«Sì, Petkovic è uno che va subito dritto al cuore dei problemi. E che fa giocare le sue squadre in una maniera molto spettacolare». Sono le parole di Simone Boldini, ex giocatore del Milan che ha adesso fa l'allenatore, e che lavorando in Svizzera nel Lugano in passato, ha avuto l'occasione di conoscere da vicino il nuovo allenatore della Lazio. Ecco come l'ha descritto in un'intervista a cura di Stefano Cieri riportata sulla Gazzetta dello Sport di oggi.
Allora, Boldini, la Lazio ha fatto o no un buon affare nel puntare su Petkovic?
«Questo lo potrà dire solo il campo. Certo, il club romano ha avuto un bel coraggio nel puntare su un allenatore così poco conosciuto. Ma quello che posso dire è che Petko non è certamente uno sprovveduto. Tutt'altro».
Che allenatore é? E' davvero un tipo alla Zeman?
«Ama il gioco offensivo come il neo allenatore della Roma, ma è meno offensivista rispetto a lui. Io lo accosterei più a Gasperini. Non a caso il suo modulo di riferimento è il 3-4-3».
Gioco d'attacco e pugno duro nello spogliatoio, giusto?
«E' sicuramente uno che non si fa mettere i piedi sopra. Anche se da tanti anni vive in Svizzera è comunque di cultura slava: non ama i compromessi».
Nel calcio svizzero ne parlano tutti bene.
«Ha fatto bene con il Bellinzona nella loro serie B e poi con lo Young Boys con cui ha sfiorato lo scudetto per due anni. Due squadre che facevano risultato e che giocavano anche un calcio piacevole».
E le ne sa qualcosa...
«Ci siano affrontati una sola volta, nella stagione 2007-08 in un Bellinzona-Lugano. Finì 3-0 per lui, il suo Bellinzona giocò davvero bene. Ma eravamo a fine stagione e loro erano in corsa per la promozione in A che poi ottennero. Il mio Lugano era invece a metà classifica e non aveva più nulla da chiedere al campionato».
Quale consiglio si sentirebbe di dargli in questa avventura romana?
«Di rimanere se stesso, senza inseguire chissà cosa. Non sarà facile affermarsi nel campionato italiano, ma Petkovic è uno che la spalle larghe: ce la può fare».
da
lalaziosiamonoi.it