mi pare che l'articolo scopra per così dire l'acqua calda.
i principi di gioco sono i mattoni del calcio, qualsiasi allenatore allena prima i principi di gioco e poi caso mai lavora su schemi, movimenti, scelte tattiche.
addirittura l'esaltazione dei triangoli, come se la possibilità di mettere il giocatore che ha la palla in grado di effettuare una scelta sia rivoluzionaria...
organizzare una squadra per permettere a chi possiede palla di avere almeno 2 uomini liberi a cui passarla è veramente il minimo, e vale dalla serie A alla terza categoria.
1 uomo con la palla e nessuno a cui passarla = anticalcio (o meglio, anticlacio...)
1 uomo con la palla e 1 solo compagno a cui passarla = calcio prevedibile
il minimo come detto è 1 uomo con la palla e 2 compagni a cui passarla, l'ideale è 3 compagni, 2 in ampiezza e 1 in profondità. triangoli quindi.
cose che faceva ed allenava anche Reja. non è che la linea di centrocampo del minestraro fosse tipo quella del biliardino, eh...
la differenza la farà l'attitudine collettiva, lo stimolo ad effettuare scelte propositive e non attendistiche, la sfida è il controllo del rischio ma anche il riuscire a instradare l'estro dei vari Hernanes, Zarate, Ederson, gente capace di giocate imprevedibili, non solo per gli avversari ma anche per i propri compagni, nell'ambito di un progetto di gioco che stabilisca scelte ben precise.
esempio, con hernanes palla al piede fronte alla porta sulla tre quarti, se il sistema di petkovic prevede un particolare movimento dalle retrovie di un terzino o dell'altro interno di centrocampo, quanta possibilità ha il brasiliano di inventarsi qualcosa che non sia lo sviluppo dello schema e che possa rivelarsi imprevedibile per l'avversario ma anche per il compagno? non so se riesco a spiegarmi...
saranno queste le scelte tattiche che faranno la differenza, secondo me. e non i cosidetti triangoli.