Stefano Mauri è LIBERO

Aperto da Magnopèl, 14 Giu 2012, 15:45

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Tarallo

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Citazione di: strike il 08 Ago 2012, 13:14
Mi auguro che questo tipo di prove a discarico siano ammesse, avevo sentito un discorso strano sul fatto che la Procura federale non ammetteva le indagini difensive ma spero di aver capito male.

A me mi sa che hai capito bene.

CitazioneL'idea che le sentenze siano anticipate da un giornale prima delle relative pronunce dà un tocco paradossale che forse mancava...

L'unica novita' e' che e' cambiato il giornale. Novita' che trovo potenzialmente interessante.

Jeffry

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Citazione di: strike il 08 Ago 2012, 13:14
...
Questo conta più delle parole di Gervasoni è quell'incontro...

Dal punto di vista sportivo no; l'ago della bilancia è il grado di attendibilità che conferiranno a Gervasoni.

strike

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Citazione di: Tarallo il 08 Ago 2012, 13:18
A me mi sa che hai capito bene.

Cioè l'avvocato deposita i tabulati, ammesso che questi tabulati dicano quello che devono dire, e nessuno non li guarda?
Però se è così (e sempre che questi tabulati esistano, naturalmente) io davvero non capisco perché la difesa non li abbia fatti uscire sui giornali, non ci arrivo proprio.

Citazione di: Tarallo il 08 Ago 2012, 13:18
L'unica novita' e' che e' cambiato il giornale. Novita' che trovo potenzialmente interessante.

No qui secondo me ti sbagli, la Gazzetta ha sempre avuto tutte le notizie che aveva Rep, anche da Cremona ma soprattutto dagli uffici federali e tutto sommato anche da Bari. E' andata così dall'inizio. La Gazzetta aveva toni più equilibrati, o meno squilibrati, e quindi si notava solo Rep. Perfino Ilievski, almeno al telefono, l'ha trovato prima (e meglio) la Gazzetta

Citazione di: Jeffry il 08 Ago 2012, 13:21
Dal punto di vista sportivo no; l'ago della bilancia è il grado di attendibilità che conferiranno a Gervasoni.

Dei processi sportivi non capisco assolutamente nulla, hai senz'altro ragione tu.
Mi pare che la differenza grossa tra Carobbio (o Masiello) e Gervasoni, almeno il "nostro" Gervasoni, sia che le prime sono testimonianze dirette di gente che partecipa ai medesimi illeciti che attribuisce ad altri, mentre Gervasoni su Mauri dice cose di terza mano: Gegic mi ha detto che Zamperini gli ha detto... A me sembra veramente allucinante ma senz'altro sarà così.

Citazione di: Jeffry il 08 Ago 2012, 10:10
Aldilà delle posizioni paragonabili o meno, il nodo centrale è l'attendibilità dei pentiti.
La Corte Federale potrebbe prosciogliere Bonucci, Pepe e Masiello in quanto ritiene inattendibile Andrea Masiello; di contro ritiene affidabilissimi Carobbio e Gervasoni. E' il motivo per cui Conte alla fine dovrebbe pagare.
Ed è il motivo per cui, per noi, non c'è nessuna buona notizia.

Come sopra, però se la Commissione ribalta l'accusa su giocatori importanti qualche buona speranza c'è pure per Mauri. O no? Me sto' a attacca' ar fumo della pipa???

happyeagle

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essendo Mauri coinvolto nell'inchiesta penale le prove devono essere accettate , quelle prove saranno le stesse che Mauri porterà a Cremona e che saranno al vaglio della magistratura ordinaria , alcuni incolpati , tipo Di Vaio , hanno avuto difficoltà a produrle perchè , ad esempio , il gestore telefonico non le concede se non in presenza di inchiesta penale ,

quella che qualcuno vuol far passare è l'equazione gervasoni attendibile per Bonucci quindi attendibile sempre , dimenticando che è stato palazzi stesso per primo a non considerarlo attendibile nel caso Bonucci/Pepe , avendo puntato palazzi sul pentito sbagliato .

