Giorgio Chinaglia

Aperto da PILØ, 01 Apr 2012, 17:27

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eagle75

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Citazione di: fabrizio1983 il 03 Apr 2012, 11:54
happyeagle ma unopuò dire che quelle tre righe per lui so un qualcosa di freddo e che si aspettava altro?chi lo dice lo fa per forza con l intento di criticare lotito?e basta regà

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=KogMnD9SICg#!

fabrizio1983

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Citazione di: eagle75 il 03 Apr 2012, 21:18
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=KogMnD9SICg#!
ho visto il video di lovati regà rilassatevi ho espresso una mia idea...non state sempre in trincea, e che palle

Ranxerox

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Citazione di: ThomasDoll il 02 Apr 2012, 00:44
C'era una volta una Lazio che usciva da un decennio terribile, cominciato con la prima retrocessione della sua storia e trascorso, tra mille travagli, tra serie A e serie B. Le nobili origini non hanno mai vinto le partite, né pagato i conti. Ma l'arrivo dell'eroe cambiò il corso della storia. Chinaglia è stato l'Orlando laziale, il paladino invincibile che roteando la durlindana regalava vittorie epiche e riscriveva la storia. A dieci anni lo vidi segnare per la prima volta, in una curva sud dove prima della partita si attaccavano striscioni che inneggiavano a lui. Non speravo in tanta grazia, ero convinto di tifare per una squadra che non poteva vincere lo scudetto. Invece il nostro eroe ci ha condotto all'impresa, segnando gol a grappoli, spingendo i compagni anche a calci nel sedere, trascinando il pubblico, costringendo i laziali dagli occhi bassi e dalle poche pretese a gonfiare il petto, orgogliosi. Rispondendo con lo sguardo di sfida di un gigante che aveva attraversato il mare, inseguendo una famiglia in fuga dalla fame. Il paladino Giorgio trionfò su tutti in quell'anno magico 1974. Poi imboccò l'uscita per riattraversare un mare più grande, seguendo la famiglia e il sogno di un nuovo calcio miliardario tutto da fondare. La sua Roncisvalle è in riva all'oceano. Florida. Il riposo dalle battaglie vinte, con la Lazio e con i Cosmos, il silenzio per le disavventure della vita fuori dal campo. Quella spada che roteava nelle aree di rigore avversarie è custodita nel cuore di ogni laziale che ne ricorda i gesti biancocelesti: la potenza devastante, la tenacia, la fame di vittorie, la capacità di trascinare gli altri. Indimenticate, per quanto il racconto di retroscena insignificanti continui a modificarne la memoria, a riscriverle con un registro un po' cialtrone, un po' malandrino. Che tace la gloria sportiva che ha meritato chi ha saputo annichilire le grandi, ricalcando le orme del Mito del calcio italiano del dopoguerra: Giggirriva, altro eroe epico di un calcio che non c'è più.
Chinaglia era il nostro eroe. Giace, spezzato dal suo destino, che si è compiuto lontano dall'Italia e dall'affetto infinito della gente laziale che sa cosa può e deve dimenticare e che non dimentica quello che si deve ricordare. Le sue gesta da paladino dei laziali hanno scritto la storia del calcio e della Lazio.
La morte lo consegna alla leggenda, redento, senza macchia, sfavillante di celeste e bianco. Sul petto, uno scudetto. Il primo. Il suo.


Brividi!!

eagle75

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Citazione di: fabrizio1983 il 03 Apr 2012, 21:21
ho visto il video di lovati regà rilassatevi ho espresso una mia idea...non state sempre in trincea, e che palle

Davvero che palle.

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Mignolo

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Posso postare solo ora tutto il mio dispiacere per la notizia.
Non ho ricordi diretti di Chinaglia calciatore ma la sua grandezza mi è stata trasmessa dai racconti dei miei e di chi lo ha potuto ammirare sul campo. Tutto il resto adesso non conta.
Ciao Giorgione, RIP

baroncino

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Non so se qualcuno l'ha già fatto, in tal caso mi scuso con lui per la ripetizione, ma posto qui sotto l'articolo apparso sulle colonne de L'Unità a ricordo di long John, mi sembra degno di nota a dispetto delle connotazioni politiche.....

