Sogni di luoghi sconosciuti ma esistenti.

Aperto da Blueline, 09 Ago 2012, 00:14

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
A me capita di sognare dei luoghi che ignoro l'esistenza e il nome, ma che eppure esistono, avendone in seguito
una conferma(visti in qualche foto o passandoci). Vengono chiamati anche "deja-vu".

Come spiegare ciò? A chi altro capita?

sigurd

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.095
Registrato
Citazione di: Blueline il 09 Ago 2012, 00:14Come spiegare ciò? A chi altro capita?
a me, con Murmansk.
La spiegazione, piuttosto evidente, è che avevo memorizzato alcune immagini di Murmansk senza saperlo.

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
Citazione di: sigurd il 09 Ago 2012, 02:23
a me, con Murmansk.
La spiegazione, piuttosto evidente, è che avevo memorizzato alcune immagini di Murmansk senza saperlo.
Spiegazione più che plausibile, se capita solo una volta. A me capita spesso, per quello che ne so, e capitava anche quando internet non esisteva. Luoghi mai visti prima, mai visitati e soprattutto mai fotografati.

porgascogne

Visitatore
Registrato
beh, le potenzialità di quel 0,0005% del cervello ancora inesplorato sono incredibili
8)

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Sei la reincarnazione di Magell'ano.

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
Citazione di: Tarallo il 09 Ago 2012, 09:21
Sei la reincarnazione di Magell'ano.
Molti dicono(ad iniziare dalla nostra religione) che la reincarnazione non è possibile.

Drake

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 5.836
Registrato
CitazioneTrovarsi in un luogo per la prima volta e avere la certezza matematica di essere già passati di là. Avere una conversazione con un amico e per un attimo sentire che quelle stesse parole le abbiamo già dette e già sentite, in quell'ordine esatto. Chissà dove, chissà quando. Il déjà-vu: un fenomeno 'onirico', tanto affascinate quanto inquietante, che è nell'esperienza di tutti e che non siamo riusciti finora a spiegare scientificamente.

Oggi un gruppo di ricercatori americani ha identificato quella parte del cervello responsabile di questa sensazione e già si pensa a una nuova strada per le terapie correlate coi problemi della memoria. Al cuore del cervello umano l'ippocampo è un calcolatore che immagazzina ed che elabora le informazioni collegate alla memoria, fa una mappa dei luoghi e delle esperienze e li archivia per usi futuri.

Ma quando due esperienze iniziano a somigliarsi troppo, queste mappe mentali si sovrappongono e in qualche modo si confondono. "Il fenomeno del déjà-vu capita quando questa capacità che abbiamo tocca i suoi limiti" dice il professor Susumu Tonegawa, professore di biologia e neuroscienze al Massachusetts Institute of Technology di Boston. Premio Nobel per la medicina nel 1987, il professor Tonegawa ha presentato i risultati della sua ricerca sul fenomeno del déjà-vu nel numero di Science in uscita oggi.

Si tratterebbe, dunque, proprio di un malfunzionamento del cervello nell'elaborare nuove informazioni. Una problema collegato con la memoria episodica.

"L'efficacia di questa capacità che abbiamo è fondamentale per animali intelligenti come l'essere umano, perchè permette di organizzare l'informazione presente rendendola fruibile per il futuro" dice il professor Tonegawa. La sua équipe ha fondato la ricerca su una piccola colonia di topi il cui cervello era stato geneticamente modificato. Una parte precisa del loro ippocampo, infatti, quella chiamata dentate gyrus, era stata privata di un gene, quello cruciale nella gestione di questa capacità del cervello.

Privi di questa abilità, i topi sono stati spostati da una gabbia ad un'altra simile, e poi di nuovo riportati nella prima. In una delle due gabbiette i topi venivano colpiti da una leggera scossa elettrica alle zampe; nell'altra gabbia invece no. Gli scienziati, allora, hanno notato che i 'topi modificati' associavano entrambe le gabbie con l'idea del pericolo e cominciavano a irrigidirsi quando venivano portati indifferentemente nell'una o nell'altra: non erano in grado cioè di determinare in quale delle due gabbie venivano colpiti dalla scarica elettrica.

Allo stesso esperimento è stato sottoposto un gruppo di topi non geneticamente modificati che, invece, si irrigidivano soltanto quando venivano introdotti nella gabbia davvero pericolosa.

Quando i ricercatori hanno testato l'attività del cervello di queste cavie hanno avuto la conferma che, nel caso dei 'topi modificati' la reazione era la stessa per entrambe le gabbie, mentre il cervello dei topi sani reagiva differentemente nelle due diverse situazioni.

Tonegawa ha spiegato che la capacità della memoria che consente agli umani di distinguere velocemente luoghi, facce ed esperienze diverse è collegata all'età e che va impoverendosi nell'invecchiamento. Ed è per questo che spiega: "Dal momento che conosciamo il ciclo a livello molecolare e cellulare di questi processi abbiamo la possibilità di creare farmaci in grado di potenziare queste connessioni". Una strada nuova, insomma , si apre per terapie che combattono malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

La ricerca di Tonegawa offre la risposta a una domanda - qual è la radice scientifica déjà-vu? - e spiega un fenomeno che ha appassionato la psicologia, la neurologia e le scienze per anni. E cha ha inquietato un pochino la vita di ciascuno.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Citazione di: Blueline il 09 Ago 2012, 09:25
Molti dicono(ad iniziare dalla nostra religione) che la reincarnazione non è possibile.

