Napoli come città, ma quando sono stato al San Paolo, l'anno scorso e quest'anno se avessi esultato al goal della Lazio avrei rischiato almeno un paio di spintoni o schiaffi, avessi indossato la sciarpa della Lazio forse la vita.
La cosa stupida, tornando a Chelsea-Napoli, è quella di pensare sempre di essee i più furbi. Gli inglesi non sono latini, se dicono che i napoletano devono stare nel settore ospiti lo fanno rispettare, e non accettano vie di mezzo, elasticità zero.
Chi ha comprato biglietti in settori "inglesi" ha sbagliato ab origine.
Io son sana di mente e al S.Paolo vorrei andarci una volta, anche perchè voglio vedere coi miei occhi.. sinceramente a volte da come ne parlate sembra il Bronx. Siccome ho fatto qualche trasferta, e non son mai stata in una situazione manco vicina al Bronx, vorrei capire se esagerate o se son totalmente diversi dai tifosi delle altre squadre dove son stata (anche perchè io conosco 2 tifosi napoletani e son deliziosi, mi dicono sempre di andare allo stadio con loro per Napoli-Lazio)
Non credo ad una sola parola di quanto scritto nell'articolo. Ho frequentato stadi inglesi (da avversario, da italiano) non ho MAI ricevuto un trattamento neanche lontanamente paragonabile a quanto riportato nell'articolo. Ho visto in televisione tifosi napoletani tatuati a torso nudo esultare (giustamente) e fare gesti non proprio amichevoli verso gli inglesi, non mi sembra sia successo niente di tragico .. Sono stato una sola volta allo stadio a Napoli, tanti anni fa, sono uscito dallo stadio dopo mezz'ora ... indovinate il motivo ..
Un napoletano che critica la tifoseria avversaria per come è stato accolto in trasferta? :o
Per evitare di essere bannato, me la cavo così:
"Il bue che dice cornuto all'asino" (cit.)
a leggere i commenti all'articolo al link riportato sembra che gli utenti di quel sito siano consapevoli che a parti invertite per i tifosi del chelsea a napoli non sarebbe stata una serata piacevole. io sono stato a vedere napoli lazio tre volte negli anni 90, la prima volta nel settore ospiti e mi sono cacato sotto, le volte successive in altri settori dello stadio, badando bene a non dare nell'occhio naturalmente, e non abbiamo rischiato nulla, c'era gente calorosa, a volte inveivano contro i nostri giocatori ma nulla di più di quello che accadrebbe in qualsiasi altro stadio d'italia, anzi riconoscevano anche il valore degli avversari, soprattutto con boksic e signori che erano con noi all'epoca, insomma non ho mai avuto la sensazione di rischiare qualcosa.
sono trascorsi circa venti anni da allora e molte cose sono cambiate. perché il clima si sia così incattivito non saprei dirlo, ma non credo di dire una sciocchezza se affermo che si è invelenito proprio il clima della convivenza sociale in generale.
la generalizzazione sul modello inglese fatta dopo avere assistito a una sola partita credo sia sbagliata, per quanto il tifoso del napoli riporti fatti molto gravi. mi ha colpito molto il passaggio sugli steward che ti obbligavano ad applaudire e a esultare ai gol del chelsea. al netto di possibili esagerazioni dell'estensore dell'articolo, ma per carità non vedo perché non dovrei credere a quello che dice, e senza voler fare un bilancio di ragioni e torti, direi che la cosa che mi lascia molto perplesso è che emerge un modello di fruizione della partita di calcio che esclude il fatto che si possa vederla insieme con i tifosi avversari, da avversari appunto, mai da nemici che si odiano a morte, e soprattutto, non lo si dice espressamente ma è evidente che è così, pare non sia possibile andare a vedere una partita se non si è tifosi di qualcosa, con distacco emotivo, invece no, sciarpa al collo e via tifare per qualcuno e contro qualcun'altro, occorre essere per forza ultras di qualcosa, e non vado oltre sullle implicazioni di un modello che prevede il non mischiarsi con nessun altro che non con la propria gente, noi di qua voi di là, divisi nettamente così ci individuiamo e ci insultiamo meglio, nella sostanziale ignoranza di come è fatto veramente l'altro.
un riflesso evidente si vede chiaramente nelle telecronache delle partite: al bando la sobrietà, strilli ed esultanze da ultrà, trionfo dell'iperbole (oramai è prassi gridare, anzi strillare sguaiatamente invocando il miracolo per una parata normale). le immagini dei tifosi del napoli allo stadio le abbiamo viste tutti in tv, questo "splendido pubblico" composto per lo più da gente con facce patibolari e pieni di tatuaggi che urlava con il sangue agli occhi, ma ricordo anche di avere visto i tifosi del chelsea a roma una volta, gente con facce patibolari e pieni di tatuaggi...
