Di Martino è occupatissimo a lavorare sull'inchiesta :
Molto si è detto sulle motivazioni aggiuntive che hanno spinto l'Italia a raggiungere un'insperata (alla vigilia) finale di campionato europeo. Tra queste certamente in primo piano c'è stata la molla di dimostrare che il calcio italiano non è solo il marcio che è emerso da Scommessopoli (e che ha sfiorato anche alcuni elementi della rosa di Prandelli).
Una chiave di lettura cui tuttavia si ribella proprio il Pubblico Ministero di Cremona, Roberto Di Martino, che ha dato il via all'intera inchiesta: "Io a queste cose credo poco perché quando uno gioca, si libera la mente. La concentrazione in certe competizioni è tale che non hai in testa altro. A questa inchiesta qualcuno avrà pensato il primo giorno, ma la nostra operazione non credo abbia influito nel bene o nel male sui risultati dell'Italia. Se siamo arrivati in finale è perché siamo i migliori e la nostra squadra ha qualità...".
Sulle pagine del 'Corriere dello Sport', si legge poi anche l'elogio da parte del magistrato di quel Gigi Buffon che era finito anche lui nell'occhio del ciclone per alcuni presunti versamenti milionari a scopo di scommesse, nonchè per la battuta sui "due feriti meglio di un morto" a proposito dei pareggi 'di comodo'.
"Buffon è il miglior portiere del mondo - spiega Di Martino - ma non l'ho scoperto in questi Europei perché lo sapevo già da tempo. E' stato decisivo anche contro la Germania e senza di lui non saremmo arrivati in finale. E' un plus: noi ce lo abbiamo e gli altri no...".