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strike

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Citazione di: happyeagle il 08 Ago 2012, 15:40
essendo Mauri coinvolto nell'inchiesta penale le prove devono essere accettate , quelle prove saranno le stesse che Mauri porterà a Cremona e che saranno al vaglio della magistratura ordinaria , alcuni incolpati , tipo Di Vaio , hanno avuto difficoltà a produrle perchè , ad esempio , il gestore telefonico non le concede se non in presenza di inchiesta penale ,
(...)

A me però questa cosa sembra incredibile, ma come il gestore? Se mi serve un tabulato mio il gestore me lo dà, non serve un'inchiesta penale

Jeffry

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Citazione di: strike il 08 Ago 2012, 15:36
...
Dei processi sportivi non capisco assolutamente nulla, hai senz'altro ragione tu.
Mi pare che la differenza grossa tra Carobbio (o Masiello) e Gervasoni, almeno il "nostro" Gervasoni, sia che le prime sono testimonianze dirette di gente che partecipa ai medesimi illeciti che attribuisce ad altri, mentre Gervasoni su Mauri dice cose di terza mano: Gegic mi ha detto che Zamperini gli ha detto... A me sembra veramente allucinante ma senz'altro sarà così.
Ragione è una parola grossa!!! Dovrebbe essere così ma con la giustizia sportiva è sempre un terno al lotto.
Oltre a quello che hai scritto, altra differenza sostanziale è che l'illecito per Lazio-Genoa è tutt'altro che assodato.

Citazione di: strike il 08 Ago 2012, 15:36
Come sopra, però se la Commissione ribalta l'accusa su giocatori importanti qualche buona speranza c'è pure per Mauri. O no? Me sto' a attacca' ar fumo della pipa???
Purtroppo penso di no; o meglio credo che l'assoluzione dei giocatori juventini non sposta nulla in merito a ciò che riguarda Mauri. Inoltre non dimentichiamoci che stanno colpendo Conte, quindi, tanti problemi non è che se li fanno?!

happyeagle

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Citazione di: strike il 08 Ago 2012, 16:07
A me però questa cosa sembra incredibile, ma come il gestore? Se mi serve un tabulato mio il gestore me lo dà, non serve un'inchiesta penale

credo che ci sia differenza tra traffico in uscita ed in entrata quando si richiede il tabulato , almeno a leggere quanto dice l'avvocato di Di Vaio url non consigliato per chi boicotta particolari siti

strike

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Citazione di: happyeagle il 08 Ago 2012, 16:26
credo che ci sia differenza tra traffico in uscita ed in entrata quando si richiede il tabulato , almeno a leggere quanto dice l'avvocato di Di Vaio url non consigliato per chi boicotta particolari siti

Mi pare una situazione molto diversa però. Al di là di questo delirio dell'inversione dell'onere della prova, Di Vaio deve dimostrare che un fatto, cioè la telefonata che Portanova gli avrebbe fatto mentre era a colloquio con l'emissario del barese, non è avvenuto. La prova negativa è sempre una cosa difficile, possono sempre dire che si sono sentiti con altri telefoni. E poi si tratta di telefonata in entrata, effettivamente. E poi Di Vaio non è mai stato penalmente indagato.

Per Mauri non sussiste nessuna di queste condizioni: Mauri è indagato penalmente e anche a Cremona deve dimostrare che quel traffico di telefonate ed sms con Zamperini, con tanto di visite di Zamperini a Formello a poche ore dalla partita, era normale. Almeno per gli sms e le chiamate in uscita non dovrebbe avere problemi, per il resto potrebbe soccorrerlo il suo amico Zamperini che l'ha infilato in questo guaio, sia pure senza farlo apposta.

Io spero ancora in questi tabulati.

Citazione di: Jeffry il 08 Ago 2012, 16:21
Ragione è una parola grossa!!! Dovrebbe essere così ma con la giustizia sportiva è sempre un terno al lotto.
Oltre a quello che hai scritto, altra differenza sostanziale è che l'illecito per Lazio-Genoa è tutt'altro che assodato.

Io non ho seguito bene le vicende degli juventini e in generale le vicende che non riguardano la Lazio, però pure lì non mi sembrano accertatissimi gli illeciti

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Jeffry

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Per Udinese Bari il tentativo di combine dovrebbe essere certo; alla fine non si realizzò ma Andrea Masiello si adoperò in tal senso. C'è la dichiarazione di Iacovelli (mi pare...non ricordo chi fosse di preciso) che scagiona Bonucci dichiarando che i soldi per quella partita li prese, appunto, Andrea Masiello. Pepe viene deferito per omessa denuncia.
Quindi, aldilà dell'effettivo realizzo, il tentativo di illecito dovrebbe essere assodato.
Per Lazio-Genoa, ad ora, non c'è nulla.

Roxy00

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(ANSA) - GENOVA, 9 AGO - Probabile archiviazione per l'inchiesta sulla presunta combine sul derby 2011 tra Genoa e Sampdoria. Il magistrato titolare dell'indagine, Biagio Mazzeo, ha ricevuto dalla Digos i verbali realizzati sentendo, come persone informate dei fatti, il capitano rossoblu' Marco Rossi e l'ex difensore doriano Luciano Zauri: i due avrebbero detto di non sapere nulla di collette dei giocatori della Samp destinate a 'comprare' quel derby che, vinto dal Genoa, spinse i doriani verso la B.

No dico, ci rendiamo conto??? Qua tra partite archiviate e calciatori inspiegabilmente prosciolti vogliono far pagare tutto alla Lazio e a Mauri.....
:stop

fish_mark

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Il calcio è cosa buona e giusta, da quando è stato inventato diverte, educa, emoziona, insegna, esalta e intristisce. Il gesto atletico, il dribbling ubriacante, il gol capolavoro, il miracolo del portiere. Forse nessuno sport è così metafora della vita quanto il calcio, pulito per definizione e nel contempo naturalmente sporco, come tutto a questo mondo. Allo stesso modo la giustizia sportiva appare, mai come di questi tempi, metafora della giustizia italiana, con tutto quello che ne consegue: protagonismi dei magistrati, caccia alle streghe, arresti in favore di telecamera, processi mediatici che finiscono nel nulla e il solito schierarsi su due fronti, giustizialisti e garantisti. Con una differenza sostanziale, però: nel calcio il garantismo diventa immediatamente grottesco, allegro e spesso fatuo. Garantismo da bar sport, annacquato, e dunque svilito, dal tifo sportivo. Lo si vede in questi giorni di deferimenti sul calcioscommesse, con il caso del patteggiamento (rigettato) chiesto dall'allenatore della Juventus, Antonio Conte, accusato di non avere denunciato un paio di partite truccate dai suoi giocatori ai tempi in cui allenava il Siena. Di colpo nei commenti il capo d'imputazione svanisce, social network, blog e giornali diventano curve, il problema è l'attacco alla propria squadra, chissenefrega delle altre squadre colpite da penalizzazioni più gravi. Ieri, quando il procuratore Palazzi ha chiesto 15 mesi di squalifica per Conte, Andrea Agnelli ha parlato di "dittatura dei giudici" (come se fosse Berlusconi, o Cicchitto, o il Foglio). Nel paese delle carceri che esplodono, delle custodie cautelari che non finiscono, dei sospettati incarcerati perché confessino, il garantista tifoso (solitamente inappuntabile) trasforma casi gravi in casi fatui, riduce tutto in burla grottesca, meglio se con un tweet da curva Sud.

Il garantismo pallonaro, oltre che essere annacquato, viaggia a fasi alterne, è subito abbandonato se a essere colpito è il rivale storico, al quale anzi spesso e volentieri viene rinfacciato qualche trascorso con la giustizia sportiva, in quel caso sì giusta (o manchevole di avere colpito l'avversario a dovere, ma la differenza è sottile). Un conto è sostenere che – nel caso specifico – Conte non è colpevole di omessa denuncia, un altro partecipare al dibattito sul caso omettendo la gravità del reato contestato, trasformando la difesa da tali accuse in consigli da allenatore in canotta e rutto libero ("patteggia!", "non patteggiare!", "mandali a fanculo!", "dimostra la tua innocenza!", come in un derby). Permettere che una partita di calcio sia truccata (nel caso di Conte ancora tutto da dimostrare, peraltro) è cosa grave, nel paese in cui un accusato per bancarotta finisce in carcere per un anno e viene distrutto non si può ridurre un'accusa come la truffa sportiva alla stregua di un coro della tifoseria avversaria a cui ribattere dicendo che l'arbitro è cornuto.


