Ska, Rocksteady, Reggae

Aperto da Baldrick, 18 Lug 2012, 11:19

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kelly slater

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La storia della Giamaica e della sua musica è purtroppo molto spesso anche storia di violenza e follia.

Cosi' in quelle prime ore del capodanno 1965 Don Drummond incappava in un raptus mentale e accoltellava la fidanzata.
Il giorno dopo si costituiva e veniva rinchiuso in manicomio, dove morira' 4 anni dopo.
L'apogeo degli Skatalites veniva bruscamente interrotto.

Gia' accennato nel post su Tommy Mc Cook, Don Drummond fu importantissimo non solo perche' era un trombonista jazz della madonna ( e anche colui che ha insegnato l'arte dello strumento "pesante" a Rico )
ma sopratutto perche', nel collettivo riunito da Coxsone Dodd allo Studio One, gli venne affidato da quest'ultimo il ruolo di arrangiatore principale.

Don era cresciuto all'Alpha Boys School, l'istituto di suore per ragazzi di strada,dove regnava la disciplina e l'apprendimento della musica, fucina per gran parte di quei talenti che modelleranno lo ska.

Si era poi fatto le ossa nell'orchestra di Eric Deans, suonando l'R&B e il jazz, insieme a gente come Erneest Ranglin, per poi venire travolto dal verbo Rastafari.
Salito sulle Wareika alla corte di Ossie, insieme ai vari ranglin, Mc cook, Alphonso e compagnia bella, rimodella il suo stile al ritmo delle percussioni Burru, perso in session interminabili di musica, preghiera e ovviamente ganja.

Nel 59 comincia a incidere per Dodd



E sentite qui che bravo ad arrangiare il jazz latino, smooth e romantico, e quell'assolo bop...



Ma quando si comincia ad accelerare Don non si tira certo indietro...



E quando Lloyd Knibbs svisa shuffle e Don vira in minore escono capolavori come questo:



o quest'altro, dove si inizia a intuire dove si andra' a parare nel giro di qualche anno...



Il passaggio a rocksteady e reggae segnera' l'assurgere del basso a protagonista assoluto della scena
e qui il Don precorre i tempi lasciando briglia sciolta al maestro LLoyd Brevett



e avrete notato che al minuto 3"10 un altro sottogenere e' gia' all'orizzonte...


kelly slater

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Citazione di: Aquila Romana il 21 Ago 2012, 01:24
Giusto ! Un brano che qualche anno dopo ispirerà un certo Robert Nesta Marley: "All I ever had.. is songs of freedom"

questi invece sono per Leonardo..





:DD

aho glieli ho fatti sentire mentre lo cullavo e s'e' abbioccato!
grande!!  :sleep:

Aquila Romana

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Altro padre fondatore della musica reggae-ska è il già citato Derrick Morgan, classe 1940 ma tuttora in attività e ad esibirsi in giro per il mondo, Italia compresa.


1969 - Derrick Top The Pop


1969 - Conquering Ruler


2007 -  King Dong

kelly slater

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Un piccolo tributo at Godfather of Rocksteady: Alton Ellis

Nato a Kingston nel 1938, da giovane riscuote un discreto successo come ballerino per poi avviarsi alla carriera musicale come cantante e farsi conoscere con il suo gruppo (Alton e The Flames).

Nel 1967 si lancia nella carriera solista (legandosi allo Studio One), si trasferisce prima in Canada poi, dopo un ritorno in Giamaica, definitivamente a Londra, dove si è spento nel 2008; il numero dei brani di successo che sforna è talmente vasto che servirebbero pagine e pagine del topic per documentarlo tutto, questa una mia personalissima selezione, tutta a gusto mio..


Alton Ellis – These Eyes - Album Sunday Coming - 1970


Alton Ellis – African Descendants - Get Ready For Rock Reggae Steady - 1999
(raccolta di brani del periodo 1967-74)


Alton Ellis - Rasta Spirit - Album Arise Black Man (raccolta di brani del periodo 1968-1978)


