Cragnotti 14.07.2010

Aperto da BiancoAzzurro, 14 Lug 2010, 14:42

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cartesio

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Citazione di: happyeagle il 16 Lug 2010, 16:35
il tutto poteva essere evitato rinnovando i bond in scadenza Nov. 2002 e costringere Cragnotti a riportare in equilibrio i conti, magari con delle dismissioni che se non fatte in stato di crisi avrebbero permesso realizzi più vantaggiosi per i piccoli risparmiatori.

W le soluzioni facili !
Chissà com'è che non ci hanno pensato.
E chi doveva farlo, su quale piazza finanziaria, con quali strumenti legali?

borgorosso

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Citazione di: cartesio il 16 Lug 2010, 16:55
W le soluzioni facili !
Chissà com'è che non ci hanno pensato.
E chi doveva farlo, su quale piazza finanziaria, con quali strumenti legali?

mi permetto di quotare cartesio.
non esistono soluzioni semplici a problemi complessi.

cragnotti non ha lasciato certamente una situazione florida.
si sta difendendo in tribunale: vediamo quale sarà la verità giudiziaria.

per il momento ci accontentiamo di aver goduto negli anni felici.

Gio

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Tiro su il topic per riportare ciò che dice Dagospia.

"Che ci facevano oggi attovagliati in un ristorante di via Quattro Fontane, l'ex patron della Lazio Cragnotti, Guido Paglia, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, Andrea Sassano e Fabrizio Casinelli, cioè la cricca biancoceleste della Rai? Al centro dei discorsi la Lazio e le ipotesi per il dopo Lotito. Stando a quanto riferiscono alcuni vicini di tavolo Cragnotti avrebbe detto che se Lotito desse un segnale di disponibilità a trattare per l'uscita: "In 48 ore ci sarebbe almeno un potenziale acquirente".

Non mi importa se è vero, attendibile, probabile o quello che volete voi.

Mi importa che su 'sta cosa ci sogno per tutto il week end che arriva. Due giorni a  pensare che un'altra Lazio non solo "è possibile" (cit.) ma anche vicina.

Poi al resto ci ripenso da lunedì.

Buon fine settimana a tutti e Forza Lazio.

fish_mark

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Citazione di: Gio il 23 Lug 2010, 19:10
Tiro su il topic per riportare ciò che dice Dagospia.

"Che ci facevano oggi attovagliati in un ristorante di via Quattro Fontane, l'ex patron della Lazio Cragnotti, Guido Paglia, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, Andrea Sassano e Fabrizio Casinelli, cioè la cricca biancoceleste della Rai? Al centro dei discorsi la Lazio e le ipotesi per il dopo Lotito. Stando a quanto riferiscono alcuni vicini di tavolo Cragnotti avrebbe detto che se Lotito desse un segnale di disponibilità a trattare per l'uscita: "In 48 ore ci sarebbe almeno un potenziale acquirente".

Non mi importa se è vero, attendibile, probabile o quello che volete voi.

Mi importa che su 'sta cosa ci sogno per tutto il week end che arriva. Due giorni a  pensare che un'altra Lazio non solo "è possibile" (cit.) ma anche vicina.

Poi al resto ci ripenso da lunedì.

Buon fine settimana a tutti e Forza Lazio.

se è vero o no è comunque il segno che stanno partendo manovre nell'establishment della capitale per avviare un processo di rinnovamento urgente e necessario.
Volesse il cielo!

Ora non è più tanto il tempo di "un'altra LAZIO è possibile", ma è arrivato il momento di dire
"in God we trust"

PS Presidè, dai un segnale ... uno solo ...

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duccio

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Citazione di: fish_mark il 23 Lug 2010, 19:39
se è vero o no è comunque il segno che stanno partendo manovre nell'establishment della capitale per avviare un processo di rinnovamento urgente e necessario.
Volesse il cielo!

