Siamo diversi?

Aperto da GuyMontag, 15 Lug 2012, 19:32

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GuyMontag

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Scrivo poco, pochissimo, ma leggo molto. Non solo qui, ma anche su altri forum, e non solo nostri.
Dopo un po', viene spontanea una domanda.
Siamo diversi oppore no?
Ognuno ambisce ad essere diverso, non dico migliore perché è scontato, rispetto agli altri tifosi.
Fin da piccolo ho sempre considerato il laziale come altro.

Grazie al nome, non abbiamo una obbligatoria identificazione con la città. Grazie a loro, che invece hanno questa identificazione, ci possiamo permettere di avere legami altri. Laddove loro cercano le proprie radici in un abborracciato misciotto fatto di lupe, di impero, di gladiatori e legioni, senza sapere di cosa parlano, albertisordi e barcaroli, testaccio e fororomano, senza sapere quando sono nati ma in fondo che importa, gli unicieredi fanno riferimento al 753 a.c. Altro che cento anni da compiere, altro che Civitavecchia (1920) e Viterbese (1909) che sono nate prima, loro hanno 2.765 anni! In un certo senso sono fortunati. Senza tradizioni, se non quella imbarazzante dovuta alla loro nascita, si appropriano a man bassa di quelle altrui...
Noi no. Noi la tradizione l'abbiamo. Bella, solida, secolare, storie di calcio e di sport da raccontare, non bori borini e borrielli, non codini e magliette purgatrici e purgate, ma bersaglieri, podisti, sapore di cuoio ed olio canforato, di giocatori che smettevano piuttosto che andare a giocare altrove, storie forti, di eroi ma anche di tradimenti, di cadute e risalite, di emozioni irripetibili e di tragedie angosciose. Non abbiamo bisogno di cercare le nostre origini altrove. A me il fatto che abbiamo portato il calcio a Roma non mi fa né caldo né freddo. Non tifo per la Lazio perché è di Roma. A Roma, la Lazio, c'è solo la Lazio. Non è così, come le maglie bagnate di sangue e di sudore mi sembra pura e banale retorica da cioccolatini.
La nostra condizione minoritaria, dal punto di vista meramente numerico, l'ho sempre rivoltata a nostro favore. Per essere laziale non devi essere un tifoso qualsiasi. In una città invasa dalla marmaglia brucoide, essere laziale per me ha significato essere diverso. Essere, per l'appunto, altro. Non aver bisogno dell'adulazione dall'esterno, non necessitare di una stampa ruffiana, non essere, in definitiva, un cliente cui vendere un prodotto. Laziale è una scelta, che presuppone indipendenza di spirito, non necessità gregarie. Laziale lo puoi essere da solo, romanista solo se in gruppo.

Di conseguenza mi sono costruito l'immagine del tifoso laziale. Individualista, alle volte troppo, insensibile alle sirene dell'adulazione, addirittura infastidito e sospettoso quando si parla bene di noi. Conoscitore delle proprie tradizioni, su cui basa la propria idea di sport. Talvolta fatalista, sa per esperienza che dietro ad ogni eroe si può celare un inganno terribile, sa che dopo ogni vittoria un dramma è dietro l'angolo. Ma questo gli dà solo maggior forza. Conoscere il proprio passato per apprezzare il presente e proiettarsi nel futuro. Il laziale non è gregario, diffida delle parole d'ordine, non ha necessità di esibire i propri simboli né la propria lazialità. Si basta. Si ritrae orripilato dal bruco e dai personaggi che cercano una penosa captatio benevolentiae esibendo la propria giallozozzità in contesti non appropriati. Diffida dello sceicco, vorrebbe vincere con le proprie forze invece che con quelle di banche o mecenati. E' tifoso e non simpatizzante, non riempie gli stadi quando le cose vanno bene per svanire come neve al sole al primo stormir di fronde. Non è un magnifico bobolo.