olympia

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Citazione di: fish_mark il 09 Ago 2012, 18:39
Il calcio è cosa buona e giusta, da quando è stato inventato diverte, educa, emoziona, insegna, esalta e intristisce. Il gesto atletico, il dribbling ubriacante, il gol capolavoro, il miracolo del portiere. Forse nessuno sport è così metafora della vita quanto il calcio, pulito per definizione e nel contempo naturalmente sporco, come tutto a questo mondo. Allo stesso modo la giustizia sportiva appare, mai come di questi tempi, metafora della giustizia italiana, con tutto quello che ne consegue: protagonismi dei magistrati, caccia alle streghe, arresti in favore di telecamera, processi mediatici che finiscono nel nulla e il solito schierarsi su due fronti, giustizialisti e garantisti. Con una differenza sostanziale, però: nel calcio il garantismo diventa immediatamente grottesco, allegro e spesso fatuo. Garantismo da bar sport, annacquato, e dunque svilito, dal tifo sportivo. Lo si vede in questi giorni di deferimenti sul calcioscommesse, con il caso del patteggiamento (rigettato) chiesto dall'allenatore della Juventus, Antonio Conte, accusato di non avere denunciato un paio di partite truccate dai suoi giocatori ai tempi in cui allenava il Siena. Di colpo nei commenti il capo d'imputazione svanisce, social network, blog e giornali diventano curve, il problema è l'attacco alla propria squadra, chissenefrega delle altre squadre colpite da penalizzazioni più gravi. Ieri, quando il procuratore Palazzi ha chiesto 15 mesi di squalifica per Conte, Andrea Agnelli ha parlato di "dittatura dei giudici" (come se fosse Berlusconi, o Cicchitto, o il Foglio). Nel paese delle carceri che esplodono, delle custodie cautelari che non finiscono, dei sospettati incarcerati perché confessino, il garantista tifoso (solitamente inappuntabile) trasforma casi gravi in casi fatui, riduce tutto in burla grottesca, meglio se con un tweet da curva Sud.

Il garantismo pallonaro, oltre che essere annacquato, viaggia a fasi alterne, è subito abbandonato se a essere colpito è il rivale storico, al quale anzi spesso e volentieri viene rinfacciato qualche trascorso con la giustizia sportiva, in quel caso sì giusta (o manchevole di avere colpito l'avversario a dovere, ma la differenza è sottile). Un conto è sostenere che – nel caso specifico – Conte non è colpevole di omessa denuncia, un altro partecipare al dibattito sul caso omettendo la gravità del reato contestato, trasformando la difesa da tali accuse in consigli da allenatore in canotta e rutto libero ("patteggia!", "non patteggiare!", "mandali a fanculo!", "dimostra la tua innocenza!", come in un derby). Permettere che una partita di calcio sia truccata (nel caso di Conte ancora tutto da dimostrare, peraltro) è cosa grave, nel paese in cui un accusato per bancarotta finisce in carcere per un anno e viene distrutto non si può ridurre un'accusa come la truffa sportiva alla stregua di un coro della tifoseria avversaria a cui ribattere dicendo che l'arbitro è cornuto.

bravo!!! !!!!! bellissimo articolo, quoto tutto quello che scrivi!