Per carità, quello che è successo al blogger è deprecabile ma, come già detto da altri netter, è la classica situazione bue - asino. Sono d'accordo con chi dice che l'errore di fondo è stato commesso in partenza da chi ha pensato di fare il furbo. Il modello inglese si regge su una forte rigidità delle regole imposte (immaginate un tifoso del Millwall rimasto senza biglietto per il settore ospiti esultare nel settore dei tifosi del West Ham) , altrimenti non sarebbero riusciti a debellare la violenza dagli stadi, 30 anni fa ben peggiore di quella italiana.
Fa sorridere che sia proprio un napoletano a lamentarsi dell'accoglienza! Cazzo, al San Paolo arrivano addirittura ad assaltare la tribuna stampa! Noi laziali poi certe cose le ricordiamo bene, vogliamo parlare del 1973? Vogliamo parlare degli spareggi? E l'anno scorso come si sono comportati?
La verità è che il nostro napoletano confidava in una cosa: che il tifoso inglese comune fosse più civile di quello italiano. Non credo che, se il quarto di finale si fosse giocato contro il Bari al San Nicola, si sarebbe presentato nella tribuna dei baresi a tifare nappule. Non credo proprio.
Citazione di: andyco il 16 Mar 2012, 23:58
Si chiama prevenzione, interviene la sicurezza per evitare incidenti...
Invece se un tifoso inglese esultasse al San Paolo in mezzo alla curva B verrebbe applaudito.
Appunto
Premesso che gli inglesi non sono meglio di noi, le autorita' hanno riconosciuto proprio questo fatto e hanno introdotto regole e comportamenti degli steward atti a controllare quello che avviene dentro lo stadio e a prevenire incidenti.
Che ormai non capitano quasi piu' e gli stadi inglesi sono una gioia per chi ama il calcio. CHi ha altre intenzioni, via, fuori, aria.
Ma tu guarda che roba, come se Ted Bundy si lamentasse che uno ha toccato il culo della sorella sull'autobus.
Se ci sono delle regole, giuste o sbagliate che siano, e qualcuno tenta di aggirarle in nome di non si sa bene cosa io, tifoso della squadra di casa, sono legittimato ad incatzarmi, e gli steward sono legittimati a fare il loro lavoro. Se nella trasferta di Madrid mi fossi messo in mezzo ai tifosi dell'Atletico, ben sapendo dell'alto rischio, e mi fossi lamentato, credo che nessuno mi avrebbe detto 'poverino' o 'bravo'... Anche perché erano state stabilite procedure precise per biglietti e ingresso allo stadio.
Il San Paolo di Napoli è sempre stato considerato uno stadio tranquillo solo perché i tifosi delle squadre ospiti non ci vanno.
Stadio San Paolo - L'aggressione dei tifosi ai giornalisti al seguito della Lazio, in tribuna stampa.
http://www.youtube.com/watch?v=QXCY026FGWI
E questo non è un semplice settore dello stadio, ma un vero e proprio luogo di lavoro.
ok. va bene. mi arrendo.
Mah, io non sono molto d'accordo con chi sta dicendo che a sbagliare siano stati questi tifosi dei ciucci.
Per quattro ordini di motivi:
1) Diamo per scontato che il calcio sia ormai una guerra e quindi le partite vadano viste rigorosamente separati. Se qualcuno va in un settore che non sia quello ospite sta automaticamente provocando. Quando invece vuole semplicemente vedersi "LA partita degli ultimi 20 anni" e quella è l'unica possibilità che ha.
Oh, è na partita di calcio! Take it easy!
2) Non facciamo gli ipocriti. Io nella situazione di quel tifoso quel biglietto l'avrei preso eccome.
Non è andato a vedere Lecce-Napoli (con tutto il rispetto per il Lecce). E' andato a vedere il ritorno storico di un ottavo di CL dove i ciucci se la giocavano per passare.