Giorgio Chinaglia è morto Aveva 65 anni Lo scudetto con la Lazio, il «vaffa» a Valcareggi e i guai giudiziari dai quali scappò in Florida

UMBERTO DE GIOVANNANGELI
ROMA
Quel dito alzato verso la Curva Sud. Il suo incedere «ingobbito», sgraziato quanto efficace, un marchio di fabbrica unico. Il suo rapporto da figlio discolo, ma forse per questo prediletto, con il «Maestro». Ha segnato una stagione calcistica. Il suo nome era diventato un «grido di battaglia». Più di un calciatore. Una icona. Per generazioni di tifosi laziali Giorgio Chinaglia è stato molto più di un campione. È stato il «Braveheart» di una squadra tartassata dalla sorte malevola che un po' alla volta si è portata via molti dei protagonisti di quello scudetto del'74. È stato il simbolo di un riscatto che andava oltre il rettangolo di gioco. Semplicemente, è stato «Long John», il mito. Giorgio Chinaglia è morto in Florida, tradito dal cuore a soli 65 anni. L'annuncio, piangendo, lo ha dato il figlio Anthony. Dal 1983 Long John aveva appeso gli scarpini al chiodo ma la sua vita ha continuato ad essere piena di dribbling, tra annunci, fallimenti e truffe. In Italia, nella sua Roma dove negli anni 70 era un eroe, Giorgio Chinaglia non poteva più tornarci. Dalla primavera del 2006, infatti, era iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di riciclaggio, poi un'ordinanza di custodia cautelare per estorsione ed aggiotaggio nell'inchiesta sulle irregolarità nella scalata alla SS Lazio. Infine, nel luglio 2008, il suo nome è stato accostato al clan dei Casalesi. Per la giustizia italiana era un latitante. Ma l'ex bomber della Lazio, prima di decidere di far parlare di sè anche fuori dal campo, era stato la bandiera dei biancocelesti di Tommaso Maestrelli, quelli dello scudetto del '74. Classico centravanti, forte, potente, impetuoso, entrava in area palla al piede e segnava. Era tanto forte in mezzo al campo, quanto volutamente provocatore fuori. A San Siro, di fronte ai tifosi interisti, rifilò una pedata nel sedere al compagno di squadra D'Amico, reo di non aver rincorso Sandro Mazzola. All'Olimpico, dopo un gol nel derby, andò ad esultare sotto la Sud romanista. Al San Paolo, prima di Napoli-Lazio, salutò il pubblico di casa mostrando le corna. Amato o odiato, senza mezze misure. LA LAZIO DELLO SCUDETTO Chinaglia arrivò nella Capitale a 22 anni, nel 1969. Nato a Carrara, il 24 gennaio 1947, ad appena sei anni, la sua famiglia emigrò in Galles dove aprì un piccolo ristorante. Qui Chinaglia cominciò a giocare a calcio: nello Swansea, poi nel Cardiff, in prima divisione. In Italia, proprio in Toscana, tornò nel 1966, alla Massese in serie C. Poi due stagioni all'Internapoli, sempre in C, fino all'arrivo alla Lazio nel 1969, dove restò fino al 1976. Nel 1971/72 Long John, soprannominato così dai tifosi biancocelesti proprio perché cresciuto in Galles, vinse la classifica cannonieri di serie B con 21 gol e riportò i biancocelesti in A. Proprio come giocatore di B, riuscì a conquistare un posto in Nazionale: esordio e gol in Bulgaria, il 21 giugno del 1972. Nella stagione 1972/73 la Lazio neopromossa sfiorò lo scudetto: assieme a Chinaglia c'erano Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi, Felice Pulici e Vincenzo D'Amico. Nella stagione successiva, lui segnò 24 reti e la Lazio conquistò lo scudetto, alla penultima giornata. Nell'estate '74 arrivarono i mondiali tedeschi: Long John partì titolare ma con il ct Ferruccio Valcareggi non furono tutte rose e fiori. L'allenatore azzurro lo sostituì nel corso di Italia-Haiti e Chinaglia lo mandò a quel paese in mondovisione. Poco dopo finì l'avventura azzurra in Germania e con lei anche quella di Chinaglia in Nazionale che, col nuovo allenatore, Fulvio Bernardini, fu utilizzato poco. In tutto, in azzurro, dal 1972 al 1975, disputò 14 partite e segnò 4reti. Chinaglia concluse, poi, la sua carriera oltreoceano, al Cosmos, club newyorkese dove giocarono anche Pelè e Beckenbauer. L'avventura nel calcio Usa durò sette anni, Chinaglia fu il miglior marcatore della storia della North American Soccer League: in sette anni segnò 193 gol in 213 partite. La sua avventura da dirigente è costellata da fallimenti. Il mito di una generazione subì l'onta della cronaca giudiziaria. Ma questo crepuscolo non ha oscurato la favola di «Long John», una vita per la Lazio. Quella resta immacolata. Indelebile. Struggente. Come solo può esserlo un uomo diventato un grido. Di battaglia. La terra ti sia lieve, grande Giorgio.