Ah vabbe' allora se preferisci credere a Susumu Tonegawa fa come te pare (l'ho conosciuto personalmente  :love: )

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
Citazione di: Tarallo il 09 Ago 2012, 09:28
Ah vabbe' allora se preferisci credere a Susumu Tonegawa fa come te pare (l'ho conosciuto personalmente  :love: )
Mai ascoltato.
Cosa dice?

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
Sto leggendo adesso il post di Drake, pensavo che avesse quotato me e che non mi aveva risposto.

Svennis

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 25.089
Registrato
Citazione di: Tarallo il 09 Ago 2012, 09:21
Sei la reincarnazione di Magell'ano.

brunost è la reincarnazione di un bradipo
tarallo di un grizly
porga di un delfino
io di un setter inglese
la vikinga di un cobra

Brunost

*
Lazionetter
* 453
Registrato
Citazione di: Svennis il 09 Ago 2012, 09:38
brunost è la reincarnazione di un bradipo

No grazie, non mi piace fare vita attiva, preferisco riposarmi :DD

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Drake

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 5.836
Registrato
Citazione di: Blueline il 09 Ago 2012, 09:33
Sto leggendo adesso il post di Drake, pensavo che avesse quotato me e che non mi aveva risposto.
dì la verità, tu non c'hai problemi solo coi deja vu, vero?
:)

Citazione di: Svennis il 09 Ago 2012, 09:38
porga di un delfino

o di un giulio

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
Citazione di: Drake il 09 Ago 2012, 09:43
dì la verità, tu non c'hai problemi solo coi deja vu, vero?
:)

o di un giulio
Perchè sarebbero dei problemi i deja-vu?

Blueline

*
Lazionetter
* 6.724
Registrato
Secondo Tonegawa allora dovrei essere un rimbecillito all'ennesima potenza....Spero allora che sia solo una teoria.....

Però questi sogni li avevo in misura molto maggiore quando avevo un'età al di sotto dei 10 anni, e parlare di alzaimer a quell'età è veramente forzato. Certo non parlo di luoghi che si somigliano, può capitare che 2 posti diversi(anche onirici) facciano le stesse impressioni.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
La spiegazione di Tonegawa e' la semplificazione giornalistica di un concetto basato su un esperimento (quindi una seconda semplificazione) che usa un modello animale (quindi una terza semplificazione).

Non e' affatto sufficiente, anche se non ho letto l'articolo pubblicato su Science.

Cio' che e' certo (per me) e' che il Déjà-vu e' il risultato di una deviazione nello "wiring" del cervello.
I dettagli non li so, e dubito che li conosca qualcuno, incluso Tonegawa, ad oggi.

porgascogne

Visitatore
Registrato
Citazione di: Tarallo il 09 Ago 2012, 10:09
Cio' che e' certo (per me) e' che il Déjà-vu e' il risultato di una deviazione nello "wiring" del cervello.
I dettagli non li so, e dubito che li conosca qualcuno, incluso Tonegawa, ad oggi.

ricordo di aver letto una teoria (sono serio)
il cervello ha la capacità di immagazzinare un'immagine, una qualsiasi informazione, in due modalità: istantanea (memoria a breve) e perenne (memoria a lungo)
c'è un momento, probabilmente dovuto a stress o, più facilmente, a problemi enzimatici e di connessione elettrica del cervello stesso, che tali due memorie (di norma separate) entrino in conflitto
in breve, tu vedi una cosa che stai venendo in quel momento, ma il tuo cervello (che l'ha già immagazzinata in un nanosecondo) te la ripropone come "memoria a lungo" e ti dice "ci sei già stato/l'hai già vista"

in pratica, un contatto fra due memorie che dovrebbero essere separate, che avviene ad una velocità tale da non farci percepire il fatto che sta accadendo in quel momento, ma che sia già accaduta

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Citazione di: porgascogne il 09 Ago 2012, 10:13
ricordo di aver letto una teoria (sono serio)
il cervello ha la capacità di immagazzinare un'immagine, una qualsiasi informazione, in due modalità: istantanea (memoria a breve) e perenne (memoria a lungo)
c'è un momento, probabilmente dovuto a stress o, più facilmente, a problemi enzimatici e di connessione elettrica del cervello stesso, che tali due memorie (di norma separate) entrino in conflitto
in breve, tu vedi una cosa che stai venendo in quel momento, ma il tuo cervello (che l'ha già immagazzinata in un nanosecondo) te la ripropone come "memoria a lungo" e ti dice "ci sei già stato/l'hai già vista"

in pratica, un contatto fra due memorie che dovrebbero essere separate, che avviene ad una velocità tale da non farci percepire il fatto che sta accadendo in quel momento, ma che sia già accaduta

Qualcosa del genere. Avevo l'ufficio vicino a Rob Malenka, un guru della Long Term Memory e Neruonal Plasticity, e ricordo molte discussioni.

Per me il problema non e' che il posto e' stato gia' visto, ma e' che il nostro cervello ci fa credere, per un errore di wiring, che il posto sia stato gia' visto.

Citazione di: porgascogne il 09 Ago 2012, 10:13
tu vedi una cosa che stai venendo in quel momento,

Tu sto problema un giorno lo devi risolve.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

porgascogne

Visitatore
Registrato

porgascogne

Visitatore
Registrato

Discussione precedente - Discussione successiva