ESCLUSIVA Paolini su Hernanes: "Resta a Roma almeno 5 anni"
Roma è un posto strano in cui vivere il calcio: la piazza (e mai come in questo caso il termine è azzeccato) è impulsiva, funambolica nei giudizi, spaccata in due solo apparentemente dai colori di due squadre diverse ma in realtà unita da una frenesia che impedisce di formulare valutazioni equilibrate, quale che sia l'agente interessato: dal tifoso al giornalista, dal dirigente al calciatore, poco cambia. Il protagonista in questione prende il nome di Hernanes, i cui 20 mesi in maglia biancoceleste sono caratterizzati da un rendimento che pare in simbiosi con l'ambiente che lo circonda: il brasiliano ha alternato prestazioni straordinarie (spesso coincise con partite dal grande peso specifico come i due derby di quest'anno e la vittoria casalinga contro il Milan) a partite in cui è sembrato spaesato e assente dal gioco: non è un caso che su 31 partite stagionali disputate sinora dalla Lazio, sia stato sostituito ben 21 volte, più della metà, il dato più alto tra tutte le squadre della serie A.
E' proprio la continuità di rendimento l'argomento principale su cui la nostra redazione ha voluto discutere in esclusiva con Stefano Paolini, consulente di mercato brasiliano e molto amico del "Profeta": "Indubbiamente non è un periodo particolarmente positivo per lui, inoltre questo infortunio patito ieri complica maggiormente il suo stato di forma. Giova ricordare che al suo arrivo in Italia, il brasiliano ha dovuto fare i conti con un triplice adattamento: prima di tutto fisico, perché mentre i suoi compagni di squadra erano nel pieno della preparazione estiva, lui era stato appena appena eliminato dalla Coppa Libertadores con la sua ex squadra, il San Paolo, arrivando a Roma in quel periodo dell'anno che finora riconosceva come finale di stagione e in Italia invece era l'inizio; poi ancora c'era da abituarsi ad un nuovo tipo di calcio.
"Infine, e qui stava lo scoglio più grande, Hernanes fu subito chiamato da Edy Reja a compiere una metamorfosi radicale del suo gioco: nonostante in Brasile avesse sempre fatto quello che da quelle parti chiamano volante (ed per tradizione ha il numero 5) e che da noi si chiama regista, ovvero il costruttore di gioco davanti la difesa, l'allenatore friulano pensò subito di utilizzarlo da trequartista, sia per sfruttarne la fantasia e la tecnica sopraffina, sia per sopperire alla mancanza di passo e di velocità che in un ruolo delicato come quello che occupava al San Paolo avrebbero potuto minare il suo rendimento".
"Nonostante tutte queste difficoltà, Hernanes è riuscito a segnare 11 gol nel suo primo anno in Italia, eguagliando il record di Nedved come centrocampista biancoceleste più prolifico in campionato, ed ha già raggiunto quota 8 marcature nella stagione in corso, qualcosa vorrà pur dire. E cioè che il brasiliano è un giocatore di straordinaria intelligenza calcistica, non solo tattica in senso stretto, capace di migliorarsi ogni giorni lavorando con costanza e di adattarsi alle esigenze della squadra".
E allora perché un rendimento così altalenante? "Fare il trequartista in Italia ha nella discontinuità la sua patologia principale. Ma ovviamente non è solo questo. Se un Hamsik quando scende in campo ha la certezza di essere attorniato dai soliti compagni, nelle solite posizioni, Hernanes questa fortuna nella Lazio non l'hai mai avuta. Non quest'anno, perlomeno: a causa soprattutto di una serie infinita di infortuni che hanno falcidiato la rosa biancoceleste, Reja ogni settimana ha dovuto fare di necessità virtù". Insomma il Profeta è un giocatore che è riuscito a far innamorare il pubblico laziale ma non ha convincere pienamente i critici della capitale. Le lunghe pause durante le partite e qualche prestazione sotto tono hanno scatenato tante voci di mercato, ma spesso queste chiacchiere non sono così concrete come si voglia far credere. "Posso escludere categoricamente che Hernanes voglia andare via da Roma. Lui si trova benissimo qui, ha intenzione di impare usi e costumi di questa città, per poi tornare un giorno in Brasile, magari dopo la scadenza del suo contratto. Inoltre non mi risulta che la Lazio sia intenzionata a cedere il giocatore". Hernanes dunque resta croce e delizia in casa Lazio, colui che non si è mai scoraggiato e si è sempre messo al servizio della squadra: i tifosi laziali hanno ben impressa nella testa l'immagine del brasiliano che rincorre Borini per difendere il risultato nel derby, come fosse un poster della tenacia del loro giocatore più illustre. Non ha potuto esimersi, però, dall'essere velatamente critico verso un mercato di Gennaio dal quale si aspettava un rinforzo che gli togliesse pressione nelle zone nevralgiche del campo, illuso anche dai chiacchiericci da tribuna Monte Mario del presidente Lotito, che, da buon marinaio, aveva promesso l'acquisto di un centrocampista da 14 milioni di euro. Per Hernanes, dunque, la sfida rimane sempre di livello altissimo, e solo trascinando i biancocelesti verso la qualificazione alla prossima Champions League fugherebbe tutti i dubbi legati al suo rendimento.