Articolo del MESSAGGERO di oggi, venerdì 2 luglio a firma Vincenzo Cerracchio.
Accomodiamoci in poltrona, amici laziali. Perché questa è una farsa. Sportivamente drammatica ma comunque farsa è. Con una serie di grottesche puntate precedenti: la serie B evitata alla penultima giornata, le mirabolanti (e ormai purtroppo stranote) dichiarazioni di Lotito ("Non ho bisogno di vendere per comprare: puntiamo solo al meglio"), la dolorosa perdita di Faraoni, il miglior elemento del deludentissimo vivaio biancoceleste, ridotto a squadrette che le prendono perfino dalle avversarie di quartiere.
Bene: ieri la Lazio si è assicurata i servigi di un altro giocatore di 30 anni - niente di personale, caro Bresciano - a scadenza di contratto, già conosciuto in Italia avendo giocato in B nell'Empoli e in A con Parma e Palermo, cui garantirà tre anni di pre-pensionamento ai costi ridotti che tanto attraggono il presidente.
Curioso che il primo a darne notizia sia stato Zamparini, colui che non gli ha inteso rinnovargli il contratto (in compenso la Lazio lo ha allungato a Makinwa). Assolutamente illogico che in un mondo del calcio che si sta convincendo sulla necessità inderogabile di aprire a giovani italiani, la Lazio continui a reclutare giocatori del passato.
Per giunta assolutamente a casaccio, visto che il ruolo di Bresciano, né mediano, né rifinitore, né esterno, è grosso modo simile a quello di Mauri, di Meghni, dello stesso Matuzalem (con le debite proporzioni): questo sarebbe un salto di qualità? E tutte le priorità che fine fanno? E ancora, tornando a Faraoni, con i 700mila euro a stagione che saranno dati a Bresciano per tre anni, non sarebbe stato meglio ricostruire un settore allo sfascio più totale? O trattenere, appunto, il ragazzo di belle speranze?
Domande che resteranno senza risposta. E obiezioni che ci saranno rinfacciate non appena il nuovo amico Mark segnerà il primo gol decisivo. Ma non è di questioni di puntiglio che purtroppo si tratta: piuttosto di un mercato a mosca cieca che renderà la Lazio un insieme di giocatori presi a caso. Tanti da farne due, di squadre. Da iscrivere a un unico campionato, quello della mediocrità senza futuro.
Un bel calcio tra le gambe in prima mattina. E vai con l'ottimismo !