Citazione di: FatDanny il 18 Mag 2012, 10:39
A Roma il calcio si vive così.
Non credo che dall'altra parte (per motivi diversi) siano messi meglio.
E infatti Reja ha fatto un discorso sulla città.
Vogliamo cambiare sta cosa? La vedo molto dura.
Veramente toccherebbe cambià la testa della gente.
Qua, anche per una questione di rivalità cittadina, ne vinci tre di fila e sei un campione, ne perdi tre e c'è la crisi del secolo.
A questo aggiungetece impicci, imbrogli e faide interne e il quadro si compone.
Roma non è Milano. Roma nun c'ha padroni come Moratti, Berlusconi e Agnelli.
Gente che mette in riga città intere.
Roma c'ha i palazzi, i palazzinari, la politica e tutto quello che se portano dietro.
Mille fazioni dagli interessi intrecciati.
Le Radio, le televisioni locali, i giornali sono solo l'espressione del quadro.
hai ragione,ma il discorso di Reja è un tantinello più profondo,perchè analizza anche l'altra parte,quella romanista,e dice che di là "
tutti remano dalla stessa parte",pur nel contesto che tu lucidamente analizzi,soprattutto radiofonico,dove le varie radio si scannano tra loro.
Anche nel contesto di tutte le problematiche che questa città si porta sulle spalle, dunque, si può comunque remare dalla stessa parte.Ma di là:
1) si ha un bacino di utenza maggiore,dunque l'informazione tende a spingere,mentre di quà il tifoso vive questa frustrazione del non essere considerato trasformandola in una virtù:
ecco il tifoso elitario,la curva incaxxata.2)di là si sono
"comprati" comunicazione e capi ultras,dunque ecco l'ipad di luigi enrico,il magnifico bobolo che goliardicamente "pungica" i tifosi rivali,e le bandierone nella parte bassa della curva che veleggiano sempre,anche a fronte di un derby mal
perso.La roma non si discute,perchè si
ama ti
paga.La roma è un business,la Lazio no.
3)anche perchè la Lazio aggiunge a ciò un Presidente che non paga,nè comunicazione nè capi ultras,che non sa esser simpatico,che non scende a compromessi,che spesso non conosce la parola rispetto.Dunque il suo operato viene addomesticato nel bene,e amplificato sino al ridicolo nel male.
Di ieri articolo sul corriere di trigoria di tale dalla palma,della palma,non so chi,che scrive,piu o meno testualmente:"vi diranno che Reja sarà voluto andar via,non credete a questi giochetti,la verità è chiara..."insomma,il cattivo Lotito che caccia l'allenatore e che poggia su di lui le
colpe.La verità è ben altra,Reja ha parlato chiaramente di
ambiente negativo,e ha inserito la critica del
mancato mercato di gennaio non come causa del suo addio,ma come causa compartecipante del mancato obiettivo conseguito.
Ma oggi sul medesimo giornale nessun richiamo in prima pagina di ciò;nell'articolo di tal patania,o patannia,non so chi, l'autore del pezzo si premura di terminare l'articolo con un solenne consiglio alla società,"di guardarsi dentro.."insomma la colpa alla fine è sempre la stessa,il colpevole solo uno.
La colpa,il dolo c'è:oggi la comunicazione o te la "compri",oppure non vai da nessuna parte;alla faccia della deontologia proffessionale.Come la stampa e la comunicazione deforma la realtà,altro esempio tra i mille che si possono fare:i festeggiamenti di Lotito a Salerno;in merito Lotito dichiara,
relativamente agli insulti subiti a proposito della sinergia con la Salernitana,che:"
CitazioneDi quello che dice la gente non me ne frega niente, questa è un'iniziativa che giova ad entrambe le squadre. Non lascerò la Lazio, perché è la mia fede calcistica. Salerno e Lazio non sono interessi contrapposti, sono sinergici.
"
Ma il giorno dopo troviamo scritto che a Lotito non frega nulla dei tifosi della Lazio.
Come ovviare a tutto questo?
una
tifoseria sana costituirebbe valida base di appoggio.
Il nostro "via col vento",che non conosco personalmente e di cui non so assolutamente nulla riguardo la sua vita da ultras,
temo sia stato messo da parte;ma lui ci ha dimostrato nel suo breve regno che si può anche essere contro un Presidente ma nel contempo guidare una curva nello stadio in maniera sana:tifo per la squadra,collette per le coreografie,un
esempio di stile e coerenza nel proporre la propria fede calcistica.Quella curva,durata pochi mesi,non c'è più,per questo motivo ho espresso i su scritti timori.
Oggi abbiamo il ritorno della
vecchia curva,la vecchia curva con i suoi rancori,la sua voglia di vendetta;
la vecchia curva che ci racconta è stata usata,ma non ci dice mai per quale motivo ritiene sia stata usata,cosa ha chiesto in cambio e non le è stato dato.
Tutto ciò costituirà un
grosso problema per la Lazio.Non per Lotito,a cui di questa gente non cale nulla,ma per la
Lazio: che pagherà multe salate per petardi e cori razzistici e riceverà danni di immagine molto ingenti.
Questi
capipopolo,che riescono a
guidare l'informazione locale con maestria e intelligenza,hanno in pochissimo tempo ripreso il controllo delle menti non proprio brillanti di chi popola la curva,e della comunicazione locale a cui basta una telefonatina:"ah bello,si riparte,guerra all'untore,senza tregua,succeda quel che succeda".
Succeda quel che succeda,vecchie intercettazioni,parole e suoni che ci riecheggiano nella mente,a noi che amiamo la Lazio.
Succeda quel che succeda.
Anche che la Lazio ci vada pesantemente di mezzo;
succeda quel che succeda.