Io sarei andato al 100% e avrei rosicato come una biscia a DOVER esultare per la squadra avversaria. Lo trovo scandalosa ed ipocrita come costrizione.
3) Scandalosa e ipocrita esattamente come tutta la legislazione inglese in merito alla condotta negli stadi.
Che ha semplicemente portato il fenomeno nelle strade e manco sempre!
I cari Lord devono ringraziare che generalmente si tratta di rivalità generiche. Devono ringraziare che non hanno moltissime situazioni alla Lazio-merde, Lazio-Napoli, ecc ecc.
Ma quando si tratta di rivalità vere, di derby accesi nel vero senso della parola, succede questo:
http://www.youtube.com/watch?v=n2cTFRiis10
Non stiamo parlando degli anni '80, in pieno regno degli ICF. Stiamo parlando del 2009.
E infatti un mese fa per evitare che succedesse lo stesso è stato chiuso un intero settore (quello adiacente al campo), in piena tradizione italica.
4) Per favore, non generalizziamo! Proprio noi che ci scandalizziamo giustamente per le mille generalizzazioni sul tifo della Lazio facciamo la stessa identica cosa su quello dei ciucci? Secondo quale criterio QUEL tifoso del Napoli doveva meritarsi di essere trattato come il più incivile dei suoi?
Ci sono tifosi civili e tifosi incivili.
Rispetto a questo voglio raccontarvi un episodio.
10 giugno 2001. Per motivi personali mi trovo costretto a Napoli. Me lo ricordo come fosse ieri.
In quel pomeriggio si gioca ciucci-merde che potrebbe consegnare lo scudo agli asfalliti.
I ciucci si giocano la salvezza (che alla fine mancheranno).
Noi giochiamo all'Olimpico contro la Fiorentina, ma il terzo posto è ormai cosa fatta. Il Parma è troppo indietro.
Due miei amici di lì insistono ad andare allo stadio. Sarà stata la pazzia (rischiavo di vedermi in diretta lo scudo), il veleno o il fatto che me la sentivo calla, tant'è che me convincono.
Nel pre-partita si scatena, se vi ricordate, la guerra. Tralasciamo i dettagli.
La partita me la vedo in piena curva A, parte alta.
Nonostante il mio spiccato accento, nonostante dopo un bombone lanciato verso la curva A* mi lasci scappare un urlo "li mortacci vostra, sti pezzi de merda" che per 5 secondi ho sudato freddo e già me sentivo la pungicata all'adduttore, nonostante tutto questo non m'è successo un cazzo. Niente. Manco una minima imbruttita.
E lo sapete bene quanto odio ci sia tra noi. E stavo in Curva, non in tribuna d'onore.
Alla fine della partita il risultato è 2-2. Napoli in vantaggio e poi pareggio in rimonta. Scudo sventato e vaffanculo alle merde che già pensavano de festeggià. Il discorso era ancora aperto (putroppo se chiuse male la domenica dopo...).
Mi ha detto bene? Assolutamente si. Ma, appunto, non generalizziamo. Ci sono tifosi incivili e tifosi civili.
Ovunque.
* Gran parte dei riomici stavano nella gabbia del settore ospiti ma erano troppi, quindi una parte è stata intelligentemente fatta accomodare in un settore distinti, anello basso, accanto alla A.
Citazione di: brillo di lazio il 17 Mar 2012, 09:49
Un napoletano che critica la tifoseria avversaria per come è stato accolto in trasferta? :o
Per evitare di essere bannato, me la cavo così:
"Il bue che dice cornuto all'asino" (cit.)
Concordo. ;)
Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
1) Diamo per scontato che il calcio sia ormai una guerra e quindi le partite vadano viste rigorosamente separati. Se qualcuno va in un settore che non sia quello ospite sta automaticamente provocando. Quando invece vuole semplicemente vedersi "LA partita degli ultimi 20 anni" e quella è l'unica possibilità che ha.
Oh, è na partita di calcio! Take it easy!
E' inutile discutere su cose non attinenti alla realtà , la realtà ci dice che non è cosi' . Ci sono gli settori per gli ospiti ed è giusto che sia cosi' , non stiamo in un teatro in cui si puo' stare tutti insieme , io mi incazzo quando vedo le partite in TV e qualcuno rompe le palle , figuriamoci se qualcuno viene ad esultarmi davanti nel mio settore allo stadio.
Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
2) Non facciamo gli ipocriti. Io nella situazione di quel tifoso quel biglietto l'avrei preso eccome.
Non è andato a vedere Lecce-Napoli (con tutto il rispetto per il Lecce). E' andato a vedere il ritorno storico di un ottavo di CL dove i ciucci se la giocavano per passare.
Io sarei andato al 100% e avrei rosicato come una biscia a DOVER esultare per la squadra avversaria. Lo trovo scandalosa ed ipocrita come costrizione.
C'è un regolamento , mi dispiace , io in tante situazioni farei il cazzo che mi pare pero' le regole ci sono e bisogna rispettarle , sopratutto in casi come questo quando ci potrebbe essere il rischio che accada qualcosa di grave . Il problema è che tu guardi la cosa dalla prospettiva da tifoso del Napoli , guardala invece da tifoso del Chelsea che ha comprato regolarmente il suo biglietto con qualche amico che non è potuto entrare perché il biglietto l'aveva preso il napoletano e lo vede esultare davanti alla sua faccia (ho banalizzato la cosa , mi rendo conto)
Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
3) Scandalosa e ipocrita esattamente come tutta la legislazione inglese in merito alla condotta negli stadi.
Che ha semplicemente portato il fenomeno nelle strade e manco sempre!
I cari Lord devono ringraziare che generalmente si tratta di rivalità generiche. Devono ringraziare che non hanno moltissime situazioni alla Lazio-merde, Lazio-Napoli, ecc ecc.
Ma quando si tratta di rivalità vere, di derby accesi nel vero senso della parola, succede questo:
http://www.youtube.com/watch?v=n2cTFRiis10
Non stiamo parlando degli anni '80, in pieno regno degli ICF. Stiamo parlando del 2009.
E infatti un mese fa per evitare che succedesse lo stesso è stato chiuso un intero settore (quello adiacente al campo), in piena tradizione italica.
Sarà ipocrita pero' i risultati mi sembrano nettamente migliori rispetto alla Serie A , stadi sempre pieni , atmosfera godibilissima : alla fine le restrizioni (pure superiori) ci sono pure in Italia , il problema è lo stesso e nei stadi ci vanno sempre in pochi . Non è che si debba risolvere i problemi sociali allo stadio , eh .
Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 12:04
4) Per favore, non generalizziamo! Proprio noi che ci scandalizziamo giustamente per le mille generalizzazioni sul tifo della Lazio facciamo la stessa identica cosa su quello dei ciucci? Secondo quale criterio QUEL tifoso del Napoli doveva meritarsi di essere trattato come il più incivile dei suoi?
Ci sono tifosi civili e tifosi incivili.
Rispetto a questo voglio raccontarvi un episodio.
E' impossibile discutere senza generalizzare in questi casi , chiaramente non si puo' analizzare caso per caso ...
Come si fa a capire se questo è stato civile/incivile ? Che poi a me sembra che lui non abbia esultato e non l'abbiano buttato fuori , più che altro quella sorte è toccata agli altri che avranno fatto qualcosa sopra le righe . E stiamo pure sempre discutendo su una ricostruzione parziale
CI sono delle regole negli stadi inglesi,piacciano o meno vanno rispettate.e in ogni caso l'esperienza raccontata su "il napolista" non è minimamente paragonabile a ciò che succede abitualmente alle tifoseirie ospiti al san paolo
Il problema Splash è che la misura del "cacciarti" dal settore della squadra di casa (che poi tocca vedè pure di che settore si tratta) è una misura che deriva dalla tradizionale occupazione della squadra di casa che facevano gli hooligans in trasferta.
L'obiettivo principale de na volta in Inghilterra era proprio questo: occupare una porzione della curva avversaria entro il calcio d'inizio, entrandoci di soppiatto e poi scatenando l'inferno. Un'onta clamorosa.
Ora, a parte il fatto che i tempi so' cambiati come dici anche tu, ma poi c'è situazione e situazione.
Io posso capire se tu polizia noti movimenti sospetti o situazioni a rischio.
Posso capire se er ciuccio se piazza al centro della curva avversaria.
Ma adesso che non si possa guardare una partita perché tifo la squadra avversaria mi sembra un attimino esagerato.