Ora non è più tanto il tempo di "un'altra LAZIO è possibile", ma è arrivato il momento di dire
"in God we trust"

PS Presidè, dai un segnale ... uno solo ...
Seeeeeeeeeeeeeeeeee, 
magna pure tranquillo fish !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Purtroppo e per fortuna ci chiamiamo SSLAZIO ,
e non ASTOILETTE,dove tutta la politica se appecorona ai sommi eletti (maddeche? ) ;)

Tarallo

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Citazione di: Gio il 23 Lug 2010, 19:10
Tiro su il topic per riportare ciò che dice Dagospia.

"Che ci facevano oggi attovagliati in un ristorante di via Quattro Fontane, l'ex patron della Lazio Cragnotti, Guido Paglia, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, Andrea Sassano e Fabrizio Casinelli, cioè la cricca biancoceleste della Rai?

Per me litigavano perche' nessuno voleva paga' il conto, poi Cragnotti ha fatto un paghero' e se la sono cavata, per ora.

Io dormo fra due guanciali e spero di sognarmi Eva Gaëlle Green invece di Cracknotti.

Iker77

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Citazione di: Tarallo il 23 Lug 2010, 20:11
Per me litigavano perche' nessuno voleva paga' il conto, poi Cragnotti ha fatto un paghero' e se la sono cavata, per ora.


Più probabile.


asLomaMelda

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Citazione di: Gio il 23 Lug 2010, 19:10
Tiro su il topic per riportare ciò che dice Dagospia.

"Che ci facevano oggi attovagliati in un ristorante di via Quattro Fontane, l'ex patron della Lazio Cragnotti, Guido Paglia, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, Andrea Sassano e Fabrizio Casinelli, cioè la cricca biancoceleste della Rai? Al centro dei discorsi la Lazio e le ipotesi per il dopo Lotito. Stando a quanto riferiscono alcuni vicini di tavolo Cragnotti avrebbe detto che se Lotito desse un segnale di disponibilità a trattare per l'uscita: "In 48 ore ci sarebbe almeno un potenziale acquirente".

Non mi importa se è vero, attendibile, probabile o quello che volete voi.

Mi importa che su 'sta cosa ci sogno per tutto il week end che arriva. Due giorni a  pensare che un'altra Lazio non solo "è possibile" (cit.) ma anche vicina.

Poi al resto ci ripenso da lunedì.

Buon fine settimana a tutti e Forza Lazio.
ti accompagno nel sogno.  ;)
spero che non dispiaccia a nessuno.

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Esprit Libre

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Tutto quello che vi pare, ma non chiamiamolo rinnovamento...

superdelio

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Citazione di: Gio il 23 Lug 2010, 19:10
"Che ci facevano oggi attovagliati in un ristorante di via Quattro Fontane, l'ex patron della Lazio Cragnotti, Guido Paglia, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, Andrea Sassano e Fabrizio Casinelli, cioè la cricca biancoceleste della Rai? Al centro dei discorsi la Lazio e le ipotesi per il dopo Lotito. Stando a quanto riferiscono alcuni vicini di tavolo Cragnotti avrebbe detto che se Lotito desse un segnale di disponibilità a trattare per l'uscita: "In 48 ore ci sarebbe almeno un potenziale acquirente".

Magnate tranquilli.

A.Voronin

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Il mio presidente  :cry:

borgorosso

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o si incontrano molto spesso, o è una notizia vecchia.
se lotito decidesse di passare la mano acquirenti ce ne sarebbero certamente, anche grazie alla sua opera d risanamento e bonifica.
nessuno può seriamente pensare "dopo lotito il nulla"

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happyeagle

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Citazione di: borgorosso il 24 Lug 2010, 09:29
o si incontrano molto spesso, o è una notizia vecchia.
se lotito decidesse di passare la mano acquirenti ce ne sarebbero certamente, anche grazie alla sua opera d risanamento e bonifica.
nessuno può seriamente pensare "dopo lotito il nulla"

per quanto "autorevoli" i commensali , le loro chiacchiere valgono quanto le nostre,

il se è decisivo !!

