La Lazio e le altre, secondo gli addetti ai lavori

Aperto da karlsarzbringer, 10 Set 2012, 13:09

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pontello

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Quasi tutti gli addetti ai lavori (scusate l'autocitazione)...

Citazione di: pontello il 27 Ago 2012, 08:40
Semi OT, ma volevo riportare questa cosa...

Sabato sera, ore 23;18: scendo per spostare la macchina, accendo la radio su RAI RADIO1... credo stessero commentando la partita della Juve, io ascolto solo il seguente stralcio (che cerco di riportare testualmente, comunque la sostanza è esattamente quella)

Conduttore - Secondo voi, a parte la Juve, chi è lotterà per lo Scudetto? Insomma, chi è la seconda papabile?
Tardelli -  Inter e Lazio (con tono convinto, poi ci pensa un attimo ndP), probabilmente anche il Napoli potrà concorrere se... (non mi ricordo ndP)

Passa la parola al secondo ospite (non so chi fosse) che sbrodola giù tutte le squadre principali tralasciando solo la Lazio, e guarda caso puntando forte sui cuginastri.  :stop

Ho chiuso li (tanto avevo parcheggiato), e ci ho ripensato: in mezzo al solito standard propeperoni, mi ha fatto piacere questo commento di Tardelli che di calcio qualcosa ne sa, fra me ho pensato che poteva essere beneaugurante per il giorno dopo...  :D   

GP

mazzok

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Citazione di: gregor il 10 Set 2012, 14:05