fabrizio1983

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aquilachepensa

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La nostra canzone per Giorgio:

I SUOI OCCHI HANNO IL COLORE DELLA LAZIO, LA SUA FORZA LA SCATENA PER LA LAZIO, IL SUO AMORE E' SOLAMENTE PER LA LAZIO, COME NOI E' UN GRAN TIFOSO DELLA LAZIO....LONG JOHN, LALALALALA, LONG JOHN,

NEGLI STADI E' CONTESTATO DALLA GENTE, TUTTO ACCETTA COL SUO SPIRITO PAZIENTE,
LUI SI BATTE E COL SUO TIRO FULMINANTE, FA ZITTIRE L'INVIDIOSO E L'IGNORANTE.....LONG JOHN, LALALALALA, LONG JOHN

Sul pianalino posteriore della mia R4 si ergeva la sua miniatura in plastica, alta circa 40 centimetri (ve la ricordate?) e tutti mi prendevano in giro, ma, per me, era motivo di orgoglio e zittivo tutti gli invidiosi e gli ignoranti (quelli della mia canzone)

Ciao, Giorgio, sarai sempre il mio Guerriero, il Paladino della mia Lazio, che l'ha difesa da tutto e da tutti!

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LuckyLuciano

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Riposa in pace grande Giorgio.....
Mi sembra quasi di aver perso mio padre per la seconda volta....lui, cresciuto nelle giovanili della Lazio, era un centravanti come te, possente, imponente, potente come te, testardo e incazzoso come te, ingenuo e profondamente buono, come te...
Sei stato il mio idolo fin da bambino, la mia prima maglietta da calcio è stata la bellissima maglia celeste con lo scollo bianco a V, il numero 9 cucito sulla schiena e lo scudetto nel petto. Eri il mio gigante buono, la figura che mi aiutava a venir fuori nella mia timidezza di bambino tifoso: "Sì sì, tu sei della Juve, ma Chinaja ce l'avemo solo noi!".....
Ricordo il tuo dito puntato contro di loro nel derby più bello di tutta la mia vita, ricordo i balletti che facevi quando prendevi la palla facendo le finte per spiazzare gli avversari, e faceva così anche mio padre.... e le lacrime quando sei partito e la gioia quando sei tornato, non ti ho mai giudicato, solo difeso, tifato, amato. Come un padre, come mio padre....
Riposa in pace Giorgio, io e tutti noi Laziali ti porteremo sempre nei nostri cuori: grazie per la grande forza interiore che ci hai dato, riposa in pace........
:band9: :band9: :band9: :band9:

khalutz

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Citazione di: porgascogne il 03 Apr 2012, 09:04
piano piano, lentamente, allo sconforto, all'incredulità vado sostituendo la rabbia