WhiteBluesBrother

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Citazione di: Gio il 23 Lug 2010, 19:10
Tiro su il topic per riportare ciò che dice Dagospia.

"Che ci facevano oggi attovagliati in un ristorante di via Quattro Fontane, l'ex patron della Lazio Cragnotti, Guido Paglia, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, Andrea Sassano e Fabrizio Casinelli, cioè la cricca biancoceleste della Rai? Al centro dei discorsi la Lazio e le ipotesi per il dopo Lotito. Stando a quanto riferiscono alcuni vicini di tavolo Cragnotti avrebbe detto che se Lotito desse un segnale di disponibilità a trattare per l'uscita: "In 48 ore ci sarebbe almeno un potenziale acquirente".

Non mi importa se è vero, attendibile, probabile o quello che volete voi.

Mi importa che su 'sta cosa ci sogno per tutto il week end che arriva. Due giorni a  pensare che un'altra Lazio non solo "è possibile" (cit.) ma anche vicina.

Poi al resto ci ripenso da lunedì.

Buon fine settimana a tutti e Forza Lazio.
se vuoi sognare qualcosa di più realistico, ti suggerisco quello di ritrovarti Veronica Zemanova nella doccia domattina...
:D :D

WhiteBluesBrother

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* 22.317
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Tornando seri, non capisco perché nessuno mai parla di come fare diventare più concreto quel "SE".
Tutto passa per le mani del sindaco, ma si continua a guardare solo a Lotito. Che di per se' è inamovibile per l'eternità. Il sindaco avrebbe da un pezzo in mano la carta per tirare giù il piedistallo di cemento su cui il presidente si è messo, ma non solo non la mette giù, ma neanche nessuno lo sollecita in tal senso.
Mah?? :?

fish_mark

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Citazione di: Esprit Libre il 23 Lug 2010, 21:18
Tutto quello che vi pare, ma non chiamiamolo rinnovamento...

Hai ragione, dopo la follia al potere, potremo chiamarla "La ripartenza" ...

Kebab

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Citazione di: Gio il 23 Lug 2010, 19:10
"In 48 ore ci sarebbe almeno un potenziale acquirente".


Aaah addirittura...

Che chi vuole la Lazio (cmq l'ipotesi ritorno di Cragnotti me sembra assolutamente irrealistica) lo dica chiaro e tondo invece... quello no!?!?

La verità è che non c'è un kaiser di nessuno...

happyeagle

*
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Citazione di: Kebab il 24 Lug 2010, 15:38
Aaah addirittura...

Che chi vuole la Lazio (cmq l'ipotesi ritorno di Cragnotti me sembra assolutamente irrealistica) lo dica chiaro e tondo invece... quello no!?!?

La verità è che non c'è un kaiser di nessuno...

dopo che li ha serviti il cameriere gli ha detto: "Mangiate tranquilli" :twisted:

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Blueline

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Cragotti e Lotito, le vacche grasse e le vacche magre.
Prima si festeggiava e poi cinghia!(Anche se con Lotito 2 coppe le abbiamo
portate a casa)

Presidenti che per un motivo o per un altro passeranno alla storia.

Gio

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Intervista interessante (da LaLaziosiamonoi.it).
La verità non la possiede nessuno.


Cragnotti è stato il simbolo dell'età dell'oro: «Eravamo autogestiti, ma nessuno se ne accorse»
Crisi del calcio
05.08.2010 10:33 di Alessandro Pizzuti   articolo letto 1668 volte
Fonte: La Stampa

Ha assistito dall'esterno al sipario sull'età dell'oro. Ne era uno dei più alti rappresentanti, Sergio Cragnotti, presidente della Lazio dal 1992 al 2003. Oggi anche lui, forse, si troverebbe con le mani legate: club con sempre minore autonomia, occhi costretti sui bilanci, contratti a prestazione. E un calciomercato mai così noioso. Gli sbadigli delle ultime sessioni sono ancora più lunghi, se paragonati ai fuochi d'artificio di un presidente che ad un certo punto fu etichettato come un collezionista di figurine.

