Figli dei fiori, dei vivai. Giovani vagabondi, in cerca di gloria o di una semplice chance. C'è un'altra Lazio in giro per l'Italia, che rischia di tornare alla base o, peggio, di smarrirsi sulla via di casa. Chi s'è consacrato, chi ha fallito, chi è stato travolto da una sorte avversa. Braccia aperte o porte scaraventate in faccia, il calcio è crudele. Magico o semplicemente logico: è bastato riavvicinarlo alla porta, Lorenzo Cinque è tornato a sbranarla da bomber vero. Aveva vissuto mesi difficili al Mantova quando mister Frutti lo sviliva sulla fascia. Tante panchine, poi la resurrezione davanti a quella rete. Il destino nel suo cognome: cinque gol in quattro partite, trascinato il Mantova alla salvezza in Seconda Divisione. Otto centri complessivi in 31 match, niente male per un classe '91 catapultato nel calcio professionistico
dalla cantera biancoceleste. Ora Lollo sogna il salto in Prima Divisione.
L'EX COLONIA PERGOCREMA - Piroette e guizzi di prestigio al Voltini, aveva stregato le folle l'esterno Manuel Ricci – nel 2010-11 al Monza - in 6 mesi al Pergocrema, la società di Briganti, l'amico di Lotito che aveva abbracciato a settembre mezza Primavera della Lazio. Magnanimamente si sarebbe accollato pure la "zavorra" Makinwa, se solo il nigeriano non avesse declinato l'invito. Roba da matti. A gennaio però è rimasto solo il centrocampista Adeleke: buona stagione, esordio con 17 presenze e 3 gol. In molti hanno però abbandonato Crema dopo Natale: non s'è fatto certo un regalo Ricci, accasatosi appunto all'Avellino insieme al mediano Giuseppe Capua. Minutaggi compressi per entrambi in Campania, stagione praticamente passata a scaldarsi per il maestoso centravanti Di Mario, persino negli ultimi sei mesi ad Aprilia. Ha lasciato Gubbio a gennaio - 13 gare, 2 gol - pure Ettore Mendicino, non ha mica ballato la pizzica in Lega Pro: a digiuno a Taranto, poca fame.
I TALENTI BIANCOCELESTI - Voleva mangiarsi il mondo, sfondare una volta per tutte il talento Ceccarelli, s'è scontrato con gli acciacchi di Castellammare: mezza stagione balorda alla Juve Stavia, l'odore dell'erba annusato appena una manciata di minuti. La Fortuna ha continuato poi a tormentare Antonio Cinelli: ai box cinque mesi, frattura del metatarso al Sassuolo, da anni non riesce a dimostrare chi è. Il centrocampista dell''89 è ripartito da Pavia, ha sfogato fra i pali tutta la sua rabbia nell'unico centro stagionale. Aveva disputato un'annata da urlo al Lumezzane, prometteva fuochi d'artificio già a Formello. Dove puntavano, per il futuro, sulle geometrie "ledesmiane" di Riccardo Perpetuini. Stavolta il playmaker - dopo l'operazione al crociato - ha provato a godersi Foggia. E' tornato a metà ottobre e c'è riuscito: 20 volte ha urlato "presente". Sei comparse al Bari per Luis Pedro Cavanda: per il terzino sinistro passare, in un mese, dall'Europa League alla B è stato forse un trauma, ma ora vorrebbe restare per continuare a pedalare sulla fascia e farsi ancora le ossa.
UNA NUOVA CASA A SALERNO - L'ex capitano della Primavera biancoceleste, Alessio Luciani, è diventato un punto fermo del Lumezzane. Non ha saltato praticamente un appuntamento al centro della difesa, sempre in campo col compagno laziale Federico Sevieri: «Meriterebbero una chance in Serie B» , bisbigliano dalle parti di Brescia. Chissà che il treno non passi pure per loro. Lo afferrerebbero al volo, senza pensarci un attimo. Entrambi sono in comproprietà con il club lombardo da due anni (non potrà quindi essere rinnovata), Alessandro Tuia - incassati 200mila euro - col Foligno. Le compartecipazioni andranno risolte entro il 22 giugno alle 19. Il futuro si decide adesso, il ds Tare dovrà trottare: da sfoltire una rosa di oltre 50 giocatori. E ci saranno tanti nomi nuovi in cerca di sistemazione. Il nuovo Salerno di Lotito - dove il portiere Iannarilli farà da Cicerone - si presenta già come una casa accogliente. Attendono un cenno tutti i Primavera a fine ciclo: da Barreto - scotto di 2,7 milioni per quel Martinez mai visto a Formello - al portiere Berardi (piacciono a Varese e Gubbio), passando per Crescenzi e Zampa (seguiti dal Perugia), sino a Onazi, già adocchiato da Petkovic. Il "Dottore" vuole investire sui giovani di belle speranze, sul loro veleno. Forse non è un più una Lazio solo per "vecchi".
Il Corriere dello Sport
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