Cioè la colpa non è del tifoso che mi aggredisce ma mia che tifo?
Non ti sembra un attimino un rovesciamento?
O, meglio ancora, è appunto una misura ipocrita. Il problema non lo risolvo, ma semplicemente lo pongo lontano dai riflettori. Apposto così.
Detto ciò anche sti cazzi e chiudo qui.
Ho detto la mia ma proprio nun c'ho voglia de fa la difesa ad oltranza dei ciucci.
Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2012, 14:20
Il problema Splash è che la misura del "cacciarti" dal settore della squadra di casa (che poi tocca vedè pure di che settore si tratta) è una misura che deriva dalla tradizionale occupazione della squadra di casa che facevano gli hooligans in trasferta.
L'obiettivo principale de na volta in Inghilterra era proprio questo: occupare una porzione della curva avversaria entro il calcio d'inizio, entrandoci di soppiatto e poi scatenando l'inferno. Un'onta clamorosa.
Ora, a parte il fatto che i tempi so' cambiati come dici anche tu, ma poi c'è situazione e situazione.
Io posso capire se tu polizia noti movimenti sospetti o situazioni a rischio.
Posso capire se er ciuccio se piazza al centro della curva avversaria.
Ma adesso che non si possa guardare una partita perché tifo la squadra avversaria mi sembra un attimino esagerato.
Cioè la colpa non è del tifoso che mi aggredisce ma mia che tifo?
Non ti sembra un attimino un rovesciamento?
O, meglio ancora, è appunto una misura ipocrita. Il problema non lo risolvo, ma semplicemente lo pongo lontano dai riflettori. Apposto così.
Detto ciò anche sti cazzi e chiudo qui.
Ho detto la mia ma proprio nun c'ho voglia de fa la difesa ad oltranza dei ciucci.
danny tu hai perfettamente ragione,è una misura ipocrita.però quel tizio nel momento in cui ha comprato il biglietto la conosceva(per quello non si era portato nemmeno una sciarpa del Soccer) e non può lamentarsi se poi la misura viene applicata nei suoi confronti.possiamo discutere all infinito sull'ipocrisia delle misure adottate in inghilterra, ma nel momento in cui le si accetta comprando un biglietto ci si assume pure l onere di subirle se si verificano certe circostanze
Questo mio post probabilmente e` O.T.Ma notavo oggi che queste situazioni nel rugby non succedono, sia che i coinvolti siano Inglesi Italiani Scozzesi...ecc.ecc..Sara` per questo che nel rugby, l'unico cucchiaio coinvolto sia veramente goliardico, al contrario di altri.
Citazione di: PicchioMontesacro il 17 Mar 2012, 16:32
Questo mio post probabilmente e` O.T.Ma notavo oggi che queste situazioni nel rugby non succedono, sia che i coinvolti siano Inglesi Italiani Scozzesi...ecc.ecc..Sara` per questo che nel rugby, l'unico cucchiaio coinvolto sia veramente goliardico, al contrario di altri.
Perchè se si vince o si perde non frega niente a nessuno e quindi ci sono meno occasioni di contrasto tra i tifosi.
Non è che non frega niente a nessuno, è da sempre un'altra cosa: comunque è uno sport, una partita, il pubblico se la gode e se sei arrabbiato per la sconfitta te la tieni, perchè la colpa non è degli altri (arbitro, avversari, tempo etc.) e non c'è nessuno da insultare. A me la hanno insegnato così, da quando avevo 10 anni.
concordo con te, io ad esempio riuscirei benissimo a vedere una partita in mezzo agli avversari senza istinti omicidi.. d'altronde a volte sopporto di quelle cose pure coi tifosi nostri..
Erano in un settore dove non potevano stare. Fine della storia.
Portati fuori dagli steward perchè hanno alzato le braccia in segno di disappunto? Ma per favore...
Citazione di: chuck6 il 17 Mar 2012, 17:18
Non è che non frega niente a nessuno, è da sempre un'altra cosa: comunque è uno sport, una partita, il pubblico se la gode e se sei arrabbiato per la sconfitta te la tieni, perchè la colpa non è degli altri (arbitro, avversari, tempo etc.) e non c'è nessuno da insultare. A me la hanno insegnato così, da quando avevo 10 anni.
Come già postato in altro topic:
l calcio (volutamente in minuscolo) è ormai più marcio della politica.