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blow

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Confermate le indiscrezioni.
Conte 10 mesi, Pepe e Bonucci assolti.
Che sia di monito a chi ancora insiste che bisogna patteggiare.
Annasse a 'fanculo palazzi e gli amici suoi.

iDresda

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Citazione di: fish_mark il 09 Ago 2012, 18:39
Il calcio è cosa buona e giusta, da quando è stato inventato diverte, educa, emoziona, insegna, esalta e intristisce. Il gesto atletico, il dribbling ubriacante, il gol capolavoro, il miracolo del portiere. Forse nessuno sport è così metafora della vita quanto il calcio, pulito per definizione e nel contempo naturalmente sporco, come tutto a questo mondo. Allo stesso modo la giustizia sportiva appare, mai come di questi tempi, metafora della giustizia italiana, con tutto quello che ne consegue: protagonismi dei magistrati, caccia alle streghe, arresti in favore di telecamera, processi mediatici che finiscono nel nulla e il solito schierarsi su due fronti, giustizialisti e garantisti. Con una differenza sostanziale, però: nel calcio il garantismo diventa immediatamente grottesco, allegro e spesso fatuo. Garantismo da bar sport, annacquato, e dunque svilito, dal tifo sportivo. Lo si vede in questi giorni di deferimenti sul calcioscommesse, con il caso del patteggiamento (rigettato) chiesto dall'allenatore della Juventus, Antonio Conte, accusato di non avere denunciato un paio di partite truccate dai suoi giocatori ai tempi in cui allenava il Siena. Di colpo nei commenti il capo d'imputazione svanisce, social network, blog e giornali diventano curve, il problema è l'attacco alla propria squadra, chissenefrega delle altre squadre colpite da penalizzazioni più gravi. Ieri, quando il procuratore Palazzi ha chiesto 15 mesi di squalifica per Conte, Andrea Agnelli ha parlato di "dittatura dei giudici" (come se fosse Berlusconi, o Cicchitto, o il Foglio). Nel paese delle carceri che esplodono, delle custodie cautelari che non finiscono, dei sospettati incarcerati perché confessino, il garantista tifoso (solitamente inappuntabile) trasforma casi gravi in casi fatui, riduce tutto in burla grottesca, meglio se con un tweet da curva Sud.

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Così, tanto per non correre rischi ;))

Esprit Libre

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Citazione di: fish_mark il 09 Ago 2012, 18:39
Il calcio è cosa buona e giusta, da quando è stato inventato diverte, educa, emoziona, insegna, esalta e intristisce. Il gesto atletico, il dribbling ubriacante, il gol capolavoro, il miracolo del portiere. Forse nessuno sport è così metafora della vita quanto il calcio, pulito per definizione e nel contempo naturalmente sporco, come tutto a questo mondo. Allo stesso modo la giustizia sportiva appare, mai come di questi tempi, metafora della giustizia italiana, con tutto quello che ne consegue: protagonismi dei magistrati, caccia alle streghe, arresti in favore di telecamera, processi mediatici che finiscono nel nulla e il solito schierarsi su due fronti, giustizialisti e garantisti. Con una differenza sostanziale, però: nel calcio il garantismo diventa immediatamente grottesco, allegro e spesso fatuo. Garantismo da bar sport, annacquato, e dunque svilito, dal tifo sportivo. Lo si vede in questi giorni di deferimenti sul calcioscommesse, con il caso del patteggiamento (rigettato) chiesto dall'allenatore della Juventus, Antonio Conte, accusato di non avere denunciato un paio di partite truccate dai suoi giocatori ai tempi in cui allenava il Siena. Di colpo nei commenti il capo d'imputazione svanisce, social network, blog e giornali diventano curve, il problema è l'attacco alla propria squadra, chissenefrega delle altre squadre colpite da penalizzazioni più gravi. Ieri, quando il procuratore Palazzi ha chiesto 15 mesi di squalifica per Conte, Andrea Agnelli ha parlato di "dittatura dei giudici" (come se fosse Berlusconi, o Cicchitto, o il Foglio). Nel paese delle carceri che esplodono, delle custodie cautelari che non finiscono, dei sospettati incarcerati perché confessino, il garantista tifoso (solitamente inappuntabile) trasforma casi gravi in casi fatui, riduce tutto in burla grottesca, meglio se con un tweet da curva Sud.

