Quando a fine 90' cominciai ad ascoltare in macchina le aradio, in quella mezzoretta che mi portava al lavoro, c'era un sacco di entusiasmo e divertimento.
La Lazio si accingeva a vivere la sua Golden Age, i tifosi chiamavano per esprimere la loro gioia o anche critiche
e c'era un clima interessante.
Mi ricordo c'era Olivieri che sfotteva i romanisti e un sorriso te lo strappava.
Poi i momenti di crisi, gli scontri all'agenzia delle entrate, Lotito.
Da allora in poi le aradio della Lazio si sono trasformate in pallidi teatrini noiosi e ripetitivi, frequentati perlopiu' da persone non acculturate e che nel contesto della radio de carcio purtroppo non trovano cultura, anche perche' spesso i conduttori sono piu' ignoranti di loro.
Radiosei mi mette una tristezza infinita, (forse con l'eccezione di Pantano, che almeno è ironico e non banale).
Poi se ascolti radiosei perche' vuoi capirci di piu' di calcio caschi male.
Gli opinionisti ex glorie Laziali aprono bocca e gli danno fiato piu' o meno tutti.
Se penso che c'e' gente che si sente sola e ascolta tutto il santo giorno radiosei mi si stringe il cuore fortissimo.
Io farei una legge che per ogni ora di ascolto di radio della Lazio sia obbligatorio ascoltare un'ora di trasmissioni culturali ( anche a piacere ) che possano essere che ne so, una commedia di Shakespeare, la storia dell'Indonesia o una guida con ascolti al punk femminista 76-12 dalle Slits alle Pussy Riot.
E poi rimetti su wilson e a anselmi