Da Winter a Gascogne, da Vieri a Salas, da Mancini a Crespo. Con l'ex presidente della Roma Franco Sensi, il «il rivale alleato», Cragnotti lanciò la sfida al Nord e al Palazzo. Gli sforzi furono premiati nel 2000, con il 2° scudetto della storia biancazzurra. Poi il crollo finanziario, nel novembre del 2002, quando i bond del gruppo Cirio vennero dichiarati in «default». Non ebbe scelta: fu costretto a lasciare la Lazio nelle mani dell'allora Banca di Roma e ad uscire di scena con l'accusa di bancarotta fraudolenta.

Parametri zero. Contratti su misura. Di colpi neanche a parlarne. Cragnotti, tutto è cambiato rispetto alle sue estati di calciomercato esplosivo.
«La crisi globale ha investito anche il calcio. Che però ha le sue responsabilità: il sistema limita la gestione delle società, mentre i presidenti non riescono ad applicare una politica di coesione. Sono loro che dovrebbero dettare legge in autonoma».

La sua legge, all'epoca, le costò cara.
«La gestione della Lazio fu tutt'altro che scellerata. I movimenti del club non ebbero nulla a che fare con i gravi fatti che coinvolsero il gruppo Cirio. [/b] La Lazio era una società all'avanguardia, un astro nascente nella politica sportiva: fui il primo ad applicare la logica delle plusvalenze e degli ammortamenti. Avrò speso più di 200 miliardi di lire per fare grande la squadra, ma riuscii a cedere a cifre esorbitanti giocatori come Vieri, Nesta, Crespo, Veron, Nedved. Eravamo autogestiti, ma nessuno se ne accorse»

Cosa occorre al nostro Paese per uscire dalla crisi?
«Mancano le idee. L'Italia, storicamente, non ha mai difettato nell'ingegno. Eppure oggi non siamo più appetibili. Spesso si dice che il nostro calcio è riluttante ad investitori stranieri: peccato di presunzione, semmai è il contrario. Il punto è questo: nel Belpaese tutti sanno che non si riesce a gestire il pallone come un'azienda. Bisogna capire che il calcio non può stare nelle mani di ex calciatori come Baggio. Per l'aspetto tecnico andranno anche bene...».

Rimettersi in pista?
«Le ciambelle con il buco riescono una volta soltanto».

Rimorsi?
«Rifarei tutto».

Qualcosa le mancherà però di quel suo mondo.
«Lo spirito di sfida, quello sì, un po' mi manca. Per me il fine non era la buona gestione, semmai il mezzo: l'unico scopo di un presidente deve essere quello di portare in cima al mondo la propria squadra».

Sente di esserci riuscito?
«Per due anni la Lazio fu al vertice del ranking Fifa».

In Franco Sensi, il suo primo rivale sportivo, trovò il più grande alleato.
«Combattemmo Milano con una politica coesa. Dimostrammo che anche nella Capitale si poteva vincere. In un certo senso, sovvertimmo la nostra rivalità. Fu un periodo, forse, irripetibile».

La famiglia Sensi ha deciso di mandare in liquidazione la società «Stadio Olimpico», che lei fondò con l'ex presidente della Roma.
«Evidentemente era venuto a mancare l'oggetto. Quella società fu costituita per gestire un nuovo impianto sportivo. Nella fattispecie stavamo per procedere all'acquisto dell'Olimpico: avevamo ottenuto il consenso del sindaco Veltroni, volevamo ristrutturarlo sul modello di quelli di ultima generazione. Interferenze politiche ci impedirono di realizzare il nostro progetto».


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