Alton Ellis - No Man is Perfect - Album Many Moods - 1980


Alton Ellis & Zoot - Oppression - Studio One Roots vol.3. (2007)

kelly slater

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Come nasce il rocksteady?
Aldila delle leggende, che sono diverse e tutte molto colorite, possiamo vedere che i motivi principali
del rallentamento, furono tutti molto concreti.
Primo: non je la si faceva piu' con tutto quel caldo a saltare e zompare tutta la notte nei sound system
a quella velocita'. Praticamente i ballerini erano diventati dei professionisti, superallenati, e chi non lo era non reggeva il ritmo, quindi il ballo non era piu' per tutti.
Secondo: le tariffe dei fiatisti erano diventate esorbitanti.
Un buon pezzo ska aveva come protagonista la sezione fiati, e col boom dello ska in giamaica, ma sopratutto in inghilterra, i fiatisti avevano aumentato di tanto i loro cachet, e i produttori non riuscivano a stare entro le spese.
Indi per cui altri strumenti si affacciarono sulla scena, come l'organo per esempio, e il ritorno della VOCE.
Terzo: il soul, altro motivo del ritorno in primo piano della voce, appunto.
Come abbiamo visto la musica giamaicana, al contrario di quella latina, si è sviluppata in una dialettica serrata con quella (afro)americana.
E a meta' anni 60 le influenze della musica soul si fecero imponenti sull'isola.
Uno dei fan piu' accaniti era proprio Bob Marley, incaricato da Coxsone di vagliare le innumerevoli proposte discografiche provenienti dal continente per i suoi sound system.
Il soul era piu' lento del R&B, era piu' melodico ma anche piu' profondo e romantico.
Dire che il rocksteady sia nato come un soul in levare non e' pero' corretto al 100% ( anche se  ascoltando gli stessi brani i versone soul e poi  RS potrebbe sembrare ).
La differenza sta nel BASSO, ed è quell'innovazione decisiva che poi portera' al reggae, al dub e a una miriade di contaminazioni.
Parlando di Don Drummond si era accennato anche a LLoyd Brevett, bassista degli Skatalites, il primo a costruirsi da solo bassi elettrici e a sperimentare su ardite frasi melodiche.
La cassa ora batteva anziche' sul 2 e sul 4, sulla terza, e il basso era libero di arzigogolare, complice anche una cornice piu' scheletrica, priva di fiati e ricca invece i nuovi elementi ritmici come il chank della chitarra e gli schiocchi dell'organo.
Ecco alcuni esempi di ska rallentato pre-rocksteady entrambi di Hopeton Lewis:





e ora l'inno omonimo di Alton Ellis:




Aquila Romana

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Ok Kelly, continuiamo a percorrere questo sentiero "a quattro mani"...

:beer:

Fra coloro che per primi violarono un territorio prevalentemente musicale della musica giamaicana ci sono due artisti classe 1939, che a detta di molti amanti del genere non hanno mai raccolto il giusto riconoscimento

Il primo è Owen Gray, grande voce nonché pioniere dell'industria musicale giamaicana, nasce nel 1939 in Giamaica e, come molti altri artisti del periodo, incontra per la prima volta la musica durante le cerimonie ecclesiastiche nella chiesa di quartiere, per poi studiarla all'Alpha Boys School (vincerà il suo primo concorso per giovani talenti all'età di 9 anni).

Owen Grey nel corso della sua carriera abbraccia molteplici generi musicali, dal R&B allo SKA fino al Rocksteady ed al Reggae:


Owen Gray – Free Up Jah Jah Children - dalla raccolta Shook, Shimmy And Shake (2004)


Owen Gray – Rizla - from Fire And Bullets (1977)

Il secondo artista è Derrick Harriott, anche lui classe 1939, eletto nel 1971 come miglior produttore dell'anno e fra i primi ad intuire le doti di King Tubby al mixer, nonchè le potenzialità del filone dub


Derrick Harriott – Blacker Black – from Dub LP Scrub a Dub (1974)


Derrick Harriott & The Revolutionaries – Tonight Tonight – from Reggae Chart Busters Seventies Style (1977)

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Citazione di: kelly slater il 30 Ago 2012, 12:49
Parlando di Don Drummond

A proposito..


Don Drummond & Roland Alphonso - Heaven and Earth (Roll on Sweet Don)

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kelly slater

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Co tutta sta pioggia ci vuole un po' di sole...





kelly slater

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Cover.
Ai giamaicani piace fare le cover, e le cover delle cover, e le cover delle cover delle cover.
Un esempio:

il classico soul dei Blood Sweat and Tears:



e come ci va sopra Mr. Ellis di rocksteady:



e come suona bene anche in epoca dancehall:




Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 05 Set 2012, 17:35
Cover.
Ai giamaicani piace fare le cover, e le cover delle cover, e le cover delle cover delle cover.