una, la rabbia chinagliesca, mi porta ad approcciare alla partita di sabato come a LA PARTITA
andrà giocata e tifata per lui e per dire un sonoro va.f.f.anculo alla serie A, alle concorrenti per la CL, agli scandali
con la stessa sua tigna e magari pure qualche calcio in culo

l'altra, la rabbia porgascognica, deriva da un dato lampante, chiaro, trasparente
ovvero che ora, Chinaglia, ora, da morto, sarà oggetto (e sta già capitando) di una campagna denigratoria da parte di chi lo andò a cercare per ottenere uno "schermo Laziale" sul quale fondare la sua sete di appropriazione indebita della SS.Lazio: ieri (io non ascolto mai le radio laziali), in un impeto di retorica lacrima, ho ascoltato un po' delle ciance che vanno dicendo
mai sono stato così vicino al vomito indotto: per loro fu Chinaglia ad imbrogliarli, fu lui ad avere rapporti loschi coi Casalesi, fu lui a far andare in galera delle persone

mai una lettera, mai una telefonata: sembrava la barzelletta del gorilla che s'incula l'esploratore e poi s'eclissa

ma a gnù iorche mica ce so' ito io, eh
i 500mila euri mica gliel'ho promessi io, pe' veni' qui a di' du' cazzate

sempre ieri, un mio amico romanista, nel ricordare Giorgio con rispetto, ne delineava un paragone fra il morire in latitanza di Craxi e quello di Chinaglia, riconoscendo su Chinaglia un severo giudizio ma un'umana compassione e, ovviamente, una minore responsabilità civile

io ci ho pensato su un po', si forse era una provocazione, ma molte volte, anche qui dentro, abbiamo discusso "sul" Chinaglia
il paragone con Craxi ce lo vedo tutto: tutti buoni a smerdare un cadavere per nascondere le proprie pesanti responsabilità

tutto molto italiano, tutto molto schifoso

tutto molto poco Laziale

di craxi ne riparleremo tra vent'anni, ad oggi mi limiterei a dire che pure mazzini è morto da latitante.

in genere detesto i lutti 2.0 e tutti quelli che ancora postano le canzoni di lucio dalla, per esserci ed essere evento mediatico millesimato.  per non parlare poi della cattolicissima prassi di santificare il caro estinto, la livella che tutto appiana, "suonano le campane, piangono le puttane che è morto un avventor".

ma proprio in questi giorni pensavo che in fondo in questa cattolicissima prassi, oltre ogni ipocrisia, c'è del buono, c'è quel fondo di pietas romana (non greca), quella misura umanissima della nostra limitatissima umanità, c'è del buono appunto e c'è del vero.

non per questo però o non principalmente per questo la morte di giorgio chinaglia mi tocca.  rivedendo le immagini di lui in curva, quell'incredibile piano sequenza, in quell'incedere solenne, che fende la storia, incurante della
pioggia e della mala sorte, c'è qualcosa di regale.  e quando muore un re si inchina ogni bandiera.

V.

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Porga ci sono eventi più forti di qualsiasi editoriale.
nessuno si va a leggere gli editoriali della caduta di berlino, ma le storie che ci stanno dentro.
cosa scrivesse allora scalfari non interessa nessuno.
dammi retta.

la morte di Chinaglia è un fatto potente.
si apre una voragine che crea il desiderio che venga colmata in futuro.
è qualcosa che è arrivato a tutti.
e c'è ancora la cerimonia di stasera, la partita di sabato.

la morte di Chinaglia non può essere ridotta, scansata.
non è un cadere in piedi, "vabbè avemo sculato".
è diverso.

ha scosso energie sopite.
è andata a bussare a gente che se ne stava rintanata.
è successo qualcosa che non è replicabile come invece ricorda sempre Hornby, "la prossima partita, la prossima stagione".
non morirà un altro Chinaglia.

attenzione. perchè è successo qualcosa di veramente importante.
e chi è fatalista o chi la prende larga sta sbagliando parecchio.



