riporto un articolo trovato da Teo alias Teotokris alias RobCouto su altro forum
Herr Hitler has sent us no message. We are here as sportsmen to play against the best footballers in the world"
Fritz Szepan, capitano della Germania.
Quando calcio e storia si incontrano: accadde il 4 dicembre 1935, al White Hart Lane di Londra. Questa è il raccontodella partita tra Inghilterra e Germania, quando la bandiera con la svastica sventolò nei cieli della capitale inglese per la prima, e fortunatamente, ultima volta nella storia.
Correva l'ottobre del 1935 quando venne annunciato che il palcoscenico per la sfida del dicembre successivo sarebbe stato lo stadio del Tottenham Hotspurs, appunto il White Hart Lane. La notizia destò scalpore, perché già allora gli Spurs erano rinomati per la loro consistente base di supporter ebrei: la polemica divampò subito e con una veemenza impetuosa. Come riportato da John Harding in un articolo apparso su FourFourTwo (nr. 198, gen '11) "si trattò di una gara che divise un intero paese, ed il succo della questione fu la domanda che tutta l'opinione pubblica inglese si stava ponendo, senza trovare ancora una risposta: quanto era cattivo Adolf Hitler?". Nel 1935 Hitler era al potere da un paio d'anni, ma nel settembre di quello stesso anno erano state promulgate le Leggi di Norimberga che in sostanza definivano gli ebrei tedeschi dei sub-umani. In quelle settimane il Tottenham Weekly Herald riporta: "gli ebrei inglesi si lamentano del trattamento dei loro compatrioti in Germania e chiedono che la partita venga cancellata". La scelta dello stadio del Tottenham fu, da parte della Football Association per lo meno superficiale, e con una motivazione – "è il turno del White Hart Lane di ospitare una partita internazionale" – piuttosto ridicola. La comunità ebraica inglese annunciò che nel caso in cui la partita si fosse disputata 6000 ebrei avrebbero marciato fuori dallo stadio per protesta.
A tutto questo si unì l'antisemitismo latente di una parte della popolazione inglese, espresso molto bene da un editoriale dello stesso
Tottenham Weekly Herald in cui si leggeva un passaggio di questo tenore: "Gli Spurs troveranno sempre sufficiente pubblico inglese senza doversi preoccupare degli Ebrei [...]. Sarebbe bello in futuro assistere ad un match dell'Inghilterra con solo tifosi Inglesi sugli spalti". Ad aggiungere altra preoccupazione ci fu la notizia che sarebbero arrivati a Londra oltre 10.000 supporter tedeschi; la trasferta era stata organizzata, ovviamente a scopo di propaganda, dalla KdF per mostrare all'Inghilterra e al mondo i vantaggi del modello nazionalsocialista. Fu a questo punto che entrarono in campo anche gli ambienti diplomatici: si tenne un incontro tra l'ambasciatore tedesco, membri del Foreign Office e del Home Office (i nostri ministri degli esteri e dell'interno) e addirittura Joseph Goebbels. La Germania si volle mostrare conciliante: la squadra e i tifosi avrebbero indossato uniformi informali e durante la partita non sarebbero state sventolate bandiere con la svastica. Grazie alla politica pacificatoria di entrambi i governi, benché per motivi diversi, gli inglesi decisero che il match si sarebbe disputato: annullare il match per paura di proteste anti tedesche avrebbe rappresentato – pensarono gli organizzatori – un asso nella manica per la propaganda tedesca, che avrebbe potuto incolpare gli ebrei per qualsiasi disordine.
Il British Anti-Nazi Council rimase comunque sull'allerta, stampando volantini che raccontavano del trattamento degli ebrei in Germania, ma presto l'attenzione si spostò sui diecimila tifosi che avrebbero assistito alla partita. Ironia della sorte, molti ebrei tedeschi rifugiatisi a Londra furono impiegati come guide per i loro (ex) connazionali, il cibo venne fornito dalla ditta Lyons & Co, che in Germania veniva definita "una azienda ebrea che ogni buon nazista avrebbe dovuto evitare". Con l'avvicinarsi del calcio d'inizio la tensione aumentò: la polizia era presente in forze, circa ottocento uomini; proteste avvennero dalla stazione dei treni in direzione dello stadio con cartelli anti nazisti, distrutti dai poliziotti; veniva arrestato chiunque si arrischiasse a intonare cori anti-tedeschi. La polizia dovette tenere a bada anche alcuni simpatizzanti nazisti, nonostante le famigerate Camice Nere di Mosley non si presentarono. I 10.000 tifosi tedeschi occuparono l'East End, sventolando bandierine con la svastica, nonostante quanto avessero negoziato dai rispettivi governi. Durante l'inno nazionale, benché fosse loro espressamente vietato cantare cori politici, intonarono il loro a piena voce mentre la squadra tedesca stazionava a metà campo impettita nel saluto romano, e sul West Stand sventolava la bandiera con la croce uncinata. Ernie Wooley, un artigiano tifoso degli Spurs presente alla partita, si arrampicò sulla grondaia, arrivò sul tetto del West Stand, si inerpicò sull'asta della bandiera e con un coltello strappò la svastica. "Quella bandiera è odiata in questa nazione" disse agli agenti che andavano ad arrestarlo e a reissare la bandiera al suo posto. La partita poteva iniziare e se la aggiudicarono i padroni di casa per 3 a 0.
Non fu, nonostante le premesse, una partita cattiva né fallosa, ma come il tempo dimostrerà le previsioni della comunità ebraica e dei gruppi anti nazisti erano corrette. Entro quattro anni le due nazioni erano in guerra e un partita di calcio tra Inghilterra e Germania, senza connotazioni politiche, non si sarebbe più giocata.
(da
pizzul.tumblr.com/)