Eh già, e se si parla di cover come non parlare di Ken Boothe quando rivisita Jonh Lennon 



Ken Boothe (nato a Kingston nel 1948) è una delle grandi voci della musica giamaicana, non solo autore di cover ma anche ispiratore delle stesse, ad esempio con uno dei suoi primi grandi successi: "The Train Is Coming"




Qui ripreso dagli UB40:


e qui re-interpretato dallo stesso Ken Boothe in "stile Shaggy"



Ken sfonderà in Inghilterra proprio con una cover, rivisitando "Everything I Own", qui nella sua versione originale di David Gates:



Qui nella versione di Ken Boothe


Che vede anche una versione dub prodotta da King Tubby & Aggrovators


E vi risparmio, per amor di topic, la versione di Boy George...    ;))

Aquila Romana

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Se Ken Booth ha ricevuto un riconoscimento ufficiale dal governo del suo paese per il contributo fornito nel campo della musica giamaicana ci sarà un perchè..


Ken Boothe - Aint No Sunshine – Album Boothe Unlimited - 1972


Ken Boothe - Peace Time - Album - Jack Ruby Hi-Fi - Artisti vari – 1981


Ken Boothe & Tyrone Taylor - Christopher Columbus - Album Two Of A Kind - 1987

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kelly slater

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E vai col gioco delle cover allora!  ;)

Un altro classicone del "corpus" giamaicano è Tribal War, originariamente
scritto e realizzato nel 1974 dal semisconosciuto Little Roy per la sua etichetta personale, la Tafari Records.
L'argomento è a carattere pacifista, e invoca la fine della violenza tra le bande di kingston.
Una curiosita' è che il basso in questo 45 sia suonato dalla futura stella del lovers rock Dennis Brown.



Il pezzo è un instant classic, e c'e' gia' la voglia di rifarlo, magari una punta piu' solare e allegro, e allora ci pensa George Nooks:



ma John Holt se ne accorge e lo riporta a un'atmosfera leggermente piu' roots:



e allora pensa Dillinger: perche' non svisare un po' sulla dub version?



sicche' nei primi 90' gli eroi dancehall si ricordano la lezione, in particolar modo
Buju Banton, che chiama a raccolta i fratelli Gold alla produzione, Terry Ganzie nel secondo intervento, e sopratutto uno strepitoso Tony Rebel nel terzo:



Per onore di cronaca si potrebbe segnalare il ripescaggio del ritornello
per l'omonima Tribal war di Nas e Damian Marley ft. Khnaan del 2010, ma entriamo
in una contaminazione hip-hop/ragga decisamente troppo lontana dall'argomento di questo topic.

Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 06 Set 2012, 13:54
E vai col gioco delle cover allora!  ;)

A questo punto "calo briscola"...  :poof:

Anno 1956, gli Spanishtonians incidono "Stop That Train" e seppur riscuotendo grande successo non immaginano neanche lontanamente cosa hanno prodotto... alla loro versione originale seguiranno infatti numerose cover, con una varietà di versioni talmente ampia da permetterci quasi di poter raccontare la storia della musica giamaicana attraverso un singolo brano..

Questo è l'originale brano Ska degli Spanishtonians



Derrick Harriott ne comprende immediatamente la potenzialità e produce la prima cover

1967 – Derrick Harriott : Keith and Tex - Stop that train


Il brano è rivisitato anche da Ernest Ranglin, con il suo stile inconfondibile

From Memories Of Barber Mack


Nel 1972 è la volta di Big Youth, con la sua Cool Breeze



Anche U-Roy la rivede a modo suo



Con Clint Eastwood & General Saint assume carattere dancehall



Tante altre sono le versioni, ma giusto per comprendere l'universalità di questo brano, chiudo con un gruppo italiano, che nel 2001 lo risuona in questo modo


99 Posse - Stop That Train

kelly slater

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Citazione di: Aquila Romana il 06 Set 2012, 18:38
A questo punto "calo briscola"...  :poof:

Anno 1956, gli Spanishtonians incidono "Stop That Train" ...

Grande! Stop that train vince!
E ti perdono anche l'errore di battitura ( era il 65 e non il 56 ). :=))

Mi limito ad aggiungere la mia versione preferita, del 1972:


Aquila Romana

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In effetti... chissà che effetto avrebbe avuto un brano del genere nel '56 !

:beer:


Aquila Romana

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A proposito del citato John Holt, cantante giamaicano classe 1947, questa la sua martellante hit a favore di una no-fly zone...   