ROMA - A tu per tu con il nuovo collaboratore di Roberto Mancini al Manchester City, con un cuore biancoceleste, che ha lasciato l'Italia per una nuova esperienza di vita nel Regno Unito, patria del gioco del calcio. Ha deciso di abbandonare momentanemente la carriera di allenatore, è deluso dal 'bel paese'. Ai Citizens è il nuovo capo Scouting, aiuterà il miglioramento tecnico e tattico del reparto difensivo, ma con un sogno nel cassetto. Angelo Gregucci alla Lazio ha vissuto otto anni, non mai nascosto la sua profonda lazialità. Lui, pugliese di nascita e romano d'adozione, l'ha portata con sé anche in terra inglese. Ai nostri microfoni ci racconta la sua avventura, spaziando attraverso tutti gli argomenti: dal passato all'attualità, dal calcio italiano a quello della prima squadra della capitale. Una lunga intervista, che noi offriamo in esclusiva a tutti i tifosi laziali, ai quali Gregucci promette di restituire l'affetto ricevuto:
Da Allenatore in Italia,  a collaboratore e dirigente di una delle più importanti e ricche squadre del mondo. Cos'è cambiato?
"E' cambiato moltissimo. Ora faccio parte di una struttura molto più articolata di quello che oggi ha responsabilità tecnica de calcio moderno. Lavoro con calciatori di altissimo profilo, dove cambia anche la programmazione degli allenamenti. Praticamente quando ci sono le nazionali si può anche rimanere a casa, perchè sono tutti via in giro per il mondo, anche i giovani con le relative Under 21. E' cambiata la lingua, è cambiata la cultura, sono cambiati gli stadi. Per quanto mi riguarda è cambiato tutto".
Come lavora Roberto Mancini e da dove nasce il vostro rapporto professionale?
"Al City ha tracciato una linea ben evidente, portando nel breve periodo il club a pensare in grande, a vincere trofei importani, in Inghilterra gli manca solo la Carling Cup. Lo ha fatto in una società con una storia prestigiosa, ma fatta di pochi successi. Mancini ha portato la mentalità vincente, con alle spalle una proprietà sempre pronta ad investire sulle sue idee. Roberto l'ho conosciuto su tanti anni fa sui campi di calcio, dopo che gli dato tanti calci sugli stinchi siamo diventati amici. Poi abbiamo collaborato insieme alla Fiorentina, fino all'opportunità di tornare con lui che ho colto al volo".
Premier scelta di vita?
"E' stata un'esigenza, per cercare di conoscere una cultura e una lingua nuova, ho scelto al momento giusto. Avevo la volontà di andare all'estero, perchè penso che il calcio italiano mi potesse consegnare poche soddisfazioni. L'Italia deve fare bene i conti e cercare di rilanciarsi, scegliere una strada fruttuosa sotto il profilo delle idee. Dobbiamo fare valere l'eccellenza della nostra nazione. E' stata un'esigenza, per cercare di conoscere una cultura e una lingua nuova, ho scelto al momento giusto. Penso che un italiano in questo momento, possa arricchirsi all'estero e tornare in Italia con un nuovo bagaglio, come hanno fatto gli altri paesi nei nostri confronti".
Quali differenze stai scoprendo tra il movimento calcistico britannico e quello italiano?
"Quelle le potrò conoscere solo attraverso la conoscenza diretta. Posso dire che qui c'è un'altra mentalità, c'è un'altra atmosfera, un altro modo di interpretare il calcio. Mi duole dirlo, perchè sono un profondissimo nazionalista, ma penso che per organizzazione e qualità della stessa, la Premier League sia molto avanti. Qui oltretutto, c'è la cultura della festa quando si va ad assistere ad una partita di calcio, arrivando con oltre due ore di anticipo in strutture a misura di tifoso, accogliente per le famiglie".
L'Italia sulla questione 'nuovi stadi' sembra l'ultima della fila...
"La Juventus ha fatto il primo passo in avanti, ma per il resto non c'è altro. Lo strutture sono fondamentali per chi deve fare uno spettacolo, come il teatro lo è per chi deve recitare. Il Inghilterra il palcoscenico è ben confezionato, perchè la differenza non vedi nell'andare all'Emirates o all' Old Trafford, ma quando si va nei campi 'piccoli': A Southampton, o a West Bromwich, che sono dei veri e propri gioielli".
Soldi e successo. Binomio indissolubile nel calcio?
"No, però aiuta a coronare prima il raggiungimento di obiettivi, che si possono raggiungere anche con l'attenta programmazione, le idee e la lungimiranza".
Un discorso che può valere anche per la Lazio?
"Assolutamente si. Nei medi obiettivi sono convinto di si, per quanto riguarda i grandissimi traguardi si fa più fatica. Se si vuole vincere la Champions League bisogna poter spendere. L'esempio da seguire è quello del Barcellona, che oltre alla disponibilità, ha unito la grande competenza nel rivendicare una terra come la Catalona, dove attinge costantemente per far crescere in casa futuri campioni. Il settore giovanile potrebbe essere il grimaldello per rompere gli equilibri con le grandi, anche nel caso della Lazio. La Federazione italiana, così come la società biancoceleste, dopo un momento buoi culminato nella mancata partecipazione alle Olimpiadi, stanno tornando ad investire sui giovani".
Tornando all'Inghilterra, la Lazio il 20 settembre affronterà il Tottenham. Che partita sarà?
"Sarà una bella gara, molto difficile. Gli Spurs hanno operato molto bene sul mercato e sono un club prestigioso. Loro sono molto forti, ma la Lazio ha i requisiti per farcela. Negli undici ci siamo, possiamo giocarcela e vincere".
Una Lazio, sia numericamente che qualitativamente, pronta ad affrontare le tre competizioni?
"La rosa è competitiva, la squadra la si conosce bene. Tra i nuovi non conosco Ciani. Però penso che sia giusto affidarsi ad Ds Tare e al presidente Lotito, perchè nel tempo hanno saputo dimostrare con i fatti, che in tutti i rapporti qualità prezzo difficilmente hanno sbagliato. Negli ultimi anni si è operato sempre in modo molto oculato, riuscendo a prendere ad esempio, un campione e una leggenda come Miro Klose. Non mi aspettavo che il tedesco potesse essere così brillante, rinnovo i miei complimenti alla società che ha creduto in questa operazione".
A cosa può puntare la Lazio? Sognare in grande è possibile?
"La Lazio è tra le prime quattro-cinque d'Italia, ma già entrare tra le prime tre sarebbe un grandissimo risultato. Alla parola scudetto 3-4 anni fa, avrei parlato di delirio, ma oggi dico che non è una bestemmia e l'unica da battere è la Juventus. Non è impossibile, oltretutto la Lazio viene da da due stagioni ai vertici e ha accumulato esperienza per stare lì in alto. Ad ogni modo il secondo posto sarebbe alla portata: Milan, Roma e Inter sono sullo stesso piano dei biancocelesti".
E in Europa League? Non è il momento che le squadre italiane la prendano sul serio?
"In Europa siamo al minimo storico, se pensiamo che il Braga manda a casa la terza del nostro campionato. Siamo in regressione, bisognerebbe avere l'onestà di saperlo ammettere e rimboccarci le maniche. Dobbiamo necessariamente tornare ai fasti di un tempo, quando Atalanta in B e Fiorentina in zona retrocessione si andavano a giocare una finale di Coppa Europea. Oltretutto nel punteggio Uefa siamo incalzati dal Portogallo, che sarebbe una bestemmia calcistica se ci dovesse superare. E' indispensabile fare una grande Europa League, non si può a Natale essere fuori dal giro europeo e, una squadra come la Lazio, ha l'obbligo di puntarci e provare a vincerla".
Ti sei già fatto un'idea su Vladimir Petkovic e il suo calcio?
"Mi sembra una persona seria, con il grande vantaggio di parlare tante lingue. Su di lui avevo sentito troppe critiche nel precampionato, ma chi ha onestà intellettuale sa il lavoro di un tecnico si può vedere nel medio lungo periodo. Due partite sono troppo poche per esprimere un giudizio, quando saranno passate almeno veti giornate, allora esprimerò un giudizio tecnico su di lui. Però quando ha messo per il primo giorno la tuta della mia squadra del cuore, viva Petkovic, lo difenderò fino all'ultimo giorno".
Che messaggio ai tuoi vecchi tifosi laziali?
"Ogni volta che torno a Roma, mi rendo conto che la spina del sentimento non si è mai staccata e la corrente scorre al massimo. Confesso che mi piacerebbe chiudere la carriera tornando alla Lazio per fare qualcosa con i giovani, per restituire al calcio che m'ha preso dalla strada e che m'ha dato tutto nella vita, nel bene e nel male, quello che la Lazio ha dato a me. Ho il sogno di crescere un ragazzo a Formello, per poi vederlo la domenica all'Olimpico farsi largo tra i più grandi e affermati. Lo voglio fare nel club che ha la priorità nel mio cuore, dove ho vissuto le emozioni più importanti e sincere, che ancora oggi mi fa gridare Forza Lazio".