Bene, questa è la teoria. Ma quanto è suffragata dai fatti? Anno 2012. Un pischello laziale è diverso da un pischello romanista? Ieri ero sulla Circonvallazione Gianicolense, cinquantino con due a bordo, lui canotta e tatuaggi, lei bora che metà basta. Al semaforo mi affianco, vedo i caschi. Forza nuova, il nostro onore, curva nord, celtica, banda de noantri. Un caso, ma da lontano erano irriconoscibili. Con un po' di supponenza snob avevo pensato: vedi, i classici giallozozzi. Giri per Roma, ne vedi. Uguali, solo con la divisa di un altro colore, come diceva De André. Uguali allo stadio, nei cori, negli atteggiamenti, nella rabbia, nell'intolleranza, nei simboli, uguali per strada, uguali nelle radio, uguali su internet. Stesse parole d'ordine, stessi slogan, puntini da riempire con una squadra a scelta. Da Busto Arsizio a Crotone, da Ascoli ad Empoli. Tifosi-fotocopia. Ci lamentiamo della scarsa attenzione dei media, ma perché dovrebbero, cosa abbiamo più degli altri, se non essere di meno?

Da qui la domanda. Essere laziali è un valore aggiunto? Il laziale è diverso, sia nello sport che nella vita, oppure è solo una mia idea balzana e romantica? Il buon V. afferma che dobbiamo passare oltre i meno 9, che fatica a spiegare chi è Chinaglia, figuriamoci Piola. E magari ha anche ragione... ma allora che ci resta, se ci togli quello che è stata la Lazio... La Lazio è una polisportiva, tra le più grandi d'Europa, ma chi lo sa? Che significato ha essere laziali oggi? Insomma, il laziale esiste ancora oppure è un tifoso qualsiasi cui - come nel subbuteo - è disegnata una maglia biancoceleste?

PS questo forum è un'isola felice. Un luogo dello spirito, dove l'iscritto sa chi era il Generale Vaccaro, Puccinelli, è stato agli spareggi se l'età glielo permetteva, era a Parigi, Birmingham e Monaco se il portafogli lo permetteva, magari non ha potuto presenziare alla festa dello scudetto perché era pieno di simpatizzanti. Altra razza, altra tempra. Qui sappiamo come combatterli, aprono bocca e li facciamo a fette. Qui la Lazio E' diversa. Ma fuori da qua è buio...

V.

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allo stesso incrocio ieri stavo mandando a fanculo uno poi c'ho pensato e gli ho urlato "noiciavemolapolisportivaaaaaa!".
vedessi che paura.

stamo a morì de parole in attesa del 26 agosto.
sempre meglio che l'attesa del viene non viene anelka.
ve lo ricordate? brividi.

Aqua Caliente

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purtroppo e' vero! pero' ci siamo noi. quelli che devono, hanno l'obbligo, d parlare a tutti e tramandarlo  il nostro stile.sempre.
due aneddoti.
ieri ero al mare ad Ostia con mia moglie edi miei figli.....erano le 6 e stavo per andare, quando accanto a noi
una ragazza ( tra i 15 ed i 18 anni) fa ad un suo parieta' ( in mezzo ad un gruppetto mezzo coatto): di k squadra sei. la risposta: della Lazio. lei: tu sei un grande.
Mi sono girato ed ho visto lei e lui: beh la differenza tra noi e loro si vede ad occhio nudo ( nn ve la dico perche' avete capito).
Oggi parco leonardo ( fiumicino per chi nn lo sapesse )
... a fare spese.. io sono uscito con la mia bella maglia bianca (della puma ) con scritto SS LAZio in verticale e 900 in orizzontale e lo stemma sulla mezza manica di dx.
negozio di abbigliamento incrocio tre energumeni con makkie distintive inequivocabili, k mi adokkiano ed erano sinceramente infastiditi dalla loro facce da beoti...cmq vado alla cassa e la commessa mi fa ( circa 21 anni):certo che nn c'e' proprio paragone tra lei e quelli la'.
io: sei laziale?
lei: nn mi interessa il calcio ma la differenza e' talmente palese che se fosse per me non li farei entrare!
Quello che ti voglio far capire che fortunatamente quelli che hai incontrato te Guy sono ancora la minoranza e che le persone in genere questa differenza la sanno senza sapere nulla di storia di calcio.
Torno a ripetere che sta a noi cercare di evitare di far diventare le generazioni future come quelli della'.


aquilante

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pasoliniano, guy. bella riflessione sulla omologazione. del tifo, da Varese a Catania

in realtà nella descrizione di quella vespa, di quel casco, c'è l'esito di un percorso, lungo alcuni decenni, nel quale in Italia prima e in Europa poi c'è stata una sola forza sociale, politica e culturale in grado di esercitare egemonia tra le migliaia - nel tempo, i milioni - di giovani che popolano le curve. la destra antisistema, bisogna dargliene atto, ha avuto forza e intelligenza per orientare la visione degli uomini e del mondo di intere generazioni

tra croci celtiche, ululati ai giocatori neri, sei venuto cor gommone, se saltelli muore balotelli, ragazzo di Budapest, nazionalismi e braccia tese, le curve di tutta Europa tendono a parlare ormai una sola lingua. ogni diversità tende a scomparire

però negli stadi non ci sono solo gli ultras. e il tifo non vive tutto negli stadi. le differenze, nella società larga, restano. la commessa di cui parla aqua caliente le sa cogliere benissimo


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Cesio

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Citazione di: aquilante il 15 Lug 2012, 22:02
pasoliniano, guy. bella riflessione sulla omologazione. del tifo, da Varese a Catania

in realtà nella descrizione di quella vespa, di quel casco, c'è l'esito di un percorso, lungo alcuni decenni, nel quale in Italia prima e in Europa poi c'è stata una sola forza sociale, politica e culturale in grado di esercitare egemonia tra le migliaia - nel tempo, i milioni - di giovani che popolano le curve. la destra antisistema, bisogna dargliene atto, ha avuto forza e intelligenza per orientare la visione degli uomini e del mondo di intere generazioni

tra croci celtiche, ululati ai giocatori neri, sei venuto cor gommone, se saltelli muore balotelli, ragazzo di Budapest, nazionalismi e braccia tese, le curve di tutta Europa tendono a parlare ormai una sola lingua. ogni diversità tende a scomparire

però negli stadi non ci sono solo gli ultras. e il tifo non vive tutto negli stadi. le differenze, nella società larga, restano. la commessa di cui parla aqua caliente le sa cogliere benissimo

100% . E' un fatto di mentalità che trascende dal calcio per cui ogni persona può scegliere di seguire quella corrente di pensiero presente nelle curve oppure rimanerne fuori, se si ragiona in quei termini il colore della maglia non conta, sono tutti più o meno uguali. Gli altri tifosi mantengono una loro identità personale per cui è ancora possibile riscontrare quelle diversità che caratterizzano il Laziale.

Adler Nest

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Ho scelto la Lazio per non omologarmi, per essere originale, per andare controcorrente.
Poteva a quei tempi essere anche la Fiorentina o il Cagliari.
E invece ringrazio me stesso per quella scelta solitaria e bellissima; almeno adesso la condivido con voi e con mio figlio.

GoodbyeStranger

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C'è indubbiamente al livello più
basso una uniformità di "feccia"
dilagante, c'è mediamente nella
società e nel tifo.

ll nostro livello di soglia che separa
il buono dalla feccia rimane sempre
molto più basso e la differenza, come
dice la cassiera, si vede ancora bene.

gaizkamendieta

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tutte le tifoserie pensano di essere diverse dalle altre e di avere qualcosa che le distingue dai rivali e dal resto del mondo, è un modo per sentire di piu il senso di appartenenza.

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Flaminio

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Caro Guy, grazie come al solito delle tue riflessioni.
Per quanto riguarda questo topic, mi limito a dire che io con la Lazio non ci sono nato: l'ho scelta più tardi. I motivi sono tanti, ma qui ne ricordo uno, solo per fare un esempio: da bambino, alla radio, ascoltavo una trasmissione che si chiamava "Campo de' Fiori", e il personaggio di Orazio Pennacchioni mi respingeva, mi faceva ribrezzo. Quando, finalmente, ho voluto tifare una squadra che fosse di Roma non ho avuto nessun dubbio. Non so se mi sono spiegato....

