Il tempo del vattenaffanculo

Aperto da GuyMontag, 19 Set 2012, 18:37

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GuyMontag

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Sono una persona tranquilla e mite, con occasionali scatti dei quali tendo a pentirmi in modo anche esagerato. Questi scatti sono fini a se stessi, si esauriscono in una bolla d'aria, non ricordo se ho mai menato le mani. Credo addirittura che – passata la tempesta ormonale della pubertà – non sia più successo.

Anche verbalmente, sono conciliante, rifuggo dall'aspro scontro verbale, difendo le mie opinioni cercando sempre di evitare di passare alla personalizzazione dell'insulto. Mia moglie, con me, ha gioco facile. Ogni nostro litigio termina con una mia sconfitta rovinosa, per lo più accompagnata da colpevoli omaggi floreali in segno di pace.

In questi periodi, mi scopro diverso. Più suscettibile, meno disposto a passar oltre, meno ansioso di appianare contrasti. Non in tutti i campi della mia vita, ovviamente. Mia moglie continua a sconfiggermi con irrisoria facilità, e ancor oggi mendicanti e venditori di calzettoni, quando mi vedono all'orizzonte, accorrono a frotte, sicuri di rimediare un obolo, anche se tra me e me mi maledico, perché so di essere gabbato. Per non parlare dei miei figli, contro di loro è sempre uno 0-3 a tavolino. Non mi presento nemmeno.

Parliamo di calcio, però, il mio aspetto muta radicalmente. Lo sguardo si fa provocatorio, la mascella sporge, l'occhio si stringe, le labbra si serrano. La categoria delle chiacchiere da bar, da sempre mio annoiato ma dolce passatempo, le prese in giro amichevoli e bonarie sono un lontano ricordo. Aleggia nell'aria, dal primo momento, un presagio di vattenaffanculo.

A questo mi hanno portato questi mesi di repubblica, di mensurati e dimartini, di illazioni, risolini, sospetti, minacce di pioggie, di squalifiche, di penalizzazioni, un livido cappotto di piombo sulle mie spalle di laziale. Ogni voce da parte dei giornali, ogni azione delle procure, mi fa l'effetto di una riga sul cofano. Sono diventato intollerante, ringhioso, non mi interessa più il contraddittorio. Il mio interlocutore, qualora non laziale (ma anche tra quelli...) è nella migliore delle ipotesi disinformato, nella peggiore romanista.

All'inizio di questa inchiesta (!) ero combattivo. Ringraziavo i ragazzi di questo sito, trovavo conforto nella controinformazione, il topic sulle celle di Formello uno dei punti più alti della rivoluzione biancoceleste. Ad ogni crocicchio dove si bisbigliava con finto sdegno sulla Lazio intervenivo. Cercavo di convincere, informare, controbattere, discutere, argomentare.

Ora sono stanco, non ce la faccio più. Per ogni ulteriore distillato di fanghiglia, che percola da ogni interstizio, che dilaga nelle sedi degli organi di informazione, esonda dalle procure, per ogni fendente alla cieca con un solo – ormai evidente – bersaglio, mi rinchiudo ancor di più in me stesso. Che parlo a fare? Chi posso cercar mai di convincere? Peggio, lo voglio?

L'altro giorno mi trovavo ad un tavolo conviviale con alcuni colleghi, quando si aggrega un consulente che conoscevo di vista. Il discorso scivola sulle solite banalità, si avvicina il momento del caffé, stiamo quasi per alzarci, quando il consulente (vil razza dannata) pronuncia le fatidiche parole, senza alcuna avvisaglia: c'è qualche laziale qui? Le tempie mi pulsano, la temperatura sale, la voce si alza di un'ottava. Mi esce un: sì, io, perché? che solo per quel minimo di rispetto delle convenienze sociali e dei miei amici non diventa un: sì, io, che cazzo ci hai da dì? Tanto so dove l'essere va a parare. Eh, sì, perché di questi tempi un tifoso laziale dovrebbe solo vergognarsi, con i giocatori che si vendono (o comprano, non ricordo) le partite.

In altri tempi avrei cercato di parlare, di smontare le sue affermazioni (neanche era romanista, almeno avrei capito) da mediocre superficiale lettore di titoli di giornali, un consumatore in pectore di Chi? e di Visto con una patina appena di prosopopea, finto scandalizzato per il marcio che c'è nel calcio e di cui Stefano Mauri rappresenta l'icona. Dalla mia gola è uscito un gorgoglio impercettibile, un aggrovigliarsi di consonanti, sono diventato rosso, stavo per rispondere a tono, controbattere, argomentare.