Grandissimo Angelo Adamo Gregucci.  :ssl

grande Angelo (forse meritava un topic tutto suo)

Rebhell

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Nel ristretto novero di pretendenti al titolo non ha considerato la Lazio di Petkovic.
«Non conoscendo l'allenatore, non posso sbilanciarmi. Ad ogni modo penso che, vista la qualità di alcuni calciatori, lotterà per le posizioni nobili della classifica. Però Juventus, Roma e Napoli restano un passo avanti a tutte le rivali».


soprattutto, perche' la roma resta un passo avanti? :?

mannibal

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L'unico vero giornalista rimasto in giro, Sconcerti, sostiene che, più forte della Lazio c'e solo la Juve...e lo ripete di continuo, anche quando gli chiedono:" Ma la Roma?"

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robylele

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intanto Melli e Focolari oggi su RR ammettono di essersi infatuati di Petko..


blow

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Citazione di: rebhell il 10 Set 2012, 21:46
Nel ristretto novero di pretendenti al titolo non ha considerato la Lazio di Petkovic.
«Non conoscendo l'allenatore, non posso sbilanciarmi. Ad ogni modo penso che, vista la qualità di alcuni calciatori, lotterà per le posizioni nobili della classifica. Però Juventus, Roma e Napoli restano un passo avanti a tutte le rivali».


soprattutto, perche' la roma resta un passo avanti? :?

Lo vedi che la risposta e' pura invenzione di uno che si spaccia per giornalista sportivo?

calimero

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Citazione di: robylele il 10 Set 2012, 22:57
intanto Melli e Focolari oggi su RR ammettono di essersi infatuati di Petko..

Troppo ha da penà Melli per farmi scordare "angina Petkovic".........

emi-grato

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Citazione di: calimero il 11 Set 2012, 00:25
Troppo ha da penà Melli per farmi scordare "angina Petkovic".........

beh, puó essere indigesta...
Peró devi ammettere che è divertente. Almeno nel periodo in cui immagino l'abbia detta...
E vedrai che ne troverá un'altra che ribalterá la precedente e ti fará ridere  :beer:

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Citazione di: emi-grato il 11 Set 2012, 00:42
beh, puó essere indigesta...
Peró devi ammettere che è divertente. Almeno nel periodo in cui immagino l'abbia detta...
E vedrai che ne troverá un'altra che ribalterá la precedente e ti fará ridere  :beer:

Guarda, a parte che fare dell'umorismo citando una malattia è di dubbio gusto, a me piacerebbe almeno, adesso che si è innamorato di Petko, che si cospargesse il capo di cenere e ammettesse che di calcio, in fondo, ci capisce poco ed è una fortuna che la Lazio sia gestita da gente più competente di lui. Poi parliamo.

N.B. Io, che non capisco una ceppa, avevo millanta dubbi su Vlado (credevo che fosse un pazzo integralista che volesse fare un calcio non adatto agli interpreti a disposizione) però prima di esprimere un giudizio su di lui ho voluto aspettare qualche test significativo e ancora ritengo che dovrà confermarsi. Non c'è bisogno di "infatuazioni" che si trasformino in pernacchie alla prima avversità.

Palo

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Coloro che non hanno avuto la benché minima perplessità all'annuncio di Petkovic sono molto pochi ed affetti da "eccesso di fiducia". Credo che avere avuto dei dubbi sulla scelta sia stato naturale ed umano. Stracciarsi le vesti, piangere o bestemmiare è stata cosa degli integralisti contro Lotito e Tare. Mantenere la calma ed aspettare i responsi del campo mi sembra una posizione equilibrata.