Il garantismo pallonaro, oltre che essere annacquato, viaggia a fasi alterne, è subito abbandonato se a essere colpito è il rivale storico, al quale anzi spesso e volentieri viene rinfacciato qualche trascorso con la giustizia sportiva, in quel caso sì giusta (o manchevole di avere colpito l'avversario a dovere, ma la differenza è sottile). Un conto è sostenere che – nel caso specifico – Conte non è colpevole di omessa denuncia, un altro partecipare al dibattito sul caso omettendo la gravità del reato contestato, trasformando la difesa da tali accuse in consigli da allenatore in canotta e rutto libero ("patteggia!", "non patteggiare!", "mandali a fanculo!", "dimostra la tua innocenza!", come in un derby). Permettere che una partita di calcio sia truccata (nel caso di Conte ancora tutto da dimostrare, peraltro) è cosa grave, nel paese in cui un accusato per bancarotta finisce in carcere per un anno e viene distrutto non si può ridurre un'accusa come la truffa sportiva alla stregua di un coro della tifoseria avversaria a cui ribattere dicendo che l'arbitro è cornuto.


Tutto giusto e condivisibile se non ci fosse stata la dichiarazione di Palazzi nella quale si spiegava che la giustizia sportiva non ha il tempo materiale per esaminare le ragioni della difesa.
Questa non è giustizia, è inquisizione.

olympia

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Citazione di: Dresda_BiancoBlu il 10 Ago 2012, 10:15
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Così, tanto per non correre rischi ;))
ho pensato, questo deve fare il giornalista! in effetti bisognerebbe postare la fonte!  ;) comunque l'articolo mi è piaciuto, tutte cose che penso anche io! :ssl

gesulio

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* 19.411
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qui il comunicato uffficiale:
http://www.figc.it/Assets/contentresources_2/ContenutoGenerico/24.$plit/C_2_ContenutoGenerico_33189_StrilloComunicatoUfficiale_lstAllegati_Allegato_0_upfAllegato.pdf

da pagina 18 a pagina 21 i motivi delle assoluzioni di Bonucci, Pepe e Masiello S.

attenzione alla chiosa finale:

In considerazione di tutto quanto sopra riportato, avuto riguardo della circostanza per cui
le dichiarazioni di Andrea MASIELLO risultano in alcuni casi non veritiere, in altri non
provate e in altri ancora smentite da quanto in atti, anche alla luce del principio espresso
dalla Corte di giustizia federale nel C.U. n. 56 (2011-12), secondo il quale solamente in
presenza di elementi certi e incontrovertibili, si può ritenere accertata una condotta illecita
,
i deferiti MASIELLO Salvatore, BELMONTE, BONUCCI, PEPE e società UDINESE vanno
prosciolti da ogni addebito


il CU 56 è quello in cui la CGF assolve Manfredini, sta qui:

http://www.figc.it/Assets/contentresources_2/ContenutoGenerico/32.$plit/C_2_ContenutoGenerico_29731_StrilloComunicatoUfficiale_lstAllegati_Allegato_0_upfAllegato.pdf

lettura molto interessante, perché vengono praticamente specificate le linee guida sulla responsabilità oggettiva nei confronti delle squadre.
ma soprattutto perché la CD (primo grado di giudizio), in questo procedimento, pare far completamente sua questa linea di condotta nell'ambito del giudizio finale.

lo stralcio in cui si parla di "fatti incontrovertibili" è il seguente (pag. 6):

Tutto ciò concorre ad escludere che relativamente alla posizione del Manfredini si siano
acquisiti elementi, certi e incontrovertibili di un suo comportamento scorretto.


la mia prima impressione è che, stando così le cose, con Mauri non succederà niente, così come per Bonucci, Pepe e gli altri.

vediamo che altro salta fuori da qui al deferimento.

strike

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* 2.561
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Citazione di: gesulio il 10 Ago 2012, 10:54
(...)
la mia prima impressione è che, stando così le cose, con Mauri non succederà niente, così come per Bonucci, Pepe e gli altri.

vediamo che altro salta fuori da qui al deferimento.

anch'io ho questa impressione, o per lo meno la stessa ragionevole speranza

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fish_mark

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Citazione di: Dresda_BiancoBlu il 10 Ago 2012, 10:15
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Così, tanto per non correre rischi ;))

Hai ragione e lo avrei fatto prima, ma rimedio soltanto ora.
L'articolo è stato pubblicato su Il Foglio il 3 agosto.

maumor

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Da "Il Messaggero" di oggi.
Finalmente qualche giornalista che approfondisce.