kelly slater

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Abbiamo visto come sia stato centrale il ruolo del basso elettrico nel passaggio dallo ska al rocksteady.
Dal semplice supporto ritmico sulle toniche, il basso si avventurava in frasi melodiche che ornavano
il rallentamento generale.
E certo, fu una rivoluzione significativa passare da quei ritmi veloci e ingessati al caldo ciondolante
cullare del rocksteady.
Ma il rocksteady ebbe vita breve, circa due anni, dal 1966 al 1968.
Come sempre le cause furono molteplici, ma volendo riassumerle in una piu' generale si potrebbe dire
che l'isola era pronta per una musica che superasse di nuovo l'influenza americana per inserire
elementi autoctoni in una forma nuova, come metafora di una nuova presa di coscienza nera e proletaria.
Le lotte degli afroamericani rimbalzavano in giamaica trovando sponda nell'affermazione del Rastafari.
E dunque, le canzoni d'amore o di esaltazione delle gesta dei "rude boys", i microdelinquenti dei ghetti di Kingston, proprie del rocksteady, era tempo che lasciassero spazio alle rivendicazioni sociali, politiche e religiose dei "sufferah", i poveri emarginati delle bidonville, che nel frattempo erano divenuti la maggioranza.
Il roots reggae reincorpora quindi le percussioni tradizionali del mento e del calypso, e sopratutto pone ancora piu' in primo piano il ruolo di "motore" del basso.

Una figura chiave (anzi forse LA figura chiave) di questo processso, nel periodo che va dal 1968 al 1971 risponde al nome di Leroy Sibbles.

Leroy era dal 65 la voce solista del trio The Heptones, uno dei gruppi vocali piu' importanti nel periodo a cavallo tra ska e rocksteady.
Per farsi un'idea questa è stata la loro hit maggiore:



A forza di frequentare lo Studio One di sir Coxsone Dodd, Leroy viene stipendiato a tempo pieno come braccio destro di Jackie Mittoo, tastierista e arrangiatore leggendario ( di cui il buon AR ha gia' narrato le gesta in altro post ).
Mittoo insegna a Leroy a suonare il basso, ad arrangiare e sopratutto a fare il talent scout, ovvero a sceegliere tra le decine di aspiranti cantanti quelli che potevano avere successo per la scuderia Studio One.
E siccome ci fu una grande diffidenza all'inizio verso il reggae da parte di Duke Reid, Prince Buster e gli altri produttori "minori", fu rilevante il fatto che Dodd invece ci credette in pieno, promuovendo di fatto la nascita del genere.
Certo, nel frattempo anche Lee Perry, King Tubby, e altri stavano sperimentando in quella direzione, ma il trademark del roots reggae lo si deve in gran parte al modo di suonare il basso di Sibbles, che non è piu' solo frase melodica ne' semplice supporto ritmico, ma una cosa che riunisce entrambi gli aspetti e va a formare l'ossatura attorno alla quale si sviluppa la canzone, insieme al pattern di batteria ( il cosiddetto Riddim ).

Ecco alcuni giri di basso Sibblesiani che hanno fatto la storia e la scuola:









Suo il giro del basso anche nel capolavoro assoluto dell'esordiente Burning Spear ( che Leroy audiziono' e scelse nonostante la diffidenza di Dodd verso tematiche cosi' fortemente integraliste Rasta )



Nel 71', stufo per i mancati pagamenti del tirchio boss di Studio One, Sibbles lavorera' per altri due anni
con praticamente tutti i produttori dell'isola, fino al 73', anno i cui si trasferisce in Canada dove vivra' per oltre vent'anni.
Nel frattempo avra' avuto altre soddisfazioni con gli Heptones grazie alla popolarita' internazionale raggiunta sotto la Island Records.
Rimane il fatto che il suo nome rimane scolpito a caratteri d'oro nella storia del reggae per il lavoro in studio  svolto in quei 3 gloriosi anni "registrando 5 pezzi al giorno ogni giorno, sabato e domenica inclusi", inventando giri di basso, arrangiando i fiati, educando gli aspiranti singers, il tutto fumando tanta ganja perche' come Horace Andy ricorda: "tutti i muscisti e i cantanti volevano andare allo Studio One, perche' era l'unico che ti permetteva di fumare all'interno, cosi' che l'ispirazione era costante e non ti abbandonava mai..."


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kelly slater

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Citazione di: kelly slater il 10 Set 2012, 14:43

A forza di frequentare lo Studio One di sir Coxsone Dodd, Leroy viene stipendiato a tempo pieno come braccio destro di Jackie Mittoo, tastierista e arrangiatore leggendario ( di cui il buon AR ha gia' narrato le gesta in altro post ).


ecco, mi sa che sto post di AR su Jackie Mittoo me lo so' sognato...
eppure Aquila se lo meriterebbe un bel post il grande Jackie, non credi?  ;)

Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 10 Set 2012, 17:30
ecco, mi sa che sto post di AR su Jackie Mittoo me lo so' sognato...
eppure Aquila se lo meriterebbe un bel post il grande Jackie, non credi?  ;)

Sicuro ! Ora vediamo di colmare la lacuna.

Ma sono talmente tanti gli artisti che ancora mancano all'appello da farmi pensare che questo topic ce lo portiamo almeno fino a natale...

;)

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