Solo negli ultimi 30 anni sono successe tante di quelle cose (molte delle quali hanno dei lati oscuri come la pece),
che insieme a mille altri fattori, stanno progressivamente allontanando la gente da questo genere di spettacolo
(chiamarlo sport sarebbe un'offesa per degli sportivi veri come il nostro fondatore).
Basti vedere quante persone hanno scoperto oggi il Rugby (dove allo stadio ti fanno rivedere le azioni sui maxi e schermi per spiegare le decisioni arbitrali) che esiste da quando esiste il calcio!
Per chiudere il discorso, dal blog del Guerin Sportivo, da un giornalista che di sport ne sa
Il modello. Inglese
di ROBERTO GOTTA
Riferiscono di critiche e lamentele italiane, anche dei media, per la presunta inciviltà vista e subita a Stamford Bridge per Chelsea-Napoli. Non c'eravamo, l'abbiamo vista dal divano di casa, ma abbiamo sufficiente esperienza di Stamford Bridge e dei metodi per poter chiarire, senza scendere nello specifico di ciò che, appunto, abbiamo visto, e giusto giusto tre giorni fa siamo andati a Spurs-Stoke City per darci un'altra rinfrescata.Primo punto. Ci siamo sempre rotolati dalle risate ad ogni invocazione in Italia del cosiddetto modello inglese, perché tale è definito solo in Italia, non certo lassù. È un insieme di norme, comprese agevolazioni ed elargizioni economiche governative: messe assieme, hanno creato una sorta di pace sociale e di progresso che hanno ripulito gli stadi dalla teppaglia che si era sparsa per almeno un ventennio e che però – questo non va MAI dimenticato, e Mister Football lo rivendica orgogliosamente avendolo sperimentato di persona – non aveva offuscato la naturale tendenza del tifoso inglese alla bonomia e allo scherno, più che alla violenza. Stadi nuovi o rifatti, posti tutti a sedere, il cruciale e obbligatorio servizio di telecamere a circuito chiuso con leggi (flagranza differita, ad esempio) che progressivamente hanno reso difficile e pericolosa l'attività teppistica nel recinto degli stadi che, lo ricordiamo, sono per la grandissima maggioranza di proprietà privata, ovvero dei club. E che è dunque sempre stato loro interesse tenere puliti da gentaglia, anche perché nel Regno Unito la forza pubblica in uno spazio privato va pagata, non viene sfruttata gratis come da noi da società che quindi possono in teoria anche fregarsene di tenere sotto controllo la folla. Un controllo che viene applicato anche da entità commerciali contigue: abbiamo letto di tifosi cui è stato rifiutato l'ingresso in locali pubblici, ma è noto – non però a chi vive pensando di applicare agli altri le proprie regole – che nel giorno della partita ci sono pub che portano evidenti le scritte "home fans only" (ingresso consentito solo ai tifosi di casa) oppure "no football colours" (vietato l'ingresso se si hanno indosso capi di abbigliamento che indichino la propria preferenza calcistica). In entrambi i casi i gestori vogliono chiaramente evitare grane, evitare che vengano a contatto i tifosi dei due club e si ripetano scene che si spera appartengano ormai ad un passato lontano. Certo, chi non ha idea di cosa vogliano dire quei cartelli e si vede respingere da un buttafuori protesta, ma ha torto marcio, e non escludiamo che sia andata così quel mercoledì a Stamford Bridge e dintorni.Secondo punto. Si sono sentite lamentele per una certa agitazione del pubblico della tribuna bassa, dalla medesima parte delle telecamere nelle riprese tv, verso gli inviati. Pur ribadendo che non eravamo lì, abbiamo due punti fermi. Il primo, è che il club italiano medio viene seguito in Europa da un cospicuo numero di inviati tra cui però, specialmente nei casi di squadre non avvezze a tali trasferte, ci sono sempre infiltrati che con il mestiere del giornalista poco hanno a che fare. Anni fa un cronista nostro conoscente andò ad Arsenal-Roma ad Highbury e ci disse testuale che "in tribuna stampa c'erano tantissimi tifosi che si erano fatti accreditare come inviati di testate locali", magari – solo ipotesi – con il consenso del club come accade nelle competizioni europee, dove le squadre di