Ha ragione Baldrick, non è questione di tifare o meno, per carità.
Per me il tifo è una cosa seria, non esiste il tifo a gettone, o fai il tifo oppure no. Altrimenti lo chiami in un altro modo. Giuseppe, Orietta, ma non tifo. Il tifo è 24/7, non dipende dai personaggi, non dipende da nulla. E' irrazionale e totalizzante. Che stracazzo vuoi che me ne freghi di petrucci abete e compagnia danzante? L'Italia c'era prima e ci sarà anche dopo. E' anche l'Italia di Vittorio Pozzo e di Silvio Piola, se vogliamo. Ma poi a me chemmefrega? Mica voglio convincere nessuno, tantomeno simpatizzanti o antipatizzanti.
Mi dispiace solo per loro. Perché lo sa bene chi tifa, quando vinci quali sono le sensazioni che provi. Simpatizzanti o antipatizzanti, finita la partita stanno già pensando ad altro. Io sono andato da mio padre, che mi ha attaccato oltre al tifo per la Lazio anche quello per la Nazionale. Ottantasette anni, sai le pernacchie che avrebbe fatto... Finita la partita, sono tornato da Fregene a Roma. Mia moglie ciarlava allegra, ma manco la sentivo. Mi rivedevo in loop il film dei gol, non del rigore perché i rigori non li vedo mai, e così mi sono svegliato stamattina.
Tanti simpatizzanti che sono usciti per strada, dopo l'effimera sbornia, oggi pensavano ad altro. Idem per gli antipatizzanti, dopo l'effimero rosicamento.
Ma noi pochi, noi che tifiamo davvero, a noi non c'è passata. Mi immagino stamattina svennis dai suoi lidi finnici, colla bandiera fuori dal balcone (a prop, ma li vai a vedere gli europei di atletica?), o Bianchina... Se avessimo perso – rovescio della medaglia – oggi starei abbastanza sotto un tram, ripensando ad occasioni mancate, magari inveendo tra di me contro l'arbitro o la sfiga. Più o meno come faccio con la Lazio.
Poi il calcio è un gioco, ci sta tutto e – come dice fatdanny - non carichiamolo di significati che non ha. Però le emozioni, quegli istanti in cui la rete si gonfia e ti zompa il cuore, quelle non sono un gioco. Se non le provate, problemi vostri. Rispettate me che le provo. Non le rispettate? Sempre problemi vostri.
OT non c'entra niente, non è giustificazione al tifo per la Nazionale. Tra i miei migliori amici, gente che conosco da quasi quarant'anni, gente bella, annovero uno juventino, due laziali e due romanisti. E' un'amicizia solida, inossidabile, nonostante il caso abbia portato alcuni di loro chi negli States, chi in Galles. E tutti e sei abbiamo, oltre all'amicizia, un legame forte, fortissimo: l'amore per la Nazionale. Ogni volta che ci riuniamo insieme è un'occasione di prenderci ovviamente per il qulo a causa del tifo di squadra, poi parte l'Almanacco Panini e si rievoca. Il background comune è fatto di un Italia-Austria del 1970, ma ancora prima di un Italia-Galles 4-1 di manco mi ricordo quando, e del roscio che la sera di Italia-Germania del 1982 diede buca a una svedese che aveva rimorchiato perché c'era la finale... Me lo ricordo come fosse adesso, lei che non capiva, e lui che le spiegava: stasera no trip for cats, there is the Final. Maybe tomorrow, tonight (e il roscio era ed è tuttora romanista fracico) try with those who support Brazil because of Falcao...
E la sera, finita la partita, presi il treno per andare a Torino perché il giorno dopo suonavano i Rolling Stones (quel concerto introdotto da Gentile e presentato da Mick Jagger con la maglia di Paolo Rossi). E ad ogni stazione sentivo botti, fuochi d'artificio e clackson a gogo. E mia moglie ciarlava allegra, mentre io non la vedevo e non la sentivo. Sentivo solo l'urlo di Tardelli, vedevo la pipa di Bearzot, i gesti di Pertini. Come ieri, più o meno. E gli avversari erano gli stessi. /OT