Zoppo

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Citazione di: V. il 04 Apr 2012, 02:54
la morte di Chinaglia non può essere ridotta, scansata.
non è un cadere in piedi, "vabbè avemo sculato".
è diverso.

ha scosso energie sopite.
è andata a bussare a gente che se ne stava rintanata.
è successo qualcosa che non è replicabile come invece ricorda sempre Hornby, "la prossima partita, la prossima stagione".
non morirà un altro Chinaglia.

attenzione. perchè è successo qualcosa di veramente importante.
e chi è fatalista o chi la prende larga sta sbagliando parecchio.


E' la stessa sensazione che ho io, in questi giorni...

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GuyMontag

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Citazione di: V. il 04 Apr 2012, 02:54
Porga ci sono eventi più forti di qualsiasi editoriale.
nessuno si va a leggere gli editoriali della caduta di berlino, ma le storie che ci stanno dentro.
cosa scrivesse allora scalfari non interessa nessuno.
dammi retta.

la morte di Chinaglia è un fatto potente.
si apre una voragine che crea il desiderio che venga colmata in futuro.
è qualcosa che è arrivato a tutti.
e c'è ancora la cerimonia di stasera, la partita di sabato.

la morte di Chinaglia non può essere ridotta, scansata.
non è un cadere in piedi, "vabbè avemo sculato".
è diverso.

ha scosso energie sopite.
è andata a bussare a gente che se ne stava rintanata.
è successo qualcosa che non è replicabile come invece ricorda sempre Hornby, "la prossima partita, la prossima stagione".
non morirà un altro Chinaglia.

attenzione. perchè è successo qualcosa di veramente importante.
e chi è fatalista o chi la prende larga sta sbagliando parecchio.

Come hai ragione, V.
No, non è stato un qualcosa che si dimentica in un attimo.
Io sono ancora sconvolto.

Bene o male per un ultracinquantenne come me Giorgione ha accompagnato una bella parte della mia giovinezza.
E quella parte se n'è andata.

Bé io sabato sarò allo stadio, dopo non so quanto tempo.
Glielo devo.
Glielo dobbiamo tutti.

arrigodolso

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Citazione di: blow il 03 Apr 2012, 16:25
Cristian è un Grande, il primo a metterlo sulla pagina di facebook e sul suo sito.
Per me il vero capitano di questa Lazio.

http://www.cristianledesma.com/

arrigodolso

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Citazione di: aquilachepensa il 03 Apr 2012, 23:50
La nostra canzone per Giorgio:

I SUOI OCCHI HANNO IL COLORE DELLA LAZIO, LA SUA FORZA LA SCATENA PER LA LAZIO, IL SUO AMORE E' SOLAMENTE PER LA LAZIO, COME NOI E' UN GRAN TIFOSO DELLA LAZIO....LONG JOHN, LALALALALA, LONG JOHN,

NEGLI STADI E' CONTESTATO DALLA GENTE, TUTTO ACCETTA COL SUO SPIRITO PAZIENTE,
LUI SI BATTE E COL SUO TIRO FULMINANTE, FA ZITTIRE L'INVIDIOSO E L'IGNORANTE.....LONG JOHN, LALALALALA, LONG JOHN

Sul pianalino posteriore della mia R4 si ergeva la sua miniatura in plastica, alta circa 40 centimetri (ve la ricordate?) e tutti mi prendevano in giro, ma, per me, era motivo di orgoglio e zittivo tutti gli invidiosi e gli ignoranti (quelli della mia canzone)

Ciao, Giorgio, sarai sempre il mio Guerriero, il Paladino della mia Lazio, che l'ha difesa da tutto e da tutti!

Sulle note di "Jesael" dei delirium......

FatDanny

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Citazione di: V. il 04 Apr 2012, 02:54
attenzione. perchè è successo qualcosa di veramente importante.
e chi è fatalista o chi la prende larga sta sbagliando parecchio.

Io dico che ce ne accorgeremo sabato. Piacevolmente.