Io per il momento mi limito a dire che erano anni che non mi divertivo a vedere la Lazio giocare (qualcosa con Rossi, in qualche serata particolarmente positiva e parecchio ai tempi della banda mancini.

AquiladiMare

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C'è poco da infatuarsi..... la squadra grosso modo c'è... talenti in questa serie A ridimensionata ne abbiamo.... se ci assiste un po' di buona sorte credo che quest'anno so' caxxi per tutti....
Ho visto i giocatori molto avvelenati e convinti....

E soprattutto legati al mister

Panzabianca

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Citazione di: italicbold il 10 Set 2012, 15:48
Per il gioco che fanno fare a Destro, Borini era molto ma molto meglio.
Osvaldo e Destro sono sostanzialmente uguali. O gioca uno o gioca l'altro, se giocano entrambi si pestano i piedi.
di fatto, non ho mai compreso la cessione del Borini. All'arrivo derboemo ho immediatamente pensato che Borini e Bojan e Pijanic fossero ideali... Ceduti i primi due e il terzo che fatica. Bene così. Destro potrebbe rivelarsi un giocatore non necessario ma da far giocare a tutti i costi come Titti... Cuoceranno nel loro brodo. Utinam Dei!!

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Spongebill

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Ranieri sulla lotta scudetto: "Dopo Juve e Napoli, ci sono Lazio e Roma"

L' allenatore del Monaco,Claudio Ranieri è intervenuto ai microfoni dell' emittente radiofonica romana Radio Radio, per esprimere la sua sulla favorita di questo campionato.

Ecco le sue parole:

Chi vede come favorita quest'anno per lo scudetto?
"Per lo scudetto rivedo la Juventus. Anche se lo scorso anno aveva il vantaggio di concentrarsi solo sul campionato. Per me sono sempre loro la squadra da battere. Poi ci sono le due milanesi che, anche se non hanno comprato molto, bisogna sempre mettercele. E poi c'è il Napoli di Mazzarri che sta facendo molto bene. Poi Roma e Lazio. Queste sono le squadre che possono competere".

:asrm

est1900

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Perchè chiedono a Ranieri di lotta scudetto?
Sarebbe come chiedere a Cristiano Malgioglio di presiedere la giuria di Miss Italia...

SemperLazio

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Citazione di: AquiladiMare il 11 Set 2012, 08:27
.... se ci assiste un po' di buona sorte credo che quest'anno so' caxxi per tutti....
Ho visto i giocatori molto avvelenati e convinti....

E soprattutto legati al mister
Ok,ma come la mettiamo col terzino sinistro?    :D

ssl_1900

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Citazione di: Spongebill il 11 Set 2012, 12:04
Ranieri sulla lotta scudetto: "Dopo Juve e Napoli, Inter e Milan, ci sono Lazio e Roma"

L' allenatore del Monaco,Claudio Ranieri è intervenuto ai microfoni dell' emittente radiofonica romana Radio Radio, per esprimere la sua sulla favorita di questo campionato.

Ecco le sue parole:

Chi vede come favorita quest'anno per lo scudetto?
"Per lo scudetto rivedo la Juventus. Anche se lo scorso anno aveva il vantaggio di concentrarsi solo sul campionato. Per me sono sempre loro la squadra da battere. Poi ci sono le due milanesi che, anche se non hanno comprato molto, bisogna sempre mettercele. E poi c'è il Napoli di Mazzarri che sta facendo molto bene. Poi Roma e Lazio. Queste sono le squadre che possono competere".

:asrm

questo era il titolo giusto




AquilaLidense

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Melli è il numero uno, non tanto nel parlare di calcio ma nella dialettica, gli aggettivi che usa sono sublimi.

Zoppo

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Colgo l'occasione per mandare un abbraccio (che tanto non mi leggerà mai ma vabbè) ad Angelo Adamo Gregucci.
Persona splendida, Laziale vero, professionista eccellente, allenatore capace.

Spero di vederti un giorno, non molto lontano, dentro questa società...

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Melli è un cialtrone che segue il vento che tira. Uno così solo a Roma poteva venir fuori

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Citazione di: mannibal il 10 Set 2012, 22:19
L'unico vero giornalista rimasto in giro, Sconcerti, sostiene che, più forte della Lazio c'e solo la Juve...e lo ripete di continuo, anche quando gli chiedono:" Ma la Roma?"

e secondo te è solo un caso che non scriva più su Repubblica?

Comunque Sconcerti è di un'antipatia unica

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