casa, non conoscendo importanza e classificazione professionale di chi chiede l'accredito, spesso consultano quelle ospiti sui nomi da autorizzare al pass, e crediamo che sia poco sorprendente sapere che ci possono essere stati aumma-aumma. In Inghilterra e in genere nel mondo anglosassone la regola del "no cheering in the press box", ovvero niente tifo in tribuna stampa, viene osservata al cento per cento, con pochissime eccezioni. E allora è facile che se tra gli inviati non propriamente regolari (e ahimé anche tra quelli regolari: al gol di Fabio Grosso contro la Germania ai Mondiali 2006 un alto numero di inviati ancora un po' era in piedi sulla sedia) qualcuno si sia lasciato andare ad esultanza al gol di Gokhan Inler i tifosi nei pressi non abbiano gradito. Tifosi, va detto per esperienza personale, non sempre tranquilli, e tra l'altro appartenenti alla vigliacchissima razza, molto diffusa anche da noi specialmente nei settori più costosi, di quelli che fanno gestacci alla curva avversaria ben sapendo che tra sé e i rivali ci sono almeno 20 metri di distanza.Terzo punto. Non c'è nemmeno bisogno di essere finti-cronisti per rischiare grosso se si esulta. Il regolamento della maggioranza dei club inglesi dice che ai tifosi ospiti è proibito acquistare biglietti per settori a loro non riservati. Vietato, punto e basta. Chi viola la norma, chi venga sorpreso ad esultare, rischia la cacciata immediata dallo stadio. Abbiamo visto con i nostri occhi questa scena ad Highbury nel gennaio del 2006: Arsenal-West Ham, se non andiamo errati 1-3, al primo gol degli Hammers un signore, tra l'altro molto ben vestito, accenna ad un'esultanza, solo che è seduto nel settore basso della North Bank, la "curva" dell'Arsenal, e presto altri occupanti di seggiolini vicini cominciano a protestare fino a che il signore stesso, con molta tranquillità, non viene fatto alzare e accompagnato fuori dagli steward. Dunque il sottile elogio dei tanti tifosi del Napoli venuti in possesso di biglietti per altri settori e "travestitisi" da supporters del Chelsea, udito in tv, altro non è che l'ennesima dimostrazione che la mentalità italiana strizza l'occhio a chi viola le regole, se è "simpatico".Quarto punto. Non è permesso in Inghilterra comprare biglietti da fonti non autorizzate. E le uniche autorizzate sono i club. Nel 1995 entrò in vigore una norma che rendeva illegale la compravendita di biglietti per manifestazioni sportive anche se la transazione avviene ad un prezzo inferiore a quello ufficiale. In teoria dunque un passaggio di un tagliando tra due fratelli, anche al 50% del costo del biglietto, sarebbe illegale, il che porta alla medesima domanda di quando si seppe di quella vecchia norma che nello stato americano della Georgia vietava un certo tipo di rapporto sessuale tra coniugi, ovvero "ma chi va a controllare?". Tra due fratelli seduti a tavola è un po' difficile, ma in ambito pubblico i controlli ci sono: e non per nulla da alcuni anni i club più evoluti hanno istituito un servizio interno di rivendita biglietti da parte di tifosi che non siano in grado di andare allo stadio e vogliano cedere il loro biglietto ad altri. Una sorta di bagarinaggio autorizzato, per mantenere il giro di tagliandi in un ambito civile. Pratica favorita dall'istituzione, ormai da tanti anni, dell'ingresso mediante tesserina ricaricabile: in pratica una sorta di carta di credito che contiene i dati di chi la possiede ma soprattutto il "biglietto" virtuale alle partite acquistate. Chi è "member" del Tottenham, ad esempio, riceve una tesserina e può farvi caricare sopra l'ingresso alle partite che acquista (tutte, in caso di abbonamento, che sostituisce l'antico metodo del librettino con singoli tagliandi da staccare): facile capire che in questo modo, assente un biglietto cartaceo, non sia nemmeno possibile la pratica del bagarinaggio, perché l'eventuale bagarino dovrebbe farsi poi ridare dall'acquirente la tesserina per poterla poi usare in altre occasioni. Ovvio che per ogni gara ci siano comunque tantissimi biglietti cartacei in vendita (sui