Citazione di: Property il 10 Ago 2012, 11:20
Caro Cosmo, non condivido la tua analisi.
Tu poni al centro di tutto il problema di "asincronità" del lotito persona rispetto ai tempi della comunicazione di oggi.
Il problema vero è invece molto più di sostanza.
Cio' che dovresti più guardare invece, non è tanto la comunicazione, internet e le radio, ma è un mondo lazio che ha disperato bisogno di unità di intenti e di serenità.
Il problema di lotito non è tanto quello di essere asincrono, è piuttosto quello di contribuire a dividere piuttosto che a unire.
In tempi particolari come quelli odierni, dove anche la curva, pur si chiedendo rinforzi come tutte el curve, capisce l'importanza di restare uniti e fare gruppo, fare "sistema", lotito spacca, rilancia la bomba e alimenta il fuoco della divisione.
Tu fai passare l'intervista di lotito come quella di un uomo d'altri tempi ma piena di contenuti.
Per me è l'intervista di un uomo di questi tempi che non ha capito per niente i contenuti.
Questa intervista può diventare oro colato se ci permette di discutere sul personaggio Lotito, perché a noi tifosi non resta che capirlo fino in fondo, senza pregiudizi, visto che ci dobbiamo convivere come con un coinquilino che cucina uno spettacolare abbacchio allo scottadito ma non scarica il cesso dopo aver fatto la cacc.a.
Ho evidenziato in grassetto quello che penso sia un nodo cruciale. La penso diversamente da te, nel senso che è proprio la comunicazione che modella l'unità e la serenità di una tifoseria. Proprio per come la comunicazione odierna è strutturata, rispetto agli anni '80 (ma potevo spingermi anche meno in là).
Il presidente di una squadra - che arriva quarta per due anni consecutivi, sopra la riomma (questo conta in città) e possiede giocatori come Klose, Hernanes - se viene disprezzato come è disprezzato Lotito, non lo è in virtù dei risultati ma di come si pone.
E il fatto che susciti antipatia lo mette in posizione di svantaggio. C'è sempre gente costantemente in agguato per fargli le pulci. Giusto e sbagliato, perché va bene fare le pulci ma nello specifico e non per partito preso. I contenuti dell'intervista sono un inno alla demagogia e all'esaltazione del proprio ego, tanto che la Lazio rimane in secondo piano, tranne che per due aspetti. E qui rispondo anche a Strike:
Di buono secondo me non c'è solo la parte relativa al calcioscommesse, ma anche la parte iniziale, esplosiva e offensiva come è nel personaggio: gradasso e sicuro di sé, forse troppo sicuro di sé.
La parte cioè in cui lui difende la Lazio dai denigratori ad oltranza, quelli che lui chiama i parassiti usando un termine che non avrebbe dovuto usare.
Parlo per me: io non soffro il modus operandi di Lotito tanto quanto mi infastidisce il continuo stillicidio contro di lui e contro la Lazio che va in scena ogni giorno. E che modella l'unità di intenti e la serenità (e così mi ricollego anche al buon Property).
L'intento (leggi: il regalo) di Lotito è funzionante ma come al solito lo impacchetta male. Lui vuole difendere la Lazio anche dalla deriva della comunicazione che quotidianamente danneggia l'immagine della Lazio con l'eccessivo accanimento verso gli errori di Lotito.
Lotito vuole difendere la Lazio. Bene. Fai la tv, fai la radio, ma non accusare gli altri di essere parassiti. Sii più diplomatico. Io lo sarei, lui no, proprio perché va ad una velocità diversa. Io la penso come lui: ci sono giornalisti che attaccano la Lazio ormai come linea editoriale che hanno trasformato i luoghi comuni in verità.
E, di nuovo, il collegamento: i luoghi comuni dialettici e contenutistici:
Lotito: "il calcio didascalico, il coma irreversibile, Manzoni"
I tifosi avvelenati: "Lotito sta antipatico a tutti i presidenti italiani, la mediocrità, il gestore (che è il Manzoni dei disamorati), non caccia li sordi etc., fa mercato solo con Preziosi, pensa alla Salernitana.
Di nuovo, la tifoseria è lo specchio deformato di Lotito e viceversa. Prendetela anche come una forzatura, ma soprattutto come punto di partenza per uscire dal tunnel.
Voglio dire, se una strategia non funziona, forse è il caso di cambiarla.
Piantare le tende su internet o di fronte alla radio aspettando che Lotito muoia (come presidente) non funziona e contribuisce ad accorciare la miccia collegata alla polveriera.
Che Lotito venga sonoramente criticato quando deve essere criticato.
Che Lotito però venga anche rispettato per quanto di buono fa e farà, uscendo dal tranello della frase retorica: "questo gli va riconosciuto".
Ma i complimenti a Lotito durano dieci secondi, le critiche livorose durano cinquanta ore.
Avessimo anche noi un problema di comunicazione?
Lotito è come noi? Noi come Lotito?