:band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1: :band1:

porgascogne

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Citazione di: V. il 04 Apr 2012, 02:54
Porga ci sono eventi più forti di qualsiasi editoriale.
nessuno si va a leggere gli editoriali della caduta di berlino, ma le storie che ci stanno dentro.
cosa scrivesse allora scalfari non interessa nessuno.
dammi retta.

la morte di Chinaglia è un fatto potente.
si apre una voragine che crea il desiderio che venga colmata in futuro.
è qualcosa che è arrivato a tutti.
e c'è ancora la cerimonia di stasera, la partita di sabato.

la morte di Chinaglia non può essere ridotta, scansata.
non è un cadere in piedi, "vabbè avemo sculato".
è diverso.

ha scosso energie sopite.
è andata a bussare a gente che se ne stava rintanata.
è successo qualcosa che non è replicabile come invece ricorda sempre Hornby, "la prossima partita, la prossima stagione".
non morirà un altro Chinaglia.

attenzione. perchè è successo qualcosa di veramente importante.
e chi è fatalista o chi la prende larga sta sbagliando parecchio.

si, hai ragione
come sempre, anche perché di certe dinamiche ne sai sicuramente più di me

io sono convinto che sabato assisteremo a qualcosa che ci farà dire, un domani, "io c'ero quando abbiamo riabbracciato Giorgio Chinaglia"
e questa agape, forse anche più fraterna di quanto ci aspettiamo, si porrà appena a fianco di quella che viveva chi l'ha visto giocare e chi l'ha riaccolto quel pomeriggio in curva nord

però, perché c'è sempre un però, c'è sempre qualcuno che tende ad utilizzare anche la morte dei re (grazie khalutz) per i suoi osceni fini, e questo, a me, mi fa rodere il qlo a manetta

anche perché sappiamo il perché ed il percome
tutti

e tutti sappiamo che una valutazione sbagliata non può sotterrare una vita di e da Lazio, mentre sappiamo altrettanto bene che non può bastare uno scarico di colpe ad una salma per riabilitare chi non era e non sarà mai di e da Lazio

robylele

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Citazione di: fabrizio1983 il 03 Apr 2012, 21:21
ho visto il video di lovati regà rilassatevi ho espresso una mia idea...non state sempre in trincea, e che palle

sì, ma pure tu rilassati eh? non mi pare ci sia stato solo un freddo comunicato tra l'altro.

forse tu non starai proprio in trincea ma col fuciletto puntato sì.


che poi... ma una società di calcio che dovrebbe scrivere? Grande Long Jhon? Cuore, dolore, amore, fiore, per sempre? E annamo su..


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fabrizio1983

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Citazione di: robylele il 04 Apr 2012, 09:15
sì, ma pure tu rilassati eh? non mi pare ci sia stato solo un freddo comunicato tra l'altro.

forse tu non starai proprio in trincea ma col fuciletto puntato sì.


che poi... ma una società di calcio che dovrebbe scrivere? Grande Long Jhon? Cuore, dolore, amore, fiore, per sempre? E annamo su..
il mio giudizio era relativo al comunicato sul sito...comunque basta polemica avete ragione...andiamo tutti a fare il biglietto e a salutare Giorgio sabato sera...

maumarta

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Citazione di: V. il 04 Apr 2012, 02:54
...

attenzione. perchè è successo qualcosa di veramente importante.
e chi è fatalista o chi la prende larga sta sbagliando parecchio.

Quanto è vero Vupunto!!!

E' successo che Giorgio è tornato, un'altra volta, e stavolta per sempre!

Il piccolo uomo pieno di difetti era già morto con la latitanza, con l'esilio.
Domenica se ne è andato quell'uomo, quel tentativo d'uomo, quel tentativo di presidente, di dirigente, di businnesman.
Andando via lui a noi è tornato l'idolo, l'icona, il trascinatore col 9 sulle spalle.
E' tornata quella sfrontatezza incoscente, quel bambino che giocava alla guerra... e la vinceva... sempre.
Ne ho viste tante di foto, ma in questa c'è lui, c'è quello sguardo da piccola peste che sa di averti fatto incaxxare e ci gode come un pazzo, c'è quella luce incoscente che gli illumina il sorriso ad ogni bottiglietta che lo sfiora, c'è la sfida, la testa alta, il petto in fuori.

Ciao Giorgio, bentornato a casa...


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