So che il titolo è molto ambizioso, però non me ne veniva uno migliore per sottoporvi una riflessione.
Il calcio italiano è in una fase paurosamente recessiva. Qualche anno fa venivano a giocare in Italia, comprati dall'estero a cifre inarrivabili o quasi per le concorrenti europee i vari Ronaldo, Ibrahimovic, Trezeguet, Henry, Vieri, etc. L'Italia era la naturale meta di arrivo per chiunque volesse confrontarsi nel campionato con i migliori giocatori e allenatori, e i mecenati abbondavano in numero e investimenti fatti.
Oggi, in un'ondata di riflusso causata dal difficile momento economico che stiamo vivendo, avviene l'esatto contrario, e i migliori se ne vanno dalla serie A, ridotta ad essere il quarto/quinto campionato europeo. Le grandi non investono più, tanto che vengono spacciati per grandi colpi, capaci di proiettare una squadra verso la conquista già quasi certa di un campionato, gli acquisti di giocatori come Isla o Asamoah, che 10-15 anni orsono avrebbero faticato ad essere titolari in un Parma o una Fiorentina.
Il Milan, fiore all'occhiello dell'impero Berlusconi, non può più comprare senza vendere ed è costretto ad abbassare precipitosamente un monte ingaggi troppo alto per gli investimenti attuali.
L'Inter ha già imboccato questa strada dal 2010, e non può o non vuole più sapere di spendere cifre superiori ai 15/20M per comprare il campione di sorta (cifra che un tempo Moratti avrebbe speso anche solo per sfizio).
La Juventus può ancora permettersi di investire, favorita da un tetto ingaggi ancora piuttosto basso, ma anch'essa arriverà ad un punto oltre il quale non potrà andare.
Voi come vedete la Lazio nei prossimi 5/10 anni, posto che la situazione (a meno di un nuovo miracolo italiano) difficilmente cambierà? Pensate che se ne potrebbe trarre giovamento?
Io credo che, basandosi su un certo tipo di strategia, si possa puntare ad ambire a rimanere per tanti anni ai vertici, ossia nei primi 3/5 posti (cercando ogni anno l'ingresso in CL).
Questa strategia dovrebbe essere quella di puntare su giocatori stranieri poco conosciuti (stile Lulic), parametri 0 con ancora voglia di dare (Klose e speriamo Ederson) e sul nostro vivaio, cercando di limitare al massimo gli esborsi per gli acquisti e concentrandoli per tenere un tetto ingaggi di un certo livello. Quando ciò non dovesse più rivelarsi possibile, vendere 1 pezzo pregiato rigorosamente sul mercato straniero per non rinforzare le concorrenti. Con questa gestione economica e le possibili entrate derivanti dall'ingresso in Europa, credo che potremmo ambire a trarre vantaggio dal mutato panorama calcistico nazionale.
Un panorama dove i soldi conteranno sempre di meno, per nostra fortuna, e dove invece con la sola competenza e lungimiranza si possano raggiungere traguardi e soddisfazioni che fino a ieri ci erano precluse.