Non so se qualcuno l'ha già postato, ma sull'argomento è intervenuto, al solito a gamba tesa su Lotito e la sua "malagestione", l'ellenico.
http://www.ellenico/contenuto.php?idContenuto=27084
Lazio, senza Puma e senza sponsor un buco da 10 milioni di euro all'anno
di Stefano Greco
21 Marzo 2012 -
Ci sono traguardi che non si festeggiano stappando bottiglie di champagne. Anzi. Quello che taglierà domenica la Lazio targata Claudio Lotito, è uno di questi. In un countdown ipotetico, basato su un valore medio di 4 milioni di euro all'anno che potevano essere incassati mettendo uno sponsor sulle maglie della Lazio, dopo 4 anni, 8 mesi e 24 giorni la Lazio supererà la cifra di 19 milioni di euro di mancati incassi a causa dell'incapacità da parte della società di trovare uno sponsor disposto ad investire su una delle prime cinque squadre del calcio italiano. Un record.
Un record, perché nessuna squadra italiana di vertice è mai stata così tanti anni senza incassare un euro da uno dei prodotti più vendibili, ovvero lo spazio sulla maglia di gioco: l'elemento pubblicitario per eccellenza perché il più visibile, il più fotografato, il più ripreso. Bene, la Lazio che dal 2004 vive in assoluto autofinanziamento (visto che il suo azionista di maggioranza da luglio di quell'anno ad oggi non ha messo un solo euro che fosse uno nelle casse della società) da quasi 57 mesi è riuscita a fare a meno di questa entrata. E calcolando 4 milioni di euro all'anno, la Lazio di Lotito ha gettato dalla finestra qualcosa come 19 milioni di euro, che diventeranno 20 a fine stagione. E ci siamo tenuti anche bassi), considerando che la Roma da Wind ne incassa 6 (premi esclusi), il Napoli viaggia su quelle cifre, il Siena sta oltre i 10 milioni di euro di finanziamento da Monte dei Paschi (ma quello senese è un caso anomalo), Milan e Inter viaggiano tra i 12 e i 13 milioni a stagione e la Juventus quest'anno di sponsor ne ha addirittura due che si sono divisi le apparizioni sulla maglia bianconera 2011-2012 e uno (la Balocco) ha sponsorizzato l'intero settore giovanile.
E con 19 milioni di euro, si possono fare tante cose, soprattutto nel calcio italiano di oggi in cui di soldi ne girano pochissimi. Ma Lotito non si è fermato a questo. Magari. Dopo 14 anni di matrimonio, è riuscito a far saltare anche il rapporto con la Puma, ultima eredità in termini di entrate della gestione degli anni d'oro. Un contratto, quello con l'azienda tedesca, che negli ultimi anni ha portato 5 milioni di euro a stagione garantiti nelle casse della società, più bonus che consentivano alla Lazio di arrivare a 6 milioni di euro a stagione.
Ad aprile, quindi, nonostante una squadra terza in classifica e in piena lotta per conquistare un posto in Champions League, la Lazio si ritrova senza main sponsor e senza sponsor tecnico, con un buco a bilancio valutabile nell'ordine dei 9-10 milioni di euro a stagione. La cosa grave, è che il matrimonio con la Puma è andato in frantumi senza avere tra le mani un'alternativa, un altro accordo in grado di portare la stessa cifra o addirittura di più nelle casse della Lazio. Da settimane girano nomi di possibili sponsor tecnici da far accapponare la pelle. Passare dalla Puma alla Legea, ad esempio (con tutto il rispetto) sarebbe come scendere dalla serie A alla serie C senza passare per la serie B. Si fa il nome della Macron, entrata nel calcio come sponsor del Napoli, ma l'azienda bolognese potrebbe garantire cifre lontanissime dai 5 milioni di euro più bonus che portava in dote la Puma. L'unica possibilità per restare sui livelli precedenti, è quella legata al marchio Li Ning, la ditta cinese di abbigliamento sportivo che sta praticando una politica di sviluppo decisamente aggressiva con l'obiettivo di scalzare nel giro di qualche anno la Nike dalla leadership mondiale nel campo dell'abbigliamento sportivo (nel 2010 ha superato l'Adidas per vendite) grazie ad accordi di co-branding con altre aziende già presenti sul mercato. In Italia, ad esempio, la Li Ning collabora con la Lotto, sia per l'abbigliamento sportivo che per la produzione di calzature.
"A partire dal 2014, Li Ning lancerà il suo progetto di espansione globale: è previsto che le nostre vendite internazionali ammontino a più del 20% del fatturato totale entro il 2018".
Questo il traguardo fissato dall'amministratore delegato del gruppo, Zhang Zhiyong. Uno sviluppo che passa per la presenza del marchio in tutte le più grandi città del mondo, con l'apertura di 500 punti vendita al di fuori della Cina entro il 2014. E unire un marchio del genere ad una squadra di Roma, potrebbe essere una mossa strategica. Riuscirà il nostro eroe a fare il colpaccio o riuscirà a far fuggire anche i cinesi come è riuscito a fare con tutti quelli che si sono avvicinati in questi anni per sponsorizzare la Lazio?