Citazione di: Tarallo il 07 Mag 2012, 16:54
Il progresso pero' e' netto e PER ME ..
Non è un miglioramento casuale, Diaki ha una grande forza di volontà, si sta comportando da professionista, ha lavorato e sta lavorando tanto sia a livello tecnico che psicologico. I risultati si vedono e sono meritati.
L'avevo già postato qualche pagina fa:
http://www.[...].it/?action=read&idnotizia=24784*
Prolungare subito il contratto in scadenza 2013.
* Visto che mi nasconde il link:
Si sente ormai ripetere spesso che, nel calcio moderno, alla pari del talento e delle qualità tecniche contano le doti atletiche. Anzi, per alcuni addetti ai lavori, queste ultime sembrano essere il biglietto da visita principale per ambire ai grandi traguardi. Chi di potenza fisica ne ha in abbondanza è certamente Modibo Diakité. Per l'eroe dell'ultima partita con il Cagliari, decisa negli ultimi minuti da un suo poderoso stacco di testa, le qualità atletiche non sono mai state un problema. E' proprio per questo che il centrale francese ha deciso quest'estate di fare il percorso inverso: allenarsi come un ragazzo delle giovanili sulle abilità tecniche. Una sorta di ripetizioni estive, dunque, nel periodo in cui la scuola-stagione calcistica è chiusa per le vacanze. Lo rivela alla Gazzetta dello Sport Antonio Antonucci, un tecnico che ha trascorso la sua vita a insegnare calcio a livello giovanile e dilettantistico, con qualche apparizione all'estero (in Romania e in Grecia, come secondo di Beppe Materazzi) e con un diploma al Supercorso di Coverciano, lo stesso frequentato dal tecnico dello Zenit Luciano Spalletti. Antonucci dichiara di essere stato contattato la scorsa estate da Ulisse Savini, agente di Diakité: "Il suo procuratore mi aveva chiesto un preparatore atletico per un lavoro supplementare durante le vacanze. Si è trovato bene, l'anno dopo mi ha chiesto se si poteva lavorare anche sulla tecnica. Gli ho fatto fare gli stessi esercizi di quando allenavo gli Allievi della Reggina". Il possente centrale biancoceleste, quindi si è sottoposto a prove che andassero a migliorare la sensibilità nel tocco di palla, la coordinazione, la scelta del tempo per lo stacco di testa e altri esercizi di questo tipo: "Tutta roba che in Italia si fa nel settore giovanile. Se fosse arrivato alla Lazio a 12-13 anni invece che a 19, magari non avrebbe avuto bisogno di questo lavoro supplementare. Che richiede umiltà e applicazione, qualità che Diaki ha come pochi altri. Veniva ad allenarsi vicino casa mia, al campo del Pro Roma, a campionato finito. Sei giorni su sette, mentre i suoi colleghi stavano al mare". I frutti di questo duro lavoro sono evidentemente venuti fuori, rendendo soddisfatti tanto lo stesso giocatore che il suo agente: "Sono rimasti contenti. Il procuratore mi ha portato qualche altro ragazzo, Diakité mi ha fatto sapere che vorrebbe rifarlo anche la prossima estate. D'altronde uno con quel fisico e quelle capacità neuromuscolari, se migliora a livello tecnico può arrivare davvero lontano. E sulla tecnica si può lavorare anche da adulti: lo sosteneva anche un maestro come Nils Liedholm". Talento e doti tecniche da una parte, predominanza fisica e atletica dall'altra: a quanto pare nel calcio professionistico, ci sono ancora quelle belle favole per cui a contare più di ogni cosa è l'umiltà.