Forse non tutti mi hanno letto ieri: sono nato in italia da una famiglia di immigrati croati.
Sono nato qui e sono cresciuto qui a pane e calcio, perché mio padre ama il calcio e mi ha "iniziato" alla Lazio, dicendomi: noi immigrati in Italia siamo una minoranza e quindi a Roma stiamo con la minoranza, che è la più genuina come noi.
Detto questo, l'Italia e la cultura italiane sono cose che sento "mie" non meno della Croazia.
Però una critica ve/ce la devo fare: tutti a invocare il "nuovo", il "diverso", quello "sganciato dai poteri" forti. Non solo nel calcio, ma sopratutto in politica. Tutti a dire: facce nuove, resettiamo tutto, ci vogliono persone non compromesse col passato e coi "soliti", ecc. ecc.
Poi quando arriva Grillo e i suoi diventano sindaci, tutti a lamentarsi: ma chi sono? chi li conosce? non hanno esperienza, ecc. ecc.
Arriva Petkovic' e il leit-motiv e' lo stesso: ma chi e'? qual'e' il CV? non ha esperienza, ecc. ecc.
Insomma... mai contenti

E cmq, da una parta all'altra dell'adriatico la parola d'ordine e' la stessa: