Complimenti al mister boemo per aver portato il Pescara in serie A.
Ma non apro questo topic per motivi sportivi, o almeno non solo. Confesso che oltre ad avere dei dubbi sulle reali capacità di Zeman di allenare una grande squadra, perché certe partite sono diverse dalle altre e giocare insistentemente allo stesso modo è una forma di intransigenza che poco si abbina al calcio che conta.
Non esiste controprova, ma il Chelsea in mano a Zeman ne avrebbe presi 4 dal Bayern e altrettanti dal Barca.
Il motivo del topic è un altro: la 'romanisticità' del personaggio Zeman.
Una sintesi storica:
Il boemo allena la Lazio per due anni e mezzo incantando le platee, con partite luna-park, strapazzando Fiorentina, Milan, Juve etc. Una Lazio che quando girava era praticamente imbattibile, un meccanismo perfetto. Dall'altra parte del Tevere è una continua aggressione e presa per i fondelli sul fatto che il gioco sia troppo dispendioso; Mazzone dopo il famoso 3-0 e la corsa contro la curva, la prima cosa che disse ai microfoni fu: "sembrava che qualcuno avesse inventato un calcio nuovo", detto con polemica, veleno, rosicamento. Insomma da romanista.
Dopo due anni e mezzo, malgrado la celebre petizione e l'affetto mostruoso nei confronti del mister da parte dei tifosi biancocelesti. Zdenek viene esonerato.
Circa tre mesi più tardi, con un colpo di teatro, il paladino della giustizia giusta, Franco Sensi, annuncia l'ingaggio di Zeman.
Ancora mi ricordo il titolo a 12 colonne sul corriere di trigoria, credo addirittura più grande di quando i difettosi ricoperti di sterco vinsero il loro scudetto.
Come per magia, Zeman diventa, per tutti quelli che lo odiavano, una specie di Re Mida della dialettica, un guru del calcio, un maestro della tattica terzo dan. Il popolo giallozozzo si innamora di lui. E da allora, Zeman, che con la Riomma fece due anni buoni ma mai al livello della sua Lazio, è diventato un idolo per quelli di là, se ne sono impossessati, gli hanno costruito una nicchia all'interno della loro breve, risibile, futile e puzzolente storia.
Non nascondo che ancora provo rancore nei suoi confronti. E che la cosa dia enormemente fastidio.
Passare alla riomma (con la scusa: beh qualcuno dovevo pur allenare) costituì un'offesa a chi lo aveva amato.
Non so voi, ma se io allenassi il Genoa e ricevessi tutto l'affetto che noi laziali regalammo a Zeman, mai e poi mai passerei alla Sampdoria.
Ed è questo uno dei motivi che rende Zeman un uomo di poco spessore, narcisista, egocentrico e presuntuoso come pochi altri.
Da allora, il nome di Zeman è indissolubilmente legato alla riomma. Alla Lazio è come se non ci fosse mai stato.
Un po' come è successo a Nedved.
Io a Praga ci sono stato, ma non mi sembrava che rimpolpassero lo stufato con gli allucinogeni e non ho mai smesso di dimostrare la mia gratitudine a chi se la merita.
Nedved e Zeman, no. Uno è nell'olimpo della storia juventina, l'altro è nello sgabuzzino della storia riommica.
In pratica se ne sono appropriati, sulla falsariga di quello che hanno fatto con la città, la lupa, il circo massimo e le saracinesche dipinte.
Un altro esempio di una potenza mediatica senza pari, se ci pensiamo bene.
Stasera, dopo la promozione del pescara, la storia si ripete. I complimenti di Titty non potevano mancare. Vado su Facebook e la maggior parte dei tifosi dell'A.S. Coprofagi che si sbizzarrisce in lodi sperticate chiamandolo "unico maestro" e cose del genere.
Come mai?
Cosa ha dato la riomma a lui che noi non gli abbiamo dato?
Non che poi me ne freghi più di tanto, per me rimane un fucking asshole privo di gratitudine e presuntuoso, narcisista e finto saggio che nasconde le sue banalità dietro una nuvola di fumo e pause fonetiche calcolate.
Come Nedved c'ha ancora la valigia di cartone sotto al letto e si è accasato dove hanno trovato il bagno con le piastrelle più lucide e qualche rotolo di carta igienica in più.
Ma apro questo topic perché credo che sia una storia cruciale per capire come l'ambiente giallorosico si muova, e comprendere quali mezzi usi per impossessarsi di un personaggio pubblico.
Oltre al dimostrare quanto l'invidia se li portasse via quando Zemanlandia aveva i colori biancocelesti.
Inoltre, e qui allargo il mio discorso, credo che Zeman, involontariamente, abbia causato una marea di danni culturali. Da quando la sua leggenda si è diffusa, eserciti di intransigenti incalliti, vogliono spiegare il gioco del calcio prendendo come esempio solo e soltanto lui.
Zeman gioca bene, Zeman è il calcio e tutto il resto è noia, complotti, calcio politicante, tempo sprecato, arbitri compiacenti, partite rubate.
Solo lui è diventato intoccabile.
Penso a tutti quelli che sono usciti dal piccolo gruppo di Plastiko e che ora sono stati sguinzagliati a fare danni in parecchie redazioni, assolutamente privi di senso della realtà, che mettono Zeman davanti ad ogni discussione relativa al calcio. Ma non sono i soli.
Perchè?
Questo contagio del mito è cominciato dopo i suoi anni alla riomma. Prima era, sì, considerato un allenatore originale, dagli schemi offensivi micidiali, ma ogni giudizio che lo riguardasse era accompagnato da
puntualizzazioni negative. Che per quel che mi riguarda sono ancora valide.
Pubblicità? propaganda? realtà parallela?
Chiudo domandandomi: ma come mai nessuna grande squadra europea ha mai ingaggiato Zeman?
Come mai non si sottolineano i suoi fallimenti al Fenehrbace, ma anche al Napoli o ad Avellino?
Io credo che la fortuna di Zeman sia tutta in quegli anni passati a Trigoria. Lì si è costruito il personaggio ed è forse questo il motivo per cui lui si sente riomanista e della Lazio non gliene frega più una ceppa.
Come Nedved. Ma almeno quest'ultimo qualcosa con la JUve l'ha vinta.