Poi, ho capito. C'era un solo modo di rispondere. Ho poggiato il tovagliolo sul tavolo, mi sono alzato in modo lento e studiato, l'ho guardato, gli ho detto: mavattenaffanculo, và. Mi sono voltato e ho lasciato il locale (sono tornato più tardi a pagare).

D'ora in poi, per me, solo così. E' arrivato il tempo del vattenaffanculo.

Capitan Achab

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Come ti capisco!!!!! Non sopporto piu' nessuno!!!(complimenti per come scrivi!)

kurt

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colosseo2000

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Citazione di: GuyMontag il 19 Set 2012, 18:37
.........(sono tornato più tardi a pagare).


Ecco un'altra differenza tra Noi e loro

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BomberFiorini

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110%... M'hai fatto venì i brividi a legge!!!
:beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:

aquilante

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il vaffa è perfetto, è l'alzarsi e andar via che non va bene
se n'annassero loro

blow

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sto come te, amico mio.
paro, paro.
vattenaffanculo e gli dò le spalle.

vagabond

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paro paro...sto scoppiando...e questi non hanno capito che il popolo Laziale tutto è al limite.

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FeverDog

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Citazione di: vagabond il 19 Set 2012, 19:05
paro paro...sto scoppiando...e questi non hanno capito che il popolo Laziale tutto è al limite.

e non stanno capendo che il popolo laziale al limite è una gran brutta notiza per loro. Continuate pure...

vaz

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vaffanculo a tutti, maledetti sciacalli



Zanzalf

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piscedda69

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Vaffanculo pure da parte mia.

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tommasino

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Io sono GuyMontag!




Anche se, purtroppo, non scriverò mai come GuyMontag.

PARISsn

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e' una splendida analisi caro Guy...e' quello che  molti di noi sentono di fare ormai..stanchi e sfiduciati di dover profferire tante parole per dimostrare le  incongruenze..le falsita'...le cose artatamente fatte circolare per colpire un bersaglio gia' in anticipo designato..stanchi e sfiduciati di profferire tante parole a difesa della  nostra Lazio..che dai nostri interlocutori non vengono proprio comprese..per partito preso o per idiozia d'animo che non gli consente di capire...e quindi gli animi si fanno esacerbati..i quieti..i calmi..i tranquilli...sfogano come te..come me e come spero tutti questa frustrazione con un bel " vatteneaffanculo " risolutore e liberatorio...ma  il pericolo e' che  il debole di mente..o il bacato di mente...al " vatteneaffanculo " aggiunga pure due capocciate o peggio. questo clima che ormai da mesi e mesi...per non dire da anni ci circonda...facendoci sentire  in trincea perennemente..e' molto pericoloso. forse anche a questo aspetto stanno puntando..sperano che la gogna mediatica e non a cui siamo sottoposti faccia saltare i nervi a chi non e' dotato di buoni anticorpi...stiamo attenti ai derby..e a ogni altra partita. non aspettano altro che aggiungere  ulteriore fango. faccio mia la richiesta gia' fatta da qualcuno per domani..attenzione ai cori e a come ci si pone..che  i 2mila a londra se mettano una mano sulla coscenza...un gesto esecrabile sarebbe occasione per " lor signori "di un altro tormento contro di noi...

olympia

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Citazione di: GuyMontag il 19 Set 2012, 18:37
Sono una persona tranquilla e mite, con occasionali scatti dei quali tendo a pentirmi in modo anche esagerato. Questi scatti sono fini a se stessi, si esauriscono in una bolla d'aria, non ricordo se ho mai menato le mani. Credo addirittura che – passata la tempesta ormonale della pubertà – non sia più successo.

Anche verbalmente, sono conciliante, rifuggo dall'aspro scontro verbale, difendo le mie opinioni cercando sempre di evitare di passare alla personalizzazione dell'insulto. Mia moglie, con me, ha gioco facile. Ogni nostro litigio termina con una mia sconfitta rovinosa, per lo più accompagnata da colpevoli omaggi floreali in segno di pace.

In questi periodi, mi scopro diverso. Più suscettibile, meno disposto a passar oltre, meno ansioso di appianare contrasti. Non in tutti i campi della mia vita, ovviamente. Mia moglie continua a sconfiggermi con irrisoria facilità, e ancor oggi mendicanti e venditori di calzettoni, quando mi vedono all'orizzonte, accorrono a frotte, sicuri di rimediare un obolo, anche se tra me e me mi maledico, perché so di essere gabbato. Per non parlare dei miei figli, contro di loro è sempre uno 0-3 a tavolino. Non mi presento nemmeno.

