Parla Kaladze:
AGGIORNAMENTO ORE 21. 49 - Kakhaber Kaladze, difensore del Genoa, ad un'intervista rilasciata al quotidiano online il Vostro, si è difeso dalle accuse di un suo presunto coinvolgimento nello scandalo del calcioscommesse. «Sono una persona pulita, non ho mai giocato neanche una schedina in vita mia, e venti anni di carriera sono a testimoniarlo». Sempre nell'intervista, il giocatore georgiano spiega di aver avuto con Altic «solo rapporti occasionali». A presentarglielo «Fu Sculli. Me lo presentò come Sergio, ad una cena della squadra. Me lo ha presentato come suo amico. In tutta la mia vita lo avrò visto cinque-sei volte, sempre a cene di gruppo con altra gente. Salvo una volta quando Sculli mi chiese il favore di accompagnarlo alla presentazione di una squadra di calcio a Serravalle». Per quanto riguarda le «porte» menzionate nell'ordinanza, il difensore continua: «Questa cosa delle porte mi ha fatto sorridere. Perché si trattava davvero di porte! In quel periodo stavo seguendo un progetto di ristrutturazione di un albergo a Kobulety (località turistica sul Mar Nero, ndr). Presi contatto sia con fornitori italiani, sia con architetti georgiani che mi proposero diversi progetti. Probabilmente Sergio, come si faceva chiamare, seppe questa cosa e mi chiese se ero interessato ad acquistare porte e piastrelle. All'inizio gli dissi di si, ma poi mi resi conto che mi sembrava tutto gestito piuttosto approssimativamente, non riuscivo ad avere né quantitativi disponibili, né misure e prezzi precisi e quindi tagliai il discorso». «Ho assoluta fiducia nella giustizia – prosegue Kaladze - e ho apprezzato le parole del pm che nella conferenza stampa ha voluto differenziare la mia posizione rispetto ad altre. Credo che di fronte a quello che Š successo sia giusto che abbiano voluto approfondire ogni aspetto. Proprio per questo ho chiesto immediatamente, tramite i miei difensori, di essere interrogato per chiarire la mia totale estraneità alla vicenda».