La Disciplinare stamane ufficializza le sentenze di un processo pieno di contraddizioni
Giustizia anomala
I verdetti risentono della credibilità degli accusatori

di STEFANO CARINA


ROMA - Strano a dirsi quando le sentenze debbono essere ancora ufficializzate. Eppure di questa parte del processo sul calcioscommesse, comprendente sia il filone di Bari che di Cremona, è stato oramai pubblicizzato praticamente tutto. Nonostante ciò, meglio continuare ad utilizzare il condizionale quando si parla delle squalifiche che saranno rese note questa mattina, se non altro per rispetto nei confronti della Commissione Disciplinare.
Un procedimento che sarà ricordato a lungo, avendo portato alla luce diverse anomalie. In primis: se come sembra le diverse contraddizioni di Andrea Masiello garantiranno il proscioglimento di Bonucci, Pepe, Salvatore Masiello, Belmonte e Di Vaio, la derubricazione di Portanova, l'annullamento dell'ammenda all'Udinese e del -2 al Bologna, cade inevitabilmente l'asse portante dell'inchiesta federale. Ossia, quella dell'assoluta credibilità del pentito. In questo caso, poi, ciò avviene in palese ritardo con quanto già asserito dalla procura ordinaria di Bari (che ieri ha intanto interrogato Parisi, Esposito e Guberti per Salernitana-Bari del 23 maggio 2009: i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere) che riguardo alla figura di Andrea Masiello da tempo aveva espresso molti dubbi. Quelli che Palazzi sino alla difesa dell'avvocato Bianchi (Bonucci) non ha mai avuto: le dichiarazioni dell'ex barese, infatti, erano ritenute «univoche e insuperabili». Un errore che agli occhi dell'opinione pubblica mina inevitabilmente anche la credibilità dell'altro pentito, Filippo Carobbio. E non per la pena che verrà comminata a Conte (10 mesi) ma per il modo in cui ci si è arrivati.
Contraddizioni che sono state le vere protagoniste di questo processo. Proviamo ad elencarne alcune. Carobbio è stato ritenuto credibile «in toto» dalla Procura, tanto che nelle carte si legge che la valenza data alla difesa di Conte nel screditarlo è pari allo zero visto che «le motivazioni addotte appaiono incoerenti e prive di pregio, ove, la versione fornita dal calciatore appare più verosimile». Ma se è credibile al 100%, lo sarebbe stato anche nell'episodio specifico della riunione tecnica nella gara con il Novara. E allora il rinvio a giudizio per l'allenatore perché non è stato per illecito sportivo ma per omessa denuncia? Dubbio che s'ingigantisce leggendo la prima parte dell'atto di deferimento, quello scritto dalla mano degli 007 federali, prima della svolta decisa da Palazzi (che ieri ha ricevuto l'appoggio di Abete: «In questi anni la Procura ha lavorato molto bene a prescindere dalle autonome valutazioni che saranno fatte nei vari gradi di giustizia») nelle conclusioni.
Non trova risposta nemmeno un altro quesito: se il tecnico deve rispondere di omessa denuncia, perché i calciatori presenti nello spogliatoio del Siena ai quali si sarebbe rivolto confidando che «c'era un accordo per il pari» non sono stati deferiti? E perché, come hanno fatto notare almeno una decina di avvocati durante il dibattimento, nelle conclusioni di Palazzi la formula in dubbio pro reo viene utilizzata in un mare magnum di 58 deferiti, solamente per Conte? Strano anche il solo deferimento al team manager del Bologna, Sanfelice, quando Portanova avrebbe parlato con tutto lo spogliatoio rossoblù. Perché non omessa denuncia per tutti? Addirittura inspiegabile quanto accaduto al povero Padelli, che dopo aver parato il rigore che non permette il buon esito di una combine, rischia una pena di tre anni. E poi, l'ultima anomalia. Quella che alla luce dell'ufficialità delle sentenze di oggi, lascerebbe ancor di più perplessi: ma il patteggiamento di Masiello, grazie al quale l'ex barese sconterà 26 mesi di squalifica, è stato concesso per cosa?
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