Drieu

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Trovo questo atteggiamento di un razzista e di un classista terrificante.
A me non piacciono i bori, nè tantomeno i coatti. Sono orgoglioso del fatto che nella mia tifoseria lo stile e l' eleganza ci abbiano sempre contraddistinto.

Detto questo, però, vorrei ricordare che essere bori non è un reato, nè tantomeno un motivo valido per essere perculeggiati oltre il giusto. Conosco bori dal cuore d' oro, e raffinati lord che metterei al muro. Siamo diversi, è vero, ma condividiamo la stessa città e a volte anche gli stessi difetti.

Questo atteggiamento radical chic, da snob intellettuali della torre d' avorio, l' ho sempre trovato nauseabondo...e ci sarebbe molto altro da dire, ma taccio per non...andare OT

Citi De Andrè, ed allora voglio ricordarti che "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior"....ed ancora...."se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo"

porgascogne

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no
è la mia risposta alla domanda di guy

Tarallo

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Tra l'altro, e lo dico col cuore infranto dell'accademico spocchioso, ho smesso di correggere errori di grammatica qui sopra da tempo, constringendomi ad ammettere che anche il gap culturale e' stato colmato.
Usi di congiuntivi improbabili, c'e' un post recente dove per due volte si dice l'hanno scorso.. e' proprio vero.
Siamo uguali, soltanto siamo un po' meno uguali di loro. :DD

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papalliano

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il mercato globale omologa e distrugge la biodiversità.
giusto o sbagliato, è un fatto.

Murmur

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Tifo Lazio tra miliardi di napoletani, e se permettete l'omologazione me la sbatto dove sapete.

italicbold

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Citazione di: V. il 15 Lug 2012, 20:44
allo stesso incrocio ieri stavo mandando a fanculo uno poi c'ho pensato e gli ho urlato "noiciavemolapolisportivaaaaaa!".
vedessi che paura.

stamo a morì de parole in attesa del 26 agosto.
sempre meglio che l'attesa del viene non viene anelka.
ve lo ricordate? brividi.


ieri stavo sulla gianicolense, a un incrocio.
Vedo uno, incordiamo gli sguardi, lui mi guarda io lo guardo, penso che sta per mandarmi affanculo.
Poi, appena scatta il verde, questo accelera e mi urla :
"noiciavemolapolisportivaaaaaa!"

Ho tremato.
Per lui.



:))

papalliano

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Citazione di: Murmur il 16 Lug 2012, 10:08
Tifo Lazio tra miliardi di napoletani, e se permettete l'omologazione me la sbatto dove sapete.
io sto tra fantastiliardi di romanisti.
l'omologazione non agisce sulla squadra da tifare, ma sul substrato culturale comune.
la domanda di GM verte su questo, credo.

AquilaLidense

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Si, siamo diversi.

Per anni a scuola ho dovuto subire le infam.ie sulla morte di Paparelli.
Quando ci fu la disgrazia di De Falchi ero convinto finalmente che avrei ripagato i romanisti della stessa moneta. Tra me e me pensavo a quale "bella" canzoncina avremmo fatto allo stadio per insultarli, finalmente era arrivata l'ora della vendetta.

(che idiota che ero vero?)

cmq due domeniche dopo scoprii, andando allo stadio, che ne uno striscione e ne un coro si alzò per infangare la memoria di quel povero ragazzo. Per me fu una grossa lezione di vita.


chiaramente ci sono casi per cui non c'è differenza tra un laziale ed un romanista.

V.

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mi sa che prima della partita a ponte milvio non ci va nessuno... 8)

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blow

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Citazione di: V. il 16 Lug 2012, 15:38
mi sa che prima della partita a ponte milvio non ci va nessuno... 8)
:DD

Cesio

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Citazione di: Tarallo il 16 Lug 2012, 09:47
l'hanno scorso

Vabbè dai questa è grave, si vede subito che è il participio passato del verbo scorgere  :=))

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