Parliamo di calcio, però, il mio aspetto muta radicalmente. Lo sguardo si fa provocatorio, la mascella sporge, l'occhio si stringe, le labbra si serrano. La categoria delle chiacchiere da bar, da sempre mio annoiato ma dolce passatempo, le prese in giro amichevoli e bonarie sono un lontano ricordo. Aleggia nell'aria, dal primo momento, un presagio di vattenaffanculo.

A questo mi hanno portato questi mesi di repubblica, di mensurati e dimartini, di illazioni, risolini, sospetti, minacce di pioggie, di squalifiche, di penalizzazioni, un livido cappotto di piombo sulle mie spalle di laziale. Ogni voce da parte dei giornali, ogni azione delle procure, mi fa l'effetto di una riga sul cofano. Sono diventato intollerante, ringhioso, non mi interessa più il contraddittorio. Il mio interlocutore, qualora non laziale (ma anche tra quelli...) è nella migliore delle ipotesi disinformato, nella peggiore romanista.

All'inizio di questa inchiesta (!) ero combattivo. Ringraziavo i ragazzi di questo sito, trovavo conforto nella controinformazione, il topic sulle celle di Formello uno dei punti più alti della rivoluzione biancoceleste. Ad ogni crocicchio dove si bisbigliava con finto sdegno sulla Lazio intervenivo. Cercavo di convincere, informare, controbattere, discutere, argomentare.

Ora sono stanco, non ce la faccio più. Per ogni ulteriore distillato di fanghiglia, che percola da ogni interstizio, che dilaga nelle sedi degli organi di informazione, esonda dalle procure, per ogni fendente alla cieca con un solo – ormai evidente – bersaglio, mi rinchiudo ancor di più in me stesso. Che parlo a fare? Chi posso cercar mai di convincere? Peggio, lo voglio?

L'altro giorno mi trovavo ad un tavolo conviviale con alcuni colleghi, quando si aggrega un consulente che conoscevo di vista. Il discorso scivola sulle solite banalità, si avvicina il momento del caffé, stiamo quasi per alzarci, quando il consulente (vil razza dannata) pronuncia le fatidiche parole, senza alcuna avvisaglia: c'è qualche laziale qui? Le tempie mi pulsano, la temperatura sale, la voce si alza di un'ottava. Mi esce un: sì, io, perché? che solo per quel minimo di rispetto delle convenienze sociali e dei miei amici non diventa un: sì, io, che cazzo ci hai da dì? Tanto so dove l'essere va a parare. Eh, sì, perché di questi tempi un tifoso laziale dovrebbe solo vergognarsi, con i giocatori che si vendono (o comprano, non ricordo) le partite.

In altri tempi avrei cercato di parlare, di smontare le sue affermazioni (neanche era romanista, almeno avrei capito) da mediocre superficiale lettore di titoli di giornali, un consumatore in pectore di Chi? e di Visto con una patina appena di prosopopea, finto scandalizzato per il marcio che c'è nel calcio e di cui Stefano Mauri rappresenta l'icona. Dalla mia gola è uscito un gorgoglio impercettibile, un aggrovigliarsi di consonanti, sono diventato rosso, stavo per rispondere a tono, controbattere, argomentare.

Poi, ho capito. C'era un solo modo di rispondere. Ho poggiato il tovagliolo sul tavolo, mi sono alzato in modo lento e studiato, l'ho guardato, gli ho detto: mavattenaffanculo, và. Mi sono voltato e ho lasciato il locale (sono tornato più tardi a pagare).

D'ora in poi, per me, solo così. E' arrivato il tempo del vattenaffanculo.
io sono uguale a te, al femminile! non ci spreco più mezza parola con certa gente! era quello che volevano e ci stanno riuscendo... ci vogliono annientare! :x

strike

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* 2.561
Registrato
Vaffanculo pure da parte mia
e comunque se ne andranno loro

lollapalooza

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Lazionetter
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Roxy00

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Lazionetter
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Registrato
sono ampiamente d'accordo.... non se ne puo' veramente più.... BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

CI andassero davvero tutti!!!!!!!!!!!!

ah e comunque SEMPRE FORZA LAZIO!

:band1: :band1: :band1:

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saramago

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affanculo. tutti.
grazie Guy.

scintilla

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..'fanculo, andavetene affanculo.

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