quali compaiono i nomi degli acquirenti, ma non viene mai controllato se l'identità di chi entra coincide con il nome sul biglietto), ma bisogna fare attenzione e le regole vietano ESPLICITAMENTE l'acquisto di essi al di fuori del circuito autorizzato. Il tifoso-turista che si rechi con fare cospiratorio in quei chioschi nel centro di Londra che vendono biglietti per il teatro ma portano pure una sibillina scritta "football information" rischia molto. Perché il gestore potrà anche allungarti sottobanco il biglietto per QPR-Liverpool cedutogli al nero da qualcuno, ma se per caso il club ha nel proprio database come "sospetto" proprio quel numero di serie, tu all'ingresso corri il pericolo della confisca. Anni fa un signore italiano scrisse una lettera a un quotidiano, che per ovvia ignoranza della situazione la pubblicò dandole pure enfasi, protestando per il trattamento ricevuto dal Chelsea, dove gli avevano fatto storie per un biglietto che aveva regolarmente pagato. Il tizio, che a giudicare da alcuni elementi della lettera rappresentava al meglio (cioé peggio) la tipologia di turista italiano assai poco pratico delle lingue e delle consuetudini straniere e convinto che si possano applicare le norme nostrane, se l'era presa e aveva montato un casino tale che per metterlo buono il Chelsea gli aveva dato un rimborso o un biglietto per un altro settore (non ricordiamo), ma quel che era palese dalla lettera era che il biglietto in realtà era stato acquistato proprio da un rivenditore illegale e dunque il turista-tifoso aveva torto marcio, solo che ignorava – come il quotidiano che aveva pubblicato la sua protesta – quali fossero le procedure inglesi. Che è poi il sospetto che abbiamo avuto ascoltando alcune delle lamentele post Chelsea-Napoli, anche da parte degli inviati.Il che porta ad una conclusione, amara: non è da escludere che quelli che hanno protestato siano i medesimi che invocano l'importazione del modello inglese in Italia. Purché non venga applicato a loro stessi...
a molti sapientoni del calcio italiano piace riempirsi la bocca con il 'modello inglese'. La mia previsione e' che il suddetto modello in Italia non ci sara' mai, dovessi giocarmi quanto ho di piu' caro. Detto questo, ieri sera ho visto una bella gara di calcio tra juve ed inter e devo dire che in quello stadio si sentiva un'atmosfera all'inglese. Ma tra modello ed atmosfera c'e' una grande deifferenza.
Se il modello inglese fosse in piccola parte quanto ben descritto nell'articolo, beh e' meglio dimenticarlo giu' da voi :beer:
Se lo stadio fosse un posto vagamente piu' decente di quello che è oggi, le regole in questione sarebbero talmente assurde che le considereremmo medievali. Piu' che indignarsi del modello inglese, degli steward o dei tifosi incivili, occorrerebbe interrogarsi sul perché a tutti ci prudono le mani se un tifoso di una squadra avversaria a 10 metri dal nostro seggiolino si lascia andare ad una esultanza un po' sguaiata. E perché spesso rimedia pure qualche pizza.
http://ilnapolista.it/?p=37674 (http://ilnapolista.it/?p=37674)
Citazione di: V. il 09 Apr 2012, 22:18
http://ilnapolista.it/?p=37674 (http://ilnapolista.it/?p=37674)
Se qualcuno puo` e ha tempo, spieghi all'editorialista del napolista, signor mimmo liguoro,che la squadra 2 della capitale, e` l'as fusion 1927, e non la SS Lazio 1900.
Citazione di: PicchioMontesacro il 10 Apr 2012, 04:29
Se qualcuno puo` e ha tempo, spieghi all'editorialista del napolista, signor mimmo liguoro,che la squadra 2 della capitale, e` l'as fusion 1927, e non la SS Lazio 1900.
Rileggendo l'articolo non penso l'abbia scritto in modo offensivo. Però andrebbe sottolineato.
La squadra 2 di Roma... Piatelandercù mimmo, non si nota per nulla che stai rosicando :lol:
Citazione di: chuck6 il 26 Mar 2012, 12:54
ROBERTO GOTTA
:hail:
Per il resto
i fans della squadra 2 di Roma
Avremmo voluto vedere l'arbitro fischiare per il rigore a nostro vantaggio, evidente e netto;
supporters di Rocchi e Ledesma
l'euforia di chi ha afferrato la buona sorte per la codaquesto mica è rosicare :sisisi: