Crisi d'identità

Aperto da er Luckino, 17 Lug 2012, 02:37

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Andreavespa

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Allora, sono figlio di un architetto, segretario dell'ordine degli architetti di Rimini, mia mamma e' geometra, sua sorella architetto, suo fratello geometra e 2 cugini sono architetti...
Da quando sono nato il mio destino era segnato, ho iniziato a lavorare in studio da mio padre all'eta' di 10 anni, a 13 gli mettevo giu' i progetti in CAD, in 4a e 5a liceo il mio professore d'Arte mi chiamava "collega", conoscevo personalmente, non saltando NESSUNA riunione, presidenti degli ordini provinciali, regionali e nazionali, mi facevano saltare le file al catasto a Rimini, il direttore dell'AUSL era il mio allenatore di calcio e quando avevo bisogno di qualcosa per lo studio glielo potevo chiedere dopo l'allenamento..non ero un architetto ma tutti mi conoscevano, dovevo essere l'astro nascente, avevo studi da molte zone dell'Emilia Romagna che gia' avevano programmato di avermi appena terminata l'Universita'...

Test d'ammissione alla facolta' di Architettura di Ferrara, 750 iscritti, 130 posti, arrivo 7o..da li il crollo..

Un anno gettato al vento, facendo cose che non mi piacevano, vedendo gente che con il minimissimo sforzo faceva cose 100000000 volte meglio delle mie..

Mi interessa la finanza, mercati azionari...non ho il coraggio di ammetterlo a me stesso, DEVO diventare un architetto..e' un obbligo verso me stesso..

..e' un fallimento...la depressione mi assale, non so piu' chi sono, cosa fare, dove andare..ero letteralmente disperato..

Finale di Coppa Italia Lazio-Samp, mi organizzo con Paolo71 (che vive a Ravenna) di andarla a vedere, 4 ore di macchina ad andare, 4 a tornare..in macchina parliamo di tutto, gli dico dei miei problemi, mi fa capire che devo seguire cio' che mi piace, non posso fare a vita qualcosa che non mi piace, sarebbe una punizione troppo grossa verso me stesso: accetto il suo consiglio..

Ricordo ancora quando andai in ufficio da mio padre per dirgli che volevo mollare: in 61 anni e' la prima volta che l'ho visto piangere..mi vuole convincere a fare un altro anno, gli dico che sarebbe come sprecare tempo, ne ho gia' buttato via uno, due sarebbero troppo.

Gli dico che voglio studiare finanza, lui risponde che mi paga la retta scolastica solo se vado a studiare all'Universita' di Rimini, rispondo che come ho scelto di fare architettura a Ferrara, la migliore (sulla carta) in Europa, voglio studiare Finanza nel posto migliore al mondo per farlo, a mie spese, senza bisogno di soldi da parte sua: New York.

Mi caccia di casa, dormo un mese (tutto agosto) in macchina, saltuariamente negli hotel dei miei amici quando qualcuno disdiceva all'ultimo e c'era una camera per una notte, perche' non potevo dirlo a mia mamma, si sono separati male e se l'avesse saputo ci sarebbero stati problemi con denunce e cose varie.

Lavoro, metto da parte soldi per biglietto e alloggio per le prime 2 settimane e parto, trovo lavoro dopo 2 giorni, appartamento (settimanale, non avevo i soldi per la caparra mensile) dopo 3, inizio a lavorare, a studiare inglese (non ero in grado di ordinare un panino in un minimarket) e a mettere da parte soldi per l'universita'..

Ora sono qui, felice piu' che mai, innamorato FOLLEMENTE di quel che sto studiando, con prospettive ALLUCINANTI in fronte a me, eletto Dean's Scholar dello Spring semestre 2012, sono diventato assistente del prof di Economia e l'Universita' mi paga, a me che 2 anni fa non parlavo una parola di inglese e che 3 anni prima ho fatto fatica a passare corsi universitari in Italia, perche' non mi piacevano e che al liceo sono uscito con un 74 senza [...]a e senza lode..

Studiare cio' per cui sono portato, cio' che mi interessa, cio' che mi appassiona mi ha clamorosamente cambiato la vita..sono diventato un'altra persona, un altro studente, e seriamente non potrei essere piu' felice...quest'estate volevo tornare in Italia, ma il Dean mi ha proposto un'autorizzazione per fare 5 classi per ogni sessione estiva, della durata di un mese l'una, per un totale di 2 mesi, che racchiude ognuna un semestre di universita' (sto cercando di laurearmi in 2 anni anziche' in 4), per un totale di 10 ore di lezione al giorno..la prima sessione ho preso la lode in tutti i corsi, la seconda inizia oggi..Fatica? 0...anzi, durante il weekend ero depresso perche' non avevo nulla da studiare...e quando qualcosa ti interessa davvero diventa come una droga, ne vuoi sapere di piu' a tutti i costi..

Seriamente, studiare cio' che voglio, essere totalmente indipendente, vedere un obiettivo voluto con in cuore avvicinarsi a grandi falcate giorno dopo giorno non ha assolutamente prezzo...anche grazie a Lazionet..


Bottom Line: molla tutto, fatti un esame di coscienza e pensa a cio' che realmente ti interessa e studialo, qualunque cosa sia..se lavori nell'ambito della tua passione non lavorerai un solo giorno in vita tua

Andreavespa

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Ah, ultima cosa: quell'anno di architettura e' stato fondamentale: ho capito cosa NON sono portato a fare..

Se non l'avessi fatto, avrei avuto il rimpianto (come mia sorella, ormai 33enne, pentita di aver fatto il Dams, lei si il prototipo del perfetto architetto) di quello che sarei potuto diventare...e mio padre non potrebbe essere piu' orgoglioso di quanto lo sia ora...

syrinx

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Citazione di: AndreaVespa il 17 Lug 2012, 17:08
Allora, sono figlio di un architetto, segretario dell'ordine degli architetti di Rimini, mia mamma e' geometra, sua sorella architetto, suo fratello geometra e 2 cugini sono architetti...
Da quando sono nato il mio destino era segnato, ho iniziato a lavorare in studio da mio padre all'eta' di 10 anni, a 13 gli mettevo giu' i progetti in CAD, in 4a e 5a liceo il mio professore d'Arte mi chiamava "collega", conoscevo personalmente, non saltando NESSUNA riunione, presidenti degli ordini provinciali, regionali e nazionali, mi facevano saltare le file al catasto a Rimini, il direttore dell'AUSL era il mio allenatore di calcio e quando avevo bisogno di qualcosa per lo studio glielo potevo chiedere dopo l'allenamento..non ero un architetto ma tutti mi conoscevano, dovevo essere l'astro nascente, avevo studi da molte zone dell'Emilia Romagna che gia' avevano programmato di avermi appena terminata l'Universita'...

Test d'ammissione alla facolta' di Architettura di Ferrara, 750 iscritti, 130 posti, arrivo 7o..da li il crollo..

Un anno gettato al vento, facendo cose che non mi piacevano, vedendo gente che con il minimissimo sforzo faceva cose 100000000 volte meglio delle mie..

Mi interessa la finanza, mercati azionari...non ho il coraggio di ammetterlo a me stesso, DEVO diventare un architetto..e' un obbligo verso me stesso..

..e' un fallimento...la depressione mi assale, non so piu' chi sono, cosa fare, dove andare..ero letteralmente disperato..

Finale di Coppa Italia Lazio-Samp, mi organizzo con Paolo71 (che vive a Ravenna) di andarla a vedere, 4 ore di macchina ad andare, 4 a tornare..in macchina parliamo di tutto, gli dico dei miei problemi, mi fa capire che devo seguire cio' che mi piace, non posso fare a vita qualcosa che non mi piace, sarebbe una punizione troppo grossa verso me stesso: accetto il suo consiglio..

Ricordo ancora quando andai in ufficio da mio padre per dirgli che volevo mollare: in 61 anni e' la prima volta che l'ho visto piangere..mi vuole convincere a fare un altro anno, gli dico che sarebbe come sprecare tempo, ne ho gia' buttato via uno, due sarebbero troppo.

Gli dico che voglio studiare finanza, lui risponde che mi paga la retta scolastica solo se vado a studiare all'Universita' di Rimini, rispondo che come ho scelto di fare architettura a Ferrara, la migliore (sulla carta) in Europa, voglio studiare Finanza nel posto migliore al mondo per farlo, a mie spese, senza bisogno di soldi da parte sua: New York.

Mi caccia di casa, dormo un mese (tutto agosto) in macchina, saltuariamente negli hotel dei miei amici quando qualcuno disdiceva all'ultimo e c'era una camera per una notte, perche' non potevo dirlo a mia mamma, si sono separati male e se l'avesse saputo ci sarebbero stati problemi con denunce e cose varie.

Lavoro, metto da parte soldi per biglietto e alloggio per le prime 2 settimane e parto, trovo lavoro dopo 2 giorni, appartamento (settimanale, non avevo i soldi per la caparra mensile) dopo 3, inizio a lavorare, a studiare inglese (non ero in grado di ordinare un panino in un minimarket) e a mettere da parte soldi per l'universita'..

Ora sono qui, felice piu' che mai, innamorato FOLLEMENTE di quel che sto studiando, con prospettive ALLUCINANTI in fronte a me, eletto Dean's Scholar dello Spring semestre 2012, sono diventato assistente del prof di Economia e l'Universita' mi paga, a me che 2 anni fa non parlavo una parola di inglese e che 3 anni prima ho fatto fatica a passare corsi universitari in Italia, perche' non mi piacevano e che al liceo sono uscito con un 74 senza [...]a e senza lode..

Studiare cio' per cui sono portato, cio' che mi interessa, cio' che mi appassiona mi ha clamorosamente cambiato la vita..sono diventato un'altra persona, un altro studente, e seriamente non potrei essere piu' felice...quest'estate volevo tornare in Italia, ma il Dean mi ha proposto un'autorizzazione per fare 5 classi per ogni sessione estiva, della durata di un mese l'una, per un totale di 2 mesi, che racchiude ognuna un semestre di universita' (sto cercando di laurearmi in 2 anni anziche' in 4), per un totale di 10 ore di lezione al giorno..la prima sessione ho preso la lode in tutti i corsi, la seconda inizia oggi..Fatica? 0...anzi, durante il weekend ero depresso perche' non avevo nulla da studiare...e quando qualcosa ti interessa davvero diventa come una droga, ne vuoi sapere di piu' a tutti i costi..

Seriamente, studiare cio' che voglio, essere totalmente indipendente, vedere un obiettivo voluto con in cuore avvicinarsi a grandi falcate giorno dopo giorno non ha assolutamente prezzo...anche grazie a Lazionet..


Bottom Line: molla tutto, fatti un esame di coscienza e pensa a cio' che realmente ti interessa e studialo, qualunque cosa sia..se lavori nell'ambito della tua passione non lavorerai un solo giorno in vita tua

Grande Andre'! Mi ricordo quando mi chiesi consigli anni fa. Non mi ricordo neanche che ti dissi, ma spero di esserti stato almeno minimamente utile. Mi fa enormemente piacere che tutto stia andando alla grande.

Daje!

St£fano

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Citazione di: AndreaVespa il 17 Lug 2012, 17:08


Cavolo AV, un'esperienza davvero eccezionale, i miei più sinceri complimenti!!    :))


Ricordo che in quella finale con la Samp riuscii a incontrare te e Paolo71 allo stadio, unici due lazionetters che abbia mai conosciuto dal vivo, e fortunatamente a fine serata potemmo esultare insieme!  :beer:

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Andreavespa

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Citazione di: St£fano il 17 Lug 2012, 18:38
Cavolo AV, un'esperienza davvero eccezionale, i miei più sinceri complimenti!!    :))


Ricordo che in quella finale con la Samp riuscii a incontrare te e Paolo71 allo stadio, unici due lazionetters che abbia mai conosciuto dal vivo, e fortunatamente a fine serata potemmo esultare insieme!  :beer:


Mi ricordo, eri poche file sopra di noi, e' stato davvero un gran piacere! Spero che anche a te tutto sia andato bene, se non sbaglio stavi studiando scienze politiche..

St£fano

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Citazione di: AndreaVespa il 17 Lug 2012, 18:46

Mi ricordo, eri poche file sopra di noi, e' stato davvero un gran piacere! Spero che anche a te tutto sia andato bene, se non sbaglio stavi studiando scienze politiche..

Esatto, laureato a dicembre, adesso sono in piena magistrale.. e dopo spero di andare all'estero..   ;)

iDresda

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bellissime esperienze

Bravi ragazzi, bravi!
:clap:

Davy_Jones

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In totale amicizia, trovo il post di luckino di una tristezza invereconda, sembra scritto da un 40enne depresso. Hai 20 anni, daje un po'! Io non posso dare consigli a nessuno, l'unica cosa e' che e' inutile portarsi il peso dell'universo (famiglia, aspettative, cazzi e controcazzi) sulle spalle quando hai 20 anni. Con o senza di sbagli se ne fanno tanti uguale, quindi tanto vale sbagliare da soli, si impara di piu'.

Ho la netta sensazione che molti ragazzi che escono dalla scuola per andare all'universita' non abbiano la piu' pallida idea di cosa li aspetti, come se nessuno glielo avesse mai spiegato. Forse anche per me e' stato cosi' (quasi 20 anni fa) ma onestamente non mi sembra. L'altro giorno mi ha scritto una mail un ragazzo appena uscito dalle superiori che mi poneva la seguente domanda: vorrei fare la triennale di biotecnologie agrarie e la specialistica in fisica, potrei incontrare problemi a fare meccanica quantistica relativistica ma e' un solo esame, gliela posso fare. E' una buona idea? La cosa suona un po' cosi': voglio lanciarmi nudo da un aereo in quota agitando le braccia tipo ali per gestire la caduta e atterrare fra due ali di folla festante, e' una buona idea? Certo, come no, ottima idea. Ho cercato di dirgli che si, biotecnologie agrarie e fisica sono entrambi "scienza", ma comunque e' difficile passare con disinvoltura da uno all'altro...

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CurvaNord48

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Io ti posso dire la mia: per anni ho pensato di fare Ingegneria Meccanica, dopo aver studiato fisica mi ero spostato decisamente su Ingegneria informatica. Poi sono venuti a parlare a scuola dei ragazzi che erano stati nel mio stesso liceo ed erano andati in una famosa università di Roma. Mi è piaciuto come ne hanno parlato, loro facevano economia, ne ho parlato con mio padre e nonostante il costo tutt'altro che contenuto lui mi ha detto di fare come credevo meglio per me. Sono andato a fare il test e sono entrato alla prima botta. Da quel momento sono passati tre anni e non mi sono mai pentito neppure per un secondo delle scelte che ho fatto. L'ambiente che ho trovato è fantastico, amo le materie e mi sono laureato (in realtà mi laureo tra una settimana) in 2 anni e 9 mesi con una media più che buona. Con questo voglio dire che penso che la scelta della facoltà dipenda da tante cose tra cui un po' di casualità. Nonostante sia mio padre che mio zio siano laureati in economia io finchè non vennero quei ragazzi non ci pensavo proprio ad andare lì, magari se avessi fatto ingegneria starei ancora a sbatterci la testa. Secondo me se proprio non riesci a fare uno sforzo e andare avanti devi lasciar perdere. Una laurea presa male, non imparando o andando a lezione contro voglia non ha nessuna utilità.
Per Deadario: fossi in te comincerei a seguire qualche corso di design o web design. Hai un talento non indifferente.

Gert dal Pozzo

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Citazione di: Maurita! il 17 Lug 2012, 15:10
Sarò breve. Lascia perde l'orgoglio. So sei anni che per orgoglio corro dietro alla laurea.Per non voler dare un dispiacere a papà più che altro.  Sono almeno due che mi sono resa conto che la cultura e l'università , la laurea e il posto sicuro, sono cose non necessariamente legate tea loro.

Per orgoglio ho negato a me stessa l'evidenza dei fatti: non me ne frega  niente della laurea. Te ne sei reso conto adesso , bene, ottimo! Cambia strada allora. Oppure cambia indirizzo e mentre studi, lavora. O finirai incastrato come me, che comincio a lavoricchiare solo adesso, a 27 anni, dopo un sacco di discussioni, nonostante  io stia urlando il mio bisogno di indipendenza da quando avevo 18 anni! È brutto dare un dispiacere alla famiglia. Peggio è tradire te stesso per non dare un dispiacere. I tuoi capiranno fidati. Perfino i miei dopo anni di scazzi se so rassegnati. Ed è meglio " buttare" due anni piuttosto che cinque o sei.

Ecco, non sob stata tanto breve ma insomma ;)

Ecco, poteri averlo scritto io...se capisci che non ti piace, cambia, non diventerà più semplice...io l'ho scelta perchè non avevo una passione ben definita, pensando alle famigerate prospettive di lavoro, e striscio in modo osceno per arrivare alla fine...FAI QUELLO CHE TI PIACE (che sia l'università o altro)

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