Ragazzi, io odio gli spagnoli più di voi perché vivo in mezzo a loro e la spocchia dei riommers in confronto alla loro sembra umiltà francescana, ma non si può ridurre tutto ai sospetti di doping. Ricordiamo anche che quando le nostre squadre trionfavano in Europa legittimi sospetti anche su di esse, mai dimostrati, sono stati sollevati. A me quel che fa più rosicare è che proprio nel momento in cui le squadre spagnole sono più forti (e SONO più forti, tatticamente e a livello di talento dei singoli giocatori, e questo il doping non lo può supplire), TUTTE le squadre di TUTTE le nazioni storicamente forti a livello calcistico (Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Brasile, Argentina) sono ai livelli minimi di sempre. Quando una squadra spagnola di mezza classifica affronta una squadra italiana in lizza per la qualificazione alla Champions League (leggasi Atlético Madrid contro Udinese e Lazio), CI PRENDE A PALLONATE, e non perché si dopano e corrono di più, ma perché sono disposti in campo in maniera sapiente, hanno talento e automatismi che noi ci sogniamo. QUESTO mi fa rosicare: che noi dovremmo stare al loro livello e invece stiamo così indietro, più che il fatto che loro vincano. E poi, contrariamente a loro, non valorizziamo per niente i giovani, le loro "canteras" continuano a sfornare campioni perché hanno una pianificazione seria a partire dai pulcini, tanto è vero che dominano anche le competizioni under 21 e under 19. Questi sono coperti per i prossimi dieci anni e noi continuiamo a pensare a Nesta e Ambrosini (per non parlare di Brocchi e Zauri...). I difettosi hanno imposto a Gigi Enrico la presenza di Titty er bullo (lo so, Gigi Enrico tra gli spagnoli è il più impresentabile - meglio così - ma almeno una mentalità diversa voleva portarla) perché qui il pezzo da museo è idolatrato e il giovane della Primavera lo si guarda dall'alto in basso. Insomma, io rosico più di voi per i loro successi, ma non ci attacchiamo ai sospetti